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Il giorno della civetta

By Leonardo Sciascia

(361)

| Others | 9788822111722

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Book Description

Il capitano dei carabinieri Bellodi è incaricato di indagare sull'omicidio diuno dei soci di una cooperativa edilizia, ucciso perché si era rifiutato diavere la protezione della mafia. A Roma l'indagine viene osteggiata, perché s Continue

Il capitano dei carabinieri Bellodi è incaricato di indagare sull'omicidio diuno dei soci di una cooperativa edilizia, ucciso perché si era rifiutato diavere la protezione della mafia. A Roma l'indagine viene osteggiata, perché siteme che vengano alla luce le complicità politiche su cui la mafia può contare. Vengono compiuti intanto altri omicidi che danno nuove tracce a Bellodi.Il capitano riesce a scoprire i nomi di mandanti e esecutori, ma durante unabreve licenza a Parma, apprende dai giornali che tutta la sua costruzione èstata smantellata, che è stato costruito un alibi di ferro al maggior indiziato e che tutto il suo lavoro sembra vanificato. Bellodi però decide di ritornare in Sicilia a tutti i costi.

569 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Forse le cose oggi sono unpoco cambiate, ma forse neanche così tanto. Avrei dovuto leggerlo vent'anni fa.

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    Eleonora said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In alcuni passaggi Sciascia fotografa esattamente l'essenza della mentalità siciliana. Riporto uno di quelli che più mi ha colpito.
    E ciò discendeva dal fatto, pensava il capitano, che la famiglia è l’unico istituto veramente vivo nella coscienza ...(continue)

    In alcuni passaggi Sciascia fotografa esattamente l'essenza della mentalità siciliana. Riporto uno di quelli che più mi ha colpito.
    E ciò discendeva dal fatto, pensava il capitano, che la famiglia è l’unico istituto veramente vivo nella coscienza del siciliano: ma vivo più come drammatico nodo contrattuale, giuridico, che come aggregato naturale e sentimentale. La famiglia è lo Stato del siciliano. Lo Stato, quello che per noi è lo Stato, è fuori: entità di fatto realizzata dalla forza; e impone le tasse il servizio militare, la guerra, il carabiniere. Dentro quell’istituto che è la famiglia, il siciliano valica il confine della propria naturale e tragica solitudine e si adatta, in una sofistica contrattualità di rapporti, alla convivenza. Sarebbe troppo chiedergli di valicare il confine tra la famiglia e lo Stato. Magari si infiammerà dell’idea dello Stato o salirà a dirigerne il governo: ma la forma precisa e definitiva del suo diritto e del suo dovere sarà la famiglia, che consente più breve il passo verso la vittoriosa solitudine.

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    Ekox said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    E' da romanzi come questo che capisci che di scrittori così ce ne saranno sempre di meno.
    Forse nessuno.
    O perlomeno, potrà esserci qualcuno bravo, anche bravissimo, ma comunque incapace di raggiungere la potenza di Sciascia. Il suo sguardo sempre ...(continue)

    E' da romanzi come questo che capisci che di scrittori così ce ne saranno sempre di meno.
    Forse nessuno.
    O perlomeno, potrà esserci qualcuno bravo, anche bravissimo, ma comunque incapace di raggiungere la potenza di Sciascia. Il suo sguardo sempre qualche anno avanti, c'è poco da fare; e tuttora "Il giorno della civetta" resta una lettura obbligatorio.

    Basterebbero i contenuti: ma qui non conta solo il cosa, conta anche il "come"; perché questo è un racconto che dice tutto pur essendo ridotto all'essenziale; e perché Sciascia meriterebbe un monumento solo per come usa la punteggiatura. O per come inserisce personaggi di finzione in un contesto maledettamente reale e schifosamente amaro.

    Fondamentale.

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    Marco Renzi [costello89] said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano e dell'improvviso doloroso guizzo ...(continue)

    La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano e dell'improvviso doloroso guizzo del cuore, come di un coniglio vivo in bocca al cane.

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    Dumbledore said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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    Dopo l'assassinio dell'imprenditore edile Colasberna e la misteriosa sparizione dell' unico testimone dell'omicidio, il capitano Bellodi è deciso a far luce sulla questione. Dopo aver trovato solo omertà e reticenza deciderà di giocare l'ultima carta ...(continue)

    Dopo l'assassinio dell'imprenditore edile Colasberna e la misteriosa sparizione dell' unico testimone dell'omicidio, il capitano Bellodi è deciso a far luce sulla questione. Dopo aver trovato solo omertà e reticenza deciderà di giocare l'ultima carta che gli rimane con la confessione di un informatore, il quale rivelerà a Bellodi che il mandante dell' omicidio è Don Arena,capomafia del paese. Nonostante sappia che Don Arena ha amici ai vertici della politica, Bellodi decide di continuare il suo lavoro fino in fondo. Non appena Don arena viene arrestato e l' indagine sembra chiusa, l'informatore del capitano viene assassinato, Don Arena viene rilasciato e Bellodi viene trasferito a Parma.

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    Pacchiarotti said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

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