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Il giorno fatale

By Mary Stewart

(88)

| Hardcover

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Book Description

16 Reviews

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    Il giorno fatale è un romanzo fantasy del 1986 della scrittrice britannica Mary Stewart. È l'ultimo libro dedicato al ciclo arturiano e conclude la serie. Racconta della vita di Mordred e di come giunga a compimento il vaticino di Mago Merlino sulla ...(continue)

    Il giorno fatale è un romanzo fantasy del 1986 della scrittrice britannica Mary Stewart. È l'ultimo libro dedicato al ciclo arturiano e conclude la serie. Racconta della vita di Mordred e di come giunga a compimento il vaticino di Mago Merlino sulla fine dell'epopea arturiana.

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    Rupa said on Aug 31, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Che dire; letto nei primi anni '80 quando agli amanti della "materia di Bretagna" poco era dato tra gli scaffali delle librerie nostrane. Non so se per questo la rilettura della Stewart della celebre catarsi arturiana, con Mordred figlio e omicida di ...(continue)

    Che dire; letto nei primi anni '80 quando agli amanti della "materia di Bretagna" poco era dato tra gli scaffali delle librerie nostrane. Non so se per questo la rilettura della Stewart della celebre catarsi arturiana, con Mordred figlio e omicida di Artù, mi apparve bellissima. E tuttavia l'odore salmastro delle isole nordiche, gli ori e le porpore, rare luminescenze nelle rudi e brumose corti tribali di celti e sassoni, i toni e le atmosfere evocati con sapienti pennellate narrative, mi resero avvincenti quelle pagine.

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    Selvadègh said on Mar 16, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Recensione di Terre di Confine

    Il "giorno fatale" è, secondo Thomas Malory, il giorno in cui cadono sia re Artù sia suo figlio Mordred, nella battaglia di Calmann che li vede contrapposti. Da questo accadimento Mary Stewart trae il titolo per il quarto romanzo del suo famoso "Cicl ...(continue)

    Il "giorno fatale" è, secondo Thomas Malory, il giorno in cui cadono sia re Artù sia suo figlio Mordred, nella battaglia di Calmann che li vede contrapposti. Da questo accadimento Mary Stewart trae il titolo per il quarto romanzo del suo famoso "Ciclo di Merlino".

    L'indiscusso protagonista di questo libro è proprio il figlio illegittimo concepito dal grande Artù in una notte d'amore con la sorellastra Morgause (da non confondere con l'altra sorella Morgana, menzionata anch'essa come madre del re in alcune tra le numerose versioni del mito). Di Mordred, figura carica di odio designata ormai dalla tradizione letteraria quale nemesi del padre, la Stewart ci offre però un ritratto ben diverso, dotandolo anzi di un'immensa e, a volte, commovente umanità.

    In principio lo troviamo come ignaro bambino, affidato dalla perfida madre alla famiglia di un pescatore delle Orcadi (isole di cui Morgause è regina).

    Presto però le macchinazioni della genitrice avvicineranno Mordred alla vita di palazzo e ai fratellastri (Gawain, Gareth e i gemelli Gaheris e Agravain), figli di Morgause e del defunto re Lot del Lothian.

    L'autrice regala al lettore un meraviglioso ritratto della torbida amante incestuosa del re d'Inghilterra, che incarna al meglio la figura della strega, fatta di sensualità perversa e scaltrezza cospiratrice: lunghi capelli rosso-albicocca, occhi verde-dorati, dotata del potere della visione e capace di architettare ingegnosi tranelli a danno dei suoi avversari. Un personaggio ben costruito, che sembra il compendio di tutte le "cattive" (streghe, per lo più) che colorano il mondo della narrazione, dalla Poison Ivy di Batman (o quella che appare nel film omonimo con Drew Barrymore, dove la "strega" in questione è un'adolescente sensuale tutta malvagità e opportunismo) che uccide con il suo bacio velenoso, alla Crudelia De Mon de La Carica dei 101, sino alla terrificante matrigna di Biancaneve, tutti personaggi dediti al male ma che finiscono poi inghiottiti nella spirale morbosa del loro stesso veleno.

    Il culmine della sua perversione Morgause lo raggiunge quando agguanta Mordred (ancora ignaro di essere suo figlio) nelle segrete del castello e lo bacia sulla bocca, sospirando di piacere: "Baci come tuo padre!". Del resto l'autrice non poteva esimersi dall'affibbiare a un personaggio del genere l'incesto come tendenza sessuale.

    Il Mordred della Stewart è però un ragazzo troppo intelligente per non riconoscere subito la furbizia adulatoria della strega madre, al contrario degli uomini stupidi che lei riesce agevolmente a trasformare in sue pedine.

    Leggi la Recensione Completa di Terre di Confine:
    http://www.terrediconfine.eu/il-giorno-fatale.html

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    Terre Di Confine said on Mar 17, 2011 | Add your feedback

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    Un quattro stelle e mezzo per l'opera intera sulla Saga di Re Artù.

    Ma questo da solo il quattro stelle lo strappa coi denti. La vena della scrittrice si è impantanata su questo Mordred, figlio che non si può eliminare, perché la tradizione ce lo impone. Rispetto al meraviglioso, leggero, fantasioso, poetico primo vo ...(continue)

    Ma questo da solo il quattro stelle lo strappa coi denti. La vena della scrittrice si è impantanata su questo Mordred, figlio che non si può eliminare, perché la tradizione ce lo impone. Rispetto al meraviglioso, leggero, fantasioso, poetico primo volume ( La grotta di cristallo ) ci trasciniamo appresso ad una Nemesi pallosetta anzichenò. Ma la Mary Stewart rimarrà sempre quella scrittrice che mi ha fatto rivivere a sessanta anni l'amore per l'avventura di un quindicenne ( età delle mie letture di Re Artù, Sandokan, Corsaro Nero, Tre Moschettieri e via dicendo ). Regalato a Paola il 25 Agosto 2012.

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    Pantaleo Magrone said on Dec 4, 2010 | Add your feedback

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    Una sola nota per quattro libri: certo ci sono state storie più aderenti alla "realtà" di quello che è la storia di Merlino; certo ci sono stati libri più osannati e ripubblicati in merito. Ma il fascino che la Stewart ha saputo dare alla sua narrazi ...(continue)

    Una sola nota per quattro libri: certo ci sono state storie più aderenti alla "realtà" di quello che è la storia di Merlino; certo ci sono stati libri più osannati e ripubblicati in merito. Ma il fascino che la Stewart ha saputo dare alla sua narrazione non ha paragoni. Il sapore di queste pagine mi è rimasto sulla lingua, e dire che sono passati almebno 25 anni da quando ho finito di leggerle!

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    Sharra63 said on Sep 28, 2010 | 1 feedback

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