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Il giorno prima della felicità

By Erri De Luca

(607)

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Book Description

Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di pas Continue

Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall'occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacità di riscatto - alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l'esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l'uomo maturo e l'uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l'uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall'onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.

691 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    “Il vuoto in faccia a un muro, lasciato da una libreria venduta, è il più profondo che conosco” (Don Raimondo)

    Romanzo di formazione su uno scugnizzo povero ed orfano che vive gli anni dell’adolescenza nella Napoli del secondo dopoguerra: cosa ci può essere di più scontato e sfruttato, a maggior ragione in un romanzo breve che va poco oltre le 100 pagine?

    E ...(continue)

    Romanzo di formazione su uno scugnizzo povero ed orfano che vive gli anni dell’adolescenza nella Napoli del secondo dopoguerra: cosa ci può essere di più scontato e sfruttato, a maggior ragione in un romanzo breve che va poco oltre le 100 pagine?

    Eppure De Luca, che da tempo chissà perché non mi capitava di leggere, riesce ancora una volta a infondere una poesia naturale nei suoi racconti, con un pizzico di retorica è vero, ma solo quel tanto che rende questo ingrediente immancabile e quasi indispensabile in una storia napoletana.

    Non c’è molto altro da dire: si annotano frasi, come quella che ho messo a titolo, in quantità molto superiore alla media, e ci si abbandona ad assaporare quest’aria ‘e Napule, che per noi quassù, non conterranei ma almeno contemporanei dell’autore, è una breve ma intensa boccata di ossigeno perché, come scriveva De Luca in un romanzo precedente, “La vita è ‘nu muorz’”.

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    Ubik said on Oct 25, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Ai lati degli occhi si aprivano le rughe e da lì scolava la malinconia."

    "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco."
    "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."

    ---

    "Hai paura?"
    "Sì."
    "Di me?"
    "Sì e nessun coraggio sarà bello come questa paura."

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    Kyoko said on Oct 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quasi 4 stelle!

    In questo piccolo romanzo, a mio avviso, De Luca perde un po’ della sua brillantezza. Sarà che “ I pesci non chiudono gli occhi” mi ha fatto sognare, emozionare, ridere, ma questa volta lo scrittore partenopeo mi ha in parte deluso. Innegabile la sua ...(continue)

    In questo piccolo romanzo, a mio avviso, De Luca perde un po’ della sua brillantezza. Sarà che “ I pesci non chiudono gli occhi” mi ha fatto sognare, emozionare, ridere, ma questa volta lo scrittore partenopeo mi ha in parte deluso. Innegabile la sua maestria nello scrivere, alcune frasi degne di un grande filosofo, ma la trama non mi ha convinto fino in fondo. Se il titolo trasmette positività, sin dalle prime pagine ci si rende conto che la storia non sarà felice, che la felicità si aspetta e c’è sempre un “giorno prima della felicità” e bisogna accorgersene. Smilzo è figlio di Napoli, figlio del palazzo in cui è cresciuto con Don Gaetano, il portiere. Smilzo e Don Gaetano, piccoli eroi di una Napoli caratteristica e che si sta evolvendo, uniti nella loro solitudine e forti della loro intelligenza. E poi c’è Anna. Sottile sagoma che si intravede dalla finestra, prima, e donna contesa e incompresa, poi. E infine c’è La Capa, con le sue idiosincrasie e la mania di apparire, inconsapevole dell’inutilità dell’apparenza. Egli è la rappresentazione dell’inizio di una società materialista che comincia a prendere piede nel dopoguerra. “ Il giorno prima della felicità” è un altro squarcio di Napoli, che ti prende con i suoi colori e i suoi sapori, fino a che giri l’ultima pagina e vorresti passeggiare per i vicoli, sorprendendoti del fatto che è proprio così come De Luca narra.

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    Rosy said on Sep 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La felicità era una verità e costava sangue.

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    Phaedra said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    questo è ciò che si può definire un buon libro, la scrittura di De Luca è coinvolgente se pur semplice e chiara. primo libro con il quale mi approccio allo scrittore e già ho voglia di avventurarmi in altri suoi racconti.

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    Debora Marchesi said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

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    Bellissimo.
    La Napoli delle quattro giornate e un giovane ragazzo figlio della città, con un tutore come non se ne trovano più. Da leggere tutto d'un fiato.

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    Anga said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

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