Il giorno prima della felicità

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Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di pas ...Continua
Paolo
Ha scritto il 20/11/18
Niente da dire, Erri De Luca sa scrivere, conosce le parole e sa raccontare una storia. È un romanzo breve, ma denso di storia, di amore, di onore. C'è la guerra, il dopoguerra, l'iniziazione amorosa di un adolescente, l'ebreo. C'erano tutti gli elem...Continua
Viandante Jan
Ha scritto il 28/09/18

De Luca alterna dei momenti di alta poesia ad altri più pesanti. E' difficile dare un giudizio unico.

TheBluE
Ha scritto il 08/08/18
Erri de Luca riesce, anche con l'utilizzo della lingua dialettale, a raggiungere l'animo del lettore portandolo in quella portineria tra gli odori di Don Gaetano e i suoi aneddoti sulla seconda guerra mondiale agli insegnamenti, al piccolo orfano che...Continua
lu.
Ha scritto il 11/07/18
Pagina 86.
In portineria c'era La Capa che voleva chiedere un'informazione a don Gaetano. "Voi che avete studiato al saponario." "Al seminario." "Quello, voi che avete studiato là, lo sapete che a Roma ci stanno le cacatombe?" La sortita di La Capa ci confuse....Continua
pennabis
Ha scritto il 26/04/18

Sarà che l’ho letto durante un soggiorno a Napoli, sarà che era pure il 25 aprile, fatto sta che mi ha a più riprese emozionato


Monkeyluis
Ha scritto il Jul 27, 2017, 18:08
Una persona ci mette una vita a riempire gli scaffali e un figlio non vede l'ora di vuotarli e buttare via tutto. Che ci mettono sugli scaffali vuoti, i caciocavallo? Basta che me li levate di torno, mi dicono. E lá ci sta la vita di una persona, i s...Continua
wolenboeken
Ha scritto il Nov 27, 2016, 10:08
Intanto non la chiamare gente, sono persone, una per una. Se la chiami gente non fai caso alle persone.
wolenboeken
Ha scritto il Nov 27, 2016, 10:07
La guerra è la migliore occasione per fare fetenzie. Dà il permesso. Per una buona mossa invece non ci vuole nessun permesso.
bubbola
Ha scritto il Jun 12, 2016, 16:03
"T'aggia 'mparà e t' aggia perdere". Quest'era la sentenza alla fine del gioco , quando ti avrò insegnato ti dovrò abbandonare. Era un fatto, doveva succedere così. Pure con la città doveva succedere lo stesso,mi doveva insegnare e poi lasciare andar...Continua
Pag. 20
bubbola
Ha scritto il Jun 12, 2016, 15:49
"Studi con profitto, sei roba buona". Questo era il suo supremo complimento, roba buona , un titolo nobiliare per lui.
Pag. 15

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Cristina & Vittorio
Ha scritto il Dec 06, 2018, 12:39
Luigi Antonucci
Ha scritto il Feb 26, 2018, 15:59
Ho bevuto le parole di questo libro una per una sino a rimenare felicemente ubriaco! Fantastico.
Biblioteche...
Ha scritto il Apr 21, 2016, 16:20
853.92 DEL 15446 Letteratura Italiana

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