Il giorno prima della felicità

Voto medio di 3883
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Ha scritto il 21/01/18
Trovo il modo di scrivere di Erri De Luca un po’ spigoloso, un po' rozzo, da sembrare a volte sgrammaticato. Ma ciò che mi colpisce è la profondità dei suoi pensieri, è la sensibilità che sgorga dalla sua semplicità. Per me è bello veder emergere da ...Continua
Ha scritto il 15/01/18
Ho trovato sinceramente lo stile di Erri De Luca molto efficace, profondo e toccante. Si nota come l'autore si senta coinvolto dalle situazioni e dai temi trattati, forse perché vissuti in prima persona. La storia in sé non ha nulla di particolare, m ...Continua
Ha scritto il 09/01/18
VITA DI UN ORFANO E DI UN PORTIERE
La scrittura di Erri De Luca ha una certa levità che crea atmosfere quasi magiche. "Il giorno prima della felicità" parla di un ragazzo orfano che cresce assieme al portiere di uno stabile e sembra quasi di essere dalle parti de "L'eleganza del ricci ...Continua
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Ha scritto il 30/12/17
Penso di aver già scritto di come mi piaccia lo stile di De Luca, misurato, pulito, semplice ma poetico nello stesso tempo; leggere la sua prosa mi concilia con me stessa e con il mondo, anche se il mondo di De Luca non è poi così pacifico. La vicend ...Continua
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Ha scritto il 02/07/17
"Riconoscevo da dove venivo, non ero figlio di un palazzo, ma di una città. Non ero orfano di genitori, ma la persona di un popolo."

Questo secondo romanzo che leggo di De Luca mi conferma che Napoli è una città in cui le persone nasc
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Ha scritto il Jul 27, 2017, 18:08
Una persona ci mette una vita a riempire gli scaffali e un figlio non vede l'ora di vuotarli e buttare via tutto. Che ci mettono sugli scaffali vuoti, i caciocavallo? Basta che me li levate di torno, mi dicono. E lá ci sta la vita di una persona, i s ...Continua
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Ha scritto il Nov 27, 2016, 10:08
Intanto non la chiamare gente, sono persone, una per una. Se la chiami gente non fai caso alle persone.
Ha scritto il Nov 27, 2016, 10:07
La guerra è la migliore occasione per fare fetenzie. Dà il permesso. Per una buona mossa invece non ci vuole nessun permesso.
Ha scritto il Jun 12, 2016, 16:03
"T'aggia 'mparà e t' aggia perdere". Quest'era la sentenza alla fine del gioco , quando ti avrò insegnato ti dovrò abbandonare. Era un fatto, doveva succedere così. Pure con la città doveva succedere lo stesso,mi doveva insegnare e poi lasciare andar ...Continua
Pag. 20
Ha scritto il Jun 12, 2016, 15:49
"Studi con profitto, sei roba buona". Questo era il suo supremo complimento, roba buona , un titolo nobiliare per lui.
Pag. 15

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Ha scritto il Apr 21, 2016, 16:20
853.92 DEL 15446 Letteratura Italiana

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