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Il giorno prima della felicità

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(3559)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 133 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall'occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacità di riscatto - alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l'esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l'uomo maturo e l'uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l'uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall'onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.
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  • 4

    “Il vuoto in faccia a un muro, lasciato da una libreria venduta, è il più profondo che conosco” (Don Raimondo)

    Romanzo di formazione su uno scugnizzo povero ed orfano che vive gli anni dell’adolescenza nella Napoli del secondo dopoguerra: cosa ci può essere di più scontato e sfruttato, a maggior ragione in un romanzo breve che va poco oltre le 100 pagine?


    Eppure De Luca, che da tempo chissà perché ...continua

    Romanzo di formazione su uno scugnizzo povero ed orfano che vive gli anni dell’adolescenza nella Napoli del secondo dopoguerra: cosa ci può essere di più scontato e sfruttato, a maggior ragione in un romanzo breve che va poco oltre le 100 pagine?

    Eppure De Luca, che da tempo chissà perché non mi capitava di leggere, riesce ancora una volta a infondere una poesia naturale nei suoi racconti, con un pizzico di retorica è vero, ma solo quel tanto che rende questo ingrediente immancabile e quasi indispensabile in una storia napoletana.

    Non c’è molto altro da dire: si annotano frasi, come quella che ho messo a titolo, in quantità molto superiore alla media, e ci si abbandona ad assaporare quest’aria ‘e Napule, che per noi quassù, non conterranei ma almeno contemporanei dell’autore, è una breve ma intensa boccata di ossigeno perché, come scriveva De Luca in un romanzo precedente, “La vita è ‘nu muorz’”.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ai lati degli occhi si aprivano le rughe e da lì scolava la malinconia."

    "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco."
    "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."

    ---

    "Hai paura?"
    "Sì."
    "Di me?"
    "Sì e nessun coraggio sarà bello come questa paura."

    ha scritto il 

  • 3

    Quasi 4 stelle!

    In questo piccolo romanzo, a mio avviso, De Luca perde un po’ della sua brillantezza. Sarà che “ I pesci non chiudono gli occhi” mi ha fatto sognare, emozionare, ridere, ma questa volta lo scrittore partenopeo mi ha in parte deluso. Innegabile la sua maestria nello scrivere, alcune frasi degne di ...continua

    In questo piccolo romanzo, a mio avviso, De Luca perde un po’ della sua brillantezza. Sarà che “ I pesci non chiudono gli occhi” mi ha fatto sognare, emozionare, ridere, ma questa volta lo scrittore partenopeo mi ha in parte deluso. Innegabile la sua maestria nello scrivere, alcune frasi degne di un grande filosofo, ma la trama non mi ha convinto fino in fondo. Se il titolo trasmette positività, sin dalle prime pagine ci si rende conto che la storia non sarà felice, che la felicità si aspetta e c’è sempre un “giorno prima della felicità” e bisogna accorgersene. Smilzo è figlio di Napoli, figlio del palazzo in cui è cresciuto con Don Gaetano, il portiere. Smilzo e Don Gaetano, piccoli eroi di una Napoli caratteristica e che si sta evolvendo, uniti nella loro solitudine e forti della loro intelligenza. E poi c’è Anna. Sottile sagoma che si intravede dalla finestra, prima, e donna contesa e incompresa, poi. E infine c’è La Capa, con le sue idiosincrasie e la mania di apparire, inconsapevole dell’inutilità dell’apparenza. Egli è la rappresentazione dell’inizio di una società materialista che comincia a prendere piede nel dopoguerra. “ Il giorno prima della felicità” è un altro squarcio di Napoli, che ti prende con i suoi colori e i suoi sapori, fino a che giri l’ultima pagina e vorresti passeggiare per i vicoli, sorprendendoti del fatto che è proprio così come De Luca narra.

    ha scritto il 

  • 5

    questo è ciò che si può definire un buon libro, la scrittura di De Luca è coinvolgente se pur semplice e chiara. primo libro con il quale mi approccio allo scrittore e già ho voglia di avventurarmi in altri suoi racconti.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo.
    La Napoli delle quattro giornate e un giovane ragazzo figlio della città, con un tutore come non se ne trovano più. Da leggere tutto d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 4

    Meraviglia assoluta

    Che grande scrittura De Luca, semplice chiara e coinvolgente. Inizio a leggere questo libro per alleggerire un “mattone” letto i giorni (i mesi in realtà, gli anni) prima: ho iniziato alle 20.00 all’1.00 la lettura era stata completata chè non riuscivo a interrompere prima.
    Ho conosciuto De ...continua

    Che grande scrittura De Luca, semplice chiara e coinvolgente. Inizio a leggere questo libro per alleggerire un “mattone” letto i giorni (i mesi in realtà, gli anni) prima: ho iniziato alle 20.00 all’1.00 la lettura era stata completata chè non riuscivo a interrompere prima.
    Ho conosciuto De Luca alla presentazione di “il turno di notte lo fanno le stelle”, a Napoli, e mi sono innamorato del suo modo di raccontare e raccontarsi, e di sentire la sua Napoli con l’occhio coinvolto ma allo stesso tempo in una maniera onesta e oggettiva (all’apparenza distaccato)come difficilmente si sente in giro: nella mia libreria devono esserci le sue opere al completo, mi son detto.
    All’inizio del libro, mi immergo nell’aria della città di Napoli con la sua bellezza e i suoi contrasti, come solo De luca sa fare; poi, poco alla volta, emerge il racconto che mi trascina nella storia ininterrottamente fino al termine.
    Il giovane protagonista è un nuovo “Arturo”, quello di morantiana memoria: trascorre la sua infanzia e giovinezza tra libri, sogni e avventure e piano piano cresce e conosce il suo corpo, la sessualità e l’amore.
    Solo i corteggiamenti descritti tra lo shakespiriano e il neomelodico mi hanno lasciato un po’ perplesso, ma alla fine la storia viaggia semplice che non te ne accorgi e anche le sdolcinatezze surreali sono perdonate dall’evolversi della storia .
    La scrittura è veloce e facile, l’atmosfera che ti viene trasmessa nel leggere è immediata: alla fine, resta la meraviglia di aver assistito a un racconto piacevole e intrigante e di aver respirato (che solo respirando si riesce realmente a interiorizzare) Napoli per un po’, e già questo basterebbe.

    ha scritto il 

  • 5

    Pura poesia. La storia di un ragazzo e del suo sogno di bambino vissuta attraverso le cose semplici e il rapporto schietto con l'uomo che si prende cura della sua anima, con lo sfondo di una Napoli appassionata e viscerale. Una scrittura che ti prende dentro

    ha scritto il 

  • 4

    Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pe ...continua

    Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall'occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacità di riscatto - alla sua stessa indolenza morale..

    Erri De Luca ha il potere di trasformare storie drammatiche e di disagio in storie poetiche, rendendole leggere e ammantate di magia.
    Lo stile è ricco ed elegante e, per certi versi, stride con la classe sociale e la "napolitanità" dei personaggi, ma quanta poesia esce dalle pagine che scorrono velocissime e lasciano addosso il sapore dolce dei ricordi e di un riscatto possibile.

    "

    ha scritto il 

  • 4

    La scrittura di De Luca è sempre intensa, viscerale. E' un qualcosa che ti fa sentire parte di ciò che racconta, come a pensare "lui è uno di noi". "Il giorno prima della felicità" è il racconto di un bambino che cresce solo, aiutato dai consigli di un portiere, un uomo che è per lui sia padre, s ...continua

    La scrittura di De Luca è sempre intensa, viscerale. E' un qualcosa che ti fa sentire parte di ciò che racconta, come a pensare "lui è uno di noi". "Il giorno prima della felicità" è il racconto di un bambino che cresce solo, aiutato dai consigli di un portiere, un uomo che è per lui sia padre, sia maestro. Un uomo che gli insegna il valore della vita, fatta di miseria, di povertà, ma anche di 'giorni prima della felicità'.

    ha scritto il 

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