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Il giorno prima della felicità

Di

Editore: Mondolibri

3.8
(3622)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 133 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall'occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacità di riscatto - alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l'esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l'uomo maturo e l'uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l'uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall'onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.
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  • 4

    "Presi il vizio di leggere in estate, per mancanza del maestro che insegnava le cose nuove. Non erano libri per bambini, molte parole in mezzo non le capivo, però la fine sì, la fine la capivo. Era un invito ad uscire."

    Nel lontano 1993, per motivi di lavoro ho vissuto tre mesi a Napoli, e quella città mi è rimasta nel cuore. Ricordo con molta nostalgia i suoi colori, i suoi profumi, il traffico impazzito a qualsias ...continua

    Nel lontano 1993, per motivi di lavoro ho vissuto tre mesi a Napoli, e quella città mi è rimasta nel cuore. Ricordo con molta nostalgia i suoi colori, i suoi profumi, il traffico impazzito a qualsiasi ora del giorno e della notte, i "disoccupati organizzati" che manifestavano quasi tutti i giorni. E ricordo con grande amore i suoi abitanti: gente piena di calore, di umanità, sempre pronta a darti una mano e a farti sentire uno di loro. Ecco, i libri di Erri mi fanno ricordare sempre quella città e quelle persone meravigliose che non mi hanno mai fatto sentire un estraneo a casa loro, e che mi hanno portato a spasso nei luoghi più assurdi e sconosciuti di questa fantastica città.

    ha scritto il 

  • 5

    Poetico, emozionante da leggere assolutamente! La storia la vivi sulla pelle e riesci quasi a vederla. Ogni personaggio ha un carattere ben delineato e ti ritrovi ad apprezzarli tutti perché tutti div ...continua

    Poetico, emozionante da leggere assolutamente! La storia la vivi sulla pelle e riesci quasi a vederla. Ogni personaggio ha un carattere ben delineato e ti ritrovi ad apprezzarli tutti perché tutti diversi tra di loro. Bello lo consiglio a tutti!

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere.

    Ci sono libri e scrittori a mio avviso che hanno su di noi un effetto taumaturgico, ci curano silenziosamente con le loro parole e i loro pensieri l’anima. Erri De Luca a me fa questo effetto, leggere ...continua

    Ci sono libri e scrittori a mio avviso che hanno su di noi un effetto taumaturgico, ci curano silenziosamente con le loro parole e i loro pensieri l’anima. Erri De Luca a me fa questo effetto, leggere i suoi libri è trovare un concentrato di poesia, pur nella semplicità della sua scrittura, mi cattura e riesce a darmi il fermo immagine di quella storia. "Il giorno prima della felicità" ha avuto questo potere.
    Personaggio di rilievo è Don Gaetano, uomo del popolo ma colto, portiere di un condominio, che ha la capacità di leggere nel pensiero della gente e Smilzo, un giovane che ha cresciuto dopo la morte della madre e l’abbandono del padre. La loro vita si snoda tra una partita a scopa, gli apprendimenti del mestiere di elettricista, ed i racconti di Don Gaetano legati al periodo di guerra , ad una Napoli umiliata ed offesa ma che cerca il suo riscatto, a quando nascondeva in un sotterraneo un ebreo scampato ai nazisti ed è lì in quelle segrete che Smilzo bambino troverà i resti di quel passaggio, tra cui alcuni libri che lo indurranno alla lettura. Ma Smilzo cresce anche ed incontrerà l’amore incarnato in Anna, una giovane che da bambino lui osservava da dietro la finestra e che è legata ad un giovane di malaffare. E’ con lei che scoprirà “il giorno prima della felicità”, la sua crescita e la sua appartenenza al popolo napoletano fino al tragico epilogo che lo condurrà lontano da quella Napoli proprio come è già successo a Don Gaetano. A far da contorno anche i dialoghi esilaranti con un personaggio come La Capa e la sua dialettica un po’ insulsa, un uomo che pensa che il con il denaro si possa conquistare anche il prestigio di stare in società.

    “Intanto non chiamare gente, sono persone, ua per una. Se la chiami gente non fai caso alle persone. Non si possono sentire i pensieri della gente, ma quelli di una persona per volta”

    “L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però tra le sue mura permetteva il pari. Il dispari comnciava fuori”

    Bello!

    ha scritto il 

  • 4

    “Il vuoto in faccia a un muro, lasciato da una libreria venduta, è il più profondo che conosco” (Don Raimondo)

    Romanzo di formazione su uno scugnizzo povero ed orfano che vive gli anni dell’adolescenza nella Napoli del secondo dopoguerra: cosa ci può essere di più scontato e sfruttato, a maggior ragione in un ...continua

    Romanzo di formazione su uno scugnizzo povero ed orfano che vive gli anni dell’adolescenza nella Napoli del secondo dopoguerra: cosa ci può essere di più scontato e sfruttato, a maggior ragione in un romanzo breve che va poco oltre le 100 pagine?

    Eppure De Luca, che da tempo chissà perché non mi capitava di leggere, riesce ancora una volta a infondere una poesia naturale nei suoi racconti, con un pizzico di retorica è vero, ma solo quel tanto che rende questo ingrediente immancabile e quasi indispensabile in una storia napoletana.

    Non c’è molto altro da dire: si annotano frasi, come quella che ho messo a titolo, in quantità molto superiore alla media, e ci si abbandona ad assaporare quest’aria ‘e Napule, che per noi quassù, non conterranei ma almeno contemporanei dell’autore, è una breve ma intensa boccata di ossigeno perché, come scriveva De Luca in un romanzo precedente, “La vita è ‘nu muorz’”.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ai lati degli occhi si aprivano le rughe e da lì scolava la malinconia."

    "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco."
    "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."

    ---

    "Hai paura?"
    "Sì."
    "Di me?"
    "Sì e nessun coraggio sarà bello come questa paura." ...continua

    "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco."
    "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."

    ---

    "Hai paura?"
    "Sì."
    "Di me?"
    "Sì e nessun coraggio sarà bello come questa paura."

    ha scritto il 

  • 3

    Quasi 4 stelle!

    In questo piccolo romanzo, a mio avviso, De Luca perde un po’ della sua brillantezza. Sarà che “ I pesci non chiudono gli occhi” mi ha fatto sognare, emozionare, ridere, ma questa volta lo scrittore p ...continua

    In questo piccolo romanzo, a mio avviso, De Luca perde un po’ della sua brillantezza. Sarà che “ I pesci non chiudono gli occhi” mi ha fatto sognare, emozionare, ridere, ma questa volta lo scrittore partenopeo mi ha in parte deluso. Innegabile la sua maestria nello scrivere, alcune frasi degne di un grande filosofo, ma la trama non mi ha convinto fino in fondo. Se il titolo trasmette positività, sin dalle prime pagine ci si rende conto che la storia non sarà felice, che la felicità si aspetta e c’è sempre un “giorno prima della felicità” e bisogna accorgersene. Smilzo è figlio di Napoli, figlio del palazzo in cui è cresciuto con Don Gaetano, il portiere. Smilzo e Don Gaetano, piccoli eroi di una Napoli caratteristica e che si sta evolvendo, uniti nella loro solitudine e forti della loro intelligenza. E poi c’è Anna. Sottile sagoma che si intravede dalla finestra, prima, e donna contesa e incompresa, poi. E infine c’è La Capa, con le sue idiosincrasie e la mania di apparire, inconsapevole dell’inutilità dell’apparenza. Egli è la rappresentazione dell’inizio di una società materialista che comincia a prendere piede nel dopoguerra. “ Il giorno prima della felicità” è un altro squarcio di Napoli, che ti prende con i suoi colori e i suoi sapori, fino a che giri l’ultima pagina e vorresti passeggiare per i vicoli, sorprendendoti del fatto che è proprio così come De Luca narra.

    ha scritto il 

  • 5

    questo è ciò che si può definire un buon libro, la scrittura di De Luca è coinvolgente se pur semplice e chiara. primo libro con il quale mi approccio allo scrittore e già ho voglia di avventurarmi in ...continua

    questo è ciò che si può definire un buon libro, la scrittura di De Luca è coinvolgente se pur semplice e chiara. primo libro con il quale mi approccio allo scrittore e già ho voglia di avventurarmi in altri suoi racconti.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo.
    La Napoli delle quattro giornate e un giovane ragazzo figlio della città, con un tutore come non se ne trovano più. Da leggere tutto d'un fiato.

    ha scritto il 

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