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Il giorno prima della felicità

Di

Editore: Mondolibri

3.8
(3652)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 133 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida , CD audio

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall'occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacità di riscatto - alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l'esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l'uomo maturo e l'uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l'uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall'onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.
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  • 4

    "Stai accorto al fuoco, guaglio', perche' chiama, fa avvicinare per la meraviglia e scimunisce"

    Lo "Smilzo" e' un giovane orfano adottato da Don Gaetano, un uomo tuttofare che abita in un caseggiato della periferia della Napoli degli anni Cinquanta.
    Da lui, dai suoi racconti sulla guerra e dalle ...continua

    Lo "Smilzo" e' un giovane orfano adottato da Don Gaetano, un uomo tuttofare che abita in un caseggiato della periferia della Napoli degli anni Cinquanta.
    Da lui, dai suoi racconti sulla guerra e dalle sue passioni amorose imparera' l'arte della vita.

    Ho provato un intenso brivido dopo la lettura di questo romanzo.
    Le emozioni legate ai ricordi tragici e dolorosi del protagonista sono come bellissimi affreschi dipinti con un tenue color pastello.
    Attraverso l'iniziazione alla vita del giovane orfano, sostenuta e seguita ogni giorno dalla saggezza di Don Gaetano, si rivivono le proprie tappe e gli eventi significativi della propria esistenza, quei momenti che hanno segnato il passaggio all'eta' adulta, quel punto fondamentale e di non ritorno della vita di ciascuno di noi.
    Il finale apre a uno scenario che ha una doppia riflessione: una possibilita' di salvezza e un futuro ignoto e pieno di incertezza, al contempo spaventoso e affascinante.
    Un romanzo che insegna come la vita a volte infierisca e sottragga, ma anche come regali la felicita', spesso effimera e fugace e spesso guadagnata con tanto sacrificio, dolore e sofferenza.
    Un libro d'"iniziazione" alla vita che consiglio a tutti, soprattutto ai piu' giovani.
    L'ironia tutta tipicamente partenopea di De Luca e' semplicemente deliziosa.

    ha scritto il 

  • 3

    ...e mezzo!

    "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco."
    "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."

    "E come la riconosco? Sono successi dieci anni, un sacco di tempo."
    "Guagliò, il tempo ...continua

    "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco."
    "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."

    "E come la riconosco? Sono successi dieci anni, un sacco di tempo."
    "Guagliò, il tempo non è un sacco, magari un bosco. Se hai conosciuto la foglia, poi riconosci anche l'albero. Se l'hai vista negli occhi poi la ritroverai.
    Pure se è passato un bosco di tempo."

    Terzo libro di Erri de Luca che leggo e mi è abbastanza piaciuto.
    Lo scrittore presenta la quotidianità della Napoli degli anni cinquanta e il rapporto, quasi tra padre e figlio, tra Don Gaetano e Smilzo.
    Il primo è il tuttofare del palazzo e il secondo un orfano che vive e si nutre dei racconti di Don Gaetano: gli racconta di tempi passati, di una Napoli in tempo di guerra, lo prepara all'amore carnale nei confronti di una vedova, lo accompagna negli anni che precedono l'età adulta dispensando consigli e pareri.
    Semplicemente questo: è un breve romanzo di formazione, scritto bene, abbastanza coinvolgente che ti fa venire voglia di visitare Napoli.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di Erri De Luca..non male. Ho trovato tante cose che mi hanno ricordato L'isola di Arturo, e questo fa immensamente piacere. Un libro fresco. Leggerò sicuramente altro di questo autore!! ...continua

    Primo libro di Erri De Luca..non male. Ho trovato tante cose che mi hanno ricordato L'isola di Arturo, e questo fa immensamente piacere. Un libro fresco. Leggerò sicuramente altro di questo autore!!

    ha scritto il 

  • 5

    Immenso De Luca

    De Luca è uno di quegli autori che devono renderci fieri d'essergli contemporanei. Narrazione meravigliosa, d'una finezza e sensibilità disarmanti, dove la semplicità trova un nuovo stadio di comprens ...continua

    De Luca è uno di quegli autori che devono renderci fieri d'essergli contemporanei. Narrazione meravigliosa, d'una finezza e sensibilità disarmanti, dove la semplicità trova un nuovo stadio di comprensione e meraviglia.

    ha scritto il 

  • 3

    " I suoi racconti diventavano miei. Riconoscevo da dove venivo, non ero figlio di un palazzo, ma di una città. Non ero un orfano di genitori, ma la persona di un popolo... Ero uno di Napoli, per compa ...continua

    " I suoi racconti diventavano miei. Riconoscevo da dove venivo, non ero figlio di un palazzo, ma di una città. Non ero un orfano di genitori, ma la persona di un popolo... Ero uno di Napoli, per compassione, collera e per vergogna di chi arriva a nascere."
    Un libro breve nel quale è raccontata, attraverso i racconti di don Gaetano, la Napoli sottomessa che è riuscita a liberarsi. Don Gaetano, portiere di un palazzo che riesce a leggere nei pensieri delle "persone" e fa da padre adottivo al protagonista.
    A volte sembra di essere lì nella scena e viverla, sentire i brividi che provano i personaggi. Si vive tutto il folclore di Napoli, come la scenetta comica di La Capa e il funzionario delle imposte che riporta alle commedie di Eduardo de Filippo e di Totò. È la storia tra lo Smilzo e Anna, fatta di momenti, attimi di felicità: è da lei infatti che dipende il giorno prima della felicità del protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    "Presi il vizio di leggere in estate, per mancanza del maestro che insegnava le cose nuove. Non erano libri per bambini, molte parole in mezzo non le capivo, però la fine sì, la fine la capivo. Era un invito ad uscire."

    Nel lontano 1993, per motivi di lavoro ho vissuto tre mesi a Napoli, e quella città mi è rimasta nel cuore. Ricordo con molta nostalgia i suoi colori, i suoi profumi, il traffico impazzito a qualsias ...continua

    Nel lontano 1993, per motivi di lavoro ho vissuto tre mesi a Napoli, e quella città mi è rimasta nel cuore. Ricordo con molta nostalgia i suoi colori, i suoi profumi, il traffico impazzito a qualsiasi ora del giorno e della notte, i "disoccupati organizzati" che manifestavano quasi tutti i giorni. E ricordo con grande amore i suoi abitanti: gente piena di calore, di umanità, sempre pronta a darti una mano e a farti sentire uno di loro. Ecco, i libri di Erri mi fanno ricordare sempre quella città e quelle persone meravigliose che non mi hanno mai fatto sentire un estraneo a casa loro, e che mi hanno portato a spasso nei luoghi più assurdi e sconosciuti di questa fantastica città.

    ha scritto il 

  • 5

    Poetico, emozionante da leggere assolutamente! La storia la vivi sulla pelle e riesci quasi a vederla. Ogni personaggio ha un carattere ben delineato e ti ritrovi ad apprezzarli tutti perché tutti div ...continua

    Poetico, emozionante da leggere assolutamente! La storia la vivi sulla pelle e riesci quasi a vederla. Ogni personaggio ha un carattere ben delineato e ti ritrovi ad apprezzarli tutti perché tutti diversi tra di loro. Bello lo consiglio a tutti!

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere.

    Ci sono libri e scrittori a mio avviso che hanno su di noi un effetto taumaturgico, ci curano silenziosamente con le loro parole e i loro pensieri l’anima. Erri De Luca a me fa questo effetto, leggere ...continua

    Ci sono libri e scrittori a mio avviso che hanno su di noi un effetto taumaturgico, ci curano silenziosamente con le loro parole e i loro pensieri l’anima. Erri De Luca a me fa questo effetto, leggere i suoi libri è trovare un concentrato di poesia, pur nella semplicità della sua scrittura, mi cattura e riesce a darmi il fermo immagine di quella storia. "Il giorno prima della felicità" ha avuto questo potere.
    Personaggio di rilievo è Don Gaetano, uomo del popolo ma colto, portiere di un condominio, che ha la capacità di leggere nel pensiero della gente e Smilzo, un giovane che ha cresciuto dopo la morte della madre e l’abbandono del padre. La loro vita si snoda tra una partita a scopa, gli apprendimenti del mestiere di elettricista, ed i racconti di Don Gaetano legati al periodo di guerra , ad una Napoli umiliata ed offesa ma che cerca il suo riscatto, a quando nascondeva in un sotterraneo un ebreo scampato ai nazisti ed è lì in quelle segrete che Smilzo bambino troverà i resti di quel passaggio, tra cui alcuni libri che lo indurranno alla lettura. Ma Smilzo cresce anche ed incontrerà l’amore incarnato in Anna, una giovane che da bambino lui osservava da dietro la finestra e che è legata ad un giovane di malaffare. E’ con lei che scoprirà “il giorno prima della felicità”, la sua crescita e la sua appartenenza al popolo napoletano fino al tragico epilogo che lo condurrà lontano da quella Napoli proprio come è già successo a Don Gaetano. A far da contorno anche i dialoghi esilaranti con un personaggio come La Capa e la sua dialettica un po’ insulsa, un uomo che pensa che il con il denaro si possa conquistare anche il prestigio di stare in società.

    “Intanto non chiamare gente, sono persone, ua per una. Se la chiami gente non fai caso alle persone. Non si possono sentire i pensieri della gente, ma quelli di una persona per volta”

    “L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però tra le sue mura permetteva il pari. Il dispari comnciava fuori”

    Bello!

    ha scritto il 

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