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Il giovane Holden

Di

Editore: Giulio Einaudi Editore

4.0
(24512)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Portoghese , Chi semplificata , Catalano , Francese , Russo , Finlandese , Olandese , Svedese , Galego , Turco , Polacco , Ceco , Rumeno , Greco , Basco , Ungherese

Isbn-10: A000070756 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Adriana Monti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    Pietra miliare

    Chi non si è sentito un pò Holden leggendo questo libro? Il percorso della sua e della nostra maturità che diventa un tutt'uno.
    Come avrebbe scritto Salinger facendo parlare Holden: "Ecco tutto quello che sono disposto a dirvi".

    ha scritto il 

  • 5

    Adolescenza e maturità di tempi perduti ma sempre attuali!

    Ho conosciuto e amato questo romanzo fin dalla prima pagina, sentendomi troppo affine con Holden e il suo odio mistico e universale, quasi da compatirlo e capirlo, comprenderlo e volerlo consolare, assicurandogli che non è il solo a pensarla in quel modo.
    Molto probabilmente se ne freghereb ...continua

    Ho conosciuto e amato questo romanzo fin dalla prima pagina, sentendomi troppo affine con Holden e il suo odio mistico e universale, quasi da compatirlo e capirlo, comprenderlo e volerlo consolare, assicurandogli che non è il solo a pensarla in quel modo.
    Molto probabilmente se ne fregherebbe comunque.

    Siamo dinnanzi a vera e propria dinamite. Questo romanzo esplode. Prende fuoco e detona come nitroglicerina, facendo saltare in aria la vostra mente. Avventurandovi attraverso le pagine di questo romanzo, definito "romanzo di formazione", vi aspettereste tutto tranne proprio quello che vi è dentro.
    Esplode in un contesto storico, il 1947 è l'anno in cui è ambientato e viene pubblicato nel 1951, dove il linguaggio forte del romanzo può esser controverso. Un contesto dove gli Stati Uniti escono da una gloriosa guerra, che ha alimentato il populismo statunintese. Un tendenza nell'amore per la bella vita, del culto del benessere e della fuga verso le grandi città, allettanti poli di sfarzo e cultura frivola.
    Laddove New York è un connubio di ricercatezza culturale, Holden si contrappone quasi convulsamente a tutto quello che segna la convenzione di quel tempo. In una società dove i ragazzi fanno a gara nel frequentare le maggiori università dello stato, Holden compare per la prima volta nel romanzo con la notizia che farà da miccia a tutto l'intreccio del romanzo.
    Viene espulso dalla Pencey, la prestigiosa scuola dove è stato iscritto dai suoi genitori. Rendimento pessimo e disinteresse ne sono le cause, e il protagonista deve star lontano di casa per un fine settimana prima di tornare a casa e affrontare l'ira e la delusione dei suoi genitori.
    E' così che Holden vagabonda per New York, alla ricerca di una sorta di stabilità mentale, fra personaggi stereotipati e situazioni grottesche. E' una persona volubile, e spesso scriteriata, dall'odio facile verso situazioni e persone ordinarie.
    Persino una parola sbagliata come "eccezionale" o "buona fortuna" o "ca**o" possono farlo infuriare, e scatenare i suoi flussi di coscienza, che divoreranno il lettore, assuefandolo.
    I suoi compagni di stanza dalle caratteristiche singolari, Jane e Sally come elementi femminili e sentimentali, i suoi fratelli Allie, Phoebe e D. B. che riflettono spesso le lacune che i genitori vedono in lui; ogni personaggio sembra possedere delle caratteristiche che proprio a Holden mancano.
    Gli antagonisti, o personaggi che si frappongono in maniera negativa durante il suo viaggio, invece hanno caratteristiche contrarie al suo pensiero, ma esasperate all'impossibile, così da risultare totalmente malsane e inverosimili.

    Di primo acchitto il protagonista potrà apparire un ribelle, un bullo e un rivoluzionario. Ma se difatti si analizza il suo comportamento, Holden non è che un modello di vita "normale", al contrario di parecchie convenzioni sociali errate dei ragazzi dell'epoca.
    Lui è il ragazzo che non concepisce i rapporti sessuali asettici e veloci degli adolescenti, lui è il ragazzo che difronte ad una prostituta prova un senso di vergogna e timidezza, lui è il ragazzo che alla vista di parolacce scritte sui muri perde le staffe e tenta in tutti i modi di cancellarle dalla vista delle scuole elementari.

    E nei momenti in cui si crede che Holden abbia raggiunto l'equilibrio, la stabilità, la vera serenità e felicità, accadrà qualcosa che "lo lascerà secco". Qualcosa che cancellerà tutto quello che lo stava per portare ad una coscienza sociale equilibrata, un evento, una parola o una persona che stravolgerà il viaggio compiuto fino a quel momento. Quella del protagonista è una ricerca destinata ad essere infruttuosa, per sempre.

    Salinger era un autore singolare e all'uscita di questo romanzo ha preteso una condizione particolare dall'editore. Ha voluto una copertina totalmente bianca per la sua opera, senza nessuna illustrazione o abbellimento che attirasse gli sguardi delle persone. Voleva che il suo libro fosse acquistato per i contenuti, e non per una cover sgargiante e articolata.

    Mentre per quanto riguarda la questione della traduzione, il titolo di questo romanzo è stato oggetto di dibattiti per decenni. Il titolo originale è "The Catcher in the Rye", riferimento alla canzone "Comin' through the Rye" di Robert Burns. Holden, ad un certo punto del romanzo, alla domanda che gli viene posta su cosa volesse fare nella vita, parafrasa un verso della canzone dicendo di voler "afferrare i bambini che si spingono ai bordi dei campi di segale e rischiano di cadere nel precipizio".
    Un'italianizzazione del titolo inglese sarebbe risultata bizzarra; il catcher è un ruolo del gioco del basebal, mentre il rye è un whiskey statunitense prodotto dalla segale; gli editori italiani hanno dibattuto a lungo trovandosi difronte a titoli tradotti letteralmente come "il prenditore del Whiskey", "il prenditore nel campo di segale", "l'acchiappatore nella segale" o "il terzino nella grappa". Infine le traduzioni finali sono state due: "Vita da uomo" e la più celebre e ormai appurata "Il giovane Holden".

    ha scritto il 

  • 4

    Bella l'idea di rivisitare i classici. Trovo che per farli apprezzare ai giovani sia necessario rivitalizzare i classici con nuove traduzioni. Bravo Matteo Colombo e brava Einaudi

    ha scritto il 

  • 0

    Posso dire che l'ho trovato noioso, ripetitivo e difficilissimo da finire?
    Un ragazzo che per tutto il tempo non fa altro che lamentarsi di tutto e di tutti..
    Un ragazzo inerte..purtroppo riflette molto la gioventù di ora..appunto inerte e insoddisfatta

    ha scritto il 

  • 2

    Il malessere di vivere degli adolescenti..

    E' la storia di un ragazzo che esprime parlando in prima persona, il suo malessere esistenziale, tipico della sua età...
    Il valore di questo libro sta proprio in tale caratteristica: è attuale, perchè rappresenta più o meno una vicenda che può accadere anche ai giovani d'oggi, ai nostri fig ...continua

    E' la storia di un ragazzo che esprime parlando in prima persona, il suo malessere esistenziale, tipico della sua età...
    Il valore di questo libro sta proprio in tale caratteristica: è attuale, perchè rappresenta più o meno una vicenda che può accadere anche ai giovani d'oggi, ai nostri figli...o agli amici dei nostri figli...
    la rabbia e la delusione del ragazzo sono anche il sintomo della sua crescita psicologica, caratteriale e poi chi non sarebbe deluso dopo una bocciatura?
    Mi chiedo quanti giovani hanno lasciato la scuola dopo un simile evento che a volte può risultare traumatico o anche lesivo per la loro auto-stima...
    Al di là di queste considerazioni, che sono personali, a me questa lettura è risultata alquanto noiosa e perciò la consiglio con qualche riserva...
    Naturalmente chiedo scusa ai fans e a coloro che ritengono questo libro un capolavoro...
    Con dispiacere devo dissentire...
    Si può leggere...
    Ma senza aspettarsi chissà che cosa..
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    La nuova efficace traduzione italiana del giovane Holden

    Premetto che questa recensione si riferisce alla nuova traduzione de "Il giovane Holden", curata da Matteo Colombo, letta e commentata in alcuni passi salienti da Baricco a "La Repubblica delle idee" presso il teatro San Carlo di Napoli. Non avevo purtroppo mai letto la precedente traduzione, ma ...continua

    Premetto che questa recensione si riferisce alla nuova traduzione de "Il giovane Holden", curata da Matteo Colombo, letta e commentata in alcuni passi salienti da Baricco a "La Repubblica delle idee" presso il teatro San Carlo di Napoli. Non avevo purtroppo mai letto la precedente traduzione, ma mi preme sottolineare che con gran probabilità la nuova restituisce freschezza al testo, in quanto, al contrario di altre recensioni lette, è difficile affermare che il romanzo sia caratterizzato da un linguaggio un po' datato.
    Ma, al di là del linguaggio, ciò che conta è il testo, di cui sorprende l'efficacia della struttura narrativa nonostante la sua lineare semplicità, forse perché tale semplicità va direttamente al nocciolo dei pensieri e delle emozioni del giovane protagonista. Holden è un adolescente che soffre dell'ipocrisia delle persone che lo circondano, descrivendone le loro brutture, a volte quasi comiche, e manifestando al contempo il suo stupore per la bellezza e la naturalezza del mondo dei bambini, che vorrebbe tutti salvare dalla rovinosa caduta nel dirupo della maturità, perché noi tutti cambiamo e solo i personaggi del Museo di storia naturale restano immutabili nel tempo. Eppure, nonostante i suoi disagi, Holden porta dentro di sé un profondo affetto, ricambiato, per la saggia sorellina Phoebe e per i due fratelli, di cui uno costantemente presente nella sua vita, anche se scomparso.
    "Il giovane Holden" è in sintesi il racconto di un percorso di pochi giorni, per certi versi allucinato, in una New York che fa solo da sfondo anonimo, un viaggio che va dai giorni natalizi dell'espulsione dal Pencey, ennesimo college a cui il ragazzo è stato iscritto dopo i precedenti abbandoni, a quello del tentativo finale di fuga verso un posto isolato e lontano dal caos della metropoli; viaggio intervallato, nel suo evolversi, dall'incontro con amici, mentori, brutti figuri ed altre persone che non aiuteranno certo il giovane ad uscire dal suo isolamento depressivo.
    Non siamo di fronte ad un capolavoro della letteratura mondiale, ma si tratta pur sempre di un testo caratterizzato da alcuni momenti di riflessione esistenziale che sfiorano il poetico, un testo che indubbiamente lascia un segno. Consigliatissimo a tutti, soprattutto a chi non lo ha mai letto: definirlo romanzo di formazione pare riduttivo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma le anitre del laghetto di Central Park che fine fanno quando gela?

    Come ben noto, il protagonista di questa storia è Holden Caufield: un adolescente impetuoso, incosciente, istintivo, annoiato e anticonformista nell’America degli anni ’50.
    Nel libro Holden ci narra in prima persona le sue vicissitudini, comprese in un lasso di tempo molto breve, corrispond ...continua

    Come ben noto, il protagonista di questa storia è Holden Caufield: un adolescente impetuoso, incosciente, istintivo, annoiato e anticonformista nell’America degli anni ’50.
    Nel libro Holden ci narra in prima persona le sue vicissitudini, comprese in un lasso di tempo molto breve, corrispondente a quattro giorni circa; nonostante ciò vive contemporaneamente così tante avventure che la storia sembra svolgersi su un arco temporale molto più ampio.

    Si inizia con Holden che lascia il college di Pencey, frequentato per pochissimi mesi: non volendo dare subito la notizia dell’ennesima espulsione ai genitori, decide di godersi un po’ di libertà prima delle vacanze di natale. Holden vagabonda per la sua città, NYC, incontra amici, ex fidanzate, prostitute, professori, suore e va a trovare di nascosto l’adorata sorellina: tra una bevuta e l’altra in effetti non fa molto altro. Il motivo per cui Holden è diventato un personaggio cult, riferimento nel tempo per generazioni e generazioni è stato senza dubbio quello che cova dentro di sé pur avendo soltanto 16 anni e tutta una vita davanti: l’odio per i compagni, per il denaro, la società conformista, la borghesia, le regole. Insomma la sua totale rottura con il mondo, forse anche dovuta alla prematura morte di uno dei fratelli. Lo stile letterario volutamente trasandato lo colloca tra la letteratura che rifiuta perbenismo e mediocrità e ne fa ancora oggi un’icona che rappresenta il male di crescere in un mondo che ti isola e non ti comprende.

    Riporto alcune delle frasi che più hanno rappresentato secondo me l’essenza che Salinger ha voluto infondere al suo personaggio, soprattutto nei dialoghi molto belli con i suoi ex professori o con la vecchia Phoebe, come lui chiama la sorellina più piccola:

    “Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa”

    “Per fortuna, alcuni hanno messo nero su bianco quei loro turbamenti. Imparerai da loro... se vuoi.
    "Proprio come un giorno, se tu avrai qualcosa da dare, altri impareranno da te. È una bella intesa di reciprocità. E non è istruzione. È storia. È poesia”

    “Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.”

    “Un sacco di gente, soprattutto questo psicanalista che c'è qui, continuano a domandarmi se quando tornerò a scuola a settembre mi metterò a studiare. E' una domanda così stupida, secondo me. Voglio dire, come fate a sapere quello che farete, finché non lo fate ? La risposta è che non lo sapete. Credo di si, ma come faccio a saperlo ? Giuro che è una domanda stupida.”

    “Non faccio che dire “piacere d’averla conosciuta” a gente che non ho affatto piacere d’aver conosciuta. Ma se volete sopravvivere, bisogna che diciate queste cose”

    Purtroppo nella mia valutazione finale ha pesato molto la traduzione della Motta che ha reso astioso da parte mia l’approccio a uno stile già un po’ vetusto di suo. Alcuni termini mi hanno molto infastidita e le ripetizioni quasi ossessive secondo me fanno perdere spontaneità al racconto. Forse andrebbe riletto con la nuova traduzione di Colombo.

    Ciò nonostante lo trovo sicuramente un classico da leggere e far leggere, possibilmente in età adolescenziale se no rischiamo di non ricordarci più che anche noi siamo stati dei giovani Holden.
    Ognuno ne tragga poi le personali conclusioni e considerazioni: rabbia, scazzo, banalità, ci siamo passati tutti e magari anche meglio di lui, ma il bello di Holden forse è proprio questo, ognuno lo può far suo a seconda del proprio stato d’animo e delle proprie esigenze.

    ha scritto il 

  • 5

    Quel Genio di Salinger

    "Ciò che contraddistingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che contraddistingue l'uomo maturo è che vuole vivere umilmente per essa."

    ha scritto il 

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