Il giovane Holden

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 103

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.0
(26025)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Portoghese , Chi semplificata , Catalano , Francese , Russo , Finlandese , Olandese , Svedese , Galego , Turco , Polacco , Ceco , Rumeno , Greco , Basco , Ungherese

Isbn-10: 8496075087 | Isbn-13: 9788496075085 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Adriana Motti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

Ti piace Il giovane Holden?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Icona intramontabile

    Essere scrittore è, prima di ogni altra cosa, sinonimo di sensibilità. Non parliamo di un concetto generico di sensibilità, ma di un dono straordinario e casuale che permette, a chi lo riceve, di vede ...continua

    Essere scrittore è, prima di ogni altra cosa, sinonimo di sensibilità. Non parliamo di un concetto generico di sensibilità, ma di un dono straordinario e casuale che permette, a chi lo riceve, di vedere e sentire ciò che ad altri è negato. Ma il dono non è quasi mai gratuito, e spesso il prezzo da pagare è una speciale sofferenza, che è prerogativa comune a molti artisti e intellettuali di spessore. In questi termini, si può affermare che Salinger sia stato un grande scrittore del suo tempo ed il suo Holden ne è la prova tangibile. Con l’utilizzo di un gergo giovanile perfettamente aderente alla realtà di un sedicenne americano agli inizi degli anni ’50, J. D. Salinger riesce a trasmettere ancora oggi quella sensazione di malinconia avvertita durante il passaggio dall’infanzia all’età adulta.
    Lo si definisce spesso “romanzo di formazione” ma, in realtà, in “The Catcher in the Rye” appare vana la ricerca di una classica morale di fondo, e la definizione di obbiettivi da raggiungere è solo (per dirla con le parole di Holden) “roba che manda in bestia”, un’illusione concessa ad esseri “stupidi” e “ipocriti”. La noia di vivere che affligge Holden Caufield, invece, è un sentimento costante, essa accompagna l’intero flusso di pensieri presenti nel racconto “delle cose da matti” che gli sono capitate durante i tre giorni che lo separavano dal ritorno a casa, dopo l’espulsione dalla scuola Pencey. Si tratta, certamente, di una noia condannabile soltanto se osservata secondo una prospettiva esclusivamente borghese. Considerandola sotto un diverso aspetto, infatti, essa si trasforma nel principale punto di forza di un’opera che, nelle intenzioni di Salinger, intende lanciare soprattutto una sfida all’ipocrisia quotidiana della società americana del dopoguerra.
    Il giovane Holden è, a suo modo, distante da quel clima euforico che, dietro l’apparente progresso, nasconde l’orrore generato dal trionfo di un’ottusa superficialità. La sua rabbia non spaventa il lettore, bensì lo intenerisce, il suo disprezzo è tutt’altro che indice di supponenza. Dietro le sue invettive si cela una richiesta d’affetto e di comprensione alla quale l’universo in cui è immerso non sembra poter dare risposta, quella stessa risposta che egli cerca per risolvere un quesito che da sempre lo assilla: “dove vanno le anatre del laghetto di Central Park quando, in pieno inverno, il lago è ghiacciato?”. Nessuno riuscirà mai a prendere seriamente in considerazione i dubbi di Holden, le sue sono domande inutili, bizzarre, da folli.
    Si, forse Holden è davvero un folle, un giovane che all’alba del progresso tecnico-scientifico si pone ancora interrogativi sul senso delle azioni quotidiane, un eterno fanciullo che cerca di fuggire dall’ordinario sognando di fingersi sordomuto e di andare a vivere in una casetta nel bosco, lontano da tutti. Quando Phoebe, la sorella per cui Holden stravede, gli chiede cos’è che amerebbe fare nella vita, pensandoci un po’ su, Holden dice che sarebbe felice di evitare a un gruppo di bambini spensierati il rischio di cadere in un burrone. Una metafora sulla protezione dell’infanzia dall’avvento della maturità, che pur destando in lui una notevole curiosità, lo spaventa “da matti”. Perfino la sua visione della sessualità è ancora legata a un ideale fiabesco, che affiora nel ricordo del tempo passato con Jane, di quelle partite a dama dove lei, la “vecchia Jane”, bloccava le proprie dame nelle rispettive caselle senza muoverle. Un dettaglio che la rendeva unica agli occhi di Holden.
    L’età adulta per il giovane Holden è arrivata, ma non sapremo mai se il suo sguardo lucido sulle miserie della borghesia americana, se i suoi turbamenti esistenziali uniti all’impegnativa ricerca di una bellezza che conforta, saranno nobilitati (come spera il professor Antolini) attraverso l’apprendimento e la scrittura. Forse, resteranno confinati dentro le mura della sua anima. Non sapremo se Holden si adatterà a quelle volgari banalità che lo annoiano, o se diventerà il simbolo maturo di una protesta intellettuale. Sappiamo, però, con certezza, che Salinger è stato l'artefice di un’icona intramontabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Holden sintetizza in sè tutte le caratteristiche che ogni genitore non vorrebbe che suo figlio avesse, eppure suscita una incondizionata simpatia. Il romanzo è bello, ma forse poco incisivo. Di certo ...continua

    Holden sintetizza in sè tutte le caratteristiche che ogni genitore non vorrebbe che suo figlio avesse, eppure suscita una incondizionata simpatia. Il romanzo è bello, ma forse poco incisivo. Di certo una lettura utile per esaminare un punto di vista sulla crescita di una generazione

    ha scritto il 

  • 3

    Indubbiamente un romanzo particolare,ma nei suoi meccanismi contorti si legge il vissuto di un adolescente,con i suoi problemi e le sue crisi,gli sbalzi d'umore,le decisioni repentine. Forse un tantin ...continua

    Indubbiamente un romanzo particolare,ma nei suoi meccanismi contorti si legge il vissuto di un adolescente,con i suoi problemi e le sue crisi,gli sbalzi d'umore,le decisioni repentine. Forse un tantino esagerato in alcuni punti ma è anche stato scritto a metà '900.

    ha scritto il 

  • 3

    The Catcher in the rye, o El guardián entre el centeno, es una novela que había leído hace muchos años en español. Cuando lo leí me pareció sobrevalorada y exasperante, quizás por que a mis pocas gana ...continua

    The Catcher in the rye, o El guardián entre el centeno, es una novela que había leído hace muchos años en español. Cuando lo leí me pareció sobrevalorada y exasperante, quizás por que a mis pocas ganas de leerlo (era una lectura obligatoria) se unió mi juventud e inexperiencia como lectora. Hoy muchos años más tarde, y habiéndolo leído en versión original, he conseguido redimir esta novela y ponerlo en el lugar que le corresponde.

    Es el único libro del este autor que he leído, pero creo que a través de su lenguaje sencillo, lleno de palabras malsonantes y expresiones urbanas, ha sido capaz de recrear la vida de un adolescente intemporal. Pero quizás por eso el libro flojea un poco. Es demasiado parco en otras descripciones que no sean las emocionales y eso, a la larga, acaba cansando al lector.
    Holden Cauldfield es un personaje que resulta irritante y pesado. A través de la novela comprendes algo mejor su vida, pero no justificas de ninguna manera su comportamiento o logras empatizar plenamente con él.

    Cualquiera que haya leído la novela de Salinger, sabe que la historia es un poco extraña, quizás por su simbología indescifrable y las pocas explicaciones que ofrece. En síntesis, Salinger nos narra un fin de semana en la vida de Holden Cauldfield, de 17 años, al que acaban de expulsar de su cuarto internado. Esta simple premisa da pie al escritor para desarrollar toda una trama donde lo importante no es tanto el "¿cómo?" o "¿dónde?" si no el "¿qué?" o "¿por qué?". Así mientras seguimos sus andanzas, Holden nos retrata su exageradamente negativa, apática y problemática visión de la vida, hasta un final que, si hemos entendido bien la novela, no dejará de impactar o sorprender a nadie.

    En resumen, leer este libro en inglés ha cambiado la perspectiva que tenía de él y me ha hecho apreciar a la historia y al autor. Mi consejo sería el siguiente: "si os decidís a leer esta gran novela, huid de la pésima traducción al castellano y leerla en ingles. Además de ser sencilla, os permitirá comprenderla y todo".

    ha scritto il 

  • 2

    Ha 50 anni e tutti si sentono Un mondo leggero e ipocrita descritto con un linguaggio giovanilista che non aggiunge niente. Le avventure di un ragazzo ricco che si aggira per New York bigiando la scuo ...continua

    Ha 50 anni e tutti si sentono Un mondo leggero e ipocrita descritto con un linguaggio giovanilista che non aggiunge niente. Le avventure di un ragazzo ricco che si aggira per New York bigiando la scuola e temendo le ire della mamma.

    ha scritto il 

  • 0

    Inutile nascondersi, chiunque di noi almeno una volta ha marinato la scuola. Forse non eravamo pazzi o non andavamo in giro a domandare a una bambina incontrata in un parco di bere qualcosa con noi. Q ...continua

    Inutile nascondersi, chiunque di noi almeno una volta ha marinato la scuola. Forse non eravamo pazzi o non andavamo in giro a domandare a una bambina incontrata in un parco di bere qualcosa con noi. Questo poteva essere appannaggio solamente di Holden Caulfield, il sedicenne ragazzino protagonista di un classico della letteratura come Il giovane Holden. L’adolescente figlio di una famiglia benestante, per la verità va ben oltre a una semplice mattina senza lezioni: a un certo punto il Pencey, il college dove si trova il ragazzo, gli dà il benservito per il suo comportamento da perfetto lavativo, le conseguenti gravi negligenze scolastiche e i pochissimi esami superati. Ma paradossalmente, Holden è impaziente e non vede l’ora di tornare a casa, o forse no. Il giorno designato per l’espulsione è un mercoledì, ma il nostro decide di anticipare il rientro fuggendo una notte dal college al grido di “Sogni d’oro, imbecilli!” e girovagando imbattendosi in una rosa di personaggi che sembrano involontariamente accompagnarlo nel suo viaggio, salvo poi quasi pentirsene. Certamente non vede l’ora di distaccarsi dai mal sopportabili compagni di stanza al Pencey: il dongiovanni Stradlater incallito egoista tutto preso a farsi bello per incontrare le ragazzine, tra cui una ex cotta di Holden, e il malmesso Ackley, dalla faccia brufolosa e l’aspetto trascurato e trasandato, nonché la forte inclinazione a impicciarsi degli affari altrui. Per la verità la galleria di personaggi in cui Caulfield si imbatte inizia prima della sua espulsione, quando si reca a casa del suo professore di storia, Spencer, salvo pentendosene amaramente  quando questi lo incalza con domande sul suo futuro e sulla sua condizione di espulso da un college, facendogli pesare oltremodo quanto accaduto. Non vedeva l’ora di uscire da quella stanza, “Non sarei rimasto dieci minuti oltre, ragazzi”. Ecco, il modo confidenziale in cui Salinger fa raccontare all’adolescente quel frammento miserabile di adolescenza, utilizzando spesso la parola “Ragazzi”, è a mio avviso la chiave di accesso alla mente e all’anima del lettore. Più che un ragazzo pieno di cultura, sagacia e intelligenza, Holden è una trottola in balia di sciatte disavventure: viene abbordato da un inserviente d’albergo che gli propone una notte in compagnia di una prostituta con la quale non si sentirà di combinare nulla, finisce per offendere inavvertitamente una vecchia amica di nome Sally Hughes, fino a perdere fiducia anche nell’unica persona che stimava, il professor Antolini, al quale chiede ospitalità una notte e questi per tutta risposta lo sveglia con delle avances sessuali. Forse la grande medicina del cuore di Holden è Phoebe, la sorella, verso la quale traspare, seppur velatamente, un grande e amorevole rapporto. Sarà lei la protagonista di un finale che rabbonisce e mette in pari con il lungo e tormentato peregrinare del protagonista. Frizzante e mai monotono, “Il giovane Holden” ci lascia inoltre spassose citazioni: “Non faccio altro che ripetere che ‘è stato un piacere’ a gente con cui non è stato un piacere per niente. Ma se vuoi sopravvivere certa roba devi dirla”, oppure “Io ‘Buona fortuna’ non lo griderei mai a nessuno, è una frase terribile se uno ci pensa”, e ancora: “Non c’è un night-club al mondo dove puoi resistere più di tanto, se non con qualcosa di alcolico con cui ti sbronzi o con una ragazza che ti toglie davvero il fiato”.

    ha scritto il 

  • 2

    Tanto rumore per nulla

    Un libro conosciutissimo, la fama lo precede, un romanzo di formazione che ha segnato un epoca. Decido di leggerlo e…boh! Non riesco ad inquadrarlo. Mi sembra quasi un libro per adolescenti scritto ne ...continua

    Un libro conosciutissimo, la fama lo precede, un romanzo di formazione che ha segnato un epoca. Decido di leggerlo e…boh! Non riesco ad inquadrarlo. Mi sembra quasi un libro per adolescenti scritto negli anni ’50 da un Moccia, un Volo del dopoguerra! Poteva forse avere un senso 60 anni fa, un inno alla ribellione nell’America bigotta e conformista che fu, ma oggi in un 2017 che è appena iniziato mi sembra anacronistico. Non è un classico, non è contemporaneo. È un libro piuttosto noioso sul weekend di un liceale, sulla sua incapacità di portare a termine le cose e, perchè no, sulla sua faccia tosta. Salvo solo il rapporto che ha il protagonista con la sorella (quello sì davvero tenero) e il generale disprezzo che ha per il 90% delle persone in cui si imbatte (forse un po’ mi ci ritrovo in tutto questo). Non lo consiglio particolarmente, leggetelo se lo avete in casa (come me) altrimenti passate oltre.

    ha scritto il 

  • 4

    Pazzia e depressione

    Sinceramente non ho ancora capito perché questo romanzo sia divenuto un’icona di diverse generazioni da oltre sessant’anni.
    Eppure ha ispirato scrittori di fama, interi filoni letterari, persino celeb ...continua

    Sinceramente non ho ancora capito perché questo romanzo sia divenuto un’icona di diverse generazioni da oltre sessant’anni.
    Eppure ha ispirato scrittori di fama, interi filoni letterari, persino celebri assassini.
    Holden Caulfield non è un eroe e nemmeno un anti-eroe. Non incarna la ribellione a valori tradizionali, idee rivoluzionarie, passioni ideologiche.
    Holden è in primo luogo dichiaratamente pazzo. Lo si trova all’inizio del libro in una clinica psichiatrica e durante la sua avventura metropolitana in più occasioni (ne ho contate almeno cinque) confessa: “Io sono pazzo. Giuro su Dio che sono pazzo”.
    Una pazzia lucida, di chi si rende conto che certi propri pensieri ed azioni sono privi di qualsiasi logica o spiegazione razionale.
    Negli intervalli della sua pazzia Holden è gravemente depresso, sempre in modo consapevole. Quella cosa è deprimente… mi sentivo depresso… ancora più depresso… in almeno una trentina di situazioni.
    Per non parlare poi di tutte le cose che odia, che non sopporta, che lo fanno vomitare. Praticamente tutto ciò che vede. Tranne i bambini, che considera i depositari della vera saggezza (in questo ricorda molto la morale del Piccolo Principe).
    Insomma, è un pazzo, è depresso, è un disadattato, è un nichilista ed è inoltre infantile, bugiardo e fugge continuamente dalla realtà.
    Ora io mi chiedo: ma come lo si può ritenere un modello, un’icona?
    Al massimo possiamo trovare alcuni suoi pensieri (o forse più di alcuni) simili a quelli che abbiamo fatto anche noi, nei momenti in cui abbiamo abbandonato per un po’ l’attaccamento alla realtà e siamo andati oltre e ci siamo fatti domande un po’ particolari.
    A parte questo, si tratta di un personaggio indubbiamente nuovo ed originale nella letteratura, capace di pensieri sorprendenti che rovesciano il senso comune, senza tuttavia arrivare a conclusioni diverse, ma lasciando tutto continuamente aperto ed irrisolto.
    Ora mi fermo e rileggo ciò che ho scritto. Salinger è stato in grado di mettere tutto questo in un pugno di pagine e in una storia che copre due o tre giorni della vita di un adolescente.
    In altre parole un grande romanzo, una pietra miliare della storia della letteratura contemporanea.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho semplicemente adorato. Me lo aspettavo così diverso: pretenzioso e altezzoso. E invece mi dispiace non averlo letto prima! Mi ricordo che in passato una mia amica me ne parlava come di una lettur ...continua

    L'ho semplicemente adorato. Me lo aspettavo così diverso: pretenzioso e altezzoso. E invece mi dispiace non averlo letto prima! Mi ricordo che in passato una mia amica me ne parlava come di una lettura obbligatoria (ma avevo la netta sensazione che non gli fosse piaciuto affatto però). Non mi fidavo molto del suo giudizio amorfo e per il semplice fatto che fosse lei a consigliarlo non lo lessi.
    E' stata una bellissima sorpresa. Ho trovato un romanzo di formazione che si fa divorare e una traduzione bellissima! Salinger ha usato un linguaggio così particolare, senza la storia non sarebbe stata la stessa. Condivido molto con Holden, e leggevo di lui come avrei letto di una me più giovane e parecchio più incasinata. Non vedo l'ora di consigliare questo splendido e particolare romanzo a chiunque!

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per