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Il giovane Törless

Di

Editore: Rizzoli (BUR Superclassici)

3.7
(1965)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8817151203 | Isbn-13: 9788817151207 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Curatore: Giorgio Zampa

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Teens

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Descrizione del libro
Scritto nel 1906 e considerato il romanzo di esordio di Musil, la storia, di ispirazione autobiografica, narra attraverso crudi episodi sadomasochistici e avventure intellettuali, il momento di passaggio dall'adolescenza alla virilità nella crisi della società mitteleuropea. Come scrisse lo stesso Musil, in quest'opera risiede la chiave dell'"Uomo senza qualità": l'assenza di sentimento, di morale e di "esperienze" di Törless, lo rende nostalgico, vuoto. Parabola di profonda attualità, nei tratti psicologici del giovane protagonista si delinea il fiero e consapevole rifiuto di un patrimonio di valori svalutato, paragonabile al vuoto "ideologico" e alla noia esistenziale di molti giovani di oggi.
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  • 3

    Lo tenebroso del alma

    Interesante libro, no hay la menor duda, ya que da para subrayar memorables frases o pensamientos que se vierten en sus páginas; sin embargo, en un valoración global hay demasiados altibajos. ...continua

    Interesante libro, no hay la menor duda, ya que da para subrayar memorables frases o pensamientos que se vierten en sus páginas; sin embargo, en un valoración global hay demasiados altibajos. Primeramente la aportación filosófica y moral, que tiene sus “perlas”, se vuelve, con demasiada frecuencia, en un trasunto obscuro y farragoso donde es difícil seguir las reflexiones y las actitudes del protagonista. Siendo su temática la iniciación (viaje interior y exterior: emociones y experiencias) de un adolescente en los más variados campos (cuestiones emocionales, pruebas vitales, o numerosas relaciones: familiares, de amistad, sexuales, etc.) es personalmente inevitable que “inconscientemente” lo compare con un maestro en este subgénero literario: Herman Hesse, con obras maestras como “Demian”, “Bajo las ruedas” y “Juego de abalorios”. El estilo de éste es superior al que desplega Musil en esta narración; es mucho más poético y bello, y en cuestiones filosóficas y psicológicas en más accesible y entendible.

    Dicho esto, lo más positivo de la narración de Musil, son varias de las introspecciones de Törless (lástima el oscurantismo de algunos pasajes), la descripción del lado tenebroso del alma (humillación, tortura, egoísmo, etc), las dudas y sensaciones en el tema sexual o la percepción peculiar del mundo exterior. Una lectura que exige paciencia, concentración y sin ninguna prisa.

    Mi nota: 6.

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo libro pieno di significati indescrivibili. Credo che quest'opera riesca a trasmettere il senso di angoscia provato da quelle menti "sensibili" che cercano continuamente risposte a ...continua

    Un piccolo libro pieno di significati indescrivibili. Credo che quest'opera riesca a trasmettere il senso di angoscia provato da quelle menti "sensibili" che cercano continuamente risposte a quesiti troppo complessi per l'intelletto umano.

    ha scritto il 

  • 3

    Non riesco a mettervi l'etichetta di capolavoro che normalmente gli attribuisce la critica. Sarà che la traduzione dell'edizione in mio possesso è palesemente datata, sarà che i romanzi di ...continua

    Non riesco a mettervi l'etichetta di capolavoro che normalmente gli attribuisce la critica. Sarà che la traduzione dell'edizione in mio possesso è palesemente datata, sarà che i romanzi di formazione non sono il mio genere prediletto, sarà anche che alcuni passaggi mi sembrano inutilmente morbosi quanto "frenati" nell'esposizione... Non male, comunque; ma lontano dalla mia idea di opera maestra.

    ha scritto il 

  • 4

    Alma adolescente

    Novela breve de iniciación a la vida. Despertar de ideas y pasiones de un adolescente en un internado para chicos que van descubriendo las relaciones humanas, el sexo y las grandes cuestiones de la ...continua

    Novela breve de iniciación a la vida. Despertar de ideas y pasiones de un adolescente en un internado para chicos que van descubriendo las relaciones humanas, el sexo y las grandes cuestiones de la vida. A ratos resulta un poco confusa y desordenada, tal como corresponde proviniendo del espíritu de un adolescente. Descubrimiento de la vida desde la crueldad de la juventud.

    ha scritto il 

  • 3

    Dal punto di vista della leggibilità in senso stretto è stato uno dei libri più ostici che abbia letto. Il linguaggio non è sperimentale, tutt’altro, ma c’è un continuo ricorso a metafore, ...continua

    Dal punto di vista della leggibilità in senso stretto è stato uno dei libri più ostici che abbia letto. Il linguaggio non è sperimentale, tutt’altro, ma c’è un continuo ricorso a metafore, similitudini e immagini abbastanza curiose, weird per dirla all’inglese. Anche i rapporti fra i protagonisti seguono delle logiche che a tratti paiono innaturali da qualunque punto di vista le si voglia giudicare. Per contro è particolarmente riuscita la rappresentazione della confusione mentale tipica dell’adolescenza: Torless e i suoi amici, e la vittima Basini, denotano sbalzi d’umore e incoerenze, momenti di esaltazione e comportamenti di una bassezza riprovevole eseguiti però con lo stato d’animo di chi vuole scoprire qualcosa di nuovo piuttosto che perseguire deliberatamente la perversione (almeno inizialmente, con lo scorrere dei capitoli le cose cambiano). Insomma, un romanzo la cui trama è esile e tutta la narrazione si basa sull’introspezione psicologica del protagonista, raccontata con una prosa che aiuta poco il lettore, forse anche a causa della traduzione. Da leggere come se fosse il diario di un adolescente confuso, con la consapevolezza che non sarà una lettura facile.

    ha scritto il 

  • 3

    Un adolescente senza qualità

    Non amo i romanzi di formazione. Sono osceni quanto la pornografia. Un atto voyeuristico, al limite della pedofilia. E questo più di altri, e non solo per la descrizione insistita delle umilianti ...continua

    Non amo i romanzi di formazione. Sono osceni quanto la pornografia. Un atto voyeuristico, al limite della pedofilia. E questo più di altri, e non solo per la descrizione insistita delle umilianti pratiche sessuali inflitte al povero Basini da due dandy forti dell’appartenenza alla classe sociale dominante, ma soprattutto per la parte recitata da Torless, il giovanotto di cui si racconta o si vorrebbe raccontare l’abbandono dell’età dell’innocenza in un contesto storico ‘decadente’ e in un ambiente sociale in cui regna la noia e la cui unica prospettiva è l’inserimento nei gradini più alti della piramide sociale: il solito collegio esclusivo. La rottura di questo consolidato equilibrio è incarnata nel quasi proletario Basini che nulla conosce delle dinamiche di quel mondo di cui non può che diventare vittima. Ha due colpe: la mancanza di soldi e la bellezza. Che fa il nostro Musil, che ha a cuore il giovane Torless per sottrarlo dalla psicologia del branco, dove è ospite gradito? Un esteta in fieri, piuttosto confuso. L’eccitazione che il ragazzino prova assistendo alle sevizie sessuali,cui viene sottoposto Basini, e la conseguente attrazione fisica per quest’essere ‘vigliacco e da poco’, non sono che il viaggio che l’adolescente incomincia a compiere dentro se stesso. Basini è solo un oggetto di cui da un lato ne coglie la bassezza e dall’altra non sa spiegarsene l’attrattiva. Il ragazzino capisce –capisce? – che è questa dualità a caratterizzare la vita degli adulti e che qualsiasi oggetto ha la funzione dei numeri immaginari: pur non esistendo ti portano alla soluzione del problema. Basini non è stato che l’oggetto di cui ora si vuole liberare al più presto. Nessuna pietà umana, nessun senso di rivolta contro il comportamento indegno ed animale dei suoi amici lo spingono ad aiutare il terrorizzato ragazzino. È piuttosto un disturbo di natura estetica che, in lui, accomuna vittima e carnefici. Se vi si vuole leggere nel racconto una metafora del nazismo, mi vengono in mente le motivazioni estetiche di quel tale von vattelappesca e il suo fallito attentato a Hitler. Il mio è semplicemente un disturbo etico!

    ha scritto il 

  • 0

    Breve ma denso romanzo d'esordio di Musil. Spazia dai turbamenti adolescienziali, anche sessuali, dell'allievo (non solo come giovane) Torless, alle domande profonde sull'infinito e l'essenza ...continua

    Breve ma denso romanzo d'esordio di Musil. Spazia dai turbamenti adolescienziali, anche sessuali, dell'allievo (non solo come giovane) Torless, alle domande profonde sull'infinito e l'essenza dell'anima fino al rapporto con la violenza, con la gerarchia ed il potere sulle persone più deboli. Torless è il protagonista di un viaggio interiore che segna la sua crescitama anche per similitudine della società dell'epoca dove ingenuità e ricerca del sé si scontrano con pulsioni erotiche ed autoritario di possesso e di obbedienza. Un po' complesso da leggere ma affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    La densa inquietudine dell'adolescenza si coagula in una specie di atmosfera spessa e maleodorante che attraversa le pagine di questo singolare romanzo. Siamo stretti entro le pareti claustrofobiche ...continua

    La densa inquietudine dell'adolescenza si coagula in una specie di atmosfera spessa e maleodorante che attraversa le pagine di questo singolare romanzo. Siamo stretti entro le pareti claustrofobiche di un collegio militare austroungarico, dal quale gli adulti sono pressoché spariti, mentre i ragazzi lo saturano attraverso la loro ripugnante cattiveria e lascivia. Violenti giochi di potere, sopraffazione sessuale e sottomissione psicologica la fanno da padroni nelle vicende di Torless, dei suoi due giovani compagni e della vittima-capro espiatorio Basini. Personaggio sottile, quest'ultimo, orrendamente debole e insieme ispiratore di passione, in un gioco sadomasochistico che trascina come una spirale la vicenda. Ma ciò che rende questo libro un piccolo capolavoro è la figura di Torless, sedicenne inquieto che non sa trovare una propria collocazione nel grande scacchiere del collegio: contiguo ai torturatori, travolto dalla lussuria come solo un adolescente può esserlo, indifferente alle sorti altrui, ma insieme teso verso l'impossibile comprensione di quella stazione umana che si infila come un cuneo tra l'infanzia e l'età adulta. Torless è investito da una sorta di sguardo duplice sul mondo, un doppio fondo che gli fa cogliere, nelle situazioni quotidiane, un elemento che sfugge e che insieme eccita fino al parossismo la sua immaginazione. E' nei numeri immaginari che Torless (e Musil con lui) trova la metafora esatta di questo stato d'animo: entità concrete nel loro ruolo all'interno dell'edificio matematico, essi elidono la comprensione razionale. "Non è un po' come - dice Torless - un ponte che consti soltanto dei piloni iniziali e finali, e sul quale tuttavia si cammina sicuri come se fosse intero?".

    ha scritto il 

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