Il giovane Törless

Di

Editore: Newton & Compton Editori

3.7
(2129)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8879837982 | Isbn-13: 9788879837989 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Landolfi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 5

    Quando il protagonista indaga il proprio animo, sono stato preso da un senso di profonda solitudine, di immensità buia, sfuggente.
    Liberatorio quando denuncia la volgarità della violenza. ...continua

    Quando il protagonista indaga il proprio animo, sono stato preso da un senso di profonda solitudine, di immensità buia, sfuggente.
    Liberatorio quando denuncia la volgarità della violenza.

    ha scritto il 

  • 4

    ★ ★★★ ½ - Reading Challenge 2016, un libro da cui è stato tratto un film

    I turbamenti dell’allievo Törless segna l’esordio letterario dell’autore austriaco, fu pubblicato per la prima volta nel 1906, e può essere considerato un romanzo di formazione. Il libro narra della v ...continua

    I turbamenti dell’allievo Törless segna l’esordio letterario dell’autore austriaco, fu pubblicato per la prima volta nel 1906, e può essere considerato un romanzo di formazione. Il libro narra della vita di alcuni giovani in un collegio esclusivo, focalizzando l’attenzione su come questi giovani vivano le relazioni sociali, ricercando i valori morali.

    Il libro comincia con la presente intro, che già lascia presagire spessore: «Noi togliamo stranamente valore alle cose non appena le pronunciamo. Crediamo d'esser scesi sul fondo degli abissi, e quando ne riemergiamo la goccia d'acqua che stilla dalla punta sbiancata delle nostre dita non somiglia più al mare da cui viene. C'illudiamo d'aver scoperto una massa di meravigliosi tesori, e quando torniamo alla luce non abbiamo portato con noi che pietre false e pezzetti di vetro. Eppure, nell'oscurità, il tesoro conserva immutato il suo luccichio» (Citazione di Maeterlinck)

    Törless era un ragazzo che: «si sentiva in certo modo lacerato tra due mondi: uno solidamente borghese, in cui alla fin fine tutto procedeva nel modo ordinato e razionale a cui era abituato sin da casa sua, e l'altro fantastico, pieno di tenebre, di mistero, di sangue e d'imprevisti colpi di scena. E l’uno sembrava escludere l’altro».
    La parola centrale di tutto il libro potrebbe essere identificata con «turbamento», il turbamento di questo allievo che è allievo dei suoi stessi comportamenti, dei suoi stessi pensieri, della sua stessa vita. Il libro procede per gradi, mostrando l’elevamento del giovane verso la crescita sentimentale ed emotiva, che si ravvisa dall’iniziale distacco dei genitori (e in particolare della figura della madre ingombrante), all’esperienza con il Principe H., suo compagno di collegio, con quale condivide una fervida passione per la matematica, al dissestamento dei rapporti d’amicizia che gli provocano sentimenti contrastanti: l’ammirazione per quell’ardore mostrato e il distacco da certi stessi modi di sentire la vita, fino alla definita fuga, che segna la presa di coscienza, la piena consapevolezza del proprio essere.
    Törless è un uomo che si interroga, e che interroga la vita, attraverso diversi strumenti, sia accademici che puramente esperienziali come il rapporto con Basini, che segna l’apotesi di pagine bellissime di analisi quotidiana oltre che interiore (alla ricerca dell’anima, anima primigenia da cui sfocia ogni azione).

    Törless gioca con i numeri, con la filosofia, con le dinamiche che nei rapporti sociali si istillano e lo fa prima con ingenuità, poi con coscienza.
    Musil in questo suo primo romanzo che ci regala innumerevoli sensazioni, a volte positive, a volte negative. L’aver deciso di leggere questo libro, prima di trovare il coraggio di leggere forse l’opera – o uno delle più importanti del Novecento –, come “L’uomo senza qualità” mi dà la conferma e la voglia di voler approfondire questo autore, che ci regala anche pagine indimenticabili su elementi del creato come il silenzio e la morte, che di seguito riporto:

    Sul silenzio: «Senti, Beineberg,» disse Törless senza voltarsi, «durante il crepuscolo devono esserci, sempre, dei momenti molto particolari. Tutte le volte che l'osservo mi torna in mente lo stesso ricordo. Ero ancora molto piccolo e una volta, a quest'ora, stavo giocando nel bosco. La domestica s'era allontanata; io non lo sapevo e mi pareva di sentirmela ancora vicina. A un tratto qualcosa mi ha costretto ad alzare gli occhi. Avevo capito di essere solo. Di colpo si era fatto un silenzio! E quando mi sono guardato attorno m'è parso che gli alberi, zitti zitti, facessero circolo e mi fissassero. Ho pianto. Mi sono sentito così abbandonato dai grandi, in balia degli esseri inanimati… Che cos'è? La riprovo spesso, questa sensazione di un silenzio improvviso che è come un linguaggio che le nostre orecchie non afferrano».

    Sulla morte: «La morte è solo una conseguenza del nostro modo di vivere. Noi viviamo passando da un pensiero all'altro, da una sensazione all'altra. Perché i nostri pensieri e le nostre sensazioni non scorrono placidamente come un fiume ma ci "saltano in mente", cascano dentro di noi come sassi. Se ti osservi bene, sentirai che l'anima non è qualcosa che cambia i suoi colori in passaggi graduali, ma che i pensieri saltan fuori come cifre da un buco nero. Adesso hai un pensiero o una sensazione e tutt'a un tratto te ne ritrovi un altro che pare balzato fuori dal nulla. Se ci fai caso, puoi persino cogliere tra due pensieri l'attimo in cui tutto è nero. Quell'attimo, una volta afferrato, per noi è senz'altro la morte. Perché la nostra vita non è altro che un posare pietre miliari e un balzare dall'una all'altra superando ogni giorno mille secondi di morte. Noi, per così dire, viviamo solo quando siamo sui punti d'appoggio. Per questo abbiamo anche una così ridicola paura di morire irrevocabilmente, perché si tratta di qualcosa che semplicemente manca di pietre miliari, del baratro senza fondo in cui precipitiamo. Per questo modo di vivere, è davvero la negazione totale».

    P.s. il libro fu portato al cinema nel 1966 dal regista Volker Schlöndorf, e la parte di Törless fu interpretata da Mathieu Carrière.

    ha scritto il 

  • 2

    Crudeltà e atrocità adolescenziali alla ribalta

    Alle volte l'idea di recuperare libri non ancora letti dalla libreria di casa può risultare poco felice. Mi riferisco ai turbamenti del giovane Torless (il cadetto) di Robert Musil. Davvero scelta inf ...continua

    Alle volte l'idea di recuperare libri non ancora letti dalla libreria di casa può risultare poco felice. Mi riferisco ai turbamenti del giovane Torless (il cadetto) di Robert Musil. Davvero scelta infelice, ho faticato ad arrivare alla fine. Senza dubbio scrittura magnifica, introspezione profonda, ma cheddiamine! Che bullismo! Che orridi precipizi della mente ragazzi! Insopportabili elucubrazioni mentali, ne sono uscita turbata.
    In altri termini non lo consiglierei a una persona adulta e non so francamente se sarebbe da consigliare ad adolescenti con un guida per un dibattito aperto facendoli riflettere su come si sarebbero potuti evitare tali situazioni inaccettabili. Ho detestato il giovane cadetto Torless codardo e insensibile che si trincerava dietro elucubrazioni sull'anima dimenticando la sofferenza del corpo, confondendo la sua stessa dignità di uomo con quella del povero ragazzo oggetto di suprusi da parte del gruppetto. Una lezione terribile, al negativo del decadimento morale di questi ragazzi "colti" e senza riscatto.

    ha scritto il 

  • 2

    Trovo che l'unico pregio di questo libro sia la scrittura scorrevole, ma elegante.
    Per il resto, non mi è piaciuto: personaggi sgradevoli e storia, a mio avviso, inconcludente (dopo questa adolescenza ...continua

    Trovo che l'unico pregio di questo libro sia la scrittura scorrevole, ma elegante.
    Per il resto, non mi è piaciuto: personaggi sgradevoli e storia, a mio avviso, inconcludente (dopo questa adolescenza anomala, il protagonista come diventa?)
    Aggiungo anche una lettura pesante e noiosa....

    ha scritto il 

  • 3

    Il passaggio dall'adolescenza all'età adulta non è mai facile, e il giovane torless si interroga su tutto quello che lo circonda: sulla moralità,sessualità,bellezza, sui limiti nell'intelletto, nel te ...continua

    Il passaggio dall'adolescenza all'età adulta non è mai facile, e il giovane torless si interroga su tutto quello che lo circonda: sulla moralità,sessualità,bellezza, sui limiti nell'intelletto, nel tentativo di scoprire quello che va oltre l'apparenza, l'essenza delle cose. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    I riti di iniziazione dell'adolescenza descritti in maniera unica, chiara, riflessiva, a volte turbata e inquieta ma che conduce a riflessioni intime. Il miglior Musil dell'"Uomo senza qualità". Da le ...continua

    I riti di iniziazione dell'adolescenza descritti in maniera unica, chiara, riflessiva, a volte turbata e inquieta ma che conduce a riflessioni intime. Il miglior Musil dell'"Uomo senza qualità". Da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo tenebroso del alma

    Interesante libro, no hay la menor duda, ya que da para subrayar memorables frases o pensamientos que se vierten en sus páginas; sin embargo, en un valoración global hay demasiados altibajos. Primera ...continua

    Interesante libro, no hay la menor duda, ya que da para subrayar memorables frases o pensamientos que se vierten en sus páginas; sin embargo, en un valoración global hay demasiados altibajos. Primeramente la aportación filosófica y moral, que tiene sus “perlas”, se vuelve, con demasiada frecuencia, en un trasunto obscuro y farragoso donde es difícil seguir las reflexiones y las actitudes del protagonista.
    Siendo su temática la iniciación (viaje interior y exterior: emociones y experiencias) de un adolescente en los más variados campos (cuestiones emocionales, pruebas vitales, o numerosas relaciones: familiares, de amistad, sexuales, etc.) es personalmente inevitable que “inconscientemente” lo compare con un maestro en este subgénero literario: Herman Hesse, con obras maestras como “Demian”, “Bajo las ruedas” y “Juego de abalorios”. El estilo de éste es superior al que desplega Musil en esta narración; es mucho más poético y bello, y en cuestiones filosóficas y psicológicas en más accesible y entendible.

    Dicho esto, lo más positivo de la narración de Musil, son varias de las introspecciones de Törless (lástima el oscurantismo de algunos pasajes), la descripción del lado tenebroso del alma (humillación, tortura, egoísmo, etc), las dudas y sensaciones en el tema sexual o la percepción peculiar del mundo exterior.
    Una lectura que exige paciencia, concentración y sin ninguna prisa.

    Mi nota: 6.

    ha scritto il 

  • 3

    Robert Musil possedeva sicuramente uno stile raffinato e molto elegante , ma questo suo primo romanzo a mio parere risulta forse eccessivamente condizionato sia dalla giovane età dell'autore , ancora ...continua

    Robert Musil possedeva sicuramente uno stile raffinato e molto elegante , ma questo suo primo romanzo a mio parere risulta forse eccessivamente condizionato sia dalla giovane età dell'autore , ancora studente universitario, che dal periodo storico in cui è stato scritto (1906) .
    Questo fa sì che la narrazione dei turbamenti e della progressiva maturazione dell'adolescente Torless alle prese con i suoi primi disagi relazionali e psicologici , oltre che sessuali , con compagni di studio dalle mentalità inquadrate ed influenzate dalla politica ostile e vessatoria nei confronti dei più deboli tipica dell'epoca, mi sia risultata un po' troppo cerebrale , filosofeggiante e francamente noiosa , appesantita da un ambiente claustrofobico come il rinomato Convitto W. entro il quale essa si svolge .
    Una lettura , forse avvenuta in un momento sbagliato , che mi ha lasciato piuttosto freddo .

    ha scritto il 

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