Il giro del mondo di un navigatore solitario

Di

Editore: Mattioli 1885

4.3
(66)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Indiano (Hindi)

Isbn-10: 8886235909 | Isbn-13: 9788886235907 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Seba Pezzani

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Storia , Non-narrativa , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
"Avendo deciso di intraprendere un viaggio intorno al mondo e, visto che la mattina del 24 aprile 1895 il vento era favorevole, a mezzogiorno salpai l'ancora, spiegai la vela e mi allontanai rapidamente da Boston, dove la Spray era rimasta comodamente ormeggiata per tutto l'inverno. Si udirono i fischi del mezzogiorno proprio mentre lo sloop si allontanava a gonfie vele. Un fotografo, sul pontile esterno di East Boston, le scattò una foto mentre gli sfrecciava accanto. Nel punto più alto della barca, la bandiera era completamente spiegata. Il mio cuore batteva forte" (Joshua Slocum).
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  • 4

    "Ai giovani che progettano un viaggio..."

    "...io dico di andare". E' il congedo più bello che un uomo in giro per il mondo, sia per mare che per terra, possa lasciare. Joshua Slocum, comandante di numerose imbarcazioni da carico, parte nel 18 ...continua

    "...io dico di andare". E' il congedo più bello che un uomo in giro per il mondo, sia per mare che per terra, possa lasciare. Joshua Slocum, comandante di numerose imbarcazioni da carico, parte nel 1895 da Boston con una barca di 11 metri che giaceva in secco in pessime condizioni nel porto di Fairhaven. La rimette in sesto con le sue mani e parte per un viaggio di tre anni che lo porta a doppiare Capo Horn, il Capo di Buona Speranza fino a far ritorno là dove era partito.
    Unico uomo di equipaggio, primo viaggio in solitario documentato, Slocum non parla di sè come di un uomo che sta affrontando "l'impresa". Un racconto dimesso, sottotono, più che altro un viaggio per misurarsi con sè stesso, con gli elementi, con i luoghi e gli esseri che li popolano. Slocum non attribuisce a sè particolari capacità pur dichiarando realisticamente che la fatica e i pericoli sono presenti, ma non più di quelli che un qualsiasi uomo affronta sulla terra. E' l'imbarcazione a prendersi tutti i meriti di questa lunghissima crociera, lo "Spray", quasi fosse lei la narratrice e Slocum l'umile passeggero scarrozzato per gli oceani.
    Vien da chiedersi come abbia fatto a scrivere questo diario che ha dell'incredibile per umanità, tecniche di navigazione e marineria, così ben calibrato e dosato da sembrar scritto da un'altra entità presente sulla barca con lui.
    Semplicemente senza tempo per bellezza e audacia.

    ha scritto il 

  • 5

    46000 miglia in tre anni

    Lo sto rileggendo dopo 35 anni.Dannazione. Ancora stupore. Ai tempi di capitan Slocum non esistevano cellulari, satellitari, VHF, pici.Gli omogeneizzati e gli integratori erano là da venire.
    L'eco sca ...continua

    Lo sto rileggendo dopo 35 anni.Dannazione. Ancora stupore. Ai tempi di capitan Slocum non esistevano cellulari, satellitari, VHF, pici.Gli omogeneizzati e gli integratori erano là da venire.
    L'eco scandaglio era costituito da un pezzo di piombo attacato ad una cima. Le stelle indicavano la rotta. Eppure, dopo settimane di navigazione in pieno oceano con nonchalange raggiungeva le isole Marchesi, le Figi o Iuan Fernandez. Manco i piccioni viaggiatori sapevano far meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Girare intorno al mondo è facilissimo!

    A leggere questo libro, parrebbe di sì. Il tizio impiega, per dirne una, tre mesi per passare dall'Oceano Atlantico a quello Pacifico, ma l'autore lo fa sembrare quasi una passeggiata.
    Va bene che Slo ...continua

    A leggere questo libro, parrebbe di sì. Il tizio impiega, per dirne una, tre mesi per passare dall'Oceano Atlantico a quello Pacifico, ma l'autore lo fa sembrare quasi una passeggiata.
    Va bene che Slocum ebbe esperienze marinare precedenti (comandante su varie navi), ma pare che tutto si riduca ad alzare e calare le vele anche nelle tempeste peggiori.
    Termini tecnici in abbondanza, troppi (magari l'editore poteva mettere un glossario), scrittura semplice ma poco intrigante (va bene, l'autore è un marinaio e non uno scrittore, quindi ci sta), quello che manca è proprio l'emozione che una simile impresa può dare.
    Primo uomo a veleggiare intorno al mondo da solo, per ben tre anni!, e tutto si riduce a mini-conferenze su isole sperdute e considerazioni banalotte.
    Emozioni, sentimenti, pensieri. Niente di niente.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    E dire che desideravo tanto leggere questo libro! L'ho trovato in prestito da un amico ed ero al settimo cielo...poi ho cominciato a leggerlo e sono arrivata alla fine solo perchè sapevo che il mio am ...continua

    E dire che desideravo tanto leggere questo libro! L'ho trovato in prestito da un amico ed ero al settimo cielo...poi ho cominciato a leggerlo e sono arrivata alla fine solo perchè sapevo che il mio amico mi avrebbe interrogata!!! Ma che fatica :(
    Troppo tecnico (non uno straccio di spiegazione e per chi della vela non se ne intende come me è una tortura), estremamente didascalico e non c'è nessun sapore nè di viaggio, nè dell'avventura nè di esperienza umana.
    Consigliato solo ai velisti.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono contenta che questo libro venga ora ristampato dalla casa editrice mattioli con il titolo "Il giro del mondo di un navigatore solitario". L'ho trovato per caso, il titolo è leggermente diverso da ...continua

    Sono contenta che questo libro venga ora ristampato dalla casa editrice mattioli con il titolo "Il giro del mondo di un navigatore solitario". L'ho trovato per caso, il titolo è leggermente diverso dall'edizione che ho letto io. Mi fa piacere perchè è un libro che merita di essere letto. Nonostante si trovino molti termini legati alla vita in barca essi sono chiaramente spiegati in un glossario in fondo al libro. Non ho mai letto libri d'avventure sul mare e questo è stato il primo. Si tratta di una storia interessante e affascinante, Slocum racconta la sua avventura in solitaria da solo sulla sua barca. Non mi ha annoiato anche perchè nel suo percorso capita spesso che si fermi nei posti dove fa scalo e ci racconta la vita degli abitanti.
    Di certo Slocum nel suo viaggio è stato bravo e capace a cavarsela nelle diverse situazioni ma anche fortunato, cosa che poi invece non ha avuto nel viaggio che ha intrapreso dopo e da cui non ha più fatto ritorno. Peccato.

    Questo è il primo libro che ha letto nella sua vita il signor Bruce Chatwin !!!

    ha scritto il 

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