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Il giro di boa

Le strade del giallo n. 13

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.0
(3669)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000007889 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
L'altro davanti a lui non arrispunnì perché non stava facendo il morto. Era veramente morto. E, a stimare da come s'apprisintava, lo era da parecchio.
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  • 0

    Ambientato nell'anno del G8 di Genova, è impregnato della rabbia di Montalbano verso la polizia che ha abusato del proprio potere, falsificato prove e nascosto le responsabilità della politica. ...continua

    Ambientato nell'anno del G8 di Genova, è impregnato della rabbia di Montalbano verso la polizia che ha abusato del proprio potere, falsificato prove e nascosto le responsabilità della politica. Sullo sfondo di ville abusive costruite sul lungomare, il focus della vicenda è rappresentato dagli sbarchi di migranti e da una serie di crimini che ruotano attorno ad essi, e Montalbano non manca di esibire la propria contrarietà alla Legge “Cozzi-Pini”.

    ha scritto il 

  • 4

    «Il nostro eroe è così, forse ha sentilo la necessità di quel bagno per far evaporare dal suo cervello certe idee balzane delle quali è spesso vittima. Nuotando al largo, si è imbattuto nel ...continua

    «Il nostro eroe è così, forse ha sentilo la necessità di quel bagno per far evaporare dal suo cervello certe idee balzane delle quali è spesso vittima. Nuotando al largo, si è imbattuto nel cadavere di uno sconosciuto. Invece di telefonare a chi di dovere.. . ». « ... col telefonino incorporato nella minchia » continuò per lui, arraggiato, Montalbano...

    ha scritto il 

  • 4

    "Pirchì aviva detto boa e no scoglio?Fu allura che dintra alla so testa si rappresentò la scena vista alla televisione, l'orgoglioso arrefuto di quella varca a vela che invece di fare il giro di ...continua

    "Pirchì aviva detto boa e no scoglio?Fu allura che dintra alla so testa si rappresentò la scena vista alla televisione, l'orgoglioso arrefuto di quella varca a vela che invece di fare il giro di boa e tornare narrè aviva preferito testardamente continuare ad andare avanti, fino a sfracellarsi 'nzemmula alla varca dei giudici...non sarebbe potuto tornare indietro".

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo della serie di Montalbano mi è piaciuto moltissimo soprattutto perchè accenna a dei fatti della storia italiana realmente accaduti, per esempio il G8 di Genova o la legge Bossi/Fini. ...continua

    Questo romanzo della serie di Montalbano mi è piaciuto moltissimo soprattutto perchè accenna a dei fatti della storia italiana realmente accaduti, per esempio il G8 di Genova o la legge Bossi/Fini. E' molto bello vedere come Montalbano abbia reagito a questi fatti.

    ha scritto il 

  • 4

    Durante una delle sue solite nuotate, Montalbano si imbatte nel cadavere quasi irriconoscibile di un uomo. Si getta allora a capofitto alla ricerca della sua identità e della causa di morte, ...continua

    Durante una delle sue solite nuotate, Montalbano si imbatte nel cadavere quasi irriconoscibile di un uomo. Si getta allora a capofitto alla ricerca della sua identità e della causa di morte, tormentato continuamente da una sensazione di malinconia e della vecchiaia che incombe. In questa ricerca incrocerà gli occhi tristi di un bimbo clandestino ed un traffico di extracomunitari, gestito dalla criminalità organizzata, il tutto legato da un filo invisibile, che riuscirà a sbrogliare grazie all'aiuto dei suoi uomini più fidati e dell'amica Ingrid. Romanzo di ottima qualità e di scorrevole narrazione, intriso dei problemi che affliggono l'Italia attuale.

    ha scritto il 

  • 5

    È forse uno dei romanzi della serie che più mi ha colpito, perché non mi aspettavo la questione del G8 e una reazione così forte ed emotiva da parte di Montalbano, che tradisce di certo la ...continua

    È forse uno dei romanzi della serie che più mi ha colpito, perché non mi aspettavo la questione del G8 e una reazione così forte ed emotiva da parte di Montalbano, che tradisce di certo la posizione dell'autore, ma che tocca sempre. Io sono genovese e, anche se ero troppo piccola nel 2001 per essere partecipe degli avvenimenti del G8, credo che per certi versi sia una ferita tutt'ora aperta per il paese ma soprattutto per la mia città. E ho arezzato l'analisi che fa Camilleri attraverso Montalbano, perché troppo spesso ci si concentra su Giuliani mettendo in secondo piano cos'è successo alla Diaz. La reazione emotiva da galantuomo e da poliziotto offeso del protagonista mi ha colpito e commosso, ed è una reazione che avrei voluto sentire più spesso anche nella realtà.

    Anche la questione principale del romanzo mi ha colpito molto; sicuramente, come chiunque avrà notato prima di me, il punto di forza dei romanzi di Montalbano è la capacità di legare nella narrativa elementi di finzione e problemi criminali reali della Sicilia e del paese tutto. La costruzione del romanzo in particolare che mi ha convinto, con la storia del bimbo che tocca emotivamente Montalbano, sempre più in crisi, e solo in un secondo momento diventa il tema e il problema principale, legandosi con il primo morto. Mi ha preso molto, un bel libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Il caso di un cadavere trovato in mare si intreccia con una brutta storia di immigrazione clandestina e di commercio minorile. Il commissario Montalbano, grande come al solito, si mette a fare il ...continua

    Il caso di un cadavere trovato in mare si intreccia con una brutta storia di immigrazione clandestina e di commercio minorile. Il commissario Montalbano, grande come al solito, si mette a fare il giustiziere notturno e fa luce sulle vicende.

    ha scritto il 

  • 5

    "Mangiare o non mangiare? Questo era il problema: era più saggio sopportare le fitte di un pititto vrigognoso oppure futtirisinni e andare a riempire la panza da Enzo ? Il dilemma scespiriano gli ...continua

    "Mangiare o non mangiare? Questo era il problema: era più saggio sopportare le fitte di un pititto vrigognoso oppure futtirisinni e andare a riempire la panza da Enzo ? Il dilemma scespiriano gli pose quanno, taliato il ralogio, s'addunò che si erano fatte quasi le otto. Se cedeva alla fame, avrebbe avuto un'orata assai scarsa da dedicare alla cena: il che veniva a significare che avrebbe dovuto dare ai suoi movimenti mangiatori un ritmo alla Charlot dei "tempi moderni". Ora una cosa era certa e cioè che MANGIARE DI PRESCIA NON ERA MANGIARE, MASSIMO MASSIMO ERA NUTRIRSI."

    ha scritto il 

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