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Il giudice e il suo boia

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(1630)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 109 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807050412 | Isbn-13: 9788807050411 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Enrico Filippini

Disponibile anche come: Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il caso ha la sua parte in tutto

    La morte di uno stimato tenente della polizia dà l’avvio a un’indagine non solo investigativa, ma anche umana, in una Svizzera semisconosciuta avvolta dalle nebbie. Un libro minimalista scritto con intelligenza a partire dai dialoghi mirati e pungenti, affilati come un bisturi che con precisione ...continua

    La morte di uno stimato tenente della polizia dà l’avvio a un’indagine non solo investigativa, ma anche umana, in una Svizzera semisconosciuta avvolta dalle nebbie. Un libro minimalista scritto con intelligenza a partire dai dialoghi mirati e pungenti, affilati come un bisturi che con precisione chirurgica estirpa un male.

    “Se io lo giudico come lo giudico è perché egli fa il bene così, obbedendo a una luna momentanea, per capriccio, come del resto il male di cui lo credo capace. Non farà mai il male per raggiungere qualcosa, come gli altri, per guadagnare denaro, per conquistare una donna oppure per giungere a una posizione di potenza, lo farà soltanto così, senza senso perché in lui sono sempre possibili due cose, il bene e il male, è il caso che decide”.

    ha scritto il 

  • 5

    Spoiler! È il secondo Dürrenmatt che leggo e il secondo in cui il colpevole è più che un semplice criminale: è un uomo che vuole asserire la propria impunità, il proprio essere al di sopra delle leggi e dei giudici. Tra lui e il poliziotto che gli dà la caccia si instaura una vera sfida, che si r ...continua

    Spoiler! È il secondo Dürrenmatt che leggo e il secondo in cui il colpevole è più che un semplice criminale: è un uomo che vuole asserire la propria impunità, il proprio essere al di sopra delle leggi e dei giudici. Tra lui e il poliziotto che gli dà la caccia si instaura una vera sfida, che si risolve in extremis quando anche il poliziotto, figura inquietante, torbida e fantastica, rinuncia ai suoi vincoli morali e affronta il nemico ad armi pari.

    ha scritto il 

  • 4

    Geniale

    Un romanzo giallo breve costruito con maestria, nulla del finale si riesce ad immaginare. I personaggi in gioco sono veramente pochi ma nessun accenno conduce il lettore sulla strada della soluzione del delitto.
    La frase: "Non sono mai riuscito a dimostrare che hai commesso tu il primo crim ...continua

    Un romanzo giallo breve costruito con maestria, nulla del finale si riesce ad immaginare. I personaggi in gioco sono veramente pochi ma nessun accenno conduce il lettore sulla strada della soluzione del delitto.
    La frase: "Non sono mai riuscito a dimostrare che hai commesso tu il primo crimine, allora ti dichiaro colpevole di quest'altro".

    ha scritto il 

  • 3

    Opera interessante seppur ancora poco matura, presenta alcuni degli elementi che verranno meglio sviluppati nel corso della carriera di Durrenmatt.
    Uno su tutti, la destrutturazione del romanzo giallo, del quale utilizza gli stilemi per permettersi un discorso altro, per permettersi un disc ...continua

    Opera interessante seppur ancora poco matura, presenta alcuni degli elementi che verranno meglio sviluppati nel corso della carriera di Durrenmatt.
    Uno su tutti, la destrutturazione del romanzo giallo, del quale utilizza gli stilemi per permettersi un discorso altro, per permettersi un discorso alto: quello morale, in questo caso.
    In ciò si colloca la maggiore differenza con l'opera del coevo Sciascia, anche lui sapiente sperimentatore e sovvertitore dei ferri del mestiere di giallista: ove lo svizzero mira ad un discorso più profondo, tanto da non esimersi dall'affrontare apertamente questioni etiche, Sciascia muove la propria analisi dalla realtà sociale (spesso, siciliana) per giungere a scandagliare quella della società (sempre, italiana).

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo Durrenmatt

    Sempre intrigante lo scrittore svizzero di lingua tedesca.


    Si colloca sul piano storico a cavallo tra il giallo classico inglese anni '30 (Dieci piccoli indiani è del '39) e il giallo milanese anni '60 di Scerbanenco (Venere privata e Traditori di tutti).


    Scritto nel 1950, primo di ...continua

    Sempre intrigante lo scrittore svizzero di lingua tedesca.

    Si colloca sul piano storico a cavallo tra il giallo classico inglese anni '30 (Dieci piccoli indiani è del '39) e il giallo milanese anni '60 di Scerbanenco (Venere privata e Traditori di tutti).

    Scritto nel 1950, primo di una trilogia che comprende "Il sospetto" e "La promessa", contiene già il filo rosso che caratterizza l'antigiallo alla Durrenmatt: il caso che prevale sulla costruzione razionale del romanzo giallo. Consigliato

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    O la filosofia dei fine che giustifica i mezzi

    "In lui il male non è l'espressione di una filosofia o di un impulso, bensì della sua libertà: della libertà del nulla."


    Breve, essenziale e geniale: in poche pagine l’essenza assoluta del giallo: niente è come sembra! In 100 paginette si assiste a un escalation di indagini, di tensione e ...continua

    "In lui il male non è l'espressione di una filosofia o di un impulso, bensì della sua libertà: della libertà del nulla."

    Breve, essenziale e geniale: in poche pagine l’essenza assoluta del giallo: niente è come sembra! In 100 paginette si assiste a un escalation di indagini, di tensione e di meccanismi perfettamente costruiti che confluiscono solo nelle ultime 3 pagine nella perfetta soluzione del mistero. Piccolo e delicato ma costituito da elementi semplici che strutturati insieme (un vecchio poliziotto, il suo nemico storico, un delitto indecifrabile, un poliziotto zelante e giovane, dei raduni misteriosi) danno vita a un congegno molto noir e molto ben orchestrato.
    Ma visto che questo giallo è stato scritto da Durrenmatt non si può non evidenziare che solo apparentemente è esaltata la sola seppur grande capacità investigativa del commissario Barlach. Il lettore indaga passo dopo passo con lui, ma soprattutto scandaglia il crimine e il senso del crimine nel suo rapporto con l’animo umano: l’animo di chi lo commette, l’animo di chi lo subisce e di chi indaga. I temi diventano forti: crimine, pena, giudizio, giustizia ed esplodono nei dialoghi meravigliosi che il Vecchio Barlach intrattiene durante l’indagine. Grande potenza narrativa e grande psicologia in questo gioco che scopre le carte un po’ per volta fino a sconvolgere nella fredda e amara realtà dell’umana imperfezione.

    “Ti sbagli - disse Barlach stando sulla piazza nell’albeggiare, vecchio ed infreddolito - tu non mi ammazzerai. Io sono l’unico che ti conosce, e così sono anche il solo che può giudicarti. Io ti ho giudicato, Gastmann, e ti ho condannato a morte. Tu non sopravviverai a questo giorno. Il boia che io ho prescelto, verrà oggi da te. Egli ti ucciderà, perché questo è ciò che in nome di Dio va fatto.”

    ha scritto il 

  • 3

    Sono arrivata a Durrenmatt attraverso Martin Suter il quale, secondo alcuni è da lui ispirato. Non ho trovato particolari corrispondenze al dì là della nazionalità. E' un romanzo poliziesco più classico nella forma, linguaggio e stile piuttosto che nella sostanza. La trama infatti, sebbene si con ...continua

    Sono arrivata a Durrenmatt attraverso Martin Suter il quale, secondo alcuni è da lui ispirato. Non ho trovato particolari corrispondenze al dì là della nazionalità. E' un romanzo poliziesco più classico nella forma, linguaggio e stile piuttosto che nella sostanza. La trama infatti, sebbene si concentri nelle poche pagine finali, risulta decisamente geniale. Il voto basso è proprio a causa di quella forma antiquata che, anche dopo vari tentativi con altri scrittori 'datati', trovo troppo fredda ed impersonale. Purtroppo non riesce ad appassionarmi. Insisterò però con 'Il sospetto' e 'La promessa' alla ricerca di altri colpi di genio.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo.

    L'avevo letto una trentina di anni fa ma non ricordavo nulla, solo che mi era piaciuto. Rileggendolo sono stata un po' delusa, una lettura piacevole, ma una storia un po' scontata. Anche la scrittura mi è sembrata accusare gli anni. Proverò a rileggere qualche altro Durrenmatt.

    ha scritto il