Il giudice e il suo boia

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(1766)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 109 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807050412 | Isbn-13: 9788807050411 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Enrico Filippini

Disponibile anche come: Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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  • 4

    SCACCO MATTO

    Due individui hanno intrecciato indissolubilmente il loro destino durante la giovinezza per via di una scommessa avente per oggetto il diritto di esistenza del delitto perfetto. Accettandone i termini ...continua

    Due individui hanno intrecciato indissolubilmente il loro destino durante la giovinezza per via di una scommessa avente per oggetto il diritto di esistenza del delitto perfetto. Accettandone i termini si macchiano entrambi di una colpa che li lega nel peggiore dei modi. La scelta di Gastmann è quella di compiere il delitto perfetto, quella di Bärlach di provare la colpa di costui. Non riuscendovi, trascorre l’esistenza a seguire e tentare di incastrare il vecchio amico ormai diventato il suo peggior nemico. È giunto ora il momento per il vecchio Bärlach, una vita da commissario, di giocare la sua ultima mossa …
    Impossibile svelare oltre onde evitare inutili e dannose anticipazioni, il libro si gusta perché si rivela progressivamente regalando scorci paesaggistici elvetici e una non troppo velata polemica al sistema amministrativo e politico della Svizzera tendente a offuscare il classico rigore e l’efficienza che le si è soliti attribuire. Il romanzo adottando e insieme rigettando la tradizione del genere giallo e del poliziesco si fa portatore di una precisa visione dell’esistenza e con essa della giustizia. La vita è caos, la giustizia invano può porvi rimedio, la ricerca della verità raramente coincide con la giustizia. In questo romanzo quarant’anni non bastano per giungere ad una giustizia che purtroppo pare rivelarsi solo alla fine ma in modo imperfetto e arbitrario, creando a sua volta altra colpa, altra ingiustizia. Su tutti pare trionfare solo la morte come nell’incisione di Dürer “Il cavaliere, la morte e il diavolo”.

    ha scritto il 

  • 3

    Il giudice e il suo boia

    Un giallo che in realtà è un anti-giallo: un requiem per la letteratura di genere a cui siamo abituati.
    Scrittura semplice ed essenziale, pochi personaggi ben tratteggiati, un colpo di scena finale ch ...continua

    Un giallo che in realtà è un anti-giallo: un requiem per la letteratura di genere a cui siamo abituati.
    Scrittura semplice ed essenziale, pochi personaggi ben tratteggiati, un colpo di scena finale che lascia stupefatti.... ed a tutto ciò aggiungiamo il fatto che Durrenmatt non è uno scrittore qualunque: si tratta, probabilmente, del più grande drammaturgo svizzero del novecento.
    La trama è molto semplice: un poliziotto assassinato; un vecchio investigatore, stanco e malato, che comincia ad indagare con circospetta attenzione; un "duello" tra l'attempato detective ed il sospetto che ha radici antichissime, risalenti a quarant'anni prima. Da questo momento in avanti, però, niente è come sembra: ad ogni capitolo, assistiamo ad un ribaltamento di prospettiva, capace di installare dubbi amletici anche nel lettore più disincantato.
    Il romanzo breve (120 pagine) si divora in poche ore: Durrenmatt, probabilmente, è l'unico scrittore di romanzi polizieschi che possa essere accostato - per capacità di analisi, spirito e abilità di uscire dai confini del genere - al grande Simenon.
    Un alter ego di Simenon... ma senz'altro più cinico, gelido e disperato.

    ha scritto il 

  • 5

    null

    Un libro breve ma che raggiunge al 100% gli obbiettivi che si pone.
    Malgrado sia degli anni '50 non risente dell'età, e giá questo è sintomo di altissima qualitá, non si perde in fronzoli, racconta un ...continua

    Un libro breve ma che raggiunge al 100% gli obbiettivi che si pone.
    Malgrado sia degli anni '50 non risente dell'età, e giá questo è sintomo di altissima qualitá, non si perde in fronzoli, racconta una storia interessante con protagonisti interessanti.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi sono avvicinata a questo libro con un po' di scetticismo: avevo letto I fisici sempre di Durrenmatt e non mi era piaciuto molto.
    Questo romanzo breve, invece, è una chicca: ben scritto, ben conge ...continua

    Mi sono avvicinata a questo libro con un po' di scetticismo: avevo letto I fisici sempre di Durrenmatt e non mi era piaciuto molto.
    Questo romanzo breve, invece, è una chicca: ben scritto, ben congegnato e con un colpo di scena finale che stravolge tutti i ragionamenti che si può fare un lettore.
    Ho apprezzato anche il contesto socio-politico descritto, l'ambientazione svizzera, la contrapposizione tra Svizzera e estero, gli intrighi di palazzo.
    Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    La vendetta può attendere

    Se mai avete avvertito pesare sul vostro destino un insondabile mistero, un nodo di esperienze che vi precede e del quale avete una percezione notturna, quasi di colpa inconfessabile, questa storia vi ...continua

    Se mai avete avvertito pesare sul vostro destino un insondabile mistero, un nodo di esperienze che vi precede e del quale avete una percezione notturna, quasi di colpa inconfessabile, questa storia vi regalerà il piacere vertiginoso e ipnotico di sostare sul limite di un precipizio che da un momento all’altro vi può inghiottire.
    Un congegno psicologico perfetto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Quando la Giustizia umana non arriva, o è fallace o è corrotta, può capitare che un uomo, giudice auto-nominato, si erga in difesa dell'ordine costituito e si sostituisca ad essa, dovesse costargli un ...continua

    Quando la Giustizia umana non arriva, o è fallace o è corrotta, può capitare che un uomo, giudice auto-nominato, si erga in difesa dell'ordine costituito e si sostituisca ad essa, dovesse costargli una vita intera e la vita stessa; e quando per colpire il Male assoluto, ci si muove con circospezione e arguzia e ci si serve anche di coloro che il Male lo praticano con sfrontatezza e naturalezza, allora l'obiettivo è più che raggiunto. Un giudice che punisce il Male attraverso un insospettato boia.
    Geniale.

    ha scritto il 

  • 4

    Svizzera. Un anziano Commissario, ormai prossimo alla morte, deve indagare sull’omicidio di un tenente della polizia di Berna.
    Nel corso di queste indagini si imbatte in un vecchio nemico che ha sempr ...continua

    Svizzera. Un anziano Commissario, ormai prossimo alla morte, deve indagare sull’omicidio di un tenente della polizia di Berna.
    Nel corso di queste indagini si imbatte in un vecchio nemico che ha sempre cercato di perseguire per un crimine che non ha mai potuto provare.
    Pur avendo capito chi è il vero colpevole, il Commissario fa in modo che per questo crimine paghi il vecchio nemico.
    Tutto questo perché? La domanda non è poi così retorica come può sembrare, come già viene evidenziato anche in altri romanzi di Durrenmatt: non avendo fiducia nella giustizia terrena, fa diventare giudice il commissario e boia il vero colpevole.
    Così il cerchio si chiude: paga il vecchio colpevole per un vecchio crimine e paga il vero colpevole per il crimine attuale: giustizia è fatta.
    Ma è davvero così?

    ha scritto il 

  • 4

    “…non possiamo mai nei nostri calcoli non tener conto del caso, il quale tuttavia ha la sua parte in tutto”

    Agisce per vie sotterranee e percorsi obliqui sull’immaginazione del lettore, attraverso una trama che a posteriori può apparire semplice nelle sue linee essenziali, ma viene perseguìta prendendo, ad ...continua

    Agisce per vie sotterranee e percorsi obliqui sull’immaginazione del lettore, attraverso una trama che a posteriori può apparire semplice nelle sue linee essenziali, ma viene perseguìta prendendo, ad ogni bivio narrativo, la direzione più tortuosa, imprevista e casuale.
    Già, il Caso;
    che, protagonista in quello che forse è il romanzo più suggestivo dell’autore svizzero, La Promessa, anche qui è determinante nel rimescolare di continuo le misteriose carte del destino. Ed alla fine la nostra sensibilità, stuzzicata per tutta la durata del racconto, è affascinata, più che dalla geometrica soluzione della storia, dai dialoghi reticenti, allusivi, talora quasi astratti, dai paesaggi del Giura percorsi in lungo e in largo in automobile, attraversando più volte paeselli col nome altisonante, dai giochi di potere che condizionano i rapporti fra i protagonisti ed il loro stesso ruolo, dalle implicazioni filosofiche e morali che essi si rimpallano in una partita infinita di cui assistiamo soltanto agli ultimi atti.
    In definitiva si tratta di un noir deliberatamente anomalo, come sempre accade con Durrenmatt, cui sembra stare a cuore la qualità evocativa delle situazioni intermedie, quando tutte le soluzioni appaiono ancora plausibili, più che lo scioglimento finale dell’enigma, il tutto condensato con svizzera precisione nel minor numero possibile di parole.

    ha scritto il 

  • 0

    Friedrich Durrenmatt: Il giudice il suo boia

    Pur non essendo amante di questa letteratura, devo riconoscere che questo romanzo breve di Durrenmatt sia una piccola perla di filosofia. E infatti capisco come Durrenmatt, svizzero di lingua tedesca, ...continua

    Pur non essendo amante di questa letteratura, devo riconoscere che questo romanzo breve di Durrenmatt sia una piccola perla di filosofia. E infatti capisco come Durrenmatt, svizzero di lingua tedesca, sia considerato come colui che ha ridato dignità letteraria al romanzo poliziesco, troppo spesso scaduto in un genere di evasione dove gli schemi del romanzo giallo erano ripetitivi e immobili. Leggi altro > http://forum.nuovasolaria.net/index.php/topic,2089.msg35022.html#msg35022

    ha scritto il 

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