Il giudizio degli altri

I classici del pensiero libero, 28

Di

Editore: RCS Quotidiani

3.9
(129)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bettino Betti ; Prefazione: Paola Capriolo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Schopenhauer è il filosofo più "alla moda" nella Germania del secondo Ottocento, l'ispiratore di Wagner e del giovane Nietzsche.

Dalla prefazione di Paola Capriolo

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  • 4

    "A causa di una particolare debolezza della natura umana si attribuisce, in genere, soverchia importanza a ciò che uno rappresenta, vale a dire a ciò che noi siamo nell'opinione altrui; anche se, per ...continua

    "A causa di una particolare debolezza della natura umana si attribuisce, in genere, soverchia importanza a ciò che uno rappresenta, vale a dire a ciò che noi siamo nell'opinione altrui; anche se, per poco che riflettessimo, comprenderemmo che ciò non è, in sè, rilevante ai fini della nostra felicità."

    Così inizia questo libricino, altro non è che il quarto capitolo da "Aforismi per una vita saggia" che ha per tema fondamentale "Ciò che uno rappresenta".
    La lettura non è sempre semplice e lineare, questo non è di certo un fatto negativo, anzi. Quello che analizza qui Schopenhauer è ciò che gli altri pensano di noi e se questo contribuisce al nostro essere felici, al nostro essere Noi... descrivendo caratteristiche, quali: onore, fama ecc...

    Questo primo approccio con l'autore, è stato positivo, a tratti molto soddisfacente e questo libricino mi è servito, appunto, a conoscerlo per poi passare alla sua opera più significativa e cioè "Il mondo come volontà e rappresentazione".

    "Spesso i talenti più insigni
    sono quelli che hanno meno ammiratori,
    e la maggior parte della gente
    prende per buono ciò che è cattivo;
    è un male che vediamo tutti i giorni.
    Ma che cosa si può fare contro quella peste?
    Io dubito che sia possibile liberare il mondo
    da quella calamità.
    Ci sarebbe, sulla terra, un unico modo,
    solo che è tremendamente difficile:
    gli sciocchi dovrebbero divenire intelligenti;
    ma guardate! non lo diventeranno mai.
    Mai riconoscono il valore delle cose,
    giudicano con gli occhi, non con la ragione:
    lodano sempre ciò che è scadente
    perchè ciò che è buono non lo hanno conosciuto mai."
    [Gellert - Die beiden Hunde]

    Quante similitudini ci sono col mondo contemporaneo, fatto praticamente di sola apparenza, di brandizzazzione di qualsiasi cosa e/o persona, di pubblicità ecc...? Schopenhauer l'aveva già capito più di 150 anni fa?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Pg. 24. Dobbiamo renderci per tempo - e ciò contribuirà alla nostra felicità - di una semplice verità: ciascuno vive, prima di tutto dentro la propia pele, e non già nell'altrui opinione.

    Pg. 25. Van ...continua

    Pg. 24. Dobbiamo renderci per tempo - e ciò contribuirà alla nostra felicità - di una semplice verità: ciascuno vive, prima di tutto dentro la propia pele, e non già nell'altrui opinione.

    Pg. 25. Vanità, vanitas, a significare il vuoto, la vacuità di un tale atteggiamento.

    Pg. 30. Questa stoltezza genera essenzialmente tre rampolli: l'ambizione, la vanità e la superbia. La differenza tra i due ultimi sta soprattutto nel fatto che la superbia è la convinzione, già esistente, della propria superiorità in un senso o nell'altro; la vanità è invece, il desiderio di suscitare quella ocnvinzione negli altri, accompagnato, per lo più, dalla segreta speranza di poterla poi fare anche propria.

    Pg. 31: Tra tute le forme di superbia quella più a buon mercato è l'orgoglio nazionale. Esso, infatti, rivela in chi ne è affetto la mancanza di quaità personali di cui andare superbo; se, infatti, le possedesse, non si attaccherebbe a ciò che divie con tanti milioni di persone.

    Pg. 34: Senso di vergogna (verecundia). E' quest'ultimo a fargli arrossire le guance non appena egli crede di stare per scadere, tutt'a un tratt, nell'opinione di qualcuno, anche se si sa senza colpa.

    Pg. 36. Evidentemente colui che insulta mostra con ciò, di non essere in grado di addurre, contro l'altro, nulla di veritiero e di concreto, perché altrimenti lo direbbe come premessa: dà la conclusione e resta debitore delle premesse, dando per socntato che, se fa così, è soltanto per amore di brevità.

    Pg. 41. A tal fine l'intero sesso femminile ha assuno, come principio d'onore, un impegno: a quello maschile deve restare assolutamente precluso ogni rapporto sessuale al di fuori di quello coniugale, affinché ogni maschio sia costretto al matrimonio provvedendosi, con ciò, al mantenimento dell'intero sesso femminile.

    Pg. 55: Socrate, a causa delle sue frequeni dispute, venne più volte malmenato, cosa che sopportava sereamente, una volta che gli diedero un calcio se lo prende tranquillamente, e a chi se ne mostra stupito disse:"Se me l'avesse dato un asino, lo citerei in giudizio?".

    Pg. 67. Lo stato non è in grado di retribuire adeguatamente le prestazioni dei propri ufficiali e dei prorpi funzionari civili; perciò fa consistere metà del loro stipendio nell'onore, rappresentato da titoli, uniformi e decorazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Geniale

    Incredibile come un libro scritto nell'800 possa essere così terribilmente attuale. Non voglio dire se sia un male o sia un bene, ma sembra che quello che pensava la gente prima è proprio uguale a que ...continua

    Incredibile come un libro scritto nell'800 possa essere così terribilmente attuale. Non voglio dire se sia un male o sia un bene, ma sembra che quello che pensava la gente prima è proprio uguale a quello che pensa la gente ora. Apparenza!

    ha scritto il 

  • 4

    Brillante estratto del lavoro di Schopenhauer, apprezzabile soprattutto per la sua attualità nonostante i molti anni passati. In particolare la parte centrale, che si focalizza sulle storture dell'ono ...continua

    Brillante estratto del lavoro di Schopenhauer, apprezzabile soprattutto per la sua attualità nonostante i molti anni passati. In particolare la parte centrale, che si focalizza sulle storture dell'onore cavalleresco, si rivela molto interessante se applicata al mondo moderno, costellato di facili giudizi, reputazioni effimere e preminenza dell'apparire sull'essere. Plauso anche alla prosa, che sa mantenersi leggera, e all'ironia, ben dosata e mai fuori posto.

    Ci sono, nel mondo, troppi mali veri perché poi ci si possa permettere di aumentarli con mali immaginari, che poi si tirano dietro altri mali veri; eppure è ciò che fa quello stupido e perverso pregiudizio

    ha scritto il 

  • 2

    L’opinione altrui è il grimaldello del dubbio e della costante ricerca della felicità.

    Dice il saggio Schopenauer: “Dobbiamo renderci conto per tempo, e ciò contribuirà alla nostra felicità, di una semplice verità: ciascuno vive, prima di tutto e realmente, dentro la propria pelle, e no ...continua

    Dice il saggio Schopenauer: “Dobbiamo renderci conto per tempo, e ciò contribuirà alla nostra felicità, di una semplice verità: ciascuno vive, prima di tutto e realmente, dentro la propria pelle, e non già nell’altrui opinione. Perciò la nostra reale e personale situazione, quale è determinata dalla salute, dal carattere, dalle attitudini, dalle entrate, da una moglie, dai figli, dagli amici, dal luogo dove abitiamo, e così via, è, ai fini della nostra felicità, mille volte più importante di ciò che gli altri si degnano di pensare di noi.”

    E’ vero, noi veniamo prima dell’altro. Ed è vero, non bisogna essere schiavi delle altrui idee ed opinioni. Ed è altresì vero che, filosoficamente, nell’ignoranza, nella stoltezza, non curandomi della visione del mondo e delle opinioni altrui sul mio essere, mi rendo sereno d’animo, felice nel mio mondo fatto solo di me stesso. Se condurre una esistenza appartata sia benefica per la nostra serenità di spirito, l’eccedere mi sembra al quanto deleterio. Meglio una sventura che una vita amorfa. Nessun uomo, dotato di intelligenza, avvertirebbe, in queste condizioni, un senso di vuoto ? Non sentiamo che senza opinioni altrui ci manca qualcosa ? Come può essere certo l’uomo di essere sulla strada del continuo miglioramento (per non ricadere nella mediocrità) senza il confronto e, quindi, quelle stesse opinioni degli altri ? Non cadiamo, così facendo, nella superficialità e nell’assolutismo ? Come possiamo essere certi della limitatezza delle idee degli altri, della loro meschinità d’animo e falsità di opinioni, se non indaghiamo, con la mente e con l’ausilio del pensiero influente dell’esperienza storica, sul giudizio degli altri ? Ciò di cui non dovremmo curarci, piuttosto, è il giudizio degli altri in nostra assenza. E delle persone che esprimono i giudizi più sprezzanti, con dovizia di particolari, sugli altri in nostra presenza. Ma l’autore fa del “giudizio degli altri” un assolutismo di cui non curarsi. Dissento. Questo libro, con le sue prescrizioni, non mi ha affatto convinto. Mentre mi ha convinto questa frase: “La fama, quanto più è destinata a durare, tanto più è lenta a venire: tutto ciò che è pregio matura lentamente.”

    ha scritto il 

  • 3

    In questo volume (in realtà una parte degli aforismi), Schopenhauer affronta il tema del “giudizio degli altri”. Secondo l’autore la nostra felicità troppo spesso è condizionata dall’opinione che gli ...continua

    In questo volume (in realtà una parte degli aforismi), Schopenhauer affronta il tema del “giudizio degli altri”. Secondo l’autore la nostra felicità troppo spesso è condizionata dall’opinione che gli altri hanno di noi.
    Ma la vita in società nasconde anche altre insidie: non solo la felicità, ma anche ciò che siamo (o pensiamo di essere) è influenzato dalla gente. Il rango, l’onore, la fama: per Schopenhauer queste sono tutte “afflizioni”, “malattie” da cui l’uomo deve curarsi, per vivere felicemente.

    Ora, Arthur, tu avrai anche ragione. Ma c’è qualcuno, nel mondo, veramente libero dall’opinione altrui? Che non dà importanza ai giudizi (benevoli e meno) che gli vengono dati? Assolutamente no. Forse ci sono persone che sembrano non curarsi di ciò che dicono gli altri, ma non c’è nessuno a cui non sfugga un sorriso quando una sua azione, una sua parola viene approvata.
    E bene, siamo fatti così.

    ha scritto il 

  • 4

    "...il sasso nel pantano non fa cerchi..."

    Schopenhauer è sempre una garanzia di razionalità e lucidità. L'intento che traspare, nemmeno tanto velatamente, da questo scritto è quello di sbeffeggiarsi dell'indifferenza concessa alle sue opere p ...continua

    Schopenhauer è sempre una garanzia di razionalità e lucidità. L'intento che traspare, nemmeno tanto velatamente, da questo scritto è quello di sbeffeggiarsi dell'indifferenza concessa alle sue opere prime (tra cui Il mondo come volontà e rappresentazione!) dalla comunità intellettuale dell'epoca. Vista la considerazone odierna delle stesse, sembra proprio che lui avesse ragione e qui ci spiega il perchè.
    In quest'opera si trovano tutti gli elementi che contraddistinguono il filosofo: ironia, causticità e onestà intellettuale.
    Si parte con l'affermazione del principio base che da il titolo a questa edizione: "a causa di una particolare debolezza della natura umana si attribuisce, in genere, soverchia importanza a ciò che uno rappresenta, vale a dire ciò che noi siamo nell'opinione altrui" (chi può dire, purtroppo, il contrario?). Da questo assunto si passa alle interessantissime analisi dei binomi "superbia-vanità" e "onore-fama". Forse la parte specifica sul "point d'honneur", ovvero l'onore calvalleresco con relativa dissertazione sulla a-razionalità del duello, appare un po' anacronistica e troppo minuziosamente analizzata ma pur sempre affrontanta con incredibile precursione dei tempi e coerenza. Attualissima, al contrario, nonchè pregevole è l'analisi della "fama", della sua portata e della sua reale importanza ai fini della felicità.

    "Così si spiega come, sotto qualunque specie appaia qualcosa di superiore, la così numerosa mediocrità si stringa tutta assieme in alleanza e congiuri perchè non venga riconosciuto e, se possibile, per soffocarlo."

    ha scritto il 

  • 5

    inedito

    schopenhauer troviamo in questo breve saggio. ci dice molte cose che ipotizzavamo in precedenza, e altre che mai avremmo pensato, per uscire dallo stereotipo del filosofo pessimista e sciupafemmine. ...continua

    schopenhauer troviamo in questo breve saggio. ci dice molte cose che ipotizzavamo in precedenza, e altre che mai avremmo pensato, per uscire dallo stereotipo del filosofo pessimista e sciupafemmine.

    ha scritto il 

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