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Il giudizio degli altri

Dov'è la nostra felicità? Nella testa degli altri

By Arthur Schopenhauer

(140)

| Others | 9788817002714

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Book Description

"Per apprezzare al suo giusto valore l'opinione altrui basta riflettere, comeconsiglia Schopenhauer, sulla superficialità e futilità dei pensieri, sullabassezza dei sentimenti, sull'assurdità delle opinioni che si riscontran Continue

"Per apprezzare al suo giusto valore l'opinione altrui basta riflettere, comeconsiglia Schopenhauer, sulla superficialità e futilità dei pensieri, sullabassezza dei sentimenti, sull'assurdità delle opinioni che si riscontranonella maggior parte dei cervelli. E allora impareremo a vivere più per noi cheper gli altri." (Piero Martinetti)

12 Reviews

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    Brillante estratto del lavoro di Schopenhauer, apprezzabile soprattutto per la sua attualità nonostante i molti anni passati. In particolare la parte centrale, che si focalizza sulle storture dell'onore cavalleresco, si rivela molto interessante se a ...(continue)

    Brillante estratto del lavoro di Schopenhauer, apprezzabile soprattutto per la sua attualità nonostante i molti anni passati. In particolare la parte centrale, che si focalizza sulle storture dell'onore cavalleresco, si rivela molto interessante se applicata al mondo moderno, costellato di facili giudizi, reputazioni effimere e preminenza dell'apparire sull'essere. Plauso anche alla prosa, che sa mantenersi leggera, e all'ironia, ben dosata e mai fuori posto.

    Ci sono, nel mondo, troppi mali veri perché poi ci si possa permettere di aumentarli con mali immaginari, che poi si tirano dietro altri mali veri; eppure è ciò che fa quello stupido e perverso pregiudizio

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    LeoNick85 said on May 24, 2014 | Add your feedback

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    Anche Schopenhauer sapeva il fatto suo. Molto riflessivo come libro. Da dedicarci un paio di giorni :)

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    Vale Coccio 90 said on Sep 14, 2012 | Add your feedback

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    L’opinione altrui è il grimaldello del dubbio e della costante ricerca della felicità.

    Dice il saggio Schopenauer: “Dobbiamo renderci conto per tempo, e ciò contribuirà alla nostra felicità, di una semplice verità: ciascuno vive, prima di tutto e realmente, dentro la propria pelle, e non già nell’altrui opinione. Perciò la nostra reale ...(continue)

    Dice il saggio Schopenauer: “Dobbiamo renderci conto per tempo, e ciò contribuirà alla nostra felicità, di una semplice verità: ciascuno vive, prima di tutto e realmente, dentro la propria pelle, e non già nell’altrui opinione. Perciò la nostra reale e personale situazione, quale è determinata dalla salute, dal carattere, dalle attitudini, dalle entrate, da una moglie, dai figli, dagli amici, dal luogo dove abitiamo, e così via, è, ai fini della nostra felicità, mille volte più importante di ciò che gli altri si degnano di pensare di noi.”

    E’ vero, noi veniamo prima dell’altro. Ed è vero, non bisogna essere schiavi delle altrui idee ed opinioni. Ed è altresì vero che, filosoficamente, nell’ignoranza, nella stoltezza, non curandomi della visione del mondo e delle opinioni altrui sul mio essere, mi rendo sereno d’animo, felice nel mio mondo fatto solo di me stesso. Se condurre una esistenza appartata sia benefica per la nostra serenità di spirito, l’eccedere mi sembra al quanto deleterio. Meglio una sventura che una vita amorfa. Nessun uomo, dotato di intelligenza, avvertirebbe, in queste condizioni, un senso di vuoto ? Non sentiamo che senza opinioni altrui ci manca qualcosa ? Come può essere certo l’uomo di essere sulla strada del continuo miglioramento (per non ricadere nella mediocrità) senza il confronto e, quindi, quelle stesse opinioni degli altri ? Non cadiamo, così facendo, nella superficialità e nell’assolutismo ? Come possiamo essere certi della limitatezza delle idee degli altri, della loro meschinità d’animo e falsità di opinioni, se non indaghiamo, con la mente e con l’ausilio del pensiero influente dell’esperienza storica, sul giudizio degli altri ? Ciò di cui non dovremmo curarci, piuttosto, è il giudizio degli altri in nostra assenza. E delle persone che esprimono i giudizi più sprezzanti, con dovizia di particolari, sugli altri in nostra presenza. Ma l’autore fa del “giudizio degli altri” un assolutismo di cui non curarsi. Dissento. Questo libro, con le sue prescrizioni, non mi ha affatto convinto. Mentre mi ha convinto questa frase: “La fama, quanto più è destinata a durare, tanto più è lenta a venire: tutto ciò che è pregio matura lentamente.”

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    Alessandro Nilo said on Jul 18, 2012 | Add your feedback

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    In questo volume (in realtà una parte degli aforismi), Schopenhauer affronta il tema del “giudizio degli altri”. Secondo l’autore la nostra felicità troppo spesso è condizionata dall’opinione che gli altri hanno di noi.
    Ma la vita in società nascond ...(continue)

    In questo volume (in realtà una parte degli aforismi), Schopenhauer affronta il tema del “giudizio degli altri”. Secondo l’autore la nostra felicità troppo spesso è condizionata dall’opinione che gli altri hanno di noi.
    Ma la vita in società nasconde anche altre insidie: non solo la felicità, ma anche ciò che siamo (o pensiamo di essere) è influenzato dalla gente. Il rango, l’onore, la fama: per Schopenhauer queste sono tutte “afflizioni”, “malattie” da cui l’uomo deve curarsi, per vivere felicemente.

    Ora, Arthur, tu avrai anche ragione. Ma c’è qualcuno, nel mondo, veramente libero dall’opinione altrui? Che non dà importanza ai giudizi (benevoli e meno) che gli vengono dati? Assolutamente no. Forse ci sono persone che sembrano non curarsi di ciò che dicono gli altri, ma non c’è nessuno a cui non sfugga un sorriso quando una sua azione, una sua parola viene approvata.
    E bene, siamo fatti così.

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    Lucy said on Jul 4, 2012 | 1 feedback

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    "...il sasso nel pantano non fa cerchi..."

    Schopenhauer è sempre una garanzia di razionalità e lucidità. L'intento che traspare, nemmeno tanto velatamente, da questo scritto è quello di sbeffeggiarsi dell'indifferenza concessa alle sue opere prime (tra cui Il mondo come volontà e rappresentaz ...(continue)

    Schopenhauer è sempre una garanzia di razionalità e lucidità. L'intento che traspare, nemmeno tanto velatamente, da questo scritto è quello di sbeffeggiarsi dell'indifferenza concessa alle sue opere prime (tra cui Il mondo come volontà e rappresentazione!) dalla comunità intellettuale dell'epoca. Vista la considerazone odierna delle stesse, sembra proprio che lui avesse ragione e qui ci spiega il perchè.
    In quest'opera si trovano tutti gli elementi che contraddistinguono il filosofo: ironia, causticità e onestà intellettuale.
    Si parte con l'affermazione del principio base che da il titolo a questa edizione: "a causa di una particolare debolezza della natura umana si attribuisce, in genere, soverchia importanza a ciò che uno rappresenta, vale a dire ciò che noi siamo nell'opinione altrui" (chi può dire, purtroppo, il contrario?). Da questo assunto si passa alle interessantissime analisi dei binomi "superbia-vanità" e "onore-fama". Forse la parte specifica sul "point d'honneur", ovvero l'onore calvalleresco con relativa dissertazione sulla a-razionalità del duello, appare un po' anacronistica e troppo minuziosamente analizzata ma pur sempre affrontanta con incredibile precursione dei tempi e coerenza. Attualissima, al contrario, nonchè pregevole è l'analisi della "fama", della sua portata e della sua reale importanza ai fini della felicità.

    "Così si spiega come, sotto qualunque specie appaia qualcosa di superiore, la così numerosa mediocrità si stringa tutta assieme in alleanza e congiuri perchè non venga riconosciuto e, se possibile, per soffocarlo."

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    Feuer-bach said on Jul 30, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (140)
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  • Others 89 Pages
  • ISBN-10: 8817002712
  • ISBN-13: 9788817002714
  • Publisher: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Publish date: 2004-01-01
  • Also available as: Paperback
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