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Il giunco mormorante

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 249)

4.0
(743)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 79 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907600 | Isbn-13: 9788845907609 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Donatella Sant'Elia

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Due amanti si separano a Parigi, all'inizio dell'ultima guerra. Anni dopo si ritrovano a Stoccolma. La loro storia è cominciata in quella «terra di nessuno, dove l'uomo vive nella libertà e nel mistero». Poi quella vita segreta era stata a poco a poco messa in ombra dalla «seconda vita», la vita comune. E viene il momento di chiedersi: che cosa sussiste di quella storia? Giocando magistralmente sulla tastiera dei sentimenti, la Berberova ha scritto un amaro, sottile apologo sull'amore e sulla libertà — e soprattutto su quella parte della nostra vita «di cui nessuno sa nulla» e sul come difenderla.
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  • 4

    A volte mi dicevo: forse hai pensato troppo in tutta la tua vita. Gli altri non pensano e vivono felici. Dai, per una volta concediti la libertà di non pensare.
    Eh sì, a volte basterebbe così poco per ...continua

    A volte mi dicevo: forse hai pensato troppo in tutta la tua vita. Gli altri non pensano e vivono felici. Dai, per una volta concediti la libertà di non pensare.
    Eh sì, a volte basterebbe così poco per essere felici e invece i nostri pensieri cambiano tutto… in poche pagine la Berberova riesce a scatenare un mondo di riflessioni...la storia non è nulla di particolare in sé, amori e passato non ritornano, ma la sua idea di una no man’s land, dove ognuno di noi immagina una vita diversa da quella realmente vissuta, in parallelo, mi ha affascinato. I luoghi dell’anima sono diversi da quelli nei quali realmente viviamo, anche per chi pensa di essere totalmente libero e invece vive in una piccola gabbia…
    Mormorante.

    ha scritto il 

  • 2

    Rivedersi dopo che lui, causa guerra, se ne è andato lontano (ma non era obbligato). Lei ama ancora, lui – nel frattempo catturato da una moglie virago – non si capisce. Addio definitivo a Venezia (. ...continua

    Rivedersi dopo che lui, causa guerra, se ne è andato lontano (ma non era obbligato). Lei ama ancora, lui – nel frattempo catturato da una moglie virago – non si capisce. Addio definitivo a Venezia (...come è triste Venezia, Charles Aznavour) per decisione di lei (era ora!). Testo per me insignificante anche se indubbiamente ben scritto (poetico??). Brevità non dovrebbe essere sinonimo di irrilevanza. Si salva solo la definizione e l’utilizzo della nozione di no man’s land, lo spazio della vita di ciascuno in cui si è totalmente padroni di se stessi: “c’è una vita visibile a tutti, e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla (…) l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero (..)” (pp. 36-37). Un po’ poco, comunque. Per una storia di passione al femminile, altrettanto breve ma molto più pregnante rivolgersi ad Annie Ernaux, Passione semplice.

    ha scritto il 

  • 5

    Intenso, delicato, coinvolgente questo libro della Berberova.. ricco di poesia, quasi un sussurro.. Racconta di un amore, di una separazione, di un legame così forte da non permettere alla protagonist ...continua

    Intenso, delicato, coinvolgente questo libro della Berberova.. ricco di poesia, quasi un sussurro.. Racconta di un amore, di una separazione, di un legame così forte da non permettere alla protagonista di “vivere”.
    “...e tuttavia lo amavo, amavo soltanto lui, e anche se continuavo a ripetermi che non voleva più saperne di me, non lo amavo per questo meno…e tutta la mia vita era piena di un disperato amore per lui, un amore che mi impediva di costruire il mio destino e caricava i miei giorni e le mie notti di un pesante fardello di cui non potevo - e forse non volevo - disfarmi.”
    Noi donne siamo proprio così, spesso ci fissiamo su una persona, su un ideale, su un sogno da non riuscire a distaccarcene, e lo mettiamo nella nostra "no man's land", quel luogo privato, che c'è nella nostra anima, il nostro rifugio segreto, silenzioso e inaccessibile, ma indispensabile, dove c’è solo il tempo, attimo o attesa infinita, speranza o sogni...
    "…ognuno di noi ha la propria no man's land, in cui è totale padrone di se stesso. C'è una vita a tutti visibile, e ce n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla…. l'uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno….Queste ore … possono essere felicità, necessità, abitudine ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la "linea generale" dell'esistenza. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non si è mai incontrato con se stesso."
    Ma è anche un inno alla libertà: non bisogna permettere mai a nessuno di privarci od organizzare la nostra "no man's land"..
    Lo si legge in un alito di vento, ma ci sono parole che fanno riflettere molto a lungo...

    Scritto il 6 Lug 2010

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il voto è un limite mio. Ottima scrittura, ottima traduzione, ottima caratterizzazione delle emozioni. E' la storia che a me non piace. Questo innamorarsi, aspettare, soffrire, non ricostruirsi la vit ...continua

    Il voto è un limite mio. Ottima scrittura, ottima traduzione, ottima caratterizzazione delle emozioni. E' la storia che a me non piace. Questo innamorarsi, aspettare, soffrire, non ricostruirsi la vita in attesa di. E poi, alla fine, tutto crolla. Fa parte tutto di te, perché lui, quel lui che hai amato tanto, una vita lui se la è rifatta, alla faccia tua.
    Grazie, no. Quando leggo, chiedo altro :)

    ha scritto il 

  • 4

    "Basta cedere una volta - e non ci saranno più limiti, tutto ti verrà tolto. Dove saranno allora mistero e libertà?"

    In poche pagine Nina Berberova ci dice che:

    a) ognuno di noi ha diritto alla sua no man's land, un tempo per esplorare se stessi e la propria individualità;

    b) il passato non può tornare inaslterato n ...continua

    In poche pagine Nina Berberova ci dice che:

    a) ognuno di noi ha diritto alla sua no man's land, un tempo per esplorare se stessi e la propria individualità;

    b) il passato non può tornare inaslterato nel presente;

    c) le persone cambiano e ci abbandonano, ci deludono, e, soprattutto, ci usano.

    Verità universali infilate tra le pieghe di una cartolina notturna che attraversa Parigi, Stoccolma e Venezia, dando vita a un'unica immagine fatta di ineluttabili chiaroscuri e di opprimenti riflessi verdi bottiglia.

    ha scritto il 

  • 0

    A parte il titolo che solletica la mia ironia e, per qualche strano mistero, mi fa ridere, il resto è talmente noioso che me lo sono scordato da qualche parte, forse sotto un mobile chi può dirlo... ...continua

    A parte il titolo che solletica la mia ironia e, per qualche strano mistero, mi fa ridere, il resto è talmente noioso che me lo sono scordato da qualche parte, forse sotto un mobile chi può dirlo...

    ha scritto il 

  • 4

    "C'è una vita a tutti visibile, e ce n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell'etica, una sia morale e l'altra immorale o, ...continua

    "C'è una vita a tutti visibile, e ce n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell'etica, una sia morale e l'altra immorale o, dal punto di vista della polizia, una lecita e l'altra illecita. Semplicemente, l'uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un'ora al giorno, o una sera alla settimana, un giorno al mese; vive di questa sua vita libera e segreta da una sera (o da un giorno) all'altra, e queste ore hanno una loro continuità.
    Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile dell'uomo oppure avere un loro significato del tutto autonomo; possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la "linea generale" dell'esistenza. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non s'è mai incontrato con se stesso, e c'è qualcosa di malinconico in questo pensiero. Mi fanno pena le persone che sono sole unicamente nella stanza da bagno, e in nessun altro tempo e luogo."

    "(…) e tutta la mia vita era piena di un disperato amore per lui, un amore che mi impediva di costruire il mio destino e caricava i miei giorni e le mie notti di un pesante fardello di cui non potevo - e forse non volevo - disfarmi."

    "Tratto peculiare di Venezia: scomparire in un attimo, non correre dietro al treno, non agitare a destra e a sinistra il capo in cenno di saluto come fanno le altre città quando le lasci - svanire in un solo istante, come se non esistesse, come se non fosse mai esistita."

    Una storia d'amore finita (?) male, la guerra, libri e lettere, Parigi, Stoccolma e Venezia.
    Quoi d'autre?...

    ha scritto il 

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