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Il giuoco delle perle di vetro

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.9
(1814)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Spagnolo , Lettone , Portoghese , Catalano , Olandese , Russo

Isbn-10: A000092821 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Si tratta di un'opera dal grande fascino che ti ammalia o ti annoia a morte. Per quanto mi riguarda me ne sono innamorata.
    Una lettura molto impegnativa che rivela tematiche sorprendentemente attuali ...continua

    Si tratta di un'opera dal grande fascino che ti ammalia o ti annoia a morte. Per quanto mi riguarda me ne sono innamorata.
    Una lettura molto impegnativa che rivela tematiche sorprendentemente attuali. Possiede molte sfaccettature che il lettore distratto rischia di non cogliere, quinti attenzione alla scelta del momento giusto per affrontare questo libro perchè rischia di rimanervi di traverso!

    ha scritto il 

  • 4

    questo, come altri fanno parte di quelli che una volta venivano chiamati libri di "formazione", ora non so... ma mi piacerebbe sapere se gli adolescenti d'oggi li considerano ancora tali e se ancora p ...continua

    questo, come altri fanno parte di quelli che una volta venivano chiamati libri di "formazione", ora non so... ma mi piacerebbe sapere se gli adolescenti d'oggi li considerano ancora tali e se ancora piacciono.

    ha scritto il 

  • 4

    "[...] abbi rispetto del significato, ma non credere che lo si possa insegnare. Con tale pretesa, i filosofi della storia hanno guastato un giorno mezza storia universale, hanno introdotto l'era appen ...continua

    "[...] abbi rispetto del significato, ma non credere che lo si possa insegnare. Con tale pretesa, i filosofi della storia hanno guastato un giorno mezza storia universale, hanno introdotto l'era appendicistica e si sono resti complici del versamento di molto sangue. Anche se, a mo' d'esempio, dovessi introdurre gli alunni in Omero o nei tragici greci, non tenterei di presentare loro la poesia come forma tangibile del divino, ma mi sforzerei di renderla accessibile alle loro menti attraverso la precisa conoscenza dei suoi mezzi linguistici e metrici. È compito dell'insegnante e dell'erudito esplorare i mezzi e coltivare la tradizione, mantenere puri i metodi, anziché suscitare e accelerare quelle ineffabili esperienze che sono riservate agli eletti - i quali sono spesso anzi gli sconfitti e le vittime."

    ha scritto il 

  • 3

    Giudizio difficile assai.

    Mi era stato consigliato da un amico. L'ho trovato in un mercatino dell'usato. Le impressioni che ho avuto da questa lettura sono assai contrastanti. In certi momenti mi ha trasportato in altre epoche ...continua

    Mi era stato consigliato da un amico. L'ho trovato in un mercatino dell'usato. Le impressioni che ho avuto da questa lettura sono assai contrastanti. In certi momenti mi ha trasportato in altre epoche, trasmettendomi una sensazione di calma e tranquillità speciali. In altri momenti l'ho trovato troppo, troppo lento. Sicuramente si apprezza la qualità della scrittura. Nulla è lasciato al caso. Infatti, nelle note al termine del libro, si fa riferimento al numero di anni impiegati per scriverlo... Di certo non è un libro da leggere nei dieci minuti liberi che si possano trovare nella giornata e tanto meno non è un libro che i presta per essere letto in metropolitana, oppure in treno. Direi che la situazione migliore per leggerlo sia una baita in montagna, oppure va benissimo il solito, prezioso, divano di casa :-).

    ha scritto il 

  • 3

    Lo scontro tra spirituale e sociale già affrontato da Hesse in Narciso e Boccadoro viene in questo romanzo approfondito in un ambiente monotono, lento nella narrativa e in certi punti anche spocchioso ...continua

    Lo scontro tra spirituale e sociale già affrontato da Hesse in Narciso e Boccadoro viene in questo romanzo approfondito in un ambiente monotono, lento nella narrativa e in certi punti anche spocchioso. Di certo il tema è trattato in maniera intelligente e sublime da questa voce narrante che però non è riuscita mai a coinvolgermi e ad affascinarmi in pieno, più sbadigli che palpitazioni insomma nel seguire la vicenda di questo Magister ludi e della comunità artistico scientifica e pedagogica di questa utopistica Castalia.

    ha scritto il 

  • 0

    Probabilmente uno stupendo capolavoro, ma troppo, per me.

    Lo aggiungo solo adesso alla mia lista.
    Sono davvero pochi i libri che ho abbandonato. Anche se un libro non mi piace, io cerco sempre di finirlo.
    Ce ne sono stati solo due (li ho entrambi inseriti) c ...continua

    Lo aggiungo solo adesso alla mia lista.
    Sono davvero pochi i libri che ho abbandonato. Anche se un libro non mi piace, io cerco sempre di finirlo.
    Ce ne sono stati solo due (li ho entrambi inseriti) che proprio non sono riuscito a completare, per noia.

    Questo è l'unico libro nella mia vita che ho abbandonato perchè troppo complesso per me.
    Ricordo benissimo. Era proprio il capodanno 2000-2001. Avevo 18 anni. 01.01.2001. Oggi ne ho 32, ci ho provato l'ultima, circa la quarta o quinta, volta in estate in vacanza, a 29 anni.

    Il libro era in casa, da anni, fin dalla mia infanzia, essendo di proprietà dei miei che lo comprarono chissà perchè, dato che non hanno mai letto o compreso libri del genere. Non è proprio nelle corde della mia famiglia, Hesse, a parte "Siddharta", ma Siddharta, suvvia, piace a tutti.

    Mi attraeva, quell'attrazione dell'occulto, del misterioso.
    Ho provato un sacco di volte a leggerlo, ma è troppo. Troppo pesante.
    E dire che ho letto cose come il Silmarillion, i Demoni, il Signore degli Anelli, tre libri della Saga "A song of Fire and Ice" in lingua originale.
    Questo, non ci riesco! Vorrei, perchè Hermann Hesse è importante per me, tutti i suoi libri mi sono stati consigliati o regalati da persone importantissime per me. Non ho mai scelto quando e se leggerne uno.
    I libri di Hesse sono venuti, tutti, da me.
    Questo è l'unico che non reggo. Mi dispiace. Chissà in futuro.

    ha scritto il 

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