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Il giuramento

Di

Editore: Garzanti Libri

4.0
(481)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 682 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Svedese , Spagnolo

Isbn-10: 8811686253 | Isbn-13: 9788811686255 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Parigi. Nessun segno di colluttazione, blocchi di cemento legati in vita con il filo di ferro, la medaglia di san Michele stretta nella mano, come per proteggersi, e poi un tuffo nel fiume. Sembrano non esserci dubbi: il poliziotto Lue Soubeyras ha cercato di uccidersi ed è solo un miracolo se adesso giace in coma in un letto d'ospedale. Ma il comandante della Squadra Criminale Mathieu Durey, migliore amico di Lue dai tempi della scuola, non crede all'ipotesi del suicidio. Conosce Soubeyras meglio di chiunque altro, e sa che, da fervente cattolico qual è, non avrebbe mai potuto compiere un gesto così contrario alla sua religione.
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  • 5

    "Se Dio è grande, come spieghi che sia sempre tenuto in scacco da una semplice "défaillance"? Come spieghi che il male sia dappertutto, e che ogni volta trionfi? Cantare la gloria di Dio vuol dire cantare la grandezza del male."


    L'abilità di Grangè di rendere realistiche e verosimil ...continua

    "Se Dio è grande, come spieghi che sia sempre tenuto in scacco da una semplice "défaillance"? Come spieghi che il male sia dappertutto, e che ogni volta trionfi? Cantare la gloria di Dio vuol dire cantare la grandezza del male."

    L'abilità di Grangè di rendere realistiche e verosimili le storie estremamente complesse e fantasiose che costruisce lascia senza parole e colmi di ammirazione.
    Questo Thriller è un meccanismo perfetto che ci porta attraverso i luoghi sacri della religione cattolica, da Lourdes a Roma, per poi girovagare in una Francia mai così oscura e tetra alla caccia di uno o più serial killer forse impossessati dal demonio stesso. Impossibile smettere di leggere trasportati da colpi di scena sempre più tetri e macabri uniti a excursus storico artistici dettagliatissimi sul male e il demonio. Dopo aver letto tutte le opere di Grangè ritengo questo romanzo uno dei suoi vertici anche se conoscendo la fertile mente dello scrittore non è affatto detto che non si riesca a superare. Il film basato su questo libro è in preparazione e sarà affidato alla regia di Frédéric Schoendoerff.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi dispiace andare contro corrente ma è un libro che scorre lentissimo. La trama sarà anche originale e articolata, ma lo stile di scrittura dell'autore non mi ha preso, e la conclusione non mi ha soddisfatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Grangé ti inchioda alla pagina come pochi: il romanzo scorre a gran velocità e le oltre 750 pagine dell'edizione francese volano via. Gran bel romanzo, anche se avrei preferito un finale diverso. In ogni caso un grandissimo libro, decisamente meglio dei thriller di Dan Brown o Glenn Cooper. Voto: ...continua

    Grangé ti inchioda alla pagina come pochi: il romanzo scorre a gran velocità e le oltre 750 pagine dell'edizione francese volano via. Gran bel romanzo, anche se avrei preferito un finale diverso. In ogni caso un grandissimo libro, decisamente meglio dei thriller di Dan Brown o Glenn Cooper. Voto: 9+/10.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendida prova di Grangé, che quando ci si mette è veramente bravo, tanto da far passare in secondo piano lo splatter di molte scene.
    Diversamente da prove quali Amnesia (per ora il peggiore fra i libri che ho letto di lui), qui la lunghezza non stanca. Le situazioni sono quelle giuste, no ...continua

    Splendida prova di Grangé, che quando ci si mette è veramente bravo, tanto da far passare in secondo piano lo splatter di molte scene.
    Diversamente da prove quali Amnesia (per ora il peggiore fra i libri che ho letto di lui), qui la lunghezza non stanca. Le situazioni sono quelle giuste, non allunga il brodo, va diritto alla meta.
    Buoni i personaggi, coinvolgente la trama.

    ha scritto il 

  • 2

    Vade retro, Danbrown

    Forse ponevo troppe aspettative in questo libro e mi ha un po' deluso. Satanismo, sette, sette e satanismo. Con qualche maldestro tentativo di razionalizzazione.
    Troppo agevolmente ho individuato il colpevole (e molto, molto prima della fine). Last but not least, tra un capitolo e l'altro, ...continua

    Forse ponevo troppe aspettative in questo libro e mi ha un po' deluso. Satanismo, sette, sette e satanismo. Con qualche maldestro tentativo di razionalizzazione.
    Troppo agevolmente ho individuato il colpevole (e molto, molto prima della fine). Last but not least, tra un capitolo e l'altro, ogni tanto fa capolino Dan Brown e... beh.

    ha scritto il 

  • 4

    Bastante bueno! Un coctel entre policias, demonios, curas... bastante explosivo. Si he de ponerle un "pero"... en algunos momentos se me hizo un pelín larga, pero he de decir en su favor que te enganchará desde el principio y no podrás parar hasta el final!!

    ha scritto il 

  • 4

    Il Giuramento del Limbo

    Sebbene il romanzo sia tutt’altro che esente da difetti, bisogna riconoscere a Grangé un’abilità non comune nel riuscire a gestire una tale mole di eventi, “locations” e personaggi e per di più su un argomento così ambiguo, supersfruttato ed ad altissimo rischio di scadere nella buffonata, come i ...continua

    Sebbene il romanzo sia tutt’altro che esente da difetti, bisogna riconoscere a Grangé un’abilità non comune nel riuscire a gestire una tale mole di eventi, “locations” e personaggi e per di più su un argomento così ambiguo, supersfruttato ed ad altissimo rischio di scadere nella buffonata, come il satanismo.

    E riesce nel suo intento avvincendo per oltre 600 pagine il lettore e conferendo alla complicatissima trama una sufficiente dose di coerenza interna (il tutto ovviamente in rapporto alla follia del tema…) e un numero limitato di cadute di stile e luoghi comuni, il minimo che ci si potrebbe aspettare.

    Poi Grangé si affida ad una delle sue doti migliori che risiede nell’efficacia nel descrivere ed ambientare le vicende in una serie di luoghi che conferiscono un vero valore aggiunto alla trama: basti pensare all’incubo letteralmente infernale di una Catania visitata durante una violenta eruzione dell’Etna, all’oscuro fascino di Cracovia, alle nere montagne della regione del Jura.
    Ognuna di queste arcane ambientazioni, ancor più dei luoghi più noti come Roma, Parigi, Lourdes, non si limita a fungere da sfondo esotico alle tenebrose vicende dell’indagine, ma è dipinta con la particolare maestria e dovizia di dettagli di chi vi ha soggiornato a lungo assimilandone i particolari e l’essenza (Grangé è stato fotografo professionista anche per il National Geographic).

    All’estremo opposto della variegata tavolozza dell’autore francese c’è invece quella bulimia di avvenimenti, flashback, deviazioni su storie collaterali che danno all’insieme, proprio come un pasto davvero troppo ricco, un effetto di saturazione, a tratti estenuante anche per il lettore più affamato. Ma ormai lo conosco da quattro libri, anzi libroni, e ho capito che l’autodisciplina e il rigore non fanno parte delle doti di Grangé, incapace di sacrificare qualche ramo troppo pesante al diramarsi infinito della sua trama!

    Quindi è così, confesso: mi sono divertito (non tanto come con “L’impero dei lupi” ma ben più che con “La linea nera”), ho sospeso un po’ (un bel po’…) dei miei strumenti razionali di valutazione critica e ho lasciato correre la storia, colto da ripetuti attacchi di quella sindrome che impedisce di mettere il segnalibro e interrompere la lettura!

    ha scritto il 

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