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Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati

Di ,

Editore: Le Mani-Microart'S

4.1
(7)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8880125141 | Isbn-13: 9788880125143 | Data di pubblicazione: 

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non sono un'esperta di cinema e di Avati come regista horror conoscevo solo "la casa dalle finestre che ridono"; ho preso questo saggio più perché interessata alla tradizione "gotica" o decisamente macabra che popola le nostre leggende contadine. Gli autori compiono un percorso evidenziando come, ...continua

    Non sono un'esperta di cinema e di Avati come regista horror conoscevo solo "la casa dalle finestre che ridono"; ho preso questo saggio più perché interessata alla tradizione "gotica" o decisamente macabra che popola le nostre leggende contadine. Gli autori compiono un percorso evidenziando come, la paura, quella atavica, profonda, che veniva tramandata con le leggende rurali, emerga periodicamente attraverso la filmografia di Pupi Avati. Purtroppo, come confessa il regista nell'intervista che fa da filo conduttore alla seconda parte del libro (la prima è un interessante excursus nel folklore dell'Emilia Romagna) molto di questo patrimonio rischia di essere perso. La nostra società tende ad emarginare temi scomodi come la morte, il castigo, la paura che erano il nocciolo di tante leggende folkloristiche. Si crede di proteggere i bambini evitando certi racconti considerati shoccanti (quando in tv passano immagini ben più violente) ma in realtà li si priva di una buona dose di fantasia. Io, cresciuta in montagna, so quanto certe storie fossero terribili ma pure affascinanti e lo stesso Avati confessa che, senza quelle novelle che toglievano il sonno, forse non sarebbe nemmeno diventato regista.
    E' un saggio scritto con semplicità, senza tecnicismi che può essere avvicinato anche da chi, come me, non è un esperto del settore cinematografico; avrebbe giovato forse un po' di sintesi: alcune parti sono ripetitive.

    ha scritto il 

  • 5

    Un ottimo saggio analitico

    sulla filmografia avatiana dell'orrore e sulla nascita del genere creato, appunto, da Pupi Avati nell'ambito del cinema di paura: il gotico padano.
    Il libro, completo di bibliografia di riferimento e filmografia del regista, si suddivide in 2 parti: "Avati ha paura" e "Avati fa paura".
    ...continua

    sulla filmografia avatiana dell'orrore e sulla nascita del genere creato, appunto, da Pupi Avati nell'ambito del cinema di paura: il gotico padano.
    Il libro, completo di bibliografia di riferimento e filmografia del regista, si suddivide in 2 parti: "Avati ha paura" e "Avati fa paura".
    Un'intervista, tenutasi tempo fa con Avati stesso, è il leit motiv sul quale si snoda, con massima chiarezza e interessanti spunti, l'analisi delle caratteristiche del gotico padano, tanto apparentemente "innocuo" quanto realmente inquietante e spaventoso.
    I vari elementi distintivi del genere vengono spiegati anche in riferimento ad altri famosi registi dell'horror ed in base al decennio di appartenenza, mentre per tutto il saggio non manca un costante e sapiente paragone fra i vari lavori avatiani.
    Bravissimi gli autori, che hanno dato alla luce un lavoro estremamente interessante e mai noioso o pesante.

    ha scritto il