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Il gran sole di Hiroshima

By Karl Bruckner

(105)

| Softcover | 9788809009349

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Book Description

114 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Tutti dovrebbero gridare: "Mai più un'altra Hiroshima!"

    Soprattutto i giovani devono dirlo con convinzione. Sanno troppo poco di ciò che è successo, perché ne sono tenuti all'oscuro. I padri hanno paura di raccontare ai figli della grande catastrofe, e pensano: chi non conosce il pericolo vive senza pr ...(continue)

    Soprattutto i giovani devono dirlo con convinzione. Sanno troppo poco di ciò che è successo, perché ne sono tenuti all'oscuro. I padri hanno paura di raccontare ai figli della grande catastrofe, e pensano: chi non conosce il pericolo vive senza preoccupazioni. Ma questo non è giusto. Io affermo invece: chi non conosce il pericolo non lo teme, non lo evita, e quindi più facilmente ne resta vittima.

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    PuccaChan ~ solo ebooks said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Avevo un ricordo stupendo di questo libro, così l'ho comprato a mia nipote, ma prima l'ho voluto rileggere!
    Pur essendo un libro per ragazzi lo consiglio ugualmente a tutti.
    Ora vado su internet per vedere la statua dedicata a Sadako!!

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    Maurapetrelli9 said on Apr 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ho letto in quinta elementare....consigliatomi dalla maestra...ed a distanza di quasi trent'anni ancora lo ricordo...sconvolgente e toccante.

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    annalu said on Feb 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Riletto dopo essere stata ad Hiroshima quest'estate ed essermi commossa davanti alla statua di Sadako e alle gru di carta mandate dai bambini di tutto il Giappone. Delicato e potente.

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    caramella said on Dec 23, 2013 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Emozione ed amarezza

    Alle soglie della seconda guerra mondiale, Hiroscima è una grigia città sede di diverse basi militari. Scigheo, 10 anni, e la sorellina Sadako, di 4, girano tutto il giorno per i suoi poveri quartieri alla ricerca di cibo, trascurati dalla madre, che ...(continue)

    Alle soglie della seconda guerra mondiale, Hiroscima è una grigia città sede di diverse basi militari. Scigheo, 10 anni, e la sorellina Sadako, di 4, girano tutto il giorno per i suoi poveri quartieri alla ricerca di cibo, trascurati dalla madre, che lavora duramente in fabbrica, e dal padre, soldato.
    Poi, un giorno tutto cambia. E un gran sole pare scendere dal cielo sulla terra, come un girone infernale che inghiotte la città e i suoi abitanti. E’ la bomba atomica, sganciata su Hiroscima dall’esercito americano in contro risposta all’offensiva giapponese di Pearl Harbour: in pochi istanti la città viene completamente rasa al suolo e i suoi abitanti annientati come polvere. Si parla di oltre 80.000 vittime solo al momento dell’esplosione, che fu il primo attacco nucleare dall’effetto così devastante in tutta la storia moderna.
    Scigheo e Sadako riescono miracolosamente a sopravvivere, e tornano a casa dove, a poco a poco, tentano di ricostruirsi una vita. Ma se pensiamo che la storia finisca così, con una consolante happy ending, beh, purtroppo ci sbagliamo. Perché la bomba non ha smesso di uccidere dopo essere scoppiata, i suoi malefici effetti si sono insinuati sotto l’anima e la pelle dei sopravvissuti e lì hanno covato, per anni e anni, portando poi ad esiti tragici anche per chi pensava di esserne scampato. Di fatto, nessuno è sopravvissuto da Hiroscima, ma Sadako, la piccola Sadako, riuscirà, con la sua forza e col suo coraggio, a dare una lezione di vita a tutti, anche al lettore.
    Ho trovato questo libro, che volevo leggere da un po’, ad un mercatino del libro usato, alla modica cifra di 0,50 centesimi…e me ne stupisco, visto che ci sono sul commercio libri che costano 20 volte tanto e non valgono un’unghia di questo piccolo grande capolavoro. Il suo valore è immenso, sia come romanzo sia come documento storico. E non capisco perchè venga bollato come “romanzo per bambini o ragazzi”, non è una lettura facile da assimilare, è una testimonianza forte, cruda, amara che necessita di tempo per essere digerita, capita e assimilata. A distanza di giorni mi resta dentro una forte emozione per la storia che ha travolto i personaggi e per il modo dignitoso in cui ne sono venuti fuori…ma anche la triste consapevolezza di cosa l’uomo, nel corso della storia, è stato capace di concepire: l’annientamento totale di se stesso. Ancora oggi non è riuscito a concentrare la sua mente, la sua intelligenza, le sua abilità per inventare che so, un modo per salvaguardare dalla malattie mortali facendo del bene all’umanità intera. Però è riuscito benissimo ad escogitare un modo per annientare se stesso, su larga scala. Quanta amarezza.

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    Dolceluna said on Dec 19, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    6 stelline e più

    E' un romanzo spettacolare nella forma, nel contenuto e in quello che lascia.
    Inizialmente l'autore racconta sprazzi di vita quotidiana di alcuni abitanti di Hiroshima nel periodo poco prima dello sgancio della bomba. La miseria data dal razionament ...(continue)

    E' un romanzo spettacolare nella forma, nel contenuto e in quello che lascia.
    Inizialmente l'autore racconta sprazzi di vita quotidiana di alcuni abitanti di Hiroshima nel periodo poco prima dello sgancio della bomba. La miseria data dal razionamento del cibo, le crudeltà e le astuzie di adulti e anziani per una manciata di riso in più.
    Ma soprattutto è la storia di Sadako, bimba di 4 anni all'epoca della bomba e del fratello che la porta ovunque mentre il padre è in guerra e la madre lavora in fabbrica. Che si inventa di tutto per non farla piangere, per farle dimenticare la fame, che quasi parte con lei sul treno in campagna dove potranno avere cibo a volontà.
    Parla dei Militari costretti a eseguire gli ordini per evitare di essere fucilati. Di come sia stato tenuto segreto il progetto della bomba, di come fossero ignari di cosa stavano sganciando gli aviatori su Hiroshima. Ognuno si toglie il senso di colpa per le vittime respingendolo ai gradi superiori fino all'Imperatore per i Giapponesi e al Presidente per gli Americani. Non può fare altro, per poter continuare a vivere.
    C'è la descrizione della nuvola di fuoco e fiamme esplosa su Hiroshima e del suo effetto, in secondi, sulle persone in particolare sui personaggi di cui inizialmente l'autore aveva descritto la quotidianità.
    C'è il ritorno del padre dei due ragazzi e il ricongiungimento della famiglia. La ricostruzione della casa, del lavoro. Il mercato nero. La gratitudine, gli aquiloni, le lanterne bianche di carta, la statua di un drago ritrovata da Sadako mentre, con il fratello, cercava chiodi tra le macerie...
    Fortuna, religione, speranza. Dieci anni dopo, all'età di 14 anni Sadako si ammala. Due medici, un giapponese e un americano, tentano di curarla sapendo già che contro la "malattia da radiazioni" non c'è nulla da fare. Alla ragazzina, tenuta all'oscuro della sua malattia, viene proposto di costruire mille gru di carta e di appenderli sopra al letto. Ogni gru è un desiderio.
    La leggenda dice che morì prima. Nel romanzo gliene mancavano solo dieci. Altre storie riportano che le costruì tutte ma morì lo stesso.
    Un'altra vittima della crudeltà distruttrice e vendicativa dell'uomo.
    "Mai più..." E' il grido che vuole lanciare il romanzo. E mi unisco. Mai più!
    Non mi commuovevo per un romanzo da tanto tempo...

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    Debnik85 said on Jul 17, 2013 | Add your feedback

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