Il grande Gatsby

Di

Editore: Feltrinelli (U.E. I Classici)

4.0
(18080)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Giapponese , Portoghese , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Finlandese , Catalano , Slovacco , Polacco , Rumeno , Greco , Ceco

Isbn-10: 880782227X | Isbn-13: 9788807822278 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Franca Cavagnoli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
"Non si può ripetere il passato?Certo che si può!"
Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell'estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi freneticamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino colpisce Nick in modo particolare: si tratta del misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e in un amore insensato per la cugina di Nick, Daisy… Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità.
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  • 5

    Il Grande Gatsby

    Il Grande Gatsby, titolo originale The Great Gatsby, è un romanzo scritto dallo scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald, pubblicato per la prima volta nel 1925. Il libro, da me letto, è edito ...continua

    Il Grande Gatsby, titolo originale The Great Gatsby, è un romanzo scritto dallo scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald, pubblicato per la prima volta nel 1925. Il libro, da me letto, è edito Feltrinelli.

    Nick Carraway è un giovane che nel 1922 si stabilisce nella sfavillante Long Island. La sua casa si trova vicino a quella di Gatsby, uomo impenetrabile, che organizza delle grandiose feste alle quali tutti partecipano. Un giorno Nick riceve l’invito per partecipare ad una di queste feste e sarà proprio in questa occasione che conoscerà il misterioso ed inafferrabile Jay Gatsby.
    Tra feste esagerate, notti folli e vite costellate di solitudine, Nick descriverà la società newyorkese degli anni ’20. Una collettività piena di vita, sogni, incanto e contraddizioni, dove solo se si è belli, giovani, ricchi e senza sentimenti si avrà la speranza di sopravvivere.

    L’io narrante di tutta la vicenda è Nick Carraway ed è proprio per questo espediente letterario che, a mio parere, la lettura risulta essere molto fluida e coinvolgente. Nick descrive, senza mai fornire nessun giudizio personale, non tanto le sue vicende quanto quelle del mondo che lo circonda e di cui prova a far parte. Carraway è un soldato appena tornato dalla guerra, un uomo abituato al rispetto, alla lealtà e al rigore. Fitzgerald prende questo personaggio che, secondo me, incarna i vecchi e tradizionali valori e lo pone nella condizione di dover comunicare e familiarizzare con un modo del tutto nuovo di intendere e vedere la vita.
    Nick entrerà in contatto con la società dei nuovi ricchi nel momento in cui farà la conoscenza di Jay Gatsby.
    Jay è un personaggio celato da un alone di mistero.
    All’inizio del romanzo non è altro che un’ombra, una persona senza volto e storia, la quale da delle feste bellissime dove tutti partecipano anche senza mai esser stati invitati. Scorrendo le righe e le pagine, quest’uomo prenderà sempre più corpo e sostanza fino a svelarsi completamente. A Gatsby piace dare dei party esagerati e circondarsi di persone che alla fin dei conti si rivelano essere dei perfetti estranei. Finita l’euforia e l’esaltazione per i festeggiamenti e chiuse le luci, Jay appare com’è realmente: un essere umano solo che vive nel ricordo di un grande sentimento mai passato.
    Quello che più ho apprezzato, all’interno del romanzo, è stata l’evoluzione di questo personaggio. Per niente statico o prevedibile, poco per volta prende coscienza che non si può vivere o ripetere il passato. Questa consapevolezza arriva nel giro di una lunga e interminabile notte, quando l’irreparabile è stato compiuto e il sogno si spezza e, come nelle più classiche e belle tragedie romantiche, il sogno frantumato coincide con lo spezzarsi e lo spegnersi della vita.

    Il Grande Gatsby per me è stata un piacevole rilettura che non solo mi ha permesso di cogliere sfumature che ad una prima lettura mi erano sfuggite – come ad esempio la malinconia e la tristezza sempre più grandi e profonde ad ogni pagina – ma è stato anche un bel modo di conoscere le contraddizioni insite nel grande, e tanto acclamato, sogno americano.

    ha scritto il 

  • 2

    Classico. Nell'intento di raccontare il vuoto di un'epoca dedita allo sfarzo privo di contenuti, provoca in chi legge lo stesso effetto: la noia. E probabilmente il messaggio era esattamente questo. ...continua

    Classico. Nell'intento di raccontare il vuoto di un'epoca dedita allo sfarzo privo di contenuti, provoca in chi legge lo stesso effetto: la noia. E probabilmente il messaggio era esattamente questo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico

    Un grande classico che non può mancare in libreria!
    Belle descrizioni, uno spaccato di vita della società del tempo.
    Mi è piaciuto molto l'alone di mistero che si instaura attorno al protagonista Gats ...continua

    Un grande classico che non può mancare in libreria!
    Belle descrizioni, uno spaccato di vita della società del tempo.
    Mi è piaciuto molto l'alone di mistero che si instaura attorno al protagonista Gatsby e ad una storia d'amore mai finita davvero.
    Bello bello :)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Signori si nasce

    Che fatica leggere queste 140 pagine, per me non è proprio il libro che non vedi l’ora di tornare a casa per riprendere: adolescenziale e noiosissimo. Con l’eccezione notevole di alcune pagine, che co ...continua

    Che fatica leggere queste 140 pagine, per me non è proprio il libro che non vedi l’ora di tornare a casa per riprendere: adolescenziale e noiosissimo. Con l’eccezione notevole di alcune pagine, che cominciano da una franca e stupefacente affermazione del protagonista: la voce di Daisy è piena di soldi. E Gatsby, che fin qui era sembrato un impenetrabile millantatore, chissà perché totalmente invaghito di un leggiadra oca ricca e infelice, annuncia così una inaspettata consapevolezza della propria psicologia, che trova uno svelamento completo nel capitolo 8. Daisy è la prima ragazza della società benestante con cui Gatsby riesca ad entrare in contatto “senza filo spinato”, attraverso lei può vedere da vicino il mondo dorato a cui ambirebbe di appartenere. Ma soprattutto, per Daisy quella condizione è naturale e inestricabile dalla sua personalità. Non è l’obiettivo o il miraggio dell’arrampicamento sociale, del potere, dei soldi in sé, che fa innamorare Gatsby della ragazza; Daisy affascina perché esprime col suo stesso modo di essere lo charme di una condizione piena di comodità, bellezza, pulizia, agio, alla quale Gatsby si sente teso fin da ragazzino. Il capitolo migliore è il nono, solo grazie a questo ho dato la terza stella: abbandonando la narrazione pettegola, F. Scott Fitzgerald mette in luce anche migliori capacità letterarie; molto toccante e raccontato con sobrietà è l’arrivo del signor Gatz. Il comportamento dei vari comprimari dopo la morte di Gatsby ci offre invece l’altro lato del benessere: egocentrismo e autogiustificazione. Signori si nasce, avrebbe detto Totò, ma dentro.

    ha scritto il 

  • 4

    Di solito quando si tratta di un classico tendo ad avere poche aspettative e anche un po' di timore che il libro non mi piaccia, ma Il grande Gatsby è stata una lettura apprezzatissima
    Mi ha colpito è ...continua

    Di solito quando si tratta di un classico tendo ad avere poche aspettative e anche un po' di timore che il libro non mi piaccia, ma Il grande Gatsby è stata una lettura apprezzatissima
    Mi ha colpito è il quadro che si delinea di quell'epoca, gli anni venti. Mi è piaciuta l'atmosfera delle feste di Gatsby, gli accenni alla seconda rivoluzione industriale, i vari riferimenti autobiografici dell'autore. Infatti ho fatto bene a leggere prima la vita, dove ho scoperto che Fitzgerald in un primo momento venne rimpiazzato da un altro uomo dalla sua amata perché troppo povero. E così accade anche a Gatsby. Voi non lo trovate tristissimo?

    Ad ogni modo ho trovato la storia di Gatsby molto romantica, ma soltanto dal suo punto di vista, perché Daisy non è che mi abbia fatto impazzire, specialmente per quanto riguarda le decisioni che prende. Gatsby l'ho trovato un personaggio interessante, velato da un'aura di mistero. Nick, il narratore della storia, mi è piaciuto molto nella sua "banalità", potremmo dire. L'affetto sincero che prova per il suo amico è forse uno degli aspetti che più ho gradito, anche se ho trovato Gatsby opportunista.

    Lo stile dell'autore è molto scorrevole e piacevole, ma a tratti l'ho trovato confuso, specialmente nei dialoghi dove a volte non si capiva chi parlava, e nei capitoli finali, dove ho capito solo dopo un pezzo quello che era successo (anche se lo avevo immaginato, da quello che c'era scritto non si capiva cosa fosse successo veramente). Ad ogni modo non so se questo sia un errore dell'edizione o meno..
    In conclusione è stata una bella lettura. Ve la consiglio vivamente, specialmente a coloro che vogliono avvicinarsi ai classici.

    (recensione presente anche sul blog Divoratori di libri)

    ha scritto il 

  • 4

    "V'è fra gli uomini un detto antico molto,
    che di nessuno tu potrai la vita
    conoscer mai, se fu felice o trista,
    prima che muoia" diceva Sofocle.
    Un eroe tragico, un mondo scintillante ma freddo e sup ...continua

    "V'è fra gli uomini un detto antico molto,
    che di nessuno tu potrai la vita
    conoscer mai, se fu felice o trista,
    prima che muoia" diceva Sofocle.
    Un eroe tragico, un mondo scintillante ma freddo e superficiale, un sogno romantico. Un libro che è il ritratto perfetto dell'America degli anni venti e al tempo stesso attualissimo nel tratteggiare le vane illusioni di un uomo.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo un libro talmente diverso che è stato impossibile per me giudicarlo o capire se mi fosse piaciuto o no. E' come aprire un libro che si pensa essere la storia di Alice nel paese delle mera ...continua

    Mi aspettavo un libro talmente diverso che è stato impossibile per me giudicarlo o capire se mi fosse piaciuto o no. E' come aprire un libro che si pensa essere la storia di Alice nel paese delle meraviglie e trovare invece un trattato legislativo.

    ha scritto il 

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