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Il grande amico Meaulnes

By Alain-Fournier

(61)

| Paperback

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Book Description

Scritto alla vigilia della prima guerra mondiale, in cui l'autore doveva trovare prematuramente la morte, questo unico romanzo di un acuto saggista è diventato in pochi anni un piccolo classico. Sullo sfondo volutamente dimesso di un villaggio della Continue

Scritto alla vigilia della prima guerra mondiale, in cui l'autore doveva trovare prematuramente la morte, questo unico romanzo di un acuto saggista è diventato in pochi anni un piccolo classico. Sullo sfondo volutamente dimesso di un villaggio della campagna francese si accampa la sensibile giovinezza del protagonista divorato dalla sete dell'avventura e dalla fantasia della purezza: dai suoi desideri nasce, suggestiva, convincente, commovente, la favola, una favola capace di elevare uno scolaro di diciassette anni al rango di eroe e di trasformare la realtà agreste e provinciale in un regno incantato, ove amori e feste si succedono con il fervore del sogno. È il romanzo dell'adolescenza, la ricchezza di un'età che non vuole rassegnarsi all'incalzante grigiore della maturità e che, costretta a cedere, coglie l'ultima irresistibile vittoria.

69 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    “La nostra avventura è terminata. L’inverno di quest’anno è morto come la tomba. Forse quando moriremo, forse la morte sola potrà darci la chiave e il seguito e la fine di questa avventura mancata.”

    Augustin Meaulnes appare una fredda mattina di Novembre. Ha appena diciassette anni ma già una vita difficile alle spalle, un padre defunto, una madre con gravi problemi finanziari.
    E’ un ribelle Augustin, come di solito lo si è a quell’età, è alto ...(continue)

    Augustin Meaulnes appare una fredda mattina di Novembre. Ha appena diciassette anni ma già una vita difficile alle spalle, un padre defunto, una madre con gravi problemi finanziari.
    E’ un ribelle Augustin, come di solito lo si è a quell’età, è alto, ha i capelli rasati, è forte, è carismatico, si intuisce subito che è un ragazzo in gamba, un ragazzo in grado di sfidare il mondo e di andare oltre quelli che sono i propri limiti.
    Giunge in un paesino denominato Sainte-Agathe, nella pensione dei genitori di Francois Seurel, quindicenne timido e impacciato che rimane subito colpito dal carattere di questo ragazzo.
    Tra Francois e Augustin nasce una profonda amicizia, un amicizia fatta di scorribande, di sogni che si fondano con la realtà, di notti insonni, di piccoli traguardi e di sconfitte, di passioni e di ribellioni, di amori impossibili e di profonda amicizia., un’amicizia destinata a durare nel tempo, anche quando le circostanze della vita sembrano volerli allontanare per sempre.
    Un finale malinconico chiude la storia, malinconico come tutta l’esistenza di Meaulnes, come il suo amore impossibile per una giovane donna che, anche se incontrata solo per un brevissimo tempo, ha riempito di luce e di senso tutta la sua esistenza.
    Alain Fournier morì nel pieno della sua giovinezza durante il primo conflitto mondiale e questo suo romanzo d’esordio lo si può considerare l’epilogo della sua intera opera narrativa, un romanzo che a me ha ricordato molto altri due capolavori della letteratura, “l’amico ritrovato” di Ulhman e “I ragazzi della via Pal” di Molnar, un romanzo che è l’elegia della purezza, della bellezza e della follia dell’adolescenza e della prima gioventù, quando ti senti spavaldo, quando credi che tutto il mondo sia ai tuoi piedi, quando ti senti il padrone dell’universo intero.
    E’ la storia di una profonda amicizia tra due ragazzi di una provincia francese che ormai non esiste più, è un libro di amori che nascono come se fossero il frutto di un incantesimo e vengono trascinati via dallo scorrere inesorabile del tempo, un romanzo che custodisce dentro di sé l’inquietudine e la malinconia che a volte accompagna la prima giovinezza, un romanzo sincero, semplice, appassionato come il giovane Meaulnes e il suo difficile percorso per entrare nel mondo degli adulti.
    Arrivati alla fine ci si domanda se esista davvero la felicità o se sia soltanto un’utopia…la risposta la si può trovare nello spirito di questo ragazzo che volge sempre lo sguardo verso l’orizzonte, nella speranza di cogliere, anche solo per un breve e misero istante, un briciolo di quella felicità.

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    Banshee said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Coevo di Proust

    Coevo ai primi libri della Recherche di Proust (La strada di Swann ), uscito nel 1914, questo è ancora un romanzo ottocentesco, sia nella struttura, sia nel disegno dei personaggi. Anzi, questo autore mi riporta più al romanzo russo che a quello fra ...(continue)

    Coevo ai primi libri della Recherche di Proust (La strada di Swann ), uscito nel 1914, questo è ancora un romanzo ottocentesco, sia nella struttura, sia nel disegno dei personaggi. Anzi, questo autore mi riporta più al romanzo russo che a quello francese della stagione del naturalismo. Ciò detto, il libro, dopo un inizio piuttosto farraginoso, decolla non solo e non tanto nell'intreccio, quanto per l'indubbia capacità dell'autore nel creare atmosfere magiche pur rimanendo aderente alla cura minuziosa del dettaglio. Per contro trovo che la figura del protagonista, con il suo desiderio inappagato di avere altro, di essere altrove, di fuggire e rincorrere sempre qualcosa di nuovo, con il rimpianto del mancato raggiungimento dell'obiettivo antico, sia potente e non banale, e sia forse più moderna e novecentesca dello stile un po' datato dell'autore

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    Umberto Stradella said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il grande Meaulnes

    “Ma ora lo so: quando scopersi il Dominio senza nome ero in uno stato così alto di perfezione e di purezza che non toccherò mai più. Solo nella morte, te l’ho scritto un giorno, ricordi?, ritroverò forse la bellezza di allora…”

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    Marks said on May 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro erede dei romanzi di formazione, in cui la classica domanda: che cosa vuol dire crescere? si trasforma in 'che cosa vuol dire non crescere'? non cresce Moulnes, sempre convinto che la felicità stia da un'altra parte rispetto a dove sta lui, non ...(continue)

    Libro erede dei romanzi di formazione, in cui la classica domanda: che cosa vuol dire crescere? si trasforma in 'che cosa vuol dire non crescere'? non cresce Moulnes, sempre convinto che la felicità stia da un'altra parte rispetto a dove sta lui, non cresce Francois, incapace di vivere una propria vita, che passa il tempo a rosicchiare le briciole di felicità che gli procura l'amico. Romanzo moderno, pieno di tensioni, irrisolto.
    Traduzione orribile.

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    Simona Garbarini said on Mar 22, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il Pierrot che cade

    Un libro bellissimo. L'inizio non è niente di speciale, anzi potrebbe dare l'idea di una storia un po' d'altri tempi, come d'altri tempi sembra per buona parte la trama. Ma nel romanzo c'è qualcosa di bellissimo che è soprattutto l'atmosfera, il mist ...(continue)

    Un libro bellissimo. L'inizio non è niente di speciale, anzi potrebbe dare l'idea di una storia un po' d'altri tempi, come d'altri tempi sembra per buona parte la trama. Ma nel romanzo c'è qualcosa di bellissimo che è soprattutto l'atmosfera, il mistero, la stranezza di certe situazioni, l'inafferrabilità. Un ragazzino, il protagonista della storia, il grande Maulnes, si ritrova per puro caso a partecipare a una festa dove conosce una ragazza e se ne innamora subito. Il castello in rovina, l'eccentricità della situazione, gli zingari, la recita, il non conoscere nessuno, gli oggetti. Ogni cosa crea un'atmosfera particolare, qualcosa che il grande Maulnes continuerà a rimpiangere e che prende di volta in volta sembianze diverse. All'inizio è la ragazza che crede di amare immensamente. Poi è la ragazza dell'amico che deve salvare dalla rovina e che forse ama. Il suo cuore cerca sempre qualcosa d'inafferrabile, d'ideale, l'avventura. Gli zingari, i loro spettacoli, il loro modo di vivere sono descritti con quel pizzico di desiderio per una vita piena di inquietudine da una persona piena di inquietudine. L'autore si sdoppia in questa storia. Cioè il racconto è fatto in prima persona dal migliore amico di Maulnes, (anche lui innamorato delle sue avventure e della sua donna). L'incontro con la ragazza che ha ispirato il romanzo è una storia capitata davvero all'autore e questo è il suo unico incredibile romanzo. Perciò chi scrive è al tempo stesso l'innamorato e l'amico e con questa duplice faccia parla alla donna che ama nell'unico modo a lui possibile. Anche il finale è molto bello. E' bello il fatto che Maulnes desideri sempre qualcosa che non è più alla sua portata, che la vita non sia mai appagante ma una continua rincorsa a qualcosa che non è più lì ad aspettare.

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    Mario Inisi said on Mar 13, 2014 | Add your feedback

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    È un libro bellissimo e molto triste. Passata la magia che era il Dominio e le feste e la ragazza eterea e misteriosa tutto declina in un susseguirsi di angosce che si protraggono fino al termine del racconto. Ma è proprio quando la narrazione si fa ...(continue)

    È un libro bellissimo e molto triste. Passata la magia che era il Dominio e le feste e la ragazza eterea e misteriosa tutto declina in un susseguirsi di angosce che si protraggono fino al termine del racconto. Ma è proprio quando la narrazione si fa ansiogena che ci si accorge di essersi affezionati a Meaulnes e François, tanto da desiderare che il libro finisca e con esso tutte le loro vicissitudini. Purtroppo questo non succede e nemmeno la fine concede un po’ di serenità, anzi, lascia quasi una sensazione di incompiuto e sospeso molto sgradevole ma nonostante tutto, mi pare, saziante.

    Alain-Fournier, ''Lettera a Jacques Riviere'', 4 aprile 1910
    Il grande Meaulnes, l'eroe del mio libro, è un uomo la cui infanzia fu troppo bella. Durante tutta la sua adolescenza se la trascina dietro. Di tanto in tanto pare che tutto quel paradiso immaginario che fu il mondo della sua infanzia stia per sbocciare al culmine delle sue avventure o per alzarsi su uno dei suoi gesti. Ma sa già che questo paradiso non può esistere di nuovo. Ha rinunciato alla felicità. Vive nel mondo come qualcuno che sia sul punto di andarsene. È questo il segreto della sua crudeltà.

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    Lìa said on Feb 26, 2014 | Add your feedback

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