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Il grande ascensore di cristallo

Di

Editore: Salani

3.7
(1362)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Turco , Gallese

Isbn-10: 8877827726 | Isbn-13: 9788877827722 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. F. Paolini

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Buono, ma non all'altezza del precedente

    In alcuni tratti è noioso, in altri invece prende, ma è palesemente più maturo del precedente. Probabilmente immaginava che i bambini del 1964 (anno della Chocolate Factory) ora (nel 1972, che anno!) erano dei gagliardi adolescenti, esposti a ben altre minacce che i Vermicious Knids. Va comunque ...continua

    In alcuni tratti è noioso, in altri invece prende, ma è palesemente più maturo del precedente. Probabilmente immaginava che i bambini del 1964 (anno della Chocolate Factory) ora (nel 1972, che anno!) erano dei gagliardi adolescenti, esposti a ben altre minacce che i Vermicious Knids. Va comunque elogiata la grande fantasia di Dahl nell'inventare filastrocche e giochi linguistici al limite della traducibilità in altre lingue. Il finale lascia presagire una trilogia che, come noto, non potrà realizzarsi...

    ha scritto il 

  • 2

    La copertina promette "Il seguito della FABBRICA DI CIOCCOLATO" e per questo il lettore rimane immediatamente deluso.
    Trattasi di un'avventura surreale di Wonka con la sua nuova famiglia (i 4 nonni + i genitori di Charlie e Charlie) sparati nello spazio a bordo dell'ascenssore di cristallo. ...continua

    La copertina promette "Il seguito della FABBRICA DI CIOCCOLATO" e per questo il lettore rimane immediatamente deluso.
    Trattasi di un'avventura surreale di Wonka con la sua nuova famiglia (i 4 nonni + i genitori di Charlie e Charlie) sparati nello spazio a bordo dell'ascenssore di cristallo. Un'avventuretta stravagante ma senza spessore che annoia. Nessuna trovata geniale che possa rimanere impressa. Spinta la parodia della politica americana (tra cui spicca l'immagine del Presidente, un inetto bambinone, e del suo vice presidente - la sua tata).
    Forse potrebbe piacere a dei bambini sotto i 10 anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Esta continuación no tiene ni la fuerza ni la intensidad que el autor había conseguido con "Charlie y la fábrica de chocolate", pero aún así se deja leer.
    Roald Dahl es, sin duda, un genio en este género.
    La diversión y la fantasía son sus claves a la hora de escribir.
    Todos sus ...continua

    Esta continuación no tiene ni la fuerza ni la intensidad que el autor había conseguido con "Charlie y la fábrica de chocolate", pero aún así se deja leer.
    Roald Dahl es, sin duda, un genio en este género.
    La diversión y la fantasía son sus claves a la hora de escribir.
    Todos sus relatos tienen el sello especial de la casa, y triunfan porque son intemporales.
    Uno de los padres de la literatura infantil y juvenil con la que nos hemos criado muchos.

    ha scritto il 

  • 3

    LA CANZONE DELLA BAMBINAIA

    Il grand'uomo di cui canto,
    il più grande oggi del mondo,
    era un tempo un frugoletto
    riccioluto e rubicondo.

    Lo cullavo tra le braccia
    prima di deporlo a letto
    e, all'ora della cacca,
    lo mettevo sul vasetto.

    Gl ...continua

    LA CANZONE DELLA BAMBINAIA

    Il grand'uomo di cui canto,
    il più grande oggi del mondo,
    era un tempo un frugoletto
    riccioluto e rubicondo.

    Lo cullavo tra le braccia
    prima di deporlo a letto
    e, all'ora della cacca,
    lo mettevo sul vasetto.

    Gli tagliavo le sue unghiette,
    gli lavavo il sederino
    e, all'ora della pappa,
    l'imboccavo pian pianino.

    Se faceva il birichino
    lo pigliavo a sculacciate.
    Se era buono lo premiavo
    con carezze e cioccolate.

    La sua infanzia fu felice
    spensierata e senza affanni,
    lieta e lunga, tant'è vero
    che durò quasi vent'anni.

    Fu a quel punto che m'accorsi,
    forse un pò tardivamente,
    che non era mica tanto
    sveglio, attivo e intelligente.

    Non sapevan darsi pace
    la sua mamma e il suo papà.
    Si chiedevano angosciati:
    <<Poi da grande che farà?>>

    Fu a me che venne
    la grande idea
    quando, trentenne,
    lui già parea
    predestinato
    a fare l'abile
    disoccupato
    in pianta stabile.

    <<Perchè non provi>>
    gli dissi enfatica,
    <<a darti allora
    alla politica?>>
    <<Oh Tata, Tata,
    che idea fantastica!
    Ma cosa, in pratica,
    bisogna far?>>

    <<Tutto sta>> gli risposi, << a cominciare.
    Ora vedrò di fartela imparare,
    l'arte di governare, caro mio.
    In primo luogo a perder tutti i treni
    e a non sapere mai
    donde vieni e dove vai.
    Ti insegnerò io a fare
    qualche gaffe spettacolare.
    Poi ti insegnerò a parlare
    senza aver niente da dire
    ore e ore alla tivù.
    Come rendere devoto
    chi ti deve dare il voto...
    Tutto questo e altro ancora,
    tutti i trucchi del mestiere
    e i misteri del potere.

    Ma in qualsiasi frangente
    la questione importante
    è di aver sempre pronto
    un sorriso smagliante>>.

    Dahl stava avanti.

    ha scritto il 

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