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Il grande crollo

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.1
(90)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8833906280 | Isbn-13: 9788833906287 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Guadagnin

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Business & Economics , History , Social Science

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Tre pagine da incorniciare

    Nella mia edizione sono 173, 174 e 175. E rispecchiano in modo sorprendente, a più di 80 anni di distanza, ciò che accade oggi in Europa.
    Con qualche piccola differenza: il pareggio di bilancio ce lo hanno ficcato in... costituzione, e l'omologo del sistema aureo per noi è l'euro, che è com ...continua

    Nella mia edizione sono 173, 174 e 175. E rispecchiano in modo sorprendente, a più di 80 anni di distanza, ciò che accade oggi in Europa.
    Con qualche piccola differenza: il pareggio di bilancio ce lo hanno ficcato in... costituzione, e l'omologo del sistema aureo per noi è l'euro, che è come se fosse una risorsa naurale da procurarsi sul mercato invece che un pezzo di carta da stampare. Entrambi i dogmi e i relativi anatemi reggono il confronto e le conseguenze, come ha scritto Galbraith, saranno profonde.

    ... In seguito il potere politico contribuì all'aggravamento della situazione. Interrogato sul modo in cui il governo avrebbe potuto meglio favorire la ripresa, il consulente, saggio e pieno di senso di responsabilità, sollecitava il pareggio del bilancio. Entrambi i partiti erano d'accordo su questo.
    Per i repubblicani il pareggio del bilancio era, come sempre, materia di alta dottrina. Ma il programma democratico del 1932, con una precisione che i politici raramente consigliano, chiedeva fra l'altro un “bilancio federale pareggiato annualmente sulla base di accurati preventivi di spesa nei limiti delle entrate...”.
    L'impegno di pareggiare il bilancio è sempre gravido di conseguenze. Esso significava allora che non ci poteva essere un incremento nelle spese governative al fine di espandere il potere d'acquisto e attenuare le difficoltà. Significava che non ci poteva essere un ulteriore sgravio fiscale. Ma, preso alla lettera, significava molto di più. Dal 1930 in poi il bilancio era rimasto in grave squilibrio, e quindi il pareggio significava un aumento delle imposte, una riduzione delle spese, o entrambi. Il programma democratico del 1932 chiedeva un'“immediata e drastica riduzione delle spese governative” per realizzare una diminuzione di almeno il 25 per cento nel costo dell'amministrazione.
    Il pareggio del bilancio non era materia d'opinione. Né era, come spesso si è asserito, una precisa materia di fede. Era piuttosto una formula. Per secoli l'astenersi dal contrarre prestiti aveva protetto la gente dalla negligenza e dalla temerarietà nell'amministrazione della cosa pubblica. I custodi dei pubblici averi negligenti o incauti avevano spesso elaborato complicati argomenti per dimostrare che il pareggio fra entrate e uscite non era segno di virtù. L'esperienza aveva invece dimostrato che, per quanto opportuna sembrasse tale idea al momento immediato, alla lunga intervenivano le difficoltà o il disastro. Quei semplici precetti di un mondo semplice non resistettero in mezzo alle crescenti complicazioni dei primi anni trenta.
    La disoccupazione di massa, in particolare, aveva alterato le regole.
    Gli avvenimenti avevano giocato un pessimo tiro alla gente, ma quasi nessuno tentò di affrontare il problema in modo nuovo.
    Il pareggio del bilancio non era l'unica camicia di forza sulla politica. C'era anche lo spauracchio dell'“uscita” dal sistema aureo e, sorprendentemente, del rischio d'inflazione. Fino al 1932 gli Stati Uniti aumentarono in modo fonnidabile le loro riserve auree, e invece dell'inflazione il paese aveva a che fare con la più violenta deflazione della storia nazionale. Eppure, ogni serio consulente scorse in ciò dei pericoli, ivi compreso il pericolo di un precipitoso rialzo di prezzi. Gli americani, in anni ormai decisamente appartenenti al passato, avevano mostrato un'inclinazione a gingillarsi con la provvista di denaro e ad assaporare le gioie brevi, ma inebrianti di un boom dei prezzi. Nel 1931 o nel 1932, il pericolo e addirittura la probabilità di un boom del genere erano nulli. Consiglieri e consulenti, d'altronde, non sottopenevano ad analisi il pericolo o la possibilità. Essi svolgevano soltanto la funzione di custodi di cattivi ricordi.
    Il timore dell'inflazione rafforzò la richiesta del pareggio del bilancio. Limitò inoltre gli sforzi diretti ad abbassare i saggi d'interesse, a rendere il credito abbondante (o perlomeno copioso), e a facilitare il più possibile prestiti data la situazione esistente. La svalutazione del dollaro era, com'è naturale, recisamente scartata: violava direttamente i princìpi del sistema aureo. Nella migliore delle ipotesi, in simili periodi di depressione, la politica monetaria è una debole canna per appoggiarvisi. I correnti cliché economici non consentivano neppure l'uso di quella fragile arma. Anche questi atteggiamenti non conoscevano confini di partito. Benché di mente straordinariamente aperta, Roosevelt era attento a non offendere o disturbare i suoi sostenitori. In un discorso a Brooklyn verso la chiusura della campagna del 1932, egli affermava:

    Il programma democratico dichiara specificamente: "Noi auspichiamo una moneta solida da difendere a tutti i costi." Questo è parlare chiaro.
    Discutendo questo programma il 30 luglio, ho detto: "Una moneta solida è una necessità internazionale, non una considerazione interna di una sola nazione." Nel lontano nord-ovest, a Butte, ho ripetuto l'impegno... A Seattle ho riaffermato il mio atteggiamento..."

    Il febbraio successivo, Hoover espone il suo punto di vista, come spesso prima, in una famosa lettera al presidente eletto:

    Si tranquillizzerebbe enormemente il paese se si potesse immediatamente assicurare che non ci saranno manomissioni della moneta o inflazione; che il bilancio sarà indiscutibilmente portato in pareggio anche se si renderà necessaria un'ulteriore imposizione fiscale; che il credito dell'Amministrazione sarà mantenuto rifiutando di esaurirlo nell'emissione di titoli.

    Il rigetto della politica finanziaria (imposte e spese) e monetaria equivaleva precisamente al rigetto di ogni politica economica positiva da parte del governo. I consulenti economici dell'epoca avevano l'unanimità e l'autorità sufficienti a imporre ai leader di entrambi i partiti il ripudio di tutte le misure disponibili per arrestare la deflazione e la depressione. A suo modo questa fu un'impresa notevole, il trionfo del dogma sul pensiero. Le conseguenze furono profonde.

    ha scritto il 

  • 5

    Se gli economisti da salotto televisivo ripassassero la storia darebbero meno fiato ai denti e direbbero cose più sensate. Basterebbe che leggessero questo librettino sul crollo di Wall Street del '29 e saprebbero che la nostra storia è stata già scritta e che ripetere gli errori spacciandoli per ...continua

    Se gli economisti da salotto televisivo ripassassero la storia darebbero meno fiato ai denti e direbbero cose più sensate. Basterebbe che leggessero questo librettino sul crollo di Wall Street del '29 e saprebbero che la nostra storia è stata già scritta e che ripetere gli errori spacciandoli per rimedi non fa che peggiorare le cose.
    Impressionante come anche allora le parole usate dai governanti fossero le stesse usate da questi di oggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo, chiaro e puntuale, The Big Crash spiegato quasi ora per ora, con la chiarezza che per i saggisti anglosassoni è normale.


    Purtroppo è anche da brividi, vedere come certi giochi delle parti si ripetano nelle grandi tragedie. La bolla, la corsa generale alla ricchezza, i pochi sag ...continua

    Bellissimo, chiaro e puntuale, The Big Crash spiegato quasi ora per ora, con la chiarezza che per i saggisti anglosassoni è normale.

    Purtroppo è anche da brividi, vedere come certi giochi delle parti si ripetano nelle grandi tragedie. La bolla, la corsa generale alla ricchezza, i pochi saggi che dicono “non durerà”, ma finché dura nessuno li ascolta, i piccoli crolli, le riprese, gli interventi dei banchieri, i nuovi più massicci crolli, gli appelli alla calma, gli appelli dei politici, le poche voci contro, gli appelli sui giornali (...), i “la situazione strutturale è sostanzialmente solida” … (I Brividi).

    Poi il Crash. Poi la colpa di chi fu, chi ha truffato prima, poi i suicidi, la Depressione, la fame, e poi e poi ..la Guerra. E brividi che non se ne vanno, ahimé.

    ha scritto il 

  • 4

    1929:la crisi della Borsa di Wall Street nell' avvincente e lieve racconto di un grande economista . 2011 : più andavo avanti nella lettura, più il mercato crollava.

    ha scritto il 

  • 3

    No es es una lectura de verano

    Reconozco que este libro es una fuente esencial para explicar la crisis y la depresión norteamericanas de 1.929.


    Sin embargo, no es fácil de leer: requiere un seguimiento de las referencias y de los personajes clave (o al menos un conocimiento previo). En ocasiones, y sin incluir en genera ...continua

    Reconozco que este libro es una fuente esencial para explicar la crisis y la depresión norteamericanas de 1.929.

    Sin embargo, no es fácil de leer: requiere un seguimiento de las referencias y de los personajes clave (o al menos un conocimiento previo). En ocasiones, y sin incluir en general lenguaje y explicaciones demasiado técnicas, es difícil seguir el hilo argumental.

    Ni yo soy economista, ni el libro es una lectura de verano. Eso es todo. En otras circunstancias lo puntuaría más alto.

    ha scritto il 

  • 5

    W le note piè di pagina. Fa il palo con il cigno nero, il cigno nero è teorico questo è pratico. Godibilissimo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_grande_crollo
    Pag 2 Nel 1928 I ricchi si arricchivano molto più rapidamente di quanto s'impoverivano i poveri. Produzione e occupazione elevate. I salari non salivano, ma i prezzi stabili.
    Pag 3 Si diffonde desiderio di arricchirsi velocemente. Boom imm ...continua

    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_grande_crollo
    Pag 2 Nel 1928 I ricchi si arricchivano molto più rapidamente di quanto s'impoverivano i poveri. Produzione e occupazione elevate. I salari non salivano, ma i prezzi stabili.
    Pag 3 Si diffonde desiderio di arricchirsi velocemente. Boom immobiliare di MIAMI
    Pag 4 Questa proprietà di dubbio pregio acquistava valore e poteva essere venduta bene in un paio di settimane.
    Pag 6 il boom della florida fu il primo segno dello stato d'animo degli anni venti e della convinzione che fosse nel disegno di Dio l'arricchimento della classe media americana.
    Malgrado uno sgonfiamento della bolla, la fiducia in un rapido arricchimento in Borsa diventa molto forte.
    Pag 8 la colpa sarebbe stata di un atto di generoso, ma sconsiderato di internazionalismo. Nel 1925 Churchill torna alla parità aurea di prima della guerra mondiale.
    Pag 9 le conseguenze reali e gravi. U.k. mercato poco attraente per acquisti ma propizio per vendere. L'oro fugge verso gli USA.
    Pag 10 per venire incontro algi U.k, USA tagliano il tasso e acquistano titoli, i soldi realizzati da questa vendita titoli sono investiti in azioni.
    Pag 11 la speculazione è caratterizzata dai grandi balzi euforici dell'inverno 1928 (vs una crescita costante e lenta che ci può stare)
    Pag 12 si creano dei "guru" come Raskoff che quando parlano muovono il mercato
    Pag 16 H. Hoover in segreto tenta di arginare la speculazione, ma con risultati nulli
    Pag 17 Fenomenale aumento della contrattazione a riporto.
    Pag 18 Lo speculatore (rialzista) cerca solo l'aumento di valore, il bene sottostante è in qualche modo un'impiccio
    Pag 18 A livello immobiliare una volta stipulato il compromesso e versato il 10% si aspetta incremento di valore e si rivende
    Pag 18-19 Il contratto "a riporto" è un prestito garantito da titoli
    Pag 19 un mercato come quello a riporto sarebbe condannato dalla gente onesta, ma viene presentato come uno strumento per irrobustire il mercato.
    Pag 20 I prestiti sono garantiti dai titoli che in ogni circostanza ordinaria! sono prontamente vendibili. Il volume dei crediti degli operatori di borsa è un buon indice per misurare la speculazione
    Pag 21 Il tasso legato al prestito del contratto a riporto passa da 5% al 12% a fine 1928. Alcune imprese non producevano più, finanziavano la speculazione. Le banche prendevano denaro dalla "FED" (non esisteva ancora ma c'erano tante banche centrali per la precisione 11 coordinate da un organo collegiale) al 5% e lo impiegavano al 12% per alimentare la speculazione.
    Pag 22 Walter Bagehot le persone toccano il massimo della credulità quando sono al massimo della felicità
    Pag 23 Chi renderà sagge le persone che avrebbero il dovere di esserlo?
    Pag 25 La disciplina dell'attività economica è senza dubbio la più inelegante e ingrata delle attività pubbliche.
    Pag 25-26-27 organi di controllo incapaci o titubanti
    Pag 28 la "FED" poteva vendere titoli e accumulare contante, ma non aveva grandi somme
    Pag 29 Anche il saggio di sconto era uno strumento spuntato avrebbe dovuto raddoppiare passare da 5% a 10% per rendere non conveniente per gli speculatori. Ma il raddoppio del tasso di sconto avrebbe portato conseguenze penose per l'economia e quasi nulle per gli speculatori.
    Pag 30 la "FED" avrebbe potuto agire presso il congresso per aumentare la percentuale di contante a garanzia. I prestiti provenienti da fonti extra-bancarie (da Spa) diventano superiori ai prestiti bancari.
    Pag 31 di tutte le armi della "FED" la parola forse era la più potente ma poi bisognava pagare le conseguenze. Quindi meglio il silenzio.
    Pag 33 In uno stato di nervosismo le parole blande della "FED" causarono un brusco regresso.
    Pag 34 Verso la fine di marzo il consiglio dei governatori ("FED") si riunisce tutti i giorni anche sabato e non fa comunicati lunedì 25 inizia il crollo.
    Pag 35 Mitchell agisce la National City Bank dà a prestito il denaro. Alla fine della contrattazione del 26 i tassi si attenuarono e il mercato si rianimò.
    Pag 37 Libro di Joseph stagg Lawrence Wall Street & Washington
    Pag 38 Wall Street definita innocente comunità
    Pag 41 I prezzi delle azioni erano così alti in quanto ce n'erano poche.
    Pag 42 Subito all'inizio del secolo ci furono una serie di flusioni tra società dello stesso settore
    Pag 43 le utility locali nel 1929 in un modo o nell'altro entrano a far parte di Holding Finanziarie
    Pag 44 Durante l'epoca della bolla del mare del Sud si vendevano le azioni di società molto più fantasiose "ruota moto perpetuo".
    Pag 44-45 Capolavoro di architettura speculativa società d'investimento (Investment Trust) idea nata nel 1880 in U.k metti soldi in una società (il Trust) che a sua volta investiva in diverse società
    Pag 44-45 1) Il Trust eliminava il rapporto tra azioni e consistenza patrimoniale 2) I trust vendevano più titoli propri di quelli che acquistavano 3) eliminata l'ansietà da scarsità da azioni 4) permette la diversificazione
    Pag 46 Molti di questi Trust erano istituti di deposito fiduciario dette società fiduciarie (trust company). Gli azionisti dei trust spesso non avevano neanche il diritto di voto. Per andare al listino CRUD (listino dei trust) almeno 1 volta l'anno dovevano fare un rendiconto del proprio portafoglio.
    Pag 50 Raskob (importante politico democratico) crea un Trust con ingresso a 200$ anche per i non abbienti quindi.
    Pag 51 le azioni del trust spesso valevano il doppio dei beni posseduti. Questo valore era da attribuirsi alla "Sapienza finanziaria" dei gestori del Trust.
    Pag 53 Il trust andava in leva emettendo obbligazioni e azioni privilegiate oltre le azioni ordinarie. Se le azioni del trust erano detenute da un'altro Trust ecco che scatta la leva sulla leva la progressione geometrica.
    Pag 57-58-59 Goldman Sachs
    Pag 61 Follia epica. Da 104 dollari a 1,75 Dollari
    Pag 63 New York ha il 61% della contrattazione Boston con il Crub, San Francisco e Cincinnati il resto. Nel 1932 scoparsi quasi tutti i trust New york arriverà al 76%
    Pag 64 Condannati coloro che mettono in relazione il volume dei prestiti con il volume dei contratti a riporto e di conseguenza con il volume della speculazione.
    Pag 67 Tutti banchieri coinvolti e ottimisti, tranne Paul M. Warburg della International Acceptance Bank se non si ferma quest'orgia speculativa ci saranno conseguenze una depressione generale.
    Pag 68-69 Giornalisti comprati per dare notizie favorevoli
    Pag 70 fra gli essere umani c'è un genere di rapporti che ha origine non dalla conoscenza, o dalla mancata conoscenza, ma dall'incapacità di apprendere ciò che di fatto si ignora. Questo era il caso di gran parte dei sicorsi sul mercato
    Pag 71 La giustezza di una cosa, di per sè, è spesso un'astrazione associata non con i fatti o con la realtà, ma con l'uomo che l'asserisce e con la maniera in cui l'asserisce. Le donne investono. Siamo gente cortese e prudente nessuno avrebbe detto che non sapeva.
    Pag 74 Con ciò fù una speculazione di massa quanto essa conquistò una posizione centrale nella cultura.
    Pag 74-75 Si creavano dei pool che mettevano insieme soldi per creare interesse su un titolo farlo salire e vendere.
    Pag 79 5 settembre inizia il calo
    Pag 81 Irvin Fisher ci può essere una recessione nei prezzi, ma non un tracollo.
    Pag 83 il mercato azionario secondo alcuni non è che uno specchio ritardato dell'economia. Nel 1929 c'erano a favore di questo modo di vedere buone ragioni, se non altro strategiche, ed è facile agire perchè esso sia diventato alta dottrina.
    Pag 84 Ogni spiegazione della depressione che avesse attribuito importanza al crollo della borsa avrebbe avuto ripercussioni su Wall Street. Il mantra da ripetere per evitare il contagio è che il mercato azionario era la schiuma e che la reale sostanza della vita economica: prduzione, impiego spesa sarebbero rimaste immutate.
    Pag 85 alcuni tenevano d'occhio gli indici. il crollo del mercato non avvenne per aspettative negative sull'economia perchè prima del crollo era impossibile prevedere una depressione dell'economia.
    Pag 86 Caso Harty emissione di azioni illegali e Caso Edison abbatono un po la fiducia
    Pag 87 la fiducia non si disintegra subito settembre e ottobre giornate buone e cattive
    Pag 90 Dopo il 19 ottobre ci sono richieste di aumentare lo scarto a garanzia
    Pag 91 Lunedì 21 ottobre 3 seduta della storia per scambi vendite massiccie.
    Pag 92 Mercoledì 23 ottobre grandi vendite aumentano considerevole aumento scarti di garanzia (per i contratti a riporto)
    Pag 93 Giovedì 24 ottobre 1° dei giorni del panico del 1929. Alcuni azioni sono dopo vertigioni ribassi indussero qualcuno all'acquisto.
    Pag 94 11 speculatori morti
    Pag 103 Inizia il tracollo 28 ottobre
    Pag 104 I banchieri si preoccupano solo che ci fosse un mercato ordinato cioè che ci fossero anche ordini di acquisto
    Pag 112 L'economia è sana non lo stesso si può dire per la Goldman Sachs
    Pag 111-112 Arriva l'annuncio di Rockfeller che compra e soprattutto l'annuncio di tanti dividendi. 29 ottobre ripresa.
    Pag 116 la leva al contrario
    Pag 117 le azioni buone si vendono quelle cattive rimangono legge di greshan rivisitata
    PAg 121-122 Il mito dei suicidi degli speculatori
    PAg 125 il crollo ebbe effetto più rilevante sulle malversazioni che sui suicidi.
    Pag 126 Come il Boom (e la fiducia) avevano aumentato i casi di malversazioni il crollo li fa scoprire. DA fiducia universale a sospetto universale.
    Pag 127 Se l'economia americana raggiungesse un giorno uno stato permanente di pieno impiego e di prosperità, le S.p.a dovrebbero badare seriamente ai propri sindaci.
    Pag 128 minimo è il 13 novembre del 1929 i ribassisti hanno fatto vendite allo scoperto.
    Pag 129 l'indice dei trasporti in calo i prezzi delle merci in calo (deflazione) produzione industriale in calo. Hoover attua misura Keynessiana riduce le tasse.
    Pag 131 la riunione indetta perchè è necessario creare l'impressione che si sbrighano degli affari
    Pag 132 le riunioni inconcludenti della Casa Bianca erano una pratica espressione del laissez faire.
    Pag 133 Simulare l'azione quando essa è impossibile. Da giugno 1930 scese il mercato fino al giugno 1932
    Pag 136 Il tracollo distrusse il patrimonio di parecchie centinaia di migliaia di americani. Ma fra la gente di primo piano una rovian più devastante colpì la reputazione.
    Pag 137 Harvard Economic Society non ne azzecca una.
    Pag 140 Vendita allo scoperto prendo a prestito le azioni e le compro a fine giornata se il prezzo scende le pago meno e ci guadagno.
    Pag 139-144 2 storie di dirigenti che speculano
    Pag 145 Roosvelt (quello del new deal) quando si insedia dice che scaccia i cambia valute dal tempio.
    Pag 147 Il peccato di Wall Street agli occhi dei nemici non era tanto nella sua potenza quanto nella sua condotta morale. Il centro dell'immoralità non era la banca, ma la borsa
    Pag 155 la disonesta è non le colpe più ortodosse del capitalismo come l'aumento di potere e lo sfruttamento del popolo erano in quei giorni la nemesi dei conservatori.
    Pag 156 Securities Act 1930 e Securities Exchange Act 1934
    Pag 157 NAsce la SEC
    Pag 159 Dopo il grande crollo venne la grande depressione che durò con alti e bassi di gravità 10 anni.
    Pag 160 Il tracollo della borsa nel 1929 era implicito nella speculazione precedent. La speculazione è funzione dello stato d'animo diffuso cioè la fiducia e funzione dell'abbondante risparmio.
    Pag 162 Quando si è spesso poco sicuri si è dogmatici.
    Pag 163 Non esistono dei cicli regolari nell'economia. Non esagerare la regolarità
    Pag 164 L'elevata produzione degli anni 20 non aveva superato i bisogni della popolazione
    Pag 165 alta accumulazione delle scorte. L'elevato aumento della produttività fermo restando i salari aveva aumentato i profitti investiti in Borsa e in beni capitali.
    Pag 166 Sottoinvestimenti perchè non aumentano molto le spese di consumo. Le spese per un bene di consumo durevole come la CASA era andata declinando. La funzione d'investimento è meno stabile di quella di consumo. Alti saggi d'interesse anche.
    Pag 167 1) cattiva distribuzione del reddito 5% della popolazione ha 1/3 del PIL 2) cattiva struttura societaria 3) cattiva struttura bancaria 346 banche falliscono 4) lo stato dubbio della bilancia dei pagamenti Usa ha più export che import perù emette obbligazioni che però non riesce a onorare.
    Pag 173 Programma democratico è il pareggio di Bilancio drastico
    PAg 174 Spauracchio uscita dal sistema aureo, Timore dell'inflazione spinse al pareggio di Bilancio. Roosvelt mantenere moneta solida.
    Pag 176 la crisi in Borsa tolse immediatamente l'apporto dei ricchi alle spese. Mise a nudo le debolezze delle S.P.A. la catena delle Holding trasmise tutto l'effetto leva. I prestiti all'estero con cui era stata bilanciati i conti con l'estero falli quindi bisognava ridurre le esportazioni
    Pag 177 la sventura attende particolarmente e personalmente coloro che credono di conoscere il futuro.
    Pag 178 rafforzati i poteri della FED rispetto alla banca centrale di New York
    Pag 179 Il mercato si lancerà in una nuova furiosa attività speculativa senza razionalità. Verrà scoperta qualche virtù del libro mercato. Si giustificheranno i prezzi alti.
    Pag 180 Economia un po più solida un po meglio distribuita la ricchezza. L'assicurazione federale per i depositi bancari ancor oggi non ha avuto tutto il riconoscimento che merita. un crollo di borsa oggi influezerebbe poco la bilancia dei pagamenti
    Pag 181 Esiste una differenza tra l'incapacità a fare qualcosa di giusto e la determinazione a fare molto di sbagliato. Ammortizzatori sociali importanti.
    PAg 182 Capacità finanziaria e perspicacia politica sono inversamente proporzionali.

    ha scritto il 

  • 5

    今日iBanker為所郤為,將全世界拉落水,其實是不幸的歷史重演。又係果句, lest we forget,這段歷史個個都要知,就由這本寫得得流暢的小書開始。

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che racconta gli avvenimenti che portarono al crollo azionario dell'ottobre 1929 con un ritmo incalzante. Sembra quasi di leggere un romanzo, ma senza che la trattazione ne risenta dal punto di vista della scienza economica: le cause e i meccanismi di quella rovinosa speculazione sono an ...continua

    Un libro che racconta gli avvenimenti che portarono al crollo azionario dell'ottobre 1929 con un ritmo incalzante. Sembra quasi di leggere un romanzo, ma senza che la trattazione ne risenta dal punto di vista della scienza economica: le cause e i meccanismi di quella rovinosa speculazione sono analizzati con acume e fornendo adeguati fatti a supporto

    ha scritto il 

  • 4

    Descrive in modo chiaro e appassionante la crisi del '29, certe affermazioni sono discutibili, ma certo che ancora una versione del tutto condivisa su cause/conseguenze non esiste!

    ha scritto il 

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