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Il grande gioco

I servizi segreti in Asia centrale

Di

Editore: Adelphi (L'oceano delle storie, 5)

4.3
(282)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 624 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845918130 | Isbn-13: 9788845918131 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Petrini

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: History , Non-fiction , Travel

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Descrizione del libro
Davanti al palazzo dell'emiro di Buchara, due uomini in cenci sonoinginocchiati nella polvere. A poca distanza, due fosse scavate di fresco, etutt'intorno una folla sgomenta, che assiste in un silenzio irreale. Non ècerto insolito che l'emiro faccia pubblico sfoggio di crudeltà, ma è la primavolta che il suo talento sanguinario si esercita su due bianchi, e per di piùservitori di Sua Maestà britannica. La scena non è stata scritta da Kipling,ma è accaduta una mattina di giugno del 1842, dando inizio a una vicenda chein questo libro Hopkirk ricostruisce nella sua fase più avventurosa, allorchégli ufficiali dei servizi segreti zarista e vittoriano valicavano passi finoallora inaccessibili per stringere alleanze con i khan della regione.
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  • 5

    Affascinante. La storia che stiamo vivendo non è che la ripetizione coatta di errori vecchi o più recenti dai quali non abbiamo imparato assolutamente nulla. Bellissime le figure di esploratori e avventurieri che hanno preso contatti con civiltà ancora sconosciute o poco conosciute, spesso a ris ...continua

    Affascinante. La storia che stiamo vivendo non è che la ripetizione coatta di errori vecchi o più recenti dai quali non abbiamo imparato assolutamente nulla. Bellissime le figure di esploratori e avventurieri che hanno preso contatti con civiltà ancora sconosciute o poco conosciute, spesso a rischio della vita. Consiglierei di adottarlo come testo scolastico, questo libro da solo spiega molte delle vicende attuali, non solo dal punto di vista storico ma soprattutto da quello delle eterne pulsioni di potere e sopraffazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Eccellente. Mi ha portate in Asia Centrale e mi ha fatto conoscere territorio e storie di cui sconoscevo ogni dettaglio. Un saggio scritto con la freschezza del romanzo, più inscenato sugli straordinari personaggi che dettero vita al "Grande gioco" che sulla storia stessa. Sicuramente uno storico ...continua

    Eccellente. Mi ha portate in Asia Centrale e mi ha fatto conoscere territorio e storie di cui sconoscevo ogni dettaglio. Un saggio scritto con la freschezza del romanzo, più inscenato sugli straordinari personaggi che dettero vita al "Grande gioco" che sulla storia stessa. Sicuramente uno storico lo giudicherebbe, certamente a ragione, diversamente ma a me ha divertito ed appassionato. Consigliato

    ha scritto il 

  • 4

    Pecca di poco, ma bello!

    Sono i piccoli grandi uomini a fare la storia. Lo aveva capito bene Hopkirk. Nulla aggiungo al commento di Eco in copertina sul retro se non che a parte, anglofilia costante, è scritto con passione e dovuto rispetto ai grandi eroi e non del XIX secolo in Centro Asia. Forse troppo lungo.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto giustamente Eco (in quarta di copertina) invita a leggere “Il Grande Gioco” come un romanzo d’avventure, popolato di straordinari personaggi storicamente esistiti e di cui non sapevamo nulla.
    Pur essendo infatti storicamente ineccepibile (per quanto possa capire) non è certamen ...continua

    Molto giustamente Eco (in quarta di copertina) invita a leggere “Il Grande Gioco” come un romanzo d’avventure, popolato di straordinari personaggi storicamente esistiti e di cui non sapevamo nulla.
    Pur essendo infatti storicamente ineccepibile (per quanto possa capire) non è certamente un libro di storia, mancando un'ampia contestualizzazione dei fatti, una visione strategica degli stessi e l’analisi delle “forze profonde” che muovevano l’impero zarista e quello britannico.
    Se letto come libro di storia, presenterebbe quindi i pregi e i difetti di una cronaca (in cui la selezione e la presentazione degli episodi e dei protagonisti è per di più piuttosto unilaterale) e dimostrerebbe come una mera esposizione fattuale possa essere poco significativa, se non addirittura trarre in inganno, rispetto a strategie, obiettivi e intenti di una nazione.
    Letto come romanzo storico d’avventura, invece, ha un fascino indubbio. Non fosse altro per l’affresco romantico dei penultimi scampoli di un’epoca in cui l’avventura era davvero tale, e chi l’affrontava poteva anche cambiare i destini di un impero - se non più fondarne uno.

    ha scritto il 

  • 4

    Un lungo e dettagliato affresco storico, decisamente gradevole.
    Sull'accuratezza storica, beh, ammetto di non avere le conoscenze necessarie per dare un giudizio (peraltro non avrei acquistato questo libro se non fosse stato cosi').

    Decisamente un obiettivo arduo, quello che l'autor ...continua

    Un lungo e dettagliato affresco storico, decisamente gradevole.
    Sull'accuratezza storica, beh, ammetto di non avere le conoscenze necessarie per dare un giudizio (peraltro non avrei acquistato questo libro se non fosse stato cosi').

    Decisamente un obiettivo arduo, quello che l'autore si era prefissato di ottenere; bilanciare la narrazione, partendo dai racconti sulla vita e le avventure di un folto numero di esploratori ed avventurieri, di governanti incapaci, di valorosi guerrieri, per poi passare ai fondamentali momenti in cui si fa il quadro generale di epoche e periodi storici.

    Un obiettivo difficile, dicevo, con il costante rischio di privilegiare troppo un aspetto, trascurando in modo eccessivo l'altro; bene, mi sento di dire che l'autore mantiene quanto ci ha promesso nei primi capitoli.

    Un'opera agile e snella, anche a fronte di una mole non indifferente di dati.

    Impressionante, va detto, notare quanto la geopolitica dell'epoca sia simile a quello che, ai giorni nostri, si presenta davanti ai nostri occhi; altrettanto impressionante quanto alcuni paesi, alcune genti, siano state, e tuttora rappresentino, un baluardo quasi invalicabile (vedi il popolo afghano, mai domo, mai vinto).

    ha scritto il 

  • 4

    Venni a sapere di questo libro leggendo un altro libro, A passo di gambero di Eco, nel quale non solo veniva citato ma ne veniva fatta una recensione lusinghiera.
    Spinto dalla curiosità lo acquistai, anche per il tema che trattava che, come tutto ciò che riguarda l'Asia centrale, mi interes ...continua

    Venni a sapere di questo libro leggendo un altro libro, A passo di gambero di Eco, nel quale non solo veniva citato ma ne veniva fatta una recensione lusinghiera.
    Spinto dalla curiosità lo acquistai, anche per il tema che trattava che, come tutto ciò che riguarda l'Asia centrale, mi interessa.
    La lettura è stata molto piacevole, le storie raccontate avvincenti.
    Ho avuto qualche difficoltà a tenere a mente tutti i personaggi che sono numerosi, dal momento che la storia abbraccia un secolo di avvenimenti; tuttavia un indice analitico alla fine del corposo volume aiuta a riannodare in fretta eventuali fili recisi.
    Un libro davvero consigliabile, che non teme il confronto con le migliori spy-stories e che aiuta a capire le dinamiche politiche contemporanee in quell'angolo di Asia.
    Quattro stelle sono poche, cinque troppe.

    ha scritto il 

  • 5

    Più di un romanzo di avventura e più di un romanzo storico

    Da quando i sevizi segreti sono diventati un'istituzione e non più un reparto degli eserciti, attivo solo nei momenti di crisi, il grande gioco non si è più fermato. E' spaventoso nelle sue conseguenze, inquietante per il suo cinismo, ma possiede il fascino della storia fatta sul campo, la stessa ...continua

    Da quando i sevizi segreti sono diventati un'istituzione e non più un reparto degli eserciti, attivo solo nei momenti di crisi, il grande gioco non si è più fermato. E' spaventoso nelle sue conseguenze, inquietante per il suo cinismo, ma possiede il fascino della storia fatta sul campo, la stessa dei romanzi d'avventura. Questo libro è più di un romanzo di avventura e più di un romanzo storico. Un malloppone pesantissimo che leggi di corsa. Mi ha fatto innamorare di quei posti e mi ha parlato ancora meglio della natura del potere. consigliatissimo.

    ha scritto il