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Il grande silenzio

Intervista sugli intellettuali

Di

Editore: Laterza

3.7
(50)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842089869 | Isbn-13: 9788842089865 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Education & Teaching , Political , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ci sono epoche buie in cui gli intellettuali si nascondono, si mimetizzano e sembrano non esistere. un piccolo testo da tenere in libreria, per ricordare il vero significato dei libri...

    ha scritto il 

  • 4

    Grazie a questo libro-intervista di Alberto Asor Rosa con Simonetta Fiori, vengo finalmente a sapere quale sia l'origine dello strano cognome del critico letterario: credevo sinora che se lo fosse inventato lui; al contrario, esso risale all'Ottocento e, secondo quanto si tramanda in famiglia, fu ...continua

    Grazie a questo libro-intervista di Alberto Asor Rosa con Simonetta Fiori, vengo finalmente a sapere quale sia l'origine dello strano cognome del critico letterario: credevo sinora che se lo fosse inventato lui; al contrario, esso risale all'Ottocento e, secondo quanto si tramanda in famiglia, fu escogitato da un antenato bolognese per distinguere dalla famiglia legittima la famiglia parallela "di fatto" che il diritto dello Stato Pontificio l'obbligava in qualche modo a riconoscere. Si tratta d'un saggio del tipo proliferante in questo periodo di smarrimento culturale che l'Italia sta attraversando, sicché legittimamente non ci si potrebbero attendere chi sa quali originalità, soprattutto se, com'è il mio caso, negli ultimi anni si è un po' seguita anche la produzione giornalistica di Asor Rosa, ovviamente spesso echeggiata nelle sue risposte. Viceversa, rispetto ad altri autori di libelli analoghi, Asor Rosa è sempre molto più interessante, anche grazie alle domande che gli pone Simonetta Fiori, perché non si limita a criticare (doverosamente) i guasti della telecrazia e del berlusconismo, ma passa ad analizzare il ruolo degl'intellettuali nella vita pubblica italiana dal Risorgimento ad oggi, ravvisando proprio nella loro debolezza, nello scetticismo e nell'acquiescenza che ne hanno spesso attraversato il ceto una delle fonti di responsabilità sia del fascismo sia della decadenza civile degli ultimi anni. La situazione odierna è a suo avviso particolarmente grave perché l'attuale classe dirigente, a differenza anche di quella fascista, s'è culturalmente distaccata da qualsiasi riferimento storico alla nostra identità nazionale: sicché è evidente l'importanza enorme che gli uomini di cultura, la scuola e l'università, quali ne siano le colpe passate che possano aver favorito tale deriva, posseggono quali punti di resistenza e di riferimento, pur in un mondo in cui s'è nettamente ridotto il compito di guida che l'intellettuale all'interno della società esercitava fin dai tempi dell'Illuminismo. Direi anzi che l'esame della figura e della storia degl'intellettuali costituisce tra le parti più interessanti del testo. Da tutto ciò emerge la necessità di preservare con forza l'educazione storico-letteraria dei giovani: e l'autore non manca di criticare certe riforme scolastiche introdotte negli ultimi anni da governi di vario colore. Esemplari anche le sue osservazioni sulla politica e la storia della sinistra italiana; n'esce l'ennesima conferma che spesso, se i politici ascoltassero un po' gl'intellettuali anziché fare di testa propria, ne guadagneremmo un po' tutti; e che l'antiintellettualismo della classe dirigente italiana è uno dei principali fattori della sua mediocrità e arretratezza.

    ha scritto il 

  • 1

    Se l’autore voleva spiegare a me, ventiduenne che gli intellettuali in Italia li ho visti solo nelle barzellette, per quale motivo questi sono spariti dalle discussioni importanti che riguardano il paese beh… ha fallito miseramente… esame non superato caro professore!!! (perdonate, ma da studente ...continua

    Se l’autore voleva spiegare a me, ventiduenne che gli intellettuali in Italia li ho visti solo nelle barzellette, per quale motivo questi sono spariti dalle discussioni importanti che riguardano il paese beh… ha fallito miseramente… esame non superato caro professore!!! (perdonate, ma da studente rimandato agli esami è divertente vendicarsi con la categoria!!!!) L’autore mette in scena il raccontino della sua storia e delle sue partecipazioni politiche condite dei suoi amici o colleghi intellettuali della sinistra italiana. Nessun riferimento agli intellettuali della destra, che quindi deduco non ci siano mai stati, ma allora il titolo dovrebbe parlare della scomparsa degli intellettuali di sinistra, non di tutti gli intellettuali dalla politica. Pazienza, se il libro delude le aspettative rimane comunque una lettura passabile, almeno per la lunghezza che si ferma a circa 170 pag. Ma se avete di meglio da leggere…… rifilatelo a qualcun altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è molto interessante poichè traccia la storia intensa tra politica e cultura, tra prospettive politche e maitre a penser.
    sembra scritto da un giovane studioso, ma Asor Rosa è un decano della lettaratura italiana. La freschezza delle idee, delle analisi lascia senza parole.


    Intere ...continua

    Il libro è molto interessante poichè traccia la storia intensa tra politica e cultura, tra prospettive politche e maitre a penser. sembra scritto da un giovane studioso, ma Asor Rosa è un decano della lettaratura italiana. La freschezza delle idee, delle analisi lascia senza parole.

    Interessantissimo l'ultimo capito dedicato alla scuola e all'università, sopratutto perchè c'è ancora qualcuno che parla di questi istituti fondamentali per lo sviluppo di una nazione. buona lettura

    ha scritto il 

  • 4

    "Quando alle giovani generazioni, quando ai nostri giovani davvero 'puzzerà questo barbaro dominio' (Machiavelli), un nuovo corso della storia italiana, anche della nostra storia intellettuale, potrà cominciare. Nel frattempo bisogna lavorare pazientemente, e anche oscuramente, senza timori nè re ...continua

    "Quando alle giovani generazioni, quando ai nostri giovani davvero 'puzzerà questo barbaro dominio' (Machiavelli), un nuovo corso della storia italiana, anche della nostra storia intellettuale, potrà cominciare. Nel frattempo bisogna lavorare pazientemente, e anche oscuramente, senza timori nè requie, per questo nuovo inizio." Nel deserto del grande silenzio lunga vita ai grilli parlanti.

    ha scritto il 

  • 4

    mi mancavano parecchie informazioni sul background dell'epoca, ma l'intervista ha sicuramente il pregio di fare collegamenti dove non ne avrei mai visti e di dilungarsi sul ruolo del cosiddetto intellettuale nel corso degli ultimi 50 anni. pregevole.

    ha scritto il