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Il grande specchio dell'omosessualità maschile

La tradizione dell'amore per i ragazzi del Giappone

Di

Editore: Frassinelli

3.3
(53)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 356 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876844457 | Isbn-13: 9788876844454 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andrea Maurizi

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
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  • 4

    Specchio specchio delle nostre brame, qual è la più bella delle grane?

    Al periodo, l'Italia dava Metastasio. La Francia dava Pascal, Corneille, Racine, Molière. L'Inghilterra, che aveva già dato Shakespeare, dava Donne e Milton. La Spagna aveva già dato Cervantes, prima eh, però quando dai un Cervantes, puoi avvalertene per secoli, come con uno Shakespeare. La Russi ...continua

    Al periodo, l'Italia dava Metastasio. La Francia dava Pascal, Corneille, Racine, Molière. L'Inghilterra, che aveva già dato Shakespeare, dava Donne e Milton. La Spagna aveva già dato Cervantes, prima eh, però quando dai un Cervantes, puoi avvalertene per secoli, come con uno Shakespeare. La Russia cominciava a dare e cominciavano a dare tutti gli altri. Il Giappone dava Ihara Saikaku. (Che poi sarebbe più corretto dire: Cervantes ha dato la Spagna, Shakespeare l'Inghilterra, Metastasio... vabbé, per noi fortuna che c'è Dante che ha dato l'Italia prima di tutti.)

    Non mi va però di metterla sul piano - Quanto era moderno prima della modernità, contemporaneo prima della contemporaneità, quell'Ihara Saikaku!; non perché non sia vero, ma a metterla così sembra si cerchi una giustificazione, diventa una attribuzione di valore archeologico: si trasforma "Il grande specchio" in un documento, sottraendolo alla sua qualità di opera letteraria. Equivale a dire - Porco santo, questo Ihara Saikaku non si sopporta!, eppoi: occhéi il politicamente corretto di oggi pomeriggio e il relativismo culturale di questa mattina e l'identità di sinistra favorevole al dove si mette si mette (l'unica cosa chiara, almeno questa!, è che uno di sinistra non ha - non dovrebbe avere - paura di un omosessuale perché non ha paura di esserlo, a differenza di quelli di destra che più sono omosessuali più sono omofobi), però qui non si parla che di uomini che per il desiderio di altri uomini di primo o meglio di nessun pelo o piangono o si ammazzano e spesso piangono e si ammazzano! Non si vive e non si muore di solo amore, essù: samurai, monaci, attori, ricchi e poveri: che insopportabili sentimentaloni.

    Salvo uno o due o tre racconti, in effetti, le trame inscenate ne "Il grande specchio dell'omosessualità maschile" si assomigliano rischiosamente l'una all'altra (però quei due o tre racconti che non si assomigliano hanno una resa e un felice squilibrio narrativo davvero memorabile e più-che-contemporaneo), però: che contesto! Il romanzo-raccolta-di-racconti di Ihara Saikaku è una festa dei dettagli.

    Mi procura una vertigine piacevolissima il fatto che sia proprio all'interno dei racconti di uno scrittore giapponese profondo conoscitore del canone, in una opera a suo modo silloge e rimando a tutta la tradizione letteraria cinese e giapponese, che sia all'interno di tematiche e forme centenarie continuamente raffinate che appaia l'antiretorica, la presa diretta, l'anti-letterarietà: all'interno degli idilli omoerotici dagli illustri precedenti in volume leggere di peli del naso lunghi come fili d'acquilone è di una grande frescura! Ihara Saikaku rompe la meta-letteratura in cui stiamo ricadendo a millennio finito con la vanità di essere post e non pre-pre-pre di nuovo, tornando nella materia grigia del proprio ombelico dopo esserne chissà come usciti. Ihara Saikaku, nella sua scrittura misogina quanto basta per dare da amare le donne dieci volte più di prima, ci svagina dalla letteratura a cuocere nel proprio brodo amniotico - che per provocazione maschilistica chiamerei: letteratura-femminile, prediletta dagli autori maschi e femmine - per gettarci nel mondo imprevedibile e incoerente, generando la letteratura-maschile, opera di rari e potenti scrittori e scrittrici né maschi né femmine: il loro sesso è la loro scrittura.

    Pomate contro le emorroidi, allevatori, mercanti, questi sono i dettagli, i colpi d'occhio e d'orecchio e di lingua, questo è il mondo che atterra e tutt'altro che fluttuante: barlumi di romanzo, di testimonianza, di vita che fa ridere di salute per la sua smagliante prosaicità. Nei racconti di Ihara Saikaku, voglio evitare delusioni eventuali specie a chi li cercherebbe con il desiderio di volerli poi espungere, dopo essere andato a caccia di offese con cui far ansimare il proprio pudore: non ci sono cazzi sull'attenti e schiumosi, culi in sudorazione e profumati, orgasmi atletici o altre fumetterie: è letteratura e non di genere, il romanzo-raccolta di racconti di Ihara Saikaku. Fosse un genere, un giallo andrebbe bene come un noir o una gay-fiction: leggerne uno sarebbe come leggerne un altro, ovvero: non lettura ma consultazione di manualistica, di pubblicistica, di fogliettazione da partito o da catechismo.

    Ihara Saikaku ha il tocco della scrittore che trasforma le storie in letteratura, perché non è lui a essere di quel che racconta (non è omosessuale perché scrive di omosessuali, non è libertino perché scrive di libertini, non è donna lussuriosa perché scrive di donne lussuriose) ma è quel che racconta ad essere suo: ci sono i suoi omosessuali, i suoi libertini, le sue donne lussuriose, è lui che dà l'umanità: che la restituisce. Come Shakesperare con l'Inghilterra, e tutto il mondo, Cervantes con la Spagna, e tutto il mondo, Metastasio con l'Italia... ognuno dà quel che gli riesce, chiaro che! E a Ihara Saikaku riesce bene dare il suo.

    ha scritto il 

  • 3

    Da prendere a piccole dosi per gustarne i dettagli; la lettura continua è di una noia mortale, dato che si ripetono sempre le stesse situazioni. Inoltre, come molta narrativa giapponese, risulta spiazzante, sia per la difficoltà di comprendere la logica dietro il comportamento dei personaggi, sia ...continua

    Da prendere a piccole dosi per gustarne i dettagli; la lettura continua è di una noia mortale, dato che si ripetono sempre le stesse situazioni. Inoltre, come molta narrativa giapponese, risulta spiazzante, sia per la difficoltà di comprendere la logica dietro il comportamento dei personaggi, sia perché descrizioni e digressioni hanno più spazio dell'azione.

    ha scritto il 

  • 3

    Le piante e gli alberi più belli incontrano la propria morte a cause della meraviglia dei propri fiori.

    In realtà sto leggendo questo singolo racconto, in eBook:
    IHARA SAIKAKU
    Fiori di primavera
    Traduzione e presentazione a cura di Marco Sotgiu


    Ihara Saikaku (1642-1693)è il maggior romanziere "borghese" del medioevo giapponese, una delle figure più importanti della
    letteratura nipponi ...continua

    In realtà sto leggendo questo singolo racconto, in eBook: IHARA SAIKAKU Fiori di primavera Traduzione e presentazione a cura di Marco Sotgiu

    Ihara Saikaku (1642-1693)è il maggior romanziere "borghese" del medioevo giapponese, una delle figure più importanti della letteratura nipponica di tutti i tempi. Nelle opere di Saikaku l'amore maschile trova la sua massima espressione, frutto di una società in cui l’omosessualità era un valore positivo, forse ancor più che in Grecia. L’omosessualità trovava preciso inserimento nel comportamento sociale ed era soprattutto un rapporto tra eguali e molti samurai si basavano quasi esclusivamente sulle relazioni con altri maschi per la soddisfazione dei propri bisogni emozionali. Le storie di samurai enfatizzano soprattutto la fedeltà delle coppie di amanti al reciproco giuramento di amore. E le relazioni omosessuali si accompagnano spesso a espressioni misogine, frutto della rigida gerarchia sociale confuciana, in cui la femmina, essere considerato inferiore, era moglie per la perpetuazione della stirpe.

    Questo un sunto della prefazione: questo racconto in particolare è pienamente nell'ottica del bushido e di uno struggente amore a tre.

    ha scritto il 

  • 3

    Diciamo che 40 racconti che trattano bene o male lo stesso argomento iniziano a stufare presto.
    Alcuni sono particolarmente toccanti, altri particolarmente noiosi e le due o tre pagine che durano sembrano non finire mai, altri ancora fanno sganasciare dalle risate.
    Mi sento di sconsigliarlo a chi ...continua

    Diciamo che 40 racconti che trattano bene o male lo stesso argomento iniziano a stufare presto. Alcuni sono particolarmente toccanti, altri particolarmente noiosi e le due o tre pagine che durano sembrano non finire mai, altri ancora fanno sganasciare dalle risate. Mi sento di sconsigliarlo a chi è sensibile agli insulti (sia velati sia un pò meno) verso il genere femminile tutto. Io li adoro.

    "E' solo a causa del fascino femminile se a questo mondo continuano a nascere uomini stolti. Che bello sarebbe se questa Via diventasse l'unica forma d'amore, se le donne sparissero e il Giappone si trasformasse in un'isola di soli uomini!" (cit.)

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che, contestualizzato, rende l'opera più interessante rispetto alla semplice raccolta di novelle esemplari. Lo stile è in genere piuttosto piano con picchi di altissima qualità poetica che rendono il libro piacevole e scorrevole. i personaggi sono sì stereotipati ma la loro bidimensional ...continua

    Un libro che, contestualizzato, rende l'opera più interessante rispetto alla semplice raccolta di novelle esemplari. Lo stile è in genere piuttosto piano con picchi di altissima qualità poetica che rendono il libro piacevole e scorrevole. i personaggi sono sì stereotipati ma la loro bidimensionalità tende alla terza dimensione come in un trompe-l'œil.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Speculum. L'altro uomo

    I racconti brevi di questa raccolta sono organizzati intorno al medesimo tema, chiaramente esplicitato dal titolo, e la loro finalità è indicare modelli di comportamento esemplare.
    Si va dalle relazioni in ambito samuraico caratterizzate da un legame esclusivo in cui si esalta la fedeltà nella pr ...continua

    I racconti brevi di questa raccolta sono organizzati intorno al medesimo tema, chiaramente esplicitato dal titolo, e la loro finalità è indicare modelli di comportamento esemplare. Si va dalle relazioni in ambito samuraico caratterizzate da un legame esclusivo in cui si esalta la fedeltà nella prima metà della raccolta, a quelle mercenarie con prostituti e giovani attori di kabuki abili conoscitori delle regole del gioco della seduzione del "mondo fluttuante" nella seconda metà del libro.

    I temi che si possono sviluppare sono molti, dall'influenza dell'omosocialità sulla diffusione dei rapporti tra persone dello stesso sesso, al parallelismo con la Grecia antica ed il carattere pedagogico che potevano assumere in quel contesto.

    La scrittura ha uno stile piuttosto piano e colloquiale che in tutta franchezza non mi piace granché, ma lascia emergere di tanto in tanto la punta di ironia del viveur che l'autore non nasconde di essere (o che finge di essere strizzando l'occhio al lettore). Decisamente più interessante come fonte documentaria che come opera narrativa.

    Sul mio blog: http://asakiyumemishi.splinder.com/post/22109746/Il+grande+specchio+dell%27omoses

    ha scritto il 

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