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Il grande specchio dell'omosessualità maschile

La tradizione dell'amore per i ragazzi del Giappone

By Ihara Saikaku

(126)

| Paperback | 9788876844454

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Book Description

11 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non sono donna da racconti.
    Per quanto ci provi, non riesco mai a terminare la raccolta.

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    Rollytoo said on Sep 23, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Sconsigliato ai superficiali!

    La bellezza dell'Amore, la raffinatezza dell'Arte, la suggestione del Giappone...ho adorato questi racconti :)

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    Elena80 said on Jul 12, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Specchio specchio delle nostre brame, qual è la più bella delle grane?

    Al periodo, l'Italia dava Metastasio. La Francia dava Pascal, Corneille, Racine, Molière. L'Inghilterra, che aveva già dato Shakespeare, dava Donne e Milton. La Spagna aveva già dato Cervantes, prima eh, però quando dai un Cervantes, puoi avvalertene ...(continue)

    Al periodo, l'Italia dava Metastasio. La Francia dava Pascal, Corneille, Racine, Molière. L'Inghilterra, che aveva già dato Shakespeare, dava Donne e Milton. La Spagna aveva già dato Cervantes, prima eh, però quando dai un Cervantes, puoi avvalertene per secoli, come con uno Shakespeare. La Russia cominciava a dare e cominciavano a dare tutti gli altri. Il Giappone dava Ihara Saikaku. (Che poi sarebbe più corretto dire: Cervantes ha dato la Spagna, Shakespeare l'Inghilterra, Metastasio... vabbé, per noi fortuna che c'è Dante che ha dato l'Italia prima di tutti.)

    Non mi va però di metterla sul piano - Quanto era moderno prima della modernità, contemporaneo prima della contemporaneità, quell'Ihara Saikaku!; non perché non sia vero, ma a metterla così sembra si cerchi una giustificazione, diventa una attribuzione di valore archeologico: si trasforma "Il grande specchio" in un documento, sottraendolo alla sua qualità di opera letteraria. Equivale a dire - Porco santo, questo Ihara Saikaku non si sopporta!, eppoi: occhéi il politicamente corretto di oggi pomeriggio e il relativismo culturale di questa mattina e l'identità di sinistra favorevole al dove si mette si mette (l'unica cosa chiara, almeno questa!, è che uno di sinistra non ha - non dovrebbe avere - paura di un omosessuale perché non ha paura di esserlo, a differenza di quelli di destra che più sono omosessuali più sono omofobi), però qui non si parla che di uomini che per il desiderio di altri uomini di primo o meglio di nessun pelo o piangono o si ammazzano e spesso piangono e si ammazzano! Non si vive e non si muore di solo amore, essù: samurai, monaci, attori, ricchi e poveri: che insopportabili sentimentaloni.

    Salvo uno o due o tre racconti, in effetti, le trame inscenate ne "Il grande specchio dell'omosessualità maschile" si assomigliano rischiosamente l'una all'altra (però quei due o tre racconti che non si assomigliano hanno una resa e un felice squilibrio narrativo davvero memorabile e più-che-contemporaneo), però: che contesto! Il romanzo-raccolta-di-racconti di Ihara Saikaku è una festa dei dettagli.

    Mi procura una vertigine piacevolissima il fatto che sia proprio all'interno dei racconti di uno scrittore giapponese profondo conoscitore del canone, in una opera a suo modo silloge e rimando a tutta la tradizione letteraria cinese e giapponese, che sia all'interno di tematiche e forme centenarie continuamente raffinate che appaia l'antiretorica, la presa diretta, l'anti-letterarietà: all'interno degli idilli omoerotici dagli illustri precedenti in volume leggere di peli del naso lunghi come fili d'acquilone è di una grande frescura! Ihara Saikaku rompe la meta-letteratura in cui stiamo ricadendo a millennio finito con la vanità di essere post e non pre-pre-pre di nuovo, tornando nella materia grigia del proprio ombelico dopo esserne chissà come usciti. Ihara Saikaku, nella sua scrittura misogina quanto basta per dare da amare le donne dieci volte più di prima, ci svagina dalla letteratura a cuocere nel proprio brodo amniotico - che per provocazione maschilistica chiamerei: letteratura-femminile, prediletta dagli autori maschi e femmine - per gettarci nel mondo imprevedibile e incoerente, generando la letteratura-maschile, opera di rari e potenti scrittori e scrittrici né maschi né femmine: il loro sesso è la loro scrittura.

    Pomate contro le emorroidi, allevatori, mercanti, questi sono i dettagli, i colpi d'occhio e d'orecchio e di lingua, questo è il mondo che atterra e tutt'altro che fluttuante: barlumi di romanzo, di testimonianza, di vita che fa ridere di salute per la sua smagliante prosaicità. Nei racconti di Ihara Saikaku, voglio evitare delusioni eventuali specie a chi li cercherebbe con il desiderio di volerli poi espungere, dopo essere andato a caccia di offese con cui far ansimare il proprio pudore: non ci sono cazzi sull'attenti e schiumosi, culi in sudorazione e profumati, orgasmi atletici o altre fumetterie: è letteratura e non di genere, il romanzo-raccolta di racconti di Ihara Saikaku. Fosse un genere, un giallo andrebbe bene come un noir o una gay-fiction: leggerne uno sarebbe come leggerne un altro, ovvero: non lettura ma consultazione di manualistica, di pubblicistica, di fogliettazione da partito o da catechismo.

    Ihara Saikaku ha il tocco della scrittore che trasforma le storie in letteratura, perché non è lui a essere di quel che racconta (non è omosessuale perché scrive di omosessuali, non è libertino perché scrive di libertini, non è donna lussuriosa perché scrive di donne lussuriose) ma è quel che racconta ad essere suo: ci sono i suoi omosessuali, i suoi libertini, le sue donne lussuriose, è lui che dà l'umanità: che la restituisce. Come Shakesperare con l'Inghilterra, e tutto il mondo, Cervantes con la Spagna, e tutto il mondo, Metastasio con l'Italia... ognuno dà quel che gli riesce, chiaro che!
    E a Ihara Saikaku riesce bene dare il suo.

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    Coda said on Mar 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da prendere a piccole dosi per gustarne i dettagli; la lettura continua è di una noia mortale, dato che si ripetono sempre le stesse situazioni. Inoltre, come molta narrativa giapponese, risulta spiazzante, sia per la difficoltà di comprendere la log ...(continue)

    Da prendere a piccole dosi per gustarne i dettagli; la lettura continua è di una noia mortale, dato che si ripetono sempre le stesse situazioni. Inoltre, come molta narrativa giapponese, risulta spiazzante, sia per la difficoltà di comprendere la logica dietro il comportamento dei personaggi, sia perché descrizioni e digressioni hanno più spazio dell'azione.

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    Anna said on Dec 20, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Le piante e gli alberi più belli incontrano la propria morte a cause della meraviglia dei propri fiori.

    In realtà sto leggendo questo singolo racconto, in eBook:
    IHARA SAIKAKU
    Fiori di primavera
    Traduzione e presentazione a cura di Marco Sotgiu

    Ihara Saikaku (1642-1693)è il maggior romanziere "borghese" del medioevo giapponese, una delle ...(continue)

    In realtà sto leggendo questo singolo racconto, in eBook:
    IHARA SAIKAKU
    Fiori di primavera
    Traduzione e presentazione a cura di Marco Sotgiu

    Ihara Saikaku (1642-1693)è il maggior romanziere "borghese" del medioevo giapponese, una delle figure più importanti della
    letteratura nipponica di tutti i tempi.
    Nelle opere di Saikaku l'amore maschile trova la sua massima espressione, frutto di una società in cui l’omosessualità era un valore positivo, forse ancor più che in Grecia.
    L’omosessualità trovava preciso inserimento nel comportamento sociale ed era soprattutto un rapporto tra eguali e molti samurai si basavano quasi esclusivamente sulle relazioni con altri maschi per la soddisfazione dei propri bisogni emozionali.
    Le storie di samurai enfatizzano soprattutto la fedeltà delle coppie di amanti al reciproco giuramento di amore.
    E le relazioni omosessuali si accompagnano spesso a espressioni misogine, frutto della rigida gerarchia sociale confuciana, in cui la femmina, essere considerato inferiore, era moglie per la perpetuazione della stirpe.

    Questo un sunto della prefazione: questo racconto in particolare è pienamente nell'ottica del bushido e di uno struggente amore a tre.

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    Mmorgana (lettrice onnivora) said on Oct 4, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    le storie sono tutte simili, quindi, sebbene le storie sembrano interessante, il libro risulta noioso.

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    Klh@zard said on Sep 13, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (126)
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    • 1 star
  • Paperback 356 Pages
  • ISBN-10: 8876844457
  • ISBN-13: 9788876844454
  • Publisher: Frassinelli
  • Publish date: 1997-01-01
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