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Il grande tempo

Cosmo Oro 19

Di

Editore: Nord (Cosmo Oro. Classici della fantascienza)

3.3
(200)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8842903167 | Isbn-13: 9788842903161 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Valla

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nota:
il codice ISBN è stato assegnato a posteriori dalla casa editrice, a partire da giugno 1993, e si riferisce alla prima edizione e a tutte le successive ristampe.
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* * *
PREMIO HUGO 1959 Il Grande Tempo è uno dei più strani e affascinanti romanzi di fantascienza moderni. Alla sua pubblicazione, la XVII Convention mondiale di Science-Fiction gli assegnò il premio Hugo per il miglior romanzo dell'anno. Il concetto su cui si basa è grandioso: una guerra di viaggiatori nel tempo, che si muovono nel passato e nel futuro, mescolandosi alle battaglie di tutte le epoche, lungo un arco di miliardi di anni. Gli stessi protagonisti provengono dai tempi e dai luoghi più disparati, e per alcuni di loro il corso stesso della storia è diverso dal nostro: il comandante tedesco che proviene da un mondo dove il nazismo ha vinto la seconda guerra mondiale e il Reich si estende da Chicago agli Urali, il gentleman americano proveniente da un Sud che non ha conosciuto la guerra di secessione. Strappati alle loro « linee di vita» poco prima della morte, e reclutati per combattere contro un avversario che vuole cambiare il corso della storia su tutti i mondi della Galassia, i protagonisti entrano in una nuova dimensione di vita, dove più nulla può essere certo, e dove la loro stessa vita è sottoposta a forze cosmiche che continuano a plasmarla e ad alterarla senza fine. Un romanzo insolito ed estremamente originale, che fin dal suo apparire è stato salutato come un classico della fantascienza.
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  • 4

    Leggendo libri di fantascienza si è abituati a situazioni inaspettate e a trovate particolari, ma in questo in particolare l'ambientazione è veramente geniale.
    Un locale al di la del tempo, fisso nel tempo, al quale possono accedere soltanto individui al di la del tempo e ricorrenti nel tem ...continua

    Leggendo libri di fantascienza si è abituati a situazioni inaspettate e a trovate particolari, ma in questo in particolare l'ambientazione è veramente geniale.
    Un locale al di la del tempo, fisso nel tempo, al quale possono accedere soltanto individui al di la del tempo e ricorrenti nel tempo storico, nelle varie epoche. Sull'intera vicenda fa da sfondo la lotta infinita tra due fazioni che scrivono e riscrivono la storia che tutti noi conosciamo.
    Se non bastasse questo per solleticare l'interesse dei lettori posso solo aggiungere che il finale è veramente a sorpresa e che all'inizio pensavo fosse un secondo racconto.

    ha scritto il 

  • 3

    A dire il vero l'inizio è un po' molto lento, e tutta l'azione è scarsamente giustificata… però come invenzione è interessante, anche se secondo me l'ha esposta meglio Asimov in "La fine dell'eternità", che mi è piaciuto parecchio di più!
    Man mano che procede acquista mordente, e comprensib ...continua

    A dire il vero l'inizio è un po' molto lento, e tutta l'azione è scarsamente giustificata… però come invenzione è interessante, anche se secondo me l'ha esposta meglio Asimov in "La fine dell'eternità", che mi è piaciuto parecchio di più!
    Man mano che procede acquista mordente, e comprensibilità, sebbene in effetti il Locale (teatro della vicenda) è difficilmente immaginabile, ma questo è un pregio dell'invenzione e un limite della mia fantasia. Ironia apprezzabile.
    La seconda parte sembra non aver grossi legami con la prima, anche se ci sono quasi gli stessi personaggi e alcuni richiami. Lenta…poi verso la fine si capisce che invece fa parte dello stesso ciclo, tutta una narrazione più ampia, e infatti ho scoperto che fra Il grande tempo e Non è affatto un miracolo c'è un altro racconto, precedente, che probabilmente spiega come si è arrivati da A a B. Mancando questo, temo che si perda gran parte della godibilità dell'episodio.

    ha scritto il 

  • 5

    L'idea base di questo romanzo è grandiosa, una guerra senza limiti
    di tempo e di spazio tra due fazioni potenti e misteriose: i Ragni e i Serpenti. A raccontarcela sono dei poveri fantaccini, esseri umani cui, al momento della morte, viene offerto di arruolarsi in una delle due fazioni, ga ...continua

    L'idea base di questo romanzo è grandiosa, una guerra senza limiti
    di tempo e di spazio tra due fazioni potenti e misteriose: i Ragni e i Serpenti. A raccontarcela sono dei poveri fantaccini, esseri umani cui, al momento della morte, viene offerto di arruolarsi in una delle due fazioni, garantendosi così un'esistenza non legata allo spazio tempo. In cambio verranno inviati in missione in diverse epoche cercando di alterare
    il corso della Storia stessa in modo di dare la vittoria alla propria fazione.
    L'azione, seguendo uno schema rigidamente teatrale, a cui l'autore
    si è ispirato, è svolta in un solo ambiente, una stazione di ristoro per i soldati dei Ragni.
    In appendice, a mo'di epilogo, troviamo un racconto (No great magic) in cui compaiono molti dei protagonisti del "grande tempo",
    impegnati in una missione nell'Inghilterra della regina Elisabetta e di Shakespeare.
    The big time è sicuramente uno dei libri più importanti della sf,
    giustamente premiato nel 1958 con il premio Hugo.

    ha scritto il 

  • 3

    Impostato come se si trattasse di un'opera teatrale, questo romanzo ha una sola scena (praticamente una stazione di riposo per soldati), dodici personaggi, pochissima azione e tante disquisizioni simil-filosofiche. Risulta difficile addentrarsi nell'universo del Grande tempo, ma dopo un po' di pa ...continua

    Impostato come se si trattasse di un'opera teatrale, questo romanzo ha una sola scena (praticamente una stazione di riposo per soldati), dodici personaggi, pochissima azione e tante disquisizioni simil-filosofiche. Risulta difficile addentrarsi nell'universo del Grande tempo, ma dopo un po' di pagine ci si lascia trasportare in questo affascinante universo costruito da Leiber. C'è la guerra sullo sfondo della stazione e lì rimane: le due fazioni rimangono ignote, le azioni belliche sono nulle (giusto un paio raccontate sommariamente dai soldati), il motivo per cui si combatte non si capisce granchè (prima sembri che riguardi la sola Terra, poi tutto l'universo). La trama non è male, ma neanche eccelsa per il fine disquisitorio. Tutto sommato un buon romanzo che fa riflettere sulle possibilità del Grande tempo (e non solo) e che intrattiene come una buona opera teatrale.

    ha scritto il 

  • 4

    Da:
    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/me…

    ......
    Dovendo essere un classico, mi sono accorto di non aver mai consigliato la lettura di Fritz Leiber, nè nella sua versione fantastica nè in quella fantascientifica. Io non ho mai amat ...continua

    Da:
    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/mese/Gennaio2011.html

    ......
    Dovendo essere un classico, mi sono accorto di non aver mai consigliato la lettura di Fritz Leiber, nè nella sua versione fantastica nè in quella fantascientifica. Io non ho mai amato molto la sword and sorcery, nemmeno quando è scritta con l'intelligenza e l'ironia delle avventure di Fafhrd and the Gray Mouser, e non mi piacciono le storie di horror. Quindi la scelta tra cosa presentare tra le opere di Leiber è stata facilmente ristretta a quelli che ritengo siano le sue opere maggiori di fantascienza: L'Alba delle Tenebre e questo Il Grande Tempo, dato che di Novilunio (The Wanderer) ne ho solo la versione originale e non avevo voglia di rileggerlo per questa presentazione.
    L'Alba delle Tenebre è però dichiaratamente ispirato da La Sesta Colonna di Heinlein, anche se ne capovolge completamente l'assunto ed è pieno dell'ironia tipica degli scritti di Leiber. Ne Il grande Tempo viene invece presentata un'idea sostanzialmente originale, una guerra tra due fazioni, i Ragni e i Serpenti (delle cui ragioni si viene a conoscere molto poco), che si svolge lungo tutto il tempo, con ognuna delle parti che cerca di modificare questo o quell'episodio della storia in modo da generare uno sviluppo che favorisca la propria fazione. L'idea di un'inerzia temporale, per cui la realtà si modifica solo nella minima parte necessaria ad accogliere la variazione, i cui effetti tendono quindi a svanire più o meno lentamente nel tempo in funzione della criticità della variazione introdotta, è forse l'elemento di maggiore forza del'idea di Leiber, che gli permette di immaginare un continuo tentativo di intervento su tanti eventi cruciali, che spesso non si dimostrano tali, e con variazioni parziali dello sviluppo della storia dell'umanità anche limitate a periodi non particolarmente estesi.
    Leiber era figlio di due attori shakesperiani, e ha partecipato a sua volta, per qualche anno, alle recite della compagnia. Il suo senso teatrale si è concretizzato a volte anche nelle sue opere letterarie, e Il Grande Tempo è una di queste, dato che la vicenda si svolge, come su un palcoscenico, in una stazione di riposo per chi agisce materialmente in operazioni di modifica della storia, i Soldati di questa guerra del cambio. Questa stazione è posta al di fuori del tempo normale, in mezzo al nulla ma sempre soggetta ai Venti del Cambio, che si propagano da ogni modifica della realtà, e la vicenda è raccontata da una delle persone, reclutate poco prima della loro morte naturale e ricostruite come entità capaci di muoversi nel Grande Tempo, al di fuori del tempo storico locale, per intrattenere e ricostruire psicologicamente i Soldati reduci dalle diverse operazioni. Il racconto sembra basato su un copione teatrale, e i personaggi agiscono come su un palcoscenico, con i dialoghi a rappresentare la base della storia, insieme ai pensieri e alle considerazioni del personaggio che rappresenta il punto di vista fisso.
    La vicenda di per se stessa è quasi inessenziale, perchè il vero protagonista è lo scenario del conflitto infinito, di cui si capiscono tanti aspetti, specialmente gli effetti sulle persone che si trovano a collaborare pur proveniendo da linee di realtà molto diverse e spesso incompatibili l'una con l'altra, ma si ignoreranno sempre le vere ragioni, tanto che appartenere ad una fazione piuttosto che all'altra diventa quasi un fatto di fede.
    Nei limiti delle dimensioni dei romanzi dell'epoca, costretti alla regola delle puntate su rivista, Il Grande Tempo riesce a rendere molto bene la sensazione di estraniazione, di distacco dalla realtà vera che la Guerra del Cambio produce sui suoi partecipanti, e lo schema narrativo di Leiber, anche se ovviamente un po' statico per scelta, è comunque molto efficace nel rendere le emozioni dei diversi personaggi.
    Un piccolo capolavoro che deve essere letto anche per capire l'origine di molte idee successive nel mondo fantascientifico.
    Il volumetto della Nord che ho presentato è completato dal racconto Non è affatto un Miracolo (No Great Magic - 1963) con gli stessi personaggi, ma in una funzione diversa, impegnati in una vera e propria recita durante un'azione della Guerra del Cambio e con un piccolo paradosso temporale. Un racconto che dimostra la competenza di Leiber in campo teatrale, ma senza particolari meriti narrativi.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle e mezzo. E' notevole come Leiber riesca a parlare di eventi grandiosi e terribili attraverso punti di vista per niente epici o eroici. Magari tragici, ma comunque umani, anche se "umani" in senso stretto non sono. E c'è sempre, anche, un sottile velo di umorismo.

    ha scritto il