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Il grande uno rosso

Di

Editore: Elliot

4.4
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 571 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8861920128 | Isbn-13: 9788861920125 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Petrelli ; Prefazione: Richard W. Schickel

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Descrivere Fuller come un regista leggendario o un genio della celluloide sarebbe come dire che Muhammad Alì era un buon pugile o Jimi Hendrix un bravo chitarrista. Egli era, e rimane, un eccentrico e sorprendente visionario, un gigante della filmografia indipendente, un re del cinema duro e puro. Questo romanzo è il suo capolavoro, basato sugli anni che trascorse nella Prima Divisione di Fanteria dell'esercito USA (il Grande Uno Rosso) durante la Seconda guerra mondiale. Ci sono voluti vent'anni per realizzare sia il romanzo che il film (interpretato da Lee Marvin), la cui storia ha per protagonista una piccola squadra composta da cinque soldati che l'autore segue dagli aridi paesaggi del Nord Africa allo sbarco in Normandia, per arrivare alla fine del conflitto con l'ingresso delle truppe alleate in Germania e poi nel campo di concentramento di Falkenau, in Cecoslovacchia. Atroci momenti di sofferenza e brutalità si alternano a commoventi scene di compassione e altruismo, scandendo una narrazione che contribuisce a fare di questo romanzo un classico della letteratura di guerra e al tempo stesso un moderno manifesto contro la guerra. Nella visione di Fuller le linee che separano l'eroismo dall'infamia sono spesso confuse, ma la voce narrante è unica, inconfondibile e trascina il lettore in un'avventura dal carattere epico, completamente immersa nella storia.
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  • 2

    Strano modo di fare la guerra

    Non sono riuscito a vivere né i momenti meno avvincenti né tantomeno i momenti più drammatici. Si dà per scontato che i quattro protagonisti più il sergente non saranno mai neppure scalfitti da una pallottola, mentre tutti i rimpiazzi della squadra vengono uccisi con tanta freddezza. Non si vivon ...continua

    Non sono riuscito a vivere né i momenti meno avvincenti né tantomeno i momenti più drammatici. Si dà per scontato che i quattro protagonisti più il sergente non saranno mai neppure scalfitti da una pallottola, mentre tutti i rimpiazzi della squadra vengono uccisi con tanta freddezza. Non si vivono le scene di guerra, descrizioni scarne, sembrano appunti su cui sviluppare in seguito. Insomma, nonostante la mia grande passione per i libri di guerra, sono stato molto deluso.

    ha scritto il 

  • 5

    La descrizione, romanzata ma non troppo, della 1a Divisione di fanteria USA durante la Seconda guerra mondiale. Le sue vicende storiche incrociate con le vicende del sergente e dei suoi 4 Cavallieri protagonisti di tutte le battaglie dal Nord Africa alla Cecoslovacchia. Un libro intenso, a volte ...continua

    La descrizione, romanzata ma non troppo, della 1a Divisione di fanteria USA durante la Seconda guerra mondiale. Le sue vicende storiche incrociate con le vicende del sergente e dei suoi 4 Cavallieri protagonisti di tutte le battaglie dal Nord Africa alla Cecoslovacchia. Un libro intenso, a volte crudo, che da un'idea della guerra, dei suoi orrori ma anche dei sentimenti di amicizia che fa sorgere.

    ha scritto il 

  • 4

    Guerra Libro Film

    Fuller, l'autore del libro, è stato effettivamente sui campi di battaglia della II GM, anche se il libro non è un'autobiografia.

    Fuller è anche registra hollywoodiano, ed è riuscito a girare il film tratto dal suo libro (uno dei migliori 100 film di guerra secondo G. Fava)

    ha scritto il 

  • 5

    Conoscevo Samuel Fuller solo come regista e non pensavo potesse essere uno scrittore così bravo. Questo libro è eccezionale, quasi 600 pagine che scorrono via in modo leggero, con un ritmo pazzesco, senza retorica, senza falsi moralismi, nonostante il tema sia dei più tragici e anche dei più trat ...continua

    Conoscevo Samuel Fuller solo come regista e non pensavo potesse essere uno scrittore così bravo. Questo libro è eccezionale, quasi 600 pagine che scorrono via in modo leggero, con un ritmo pazzesco, senza retorica, senza falsi moralismi, nonostante il tema sia dei più tragici e anche dei più trattati. Ma forse proprio il fatto di averli vissuti sulla propria pelle e di aver atteso quasi 40 anni per raccontarli (e di averci fatto pure la sceneggiatura e il film!), ha permesso a Fuller di avere il distacco necessario per non essere patetico ma allo stesso tempo per poter trasmettere in modo vero e onesto un'esperienza così feroce.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande regista, un ex combattente, un libro lungo una vita.

    Samuel Fuller è stato un regista americano atipico, uno scrittore eclettico e soprattutto un combattente.
    Ha combattuto la seconda guerra mondiale trapassandola tutta come punta della freccia dell'avanguardia americana, ha ...continua

    Un grande regista, un ex combattente, un libro lungo una vita.

    Samuel Fuller è stato un regista americano atipico, uno scrittore eclettico e soprattutto un combattente.
    Ha combattuto la seconda guerra mondiale trapassandola tutta come punta della freccia dell'avanguardia americana, ha fatto parte della divisione di punta dell'US Army aprendo gli sbarchi in Algeria, Sicilia e Normandia.
    Da Omaha Beach è passato per Hamburger Hill arrivando sù, fino in Germania.

    Ne è nato questo libro, maturato per 20 lunghi anni e molte perigliose riscritture: il libro perfetto, direi.
    Non una virgola di troppo, feroce, disincantato, palpitante, avvincente. Sempre un passo indietro la retorica e molti avanti la fredda cronaca.
    Un libro corale e particolare, in cui mille figure si alternano scomponendo e ricomponendo un quadro, anzi IL quadro, l'insieme della guerra, tratteggiato a brevi, intensi flash attraverso gli occhi del fedele di Petàin, della nomade del deserto tunisino, del fanatico di Hitler, dell'imboscato dell'Esercito Regio, della contessa dei Sudeti, del collaborazionista belga, dell'internato ebreo e soprattutto di ogni tipo di fante americano, bieco numero, carne da macello ma anche custode unico di un passato, passioni e sogni.

    Questo libro sgomenta e attrae, sconvolge e paradossalmente quieta...col "Partigiano Johnny" il più bel libro di guerra che abbia mai letto.

    P.S. Avete presente lo scioccante realismo della scena iniziale de "Salvate
    il soldato Ryian" di Spielberg? Bene, quelle immagini sono nulla in
    confronto alla vividezza, alla forza stordente dell'impatto, al
    claustrofobico soffocamento delle analoghe pagine di Fuller...lo sbarco a
    Obama Beach di Fuller è semplicemente l'esempio della devastante potenza
    della letteratura...

    ha scritto il