Il gruppo

Di

Editore: Einaudi (ET)

3.9
(369)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Francese , Olandese

Isbn-10: 8806186620 | Isbn-13: 9788806186623 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Dal Pra

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Il "gruppo" è costituito da otto inseparabili ragazze, rigorosamente upperclass, compagne di studi al prestigioso Vassar College. Dopo la laurea, nel1933, iniziano tutte a inseguire qualcosa di diverso da ciò che il destino ha loro assegnato, ma collezionano errori e sconfitte. Il romanzo segue a turno le otto amiche nelle loro vicende erotiche e familiari, che passano attraverso matrimoni poco felici, tradimenti, ma anche attraverso tipi di scelta meno convenzionali. Un romanzo dallo sguardo satirico che riesce a raggiungere le profondità della tragedia, e che delinea acutamente l'America di Roosevelt e del New Deal, un paese in rapida transizione tra grandi entusiasmi e grandi squilibri.
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  • 4

    Sei matrimoni e un funerale

    Corre l'anno 1933 quando un gruppo di otto ragazze americane, tutte rigorosamente appartenenti alla upper class, escono con tanti sogni, ambizioni e illusioni da una scuola assai prestigiosa: il Vassa ...continua

    Corre l'anno 1933 quando un gruppo di otto ragazze americane, tutte rigorosamente appartenenti alla upper class, escono con tanti sogni, ambizioni e illusioni da una scuola assai prestigiosa: il Vassar College.

    Ci vengono presentate più o meno tutte nel primo capitolo, al matrimonio di Kay (elemento del gruppo) e Harold. Poi ne seguiamo le vicende in maniera episodica: ogni capitolo del romanzo fotografa un accadimento fondamentale per la vita dell'una e dell'altra. Intanto il tempo continua a scorrere e le ragazze del gruppo che non sono in primo piano nella foto del capitolo ad esse dedicato, rimangono comunque sempre sullo sfondo.

    Sogni. Ambizioni. Lavoro. Amore. Matrimonio. Maternità. Sesso. Amicizia. Tradimento. Morte. Orientamento sessuale. Tutti questi temi vengono affrontati con sguardo lucido, ironico e assai disincantato.
    La McCarthy nel contempo impietosa e tenera [penso a Dottie e il suo primo rapporto sessuale, penso Dottie dal ginecologo per l'applicazione della spirale, penso a Dottie che parla di Dick con la madre] ritrae queste ragazze che faticano a trovare la propria dimensione.

    Come se i comandamenti ad esse rivolte
    -Studia!
    -Affermati!
    -Trova un lavoro che ti gratifichi!
    entrassero poi in inevitabile contrasto con gli altri comandamenti della società, ovvero
    - Beh, ma non ti sei ancora sposata?
    - Attenzione che è necessario che tu faccia un figlio!
    - E per l'accudimento dei figli devi seguire le tendenze del momento!

    "Il sacrificio è un’idea sorpassata. Un’autentica superstizione, mamma, come le pire delle vedove in India. Quello a cui adesso punta la società è la piena realizzazione dell’individuo."

    Curiosa la foto d'epoca della McCarthy sulla tematica dell'allattamento. Vietato allattare al seno per le signore dell'alta società. Chi lo praticava, veniva vista come una poverina, per cui l'unica motivazione poteva essere che farlo "l'avrebbe aiutata a sviluppare il seno". Quasi un caso da circo degno di essere ritratto come un unicum cui dedicare un servizio giornalistico scandalistico.

    Il maggiordomo Hatton e il padre di Polly camei deliziosi e divertenti.

    Più che un romanzo una raccolta di racconti di personaggi che si conoscono tra loro.
    L'acuta e lucida ironia "con increspature di umorismo come tende alle finestre", l'amarezza ma nel contempo la tenerezza del ritratto che ne consegue, lo contraddistinguono.
    Un romanzo che forse gli uomini dovrebbero leggere per entrare [ammesso che lo vogliano] in dinamiche di pensiero tipicamente femminili.

    Perché "Noi donne, sai, ci assomigliamo un po’ tutte", vero Mary?

    ha scritto il 

  • 2

    Senza fascino

    Sicuramente ben scritto, ma dopo un n pò c' è da chiedersi se ci interessa veramente conoscere e dilungarsi in quel mondo americano fatto da feste,di rapporti senza amore, di belle case, di maggiord ...continua

    Sicuramente ben scritto, ma dopo un n pò c' è da chiedersi se ci interessa veramente conoscere e dilungarsi in quel mondo americano fatto da feste,di rapporti senza amore, di belle case, di maggiordomi... Manca qualcosa che tenga unito il tutto, manca il fascino

    ha scritto il 

  • 4

    Ritratti di donne progressive americane middle-upper class, prima della guerra. Magari è datato, ma è ben scritto, interessante, pieno di dettagli di vita quotidiana e di sofferenze personali.

    ha scritto il 

  • 3

    ...e mezza stellina.
    Questo libro mi ha restituito l'ambiente borghese che la Katy Morosky di "Come eravamo" era costretta a sorbirsi per stare assieme all'uomo di cui era innamorata: di alto livello, ...continua

    ...e mezza stellina.
    Questo libro mi ha restituito l'ambiente borghese che la Katy Morosky di "Come eravamo" era costretta a sorbirsi per stare assieme all'uomo di cui era innamorata: di alto livello, sia economico che culturale, moderatamente progressista, moderatamente critico, nel complesso fiducioso nel futuro malgrado il relativamente recente tracollo economico del '29. Forse le protagoniste del gruppo sono cinque anni più vecchie, a voler esser proprio precisi, ma il decennio è quello. La scrittura è moderna, veloce, un Henry James mescolato a Edith Wharton, e la McCarthy è perfetta nel trasformare in letteratura quello che potrebbe sembrare cicaleccio da bar, tea, aperitivo o quel che preferite, raccontando in modo essenziale ed esaustivo sia le otto protagoniste che l'ambiente e l'epoca in cui si muovono, dosando con intelligenza la propria partecipazione alle vicende narrate, non si ha mai l'impressione che vi sia dell'autobiografia (anche se Libby mi è parsa una versione "superficiale" di McCarthy, quasi a volersi prendere in giro), tanto da essermi sembrata più partecipe della condizione delle donne internate nell'ospedale psichiatrico che delle vicende delle otto protagoniste. Forse l'unico appunto che si potrebbe fare è che la costruzione della McCarthy è eccessivamente "a tesi": gli incastri, le corrispondenze, tra il destino e il carattere delle otto donne sono troppo meccanici, troppo coerenti, per sembrarmi realistici. Immagino possa, in generale, risultare eccessivo anche il fatto che, per ognuna delle otto donne, compaiano altrettanti uomini che non riescono ad andare oltre al ruolo di comparse funzionali al racconto, anche quando non sono degli inetti/bastardi come nel caso del marito e del padre di Polly. Devo ammettere che non ho poi molto sentito la mancanza di un approccio politically correct su questo aspetto...voglio dire...se gli uomini, a maggioranza, fossero di molto migliori a quelli tratteggiati dalla McCarthy le donne, oggi, dovrebbero star meglio di come stanno, no? :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Il "gruppo" è formato da alcune ragazze, che hanno frequentato l'università insieme nella New York degli anni '30. Hanno le stesse illusioni, ambizioni, speranze, delusioni, paure e incertezze delle r ...continua

    Il "gruppo" è formato da alcune ragazze, che hanno frequentato l'università insieme nella New York degli anni '30. Hanno le stesse illusioni, ambizioni, speranze, delusioni, paure e incertezze delle ragazze di oggi, ma - nonostante l'autrice parli con chiarezza di temi che all'epoca non dovevano essere sulla bocca di ragazze "perbene" - ad oggi il tutto appare un po' datato e a volte fa sorridere. La narrazione è peraltro parecchio confusionaria, saltando da una storia ad un'altra senza approfondirne nessuna. Ma l'ho apprezzato, soprattutto per solidarietà femminile.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!
    Divertente, triste, trascinante, irritante. Come le giovani amiche uscite da un college super chic nella NY degli anni trenta di cui racconta la storia.
    Uno di quei romanzi che riescono do ...continua

    Bellissimo!
    Divertente, triste, trascinante, irritante. Come le giovani amiche uscite da un college super chic nella NY degli anni trenta di cui racconta la storia.
    Uno di quei romanzi che riescono dove la storiografia fallisce: nel farti sentire vicine, senza appiattirle sull'oggi, le persone che hanno vissuto prima che noi nascessimo.
    "She had loved him at first, she reckoned, but he had tormented her so long with his elusiveness that she did not know, hoenstly, now, whether she even liked him. If she had been sure of him, she might have found out. But things had never stood still long enough for her to decide. It sometimes struck her that Harald would not let her be sure of him for fear of losing his attraction: it was a lesson he had learned in some handbook, the way he had learned about those multiplication tables. But Kay could have told him that he would have been far more attractive to her if she could have trusted him. you could not love a man who was always playing hide-and-seek with you; that was the lesson she had learned" (372).

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà capitato anche a voi...

    ... che dopo mesi e mesi di inattività sinaptica dopo generosi dosi di ansia da prestazione davanti alla mia libreria di domande sul perché e percome non riuscissi a leggere... e poi?! E poi sarà capi ...continua

    ... che dopo mesi e mesi di inattività sinaptica dopo generosi dosi di ansia da prestazione davanti alla mia libreria di domande sul perché e percome non riuscissi a leggere... e poi?! E poi sarà capitato anche a voi... di superare tutte le paure e zum zum zum zum zum

    Il gruppo a volte è forza e unione a volte status e allegoria, compiacimento e invidia. Il gruppo è college, blonde american girls, party, establishment.
    Mary McCarthy sa scrivere e descrivere. Ricerca le atmosfere dell'America post grande Depressione, del New Deal di Mr Roosevelt eppure se ben rifletto ci ritrovo molto le libertà e i controsensi delle giovani donne colte degli anni '50... quanta Sylvia Plath ho ritrovato! Ma come è possibile?! Non lo so e sinceramente dopo tutti questi mesi di letargo amniotico già il semplice e unico fatto di essere arrivata sino alla fine, di essere entrata così brillantemente nella storia, mi fa asserire: perché no?!

    That's all

    ha scritto il 

  • 2

    Che sia stato un libro progressista e innovativo, è cosa certa. Che la Mc Carthy sapesse scriverr e anche bene, è indubbio. Ma non è il libro per me: pur riconoscendone il valore, mi ha davveri annoia ...continua

    Che sia stato un libro progressista e innovativo, è cosa certa. Che la Mc Carthy sapesse scriverr e anche bene, è indubbio. Ma non è il libro per me: pur riconoscendone il valore, mi ha davveri annoiata!

    ha scritto il 

  • 3

    Non capisco a che punto del libro mi sono persa il cambiamento di stile e ritmo. La storia sarebbe anche carina, ma ci sono passaggi che non mi convincono. E verso metà mi sembrava di leggere una brut ...continua

    Non capisco a che punto del libro mi sono persa il cambiamento di stile e ritmo. La storia sarebbe anche carina, ma ci sono passaggi che non mi convincono. E verso metà mi sembrava di leggere una brutta copia di Paasilinna. Basita.

    ha scritto il 

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