Il guardiano degli innocenti

Di

Editore: Nord (Narrativa, 404)

3.8
(850)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 370 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Polacco

Isbn-10: 8842916595 | Isbn-13: 9788842916598 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Raffaella Belletti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogan del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono dulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore...
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  • 4

    Aspettative rispettate! (per ora)

    Erano anni che volevo leggere questa serie, ma conoscendo la pessima abitudine delle CE nostrane di interrompere le serie sempre sul più bello, ho atteso. Ho atteso che questa serie si concludesse, ne ...continua

    Erano anni che volevo leggere questa serie, ma conoscendo la pessima abitudine delle CE nostrane di interrompere le serie sempre sul più bello, ho atteso. Ho atteso che questa serie si concludesse, nell’attesa pensavo pure di poter cominciare a comprare i volumi in edizione economica, ma invano. Perché, fortunatamente (così si evitano interruzioni) la serie vende bene ma, per ora niente edizioni economiche, e io ero stufa marcia di aspettare…
    Insomma, tutto quello che si è scritto, detto, anche solo pensato su Spakowosky è vero. Ha il dono della scrittura, la sua è una narrazione forte, tagliente, come materia grezza, ma che sa evocare immagini vivide, magiche, bellissime.
    Primo capitolo ed ero già completamente invischiata nelle vicende di Geralt, lo strigo. Un umanoide con poteri straordinari, il cui compito principale è uccidere tutte le creature per proteggere gli umani, ma lo fa sotto compenso. Questo primo volume è una serie di racconti che però, e io dico fortunatamente, sono in qualche modo collegati tra loro. La linea narrativa è, così, continuativa, fluida e scorrevole. Ad ogni capitolo ci si immerge sempre di più nel mondo tenebroso e nello stesso tempo vibrante di vita (di ogni genere) che l’autore ha creato.
    Ci si trova di fronte ad un fantasy molto innovativo ed interessante. L’autore abbandona il genere fantasy quasi fiabesco, glitterato e patinato, non ci sono filtri, non ci sono misure. Questo romanzo è ambientato in un Medioevo cupo, losco, dove l’uomo non si fida più del suo prossimo, per una volta le gesta e gli atti che vengono compiuti non sono mossi da un volere più grande, ma dal piacere personale. È un fantasy per adulti dove il romance è solo accennato (eppure non meno forte) e dove ballate sconce e battute al vetriolo la fanno da padrone… (ho adorato questa cosa!)
    Geralt è, e allo stesso tempo, sembra non essere il tipico eroe. Certo è fedele ad una sua particolare morale, ma non si lambisce il cervello di troppe domande esistenziali, va dove il denaro lo porta, eppure dimostra, in molte occasioni, di essere molto migliore di tutti quelli che incontrandolo lo additano come uno scherzo della natura, per lui, gli altri, nutrono soprattutto sospetto e velato disprezzo. Diciamo che sono rimasta completamente affascinata da questo personaggio. Sapkowski ci fa intendere tante cose, ma non ne chiarisce molte altre. Spero lo faccia nei prossimi volumi.
    Nota negativa: la mancanza di una mappa! Per un romanzo così articolato l’obbligo di un riferimento cartaceo che aiuti il lettore a districarsi tra i vari nomi di città, regioni, capitali ci vuole eccome!

    ha scritto il 

  • 3

    1° libro su Geralt di Rivia

    Composto da racconti brevi, serve come introduzione al mondo fantastico creato dall'autore e ai personaggi principali che ritroveremo successivamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo scrittore polacco mi ha preso fin dalla prima pagina. Ha un modo semplice di raccontare, e abbastanza irriverente, cosa che non mi è affatto dispiaciuta. Una fantasy ambientato in un mando clas ...continua

    Questo scrittore polacco mi ha preso fin dalla prima pagina. Ha un modo semplice di raccontare, e abbastanza irriverente, cosa che non mi è affatto dispiaciuta. Una fantasy ambientato in un mando classico, poco delineato. La trama scorre, anche se il primo libro getta solo pochi accenni ad un eventuale intrigo. Il personaggio dello Strigo mi è piaciuto, è molto originale, ma onori anche all'amico Ranuncolo e alla sacerdotessa Nenneke. Nel complesso questo libro mi è piaciuto molto, e non mancano i tratti divertenti. Sto leggendo anche il seguito.

    ha scritto il 

  • 4

    Godibile.. 3 stelline e mezzo

    Si lascia leggere e i personaggi sono interessanti soprattutto il protagonista, Geralt, uno strigo impavido ammazzamostri dietro compenso che però ha una sua etica per farlo. L'ambientazione è partico ...continua

    Si lascia leggere e i personaggi sono interessanti soprattutto il protagonista, Geralt, uno strigo impavido ammazzamostri dietro compenso che però ha una sua etica per farlo. L'ambientazione è particolare ma non è delineata in tutto e per tutto quindi non si ha un'idea più o meno logica dei posti dove si svolgono le vicende.
    Lo stile di narrazione utilizzato da Sapkowski è quello di raccontare più avventure sullo sfondo di una sola, è interessante certo ma non fa incalzare il ritmo e quindi ne perde la lettura. Il riadattare le fiabe però mi è piaciuto molto.
    Lascia presagire un seguito interessante! 3 stelline e mezzo

    ha scritto il 

  • 4

    un lavoro frainteso

    Prima lettura di Sapkowski e l'impressione è molto buona.
    Geralt è un protagonista abbastanza scazzato, non bellissimo ma che acchiappa comunque per l'aria da guerriero inquietante; non è l'eroe buono ...continua

    Prima lettura di Sapkowski e l'impressione è molto buona.
    Geralt è un protagonista abbastanza scazzato, non bellissimo ma che acchiappa comunque per l'aria da guerriero inquietante; non è l'eroe buono che salva le fanciulle dalle torri, ma ha un severo codice morale che, bene o male, lo porta in ogni caso a fare del bene. Il nostro protagonista è infatti un umano mutato creato per combattere i mostri. Sì, nel libro si dice proprio che lui uccide/scaccia i "mostri"- quelli delle storie popolari- per soldi. Nient'altro. Se gli si chiede di fare altro lui dice che non è quello il suo lavoro, il lavoro di uno strigo. Non è uno che si fa comprare, lui.
    Ranuncolo, che lo accompagna in alcuni dei racconti, è un fantastico poeta lascivo (che dalle mie parti chiameremmo "rattuso") con la battuta pronta.
    Conosciamo anche Nenneke, Madre del monastero in cui si rifugia Geralt per farsi curare. Una donna con la fede e le palle.
    Non ho apprezzato particolarmente Yennefer che, per essere una alta un metro e una banana, se la tira un po' troppo con sto fatto della sua potente magia bla bla.
    Mi pare di aver capito che questi racconti, anche se legati tra di loro, non siano propriamente collegati alla storia dei romanzi, ma comunque a curiosità di leggerli mi è venuta. Questa raccolta è davvero leggera e i riferimenti alle fiabe Grimm e Andersen meritano. Magari quando avrò smaltito un po' il mucchio dei libri da leggere avrò un pensiero per la saga di Geralt di Rivia.

    ha scritto il 

  • 3

    un libro divertente

    un libro divertente dove introduce il personaggio Geral Riva anche se nel videogioco mi sono divertito molto di più per l ambientazione, bello la mutazione e l alchimie la ciliegina sulla torta. ...continua

    un libro divertente dove introduce il personaggio Geral Riva anche se nel videogioco mi sono divertito molto di più per l ambientazione, bello la mutazione e l alchimie la ciliegina sulla torta.

    ha scritto il 

  • 3

    3.5*
    Se non avessi già giocato The Witcher 3 sicuramente mi sarebbe piaciuto meno. La forma di storie brevi e disconnesse (per quanto legate da una cornice unica) non si adatta, a mio gusto, a tratteg ...continua

    3.5*
    Se non avessi già giocato The Witcher 3 sicuramente mi sarebbe piaciuto meno. La forma di storie brevi e disconnesse (per quanto legate da una cornice unica) non si adatta, a mio gusto, a tratteggiare un mondo nuovo. È stato perciò di aiuto conoscere già l'ambientazione, i personaggi e le meccaniche dell'universo di The Witcher. È stato molto piacevole anche scoprire l'origine di alcune quest affrontate nel videogioco. Sicuramente in futuro leggerò gli altri volumi perché è un'ambientazione che ho imparato ad amare e sono curiosa di conoscere meglio l'origine delle vicende. Il libro è certamente adatto ai videogiocatori, ma non so se lo consiglierei agli altri lettori perché di per sé è un po' scarno.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero interessante! In realtà si tratta di un insieme di avventure e si può leggere anche da solo. Mi ha colpito soprattutto l'idea di infilare alcune trame di fiabe classiche, riadattate al mondo c ...continua

    Davvero interessante! In realtà si tratta di un insieme di avventure e si può leggere anche da solo. Mi ha colpito soprattutto l'idea di infilare alcune trame di fiabe classiche, riadattate al mondo creato dall'autore. E oltre a queste "citazioni" ci sono anche mostri meno noti ed inventati e il personaggio principale, Geralt di Rivia, è uno che non si dimentica facilmente. Insomma, davvero una piacevole sorpresa.

    ha scritto il 

  • 5

    Per chi si avvicina alla saga di libri conoscendo la trama e i personaggi solo a grandi linee, magari dai videogiochi, ne rimarrà grandemente soddisfatto. Non è affatto il solito libro fantasy, c'è be ...continua

    Per chi si avvicina alla saga di libri conoscendo la trama e i personaggi solo a grandi linee, magari dai videogiochi, ne rimarrà grandemente soddisfatto. Non è affatto il solito libro fantasy, c'è ben poco di classico, ma riesce ugualmente a stregare gli amanti del genere; anche il personaggio di Geralt risulta unico, sono pochi libri in cui ho colto queste caratteristiche nel protagonista. Il Libro si legge bene, è ben scritto e tradotto ancora meglio, alcuni contesti subito risultano poco chiari, ma nel corso della lettura tutto prende il suo posto naturalmente, senza doversi concentrare nemmeno troppo. Come già detto, personaggi e ambientazioni hanno un potenziale tutto loro, che attira. Anche le tematiche e i contenuti di fondo non sono banali e anzi trasmettono sempre qualcosa. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa raccolta di racconti delle avventure dello strigo Geraldt è stata davvero interessante. Lo stile mi piace e anche le tematiche trattate, inoltre ci sono diversi riferimenti a favole molto conos ...continua

    Questa raccolta di racconti delle avventure dello strigo Geraldt è stata davvero interessante. Lo stile mi piace e anche le tematiche trattate, inoltre ci sono diversi riferimenti a favole molto conosciute nella cultura pop. Manca un filo conduttore in questo libro sebbene ci sia una specie di cornice che dovrebbe unire il tutto ma non è molto chiara la situazione ma sono riuscito ad apprezzare il tutto nella sua complessità. In ogni caso il mio giudizio è oltre ogni modo positivo. 5 stelle

    ha scritto il 

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