Il guardiano degli innocenti

Di

Editore: Nord (Narrativa, 404)

3.8
(855)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 370 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Polacco

Isbn-10: 8842916595 | Isbn-13: 9788842916598 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Raffaella Belletti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogan del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono dulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore...
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  • 4

    Buonissima impressione dopo il primo impatto con le opere di Sapkowski.
    A livello stilistico non è propriamente un capolavoro indiscusso del fantasy; non è scritto male ma c’è di meglio. Non c’è quell ...continua

    Buonissima impressione dopo il primo impatto con le opere di Sapkowski.
    A livello stilistico non è propriamente un capolavoro indiscusso del fantasy; non è scritto male ma c’è di meglio. Non c’è quella ricerca filologica e lessicale che mi lascia incantata e che personalmente penso che doni quel quid in più che è un po’ come la ciliegina sulla torta, ma a conti fatti è sempre un libro abbastanza ben scritto.
    Il registro è decisamente scanzonato, leggero, tutto sommato divertente e riflette molto lo stile del personaggio principale: Geralt di Rivia.
    Geralt è uno strigo, una sorta di ammazza mostri mutante, creato proprio con lo scopo di sterminare i mostri che sembrano infestare il mondo in questione. Non è il classico eroe bello, buono, senza macchia e senza paura. È più il tipo affascinante ma non bello nel senso stretto del termine, non è propriamente un “buono” e di “macchie” nel curriculum ne ha parecchie. Ha un codice morale tutto suo, accettabile o meno, ma al quale si attiene con fedeltà. È un personaggio indubbiamente molto interessante, con dei risvolti particolari e intriganti che, manco a dirlo, mi piace un sacco. Sembrerebbe essere l’incarnazione dell’immoralità, non si fa troppe domande, va un po’ dove il vento lo porta, senza casa, senza meta, ma a ben guardare si rivela spesso migliore di quella larga fetta d’umanità pronta a ricorrere ai suoi servigi ma anche a guardarlo dall’alto in basso e ad additarlo come abominio.
    Gli altri personaggi non mi fanno impazzire, non son niente di che, ad eccezione di Ranuncolo, odioso poetastro dalla dubbia moralità e utilità, e Yennefer, supponente maga decisamente troppo piena di sé.
    Interessante la rivisitazione delle fiabe classiche di Andersen e dei Grimm che si intravedono, come in filigrana, dietro ogni racconto.
    Grande mancanze? La mancanza di una mappa.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo, adoro letteralmente tutta la saga di JERALT. Amo tantissimo il bestiario e il tipo di fantasy trattato. Alcuni racconti sono davvero belli e in generale tutta la raccolta è davvero piacevole ...continua

    Stupendo, adoro letteralmente tutta la saga di JERALT. Amo tantissimo il bestiario e il tipo di fantasy trattato. Alcuni racconti sono davvero belli e in generale tutta la raccolta è davvero piacevole da leggere. Massimo dei voti

    ha scritto il 

  • 4

    Che bella sorpresa

    Questo libro mi è stato prestato da un amico consigliandomene la lettura visto che sono stato in passato appassionato di videogames. Così, sono entrato nel mondo di Geralt , questo strigo che vaga di ...continua

    Questo libro mi è stato prestato da un amico consigliandomene la lettura visto che sono stato in passato appassionato di videogames. Così, sono entrato nel mondo di Geralt , questo strigo che vaga di paese in paese guadagnandosi da vivere grazie alle sua capacità di affrontare i vari problemi "soprannaturali" che infestano i vari luoghi da lui visitati.
    La prima cosa che mi ha colpito positivamente è la struttura del libro.
    Una serie di racconti auto conclusivi, alternati da un storia che si dipana in sottofondo. il tutto mi ha portato in mente alcune delle più famose serie televisive (in primis "Lost") dove i vari episodi sono legati da una macro-storia che si evolve nel tempo.
    Questo stile inoltre, richiama anche i videogiochi e in particolare i giochi di ruolo (e non è una sorpresa scoprire che esiste la versione elettronica per consolle e computer).
    Un'altra cosa positiva almeno secondo me, è che si tratta si di un fantasy ma di respiro moderno. A volte crudo, a volte ironico e con alcuni personaggi che richiamano il mondo delle favole europee.
    Anche i vari protagonisti che si susseguono sono "veri". Ovvero con pregi e difetti a volte buoni, a volte cattivi. per volontà o perchè costretti dalle circostanze e comunque bene caratterizzati.
    Ho quindi letto con piacere le pagine e se il tempo me lo permetterà, andrò avanti nella lettura della saga.
    Se amate il fantasy e se non siete solo "Frodo dipendenti", credo che vi piacerà ma anche se siete appassionati di giochi di ruolo (sia in formato elettronico che da tavolo)

    ha scritto il 

  • 4

    Aspettative rispettate! (per ora)

    Erano anni che volevo leggere questa serie, ma conoscendo la pessima abitudine delle CE nostrane di interrompere le serie sempre sul più bello, ho atteso. Ho atteso che questa serie si concludesse, ne ...continua

    Erano anni che volevo leggere questa serie, ma conoscendo la pessima abitudine delle CE nostrane di interrompere le serie sempre sul più bello, ho atteso. Ho atteso che questa serie si concludesse, nell’attesa pensavo pure di poter cominciare a comprare i volumi in edizione economica, ma invano. Perché, fortunatamente (così si evitano interruzioni) la serie vende bene ma, per ora niente edizioni economiche, e io ero stufa marcia di aspettare…
    Insomma, tutto quello che si è scritto, detto, anche solo pensato su Spakowosky è vero. Ha il dono della scrittura, la sua è una narrazione forte, tagliente, come materia grezza, ma che sa evocare immagini vivide, magiche, bellissime.
    Primo capitolo ed ero già completamente invischiata nelle vicende di Geralt, lo strigo. Un umanoide con poteri straordinari, il cui compito principale è uccidere tutte le creature per proteggere gli umani, ma lo fa sotto compenso. Questo primo volume è una serie di racconti che però, e io dico fortunatamente, sono in qualche modo collegati tra loro. La linea narrativa è, così, continuativa, fluida e scorrevole. Ad ogni capitolo ci si immerge sempre di più nel mondo tenebroso e nello stesso tempo vibrante di vita (di ogni genere) che l’autore ha creato.
    Ci si trova di fronte ad un fantasy molto innovativo ed interessante. L’autore abbandona il genere fantasy quasi fiabesco, glitterato e patinato, non ci sono filtri, non ci sono misure. Questo romanzo è ambientato in un Medioevo cupo, losco, dove l’uomo non si fida più del suo prossimo, per una volta le gesta e gli atti che vengono compiuti non sono mossi da un volere più grande, ma dal piacere personale. È un fantasy per adulti dove il romance è solo accennato (eppure non meno forte) e dove ballate sconce e battute al vetriolo la fanno da padrone… (ho adorato questa cosa!)
    Geralt è, e allo stesso tempo, sembra non essere il tipico eroe. Certo è fedele ad una sua particolare morale, ma non si lambisce il cervello di troppe domande esistenziali, va dove il denaro lo porta, eppure dimostra, in molte occasioni, di essere molto migliore di tutti quelli che incontrandolo lo additano come uno scherzo della natura, per lui, gli altri, nutrono soprattutto sospetto e velato disprezzo. Diciamo che sono rimasta completamente affascinata da questo personaggio. Sapkowski ci fa intendere tante cose, ma non ne chiarisce molte altre. Spero lo faccia nei prossimi volumi.
    Nota negativa: la mancanza di una mappa! Per un romanzo così articolato l’obbligo di un riferimento cartaceo che aiuti il lettore a districarsi tra i vari nomi di città, regioni, capitali ci vuole eccome!

    ha scritto il 

  • 3

    1° libro su Geralt di Rivia

    Composto da racconti brevi, serve come introduzione al mondo fantastico creato dall'autore e ai personaggi principali che ritroveremo successivamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo scrittore polacco mi ha preso fin dalla prima pagina. Ha un modo semplice di raccontare, e abbastanza irriverente, cosa che non mi è affatto dispiaciuta. Una fantasy ambientato in un mando clas ...continua

    Questo scrittore polacco mi ha preso fin dalla prima pagina. Ha un modo semplice di raccontare, e abbastanza irriverente, cosa che non mi è affatto dispiaciuta. Una fantasy ambientato in un mando classico, poco delineato. La trama scorre, anche se il primo libro getta solo pochi accenni ad un eventuale intrigo. Il personaggio dello Strigo mi è piaciuto, è molto originale, ma onori anche all'amico Ranuncolo e alla sacerdotessa Nenneke. Nel complesso questo libro mi è piaciuto molto, e non mancano i tratti divertenti. Sto leggendo anche il seguito.

    ha scritto il 

  • 4

    Godibile.. 3 stelline e mezzo

    Si lascia leggere e i personaggi sono interessanti soprattutto il protagonista, Geralt, uno strigo impavido ammazzamostri dietro compenso che però ha una sua etica per farlo. L'ambientazione è partico ...continua

    Si lascia leggere e i personaggi sono interessanti soprattutto il protagonista, Geralt, uno strigo impavido ammazzamostri dietro compenso che però ha una sua etica per farlo. L'ambientazione è particolare ma non è delineata in tutto e per tutto quindi non si ha un'idea più o meno logica dei posti dove si svolgono le vicende.
    Lo stile di narrazione utilizzato da Sapkowski è quello di raccontare più avventure sullo sfondo di una sola, è interessante certo ma non fa incalzare il ritmo e quindi ne perde la lettura. Il riadattare le fiabe però mi è piaciuto molto.
    Lascia presagire un seguito interessante! 3 stelline e mezzo

    ha scritto il 

  • 4

    un lavoro frainteso

    Prima lettura di Sapkowski e l'impressione è molto buona.
    Geralt è un protagonista abbastanza scazzato, non bellissimo ma che acchiappa comunque per l'aria da guerriero inquietante; non è l'eroe buono ...continua

    Prima lettura di Sapkowski e l'impressione è molto buona.
    Geralt è un protagonista abbastanza scazzato, non bellissimo ma che acchiappa comunque per l'aria da guerriero inquietante; non è l'eroe buono che salva le fanciulle dalle torri, ma ha un severo codice morale che, bene o male, lo porta in ogni caso a fare del bene. Il nostro protagonista è infatti un umano mutato creato per combattere i mostri. Sì, nel libro si dice proprio che lui uccide/scaccia i "mostri"- quelli delle storie popolari- per soldi. Nient'altro. Se gli si chiede di fare altro lui dice che non è quello il suo lavoro, il lavoro di uno strigo. Non è uno che si fa comprare, lui.
    Ranuncolo, che lo accompagna in alcuni dei racconti, è un fantastico poeta lascivo (che dalle mie parti chiameremmo "rattuso") con la battuta pronta.
    Conosciamo anche Nenneke, Madre del monastero in cui si rifugia Geralt per farsi curare. Una donna con la fede e le palle.
    Non ho apprezzato particolarmente Yennefer che, per essere una alta un metro e una banana, se la tira un po' troppo con sto fatto della sua potente magia bla bla.
    Mi pare di aver capito che questi racconti, anche se legati tra di loro, non siano propriamente collegati alla storia dei romanzi, ma comunque a curiosità di leggerli mi è venuta. Questa raccolta è davvero leggera e i riferimenti alle fiabe Grimm e Andersen meritano. Magari quando avrò smaltito un po' il mucchio dei libri da leggere avrò un pensiero per la saga di Geralt di Rivia.

    ha scritto il 

  • 3

    un libro divertente

    un libro divertente dove introduce il personaggio Geral Riva anche se nel videogioco mi sono divertito molto di più per l ambientazione, bello la mutazione e l alchimie la ciliegina sulla torta. ...continua

    un libro divertente dove introduce il personaggio Geral Riva anche se nel videogioco mi sono divertito molto di più per l ambientazione, bello la mutazione e l alchimie la ciliegina sulla torta.

    ha scritto il 

  • 3

    3.5*
    Se non avessi già giocato The Witcher 3 sicuramente mi sarebbe piaciuto meno. La forma di storie brevi e disconnesse (per quanto legate da una cornice unica) non si adatta, a mio gusto, a tratteg ...continua

    3.5*
    Se non avessi già giocato The Witcher 3 sicuramente mi sarebbe piaciuto meno. La forma di storie brevi e disconnesse (per quanto legate da una cornice unica) non si adatta, a mio gusto, a tratteggiare un mondo nuovo. È stato perciò di aiuto conoscere già l'ambientazione, i personaggi e le meccaniche dell'universo di The Witcher. È stato molto piacevole anche scoprire l'origine di alcune quest affrontate nel videogioco. Sicuramente in futuro leggerò gli altri volumi perché è un'ambientazione che ho imparato ad amare e sono curiosa di conoscere meglio l'origine delle vicende. Il libro è certamente adatto ai videogiocatori, ma non so se lo consiglierei agli altri lettori perché di per sé è un po' scarno.

    ha scritto il 

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