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Il guardiano dei sogni

Le avventure di Randolph Carter

Di

Editore: Bompiani (Tascabili)

3.8
(74)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845258157 | Isbn-13: 9788845258152 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Berruti ; Curatore: Gianfranco De Turris

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Originalissima avventura cosmica da cui evidentemente ha attinto a piene mani la fantascienza moderna.
    Carter-Lovecraft il sognatore eccelle nell'immaginare la Terra dei sogni (universo parallelo alla Terra della Veglia), le sue fantatiche creature e i suoi terribili dei, Nyarlathotep il Caos Str ...continua

    Originalissima avventura cosmica da cui evidentemente ha attinto a piene mani la fantascienza moderna. Carter-Lovecraft il sognatore eccelle nell'immaginare la Terra dei sogni (universo parallelo alla Terra della Veglia), le sue fantatiche creature e i suoi terribili dei, Nyarlathotep il Caos Strisciante e il collerico e fatale Azathoth, il demone irrazionale che gorgoglia e bestemmia nel caos totale. Adoro i gatti di Ulthar!

    ha scritto il 

  • 3

    Quando per scrivere si assumevano droghe

    La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath
    Romanzo a sè e prima parte del libro raccolta delle avventure di Lovecraft, questo folle viaggio attraverso la Terra di Sogni è talmente incredibile da togliere il respiro. Luoghi dalle atmosfere inquietanti e assurde; personaggi orribili e inimm ...continua

    La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath Romanzo a sè e prima parte del libro raccolta delle avventure di Lovecraft, questo folle viaggio attraverso la Terra di Sogni è talmente incredibile da togliere il respiro. Luoghi dalle atmosfere inquietanti e assurde; personaggi orribili e inimmaginabili, che talvolta da ostacolo alla ricerca del protagonista si trasformano in preziosa risorsa; percorsi attraverso i sogni, o meglio gli incubi, di Randolph Carter (o di tutti noi?); ogni cosa in questo romanzo tormenta l'immaginazione del lettore. Il libro mi è piaciuto, ma la votazione non è stata facile. Cinque stelline per la fantasia, due stelline per le atmosfere un po' troppo opprimenti (da viaggio post LSD), quattro stelline per la scrittura: facciamo una media di tre perché mi ha veramente inquietata.

    ha scritto il 

  • 5

    Malinconia rarefatta

    Un viaggio attraverso una terra onirica e sfuggente, a tratti mostruosa, a tratti meravigliosa.
    Con un argomento del genere con me è come sfondare una porta aperta, lo ammetto. Il primo racconto mi ha letteralmente rapito, complice lo stile dello scrittore che, anche se a tratti risulta pesante ...continua

    Un viaggio attraverso una terra onirica e sfuggente, a tratti mostruosa, a tratti meravigliosa. Con un argomento del genere con me è come sfondare una porta aperta, lo ammetto. Il primo racconto mi ha letteralmente rapito, complice lo stile dello scrittore che, anche se a tratti risulta pesante e mi ha dato un po' di filo da torcere, riesce comunque a creare un'atmosfera surreale e "rarefatta". Stiamo comunque parlando di un'opera scritta nel 1930 o giù di lì, non mi aspettavo certo uno stile scorrevole e moderno. Anche con Poe, all'inizio, ho litigato un po', prima di riuscire ad immergermi nei suoi racconti. Abbiamo poi due racconti brevi che, anche se non mi hanno entusiasmato (hanno il vago sapore di raccontini da rivista), vanno a incastrarsi nel continuuum che l'autore va a creare. Con il quarto tornano tematiche più interessanti, Lovecraft ci presenta un viaggio a ritroso nel tempo; il quinto infine chiude egregiamente la raccolta: tutti i tasselli vanno ad incastrarsi e tutto viene spiegato. Detto questo, è difficile spiegare perché il libro mi abbia catturato in modo così viscerale. Nonostante l'abbia letto più che in fretta, è riuscito a trasmettermi una sottile vena di malinconia; lo ricorderò a lungo. E' la prima volta che mi avvicino ai racconti di Lovecraft e posso affermare che leggerei più che volentieri altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Lovecraft ha uno stile concitato e pulsionale. Di questo libro ricordo poco. La sua lettura è fatta per essere realizzata in un'intera notte, alla luce fioca di una lampada che non ti faccia accorgere del tuo stato di Veglia.

    ha scritto il 

  • 2

    "Tre volte Randolph Carter sognò la meravigliosa città, e tre volte venne portato via mentre si trovava ancora sull'alta terrazza che la dominava."

    H.P. Lovecraft era un giovane emo depresso, apatico ed asociale, un bambino mal cresciuto, sessualmente represso, traumatizzato da chissà cosa, che non faceva altro che rifugiarsi in un mondo fantastico in netto rifiuto della realtà.


    Questa è l'idea che mi sono fatto di Lovecraft le ...continua

    H.P. Lovecraft era un giovane emo depresso, apatico ed asociale, un bambino mal cresciuto, sessualmente represso, traumatizzato da chissà cosa, che non faceva altro che rifugiarsi in un mondo fantastico in netto rifiuto della realtà.

    Questa è l'idea che mi sono fatto di Lovecraft leggendo questo libro, edizione critica e sistematica dei racconti sul personaggio di Carter.

    Troppo forte? Eppure è così.

    Questo libro è una noia mortale. Il primo racconto, il più lungo, mi ha distrutto. Dopo le trenta pagine, ho cominciato a leggere saltando pagine e pagine intere.

    Lovecraft viene lodato come precursore del fantasy, dell'horror e pure della fantascienza. Che ci sia una (confusissima) mescolanza di generi è innegabile: ma Lovecraft è veramente un bambino che si mette a scrivere (MALE) di viaggi in mondi fantastici. Nè più, né meno. Ma specifichiamo. Il primo racconto, che ben rappresenta la scrittura lovecraftiana, è un luuunghissimooo resoconto del viaggio intapreso dal protagonista nel mondo dei sogni. E' scritto MALISSIMO: sembra il riassunto scritto da un bambino. Frasi che si ripetono uguali, descrizioni continue e ripetitive di luoghi, ma per nulla suggestive e ricche. E' un continuo E Carter prese una galena e viaggiò per mare, e due settimane dopo approdò, ed entrò nella cittadina portuale di XXX, e vi stette cinque giorni, e quindi conobbe XXX e insieme presero un altro galeone, e il viaggio durò dieci giorni, fino a quando arrivarono al porto di XXX... e così all'infinito.

    A rendere il tutto ancora più insostenibile, l'evidentissima identità di Carter, che non è altro che lo stesso Lovecraft, che ricrea le fantasie, i sogni e gli incubi della sua infanzia. E ad un certo punto m'è venuto da urlare: e diamine, Lovecraft, CRESCI!!!.

    A rendere il tutto, inoltre, ridicolo, la prefazione italiana al libro: una nerdata. Un'apologia del fantastico, del sognare con gli occhi aperti in rifiuto della difficile e complicata esistenza reale.

    Insomma, lo devo proprio dire: se fosse esistito "Dungeons and Dragons" a quell'epoca, Lovecraft non avrebbe scritto 'sta roba.

    Ma le stelle sono due, non una. Ho deciso di essere magnanimo, e di aggiungere una stella in più perché l'ultimo racconto è vagamente più interessante, vagamente fantascientifico, e, per l'epoca, sicuramente visionario ed innovativo.

    (E che diamine, grazie a Lovecraft ho dovuto scrivere 'sta recensione cattiva ed indecente!!!)

    ha scritto il 

  • 4

    LE AVVENTURE DI UN SOGNATORE

    Finalmente sono riuscito a leggere un libro del mitico H.P. Lovecraft! Si tratta della raccolta di racconti che riunisce, come dice il sottotitolo, “Le avventure di Randolph Carter”. Il titolo del volume è “Il guardiano dei sogni” (Tascabili Bompiani) ed è stato curato da Gianfranco De Turris.
    L’ ...continua

    Finalmente sono riuscito a leggere un libro del mitico H.P. Lovecraft! Si tratta della raccolta di racconti che riunisce, come dice il sottotitolo, “Le avventure di Randolph Carter”. Il titolo del volume è “Il guardiano dei sogni” (Tascabili Bompiani) ed è stato curato da Gianfranco De Turris. L’aspettativa era tanta verso questo autore di cui molto bene avevo letto (avendo intere schiere di fan accaniti), la cui immaginifica fantasia mi aveva tanto incuriosito, e di cui avevo sentito parlare anche per aver creato uno dei più celebri Peudobiblion, il “Necronomicon”, che viene citato anche in queste pagine. Ebbene devo dire che il primo approccio è stato un po’ deludente o forse “difficile”. Il volume si apre, infatti, con il lungo (138 pagine) racconto “Alla ricerca dello sconosciuto Kadath”, in cui la fantasia dell’autore di Providence si scatena mostrandoci mondi onirici da incubo, quali difficilmente altri autori sono stati in grado di creare. Il difetto di questo primo racconto però mi è parso nell’esilità della trama (sostanzialmente riducibile al titolo) e sebbene vi fossero alcune pagine d’azione, tutta la narrazione è concentrata nella descrizione di un viaggio tra esseri e luoghi di totale fantasia. Pur avendo apprezzato l’incredibile capacità creativa di Lovecraft, devo dire di aver tirato un sospiro di sollievo leggendo il secondo, veloce, racconto “La Testimonianza di Randolph Carter” assai più concreto e assimilabile a un classico horror cimiteriale. Quando le peregrinazioni di Carter sono riprese con l’”Innominabile” ero già più preparato a perdermi in interminabili descrizioni ma Lovecraft mi ha sorpreso con una storia nuovamente più concreta, che comincia addirittura con alcune disquisizioni sulla letteratura fantastica, volte forse a difendere la precedente immaginifica creazione. Ci parla, infatti, di chi “sebbene avesse molta più fede di me nel sovrannaturale, negava che fosse un tema sufficientemente ordinario da meritarsi un posto nella letteratura”. In questa frase c’è tutta la contrapposizione tra due opposte concezioni della letteratura: da una parte chi crede che debba rispecchiare il reale e dall’altra chi, come Lovecraft sembra pensare che debba invece creare mondi fantastici e alternativi. Assurdamente la letteratura ufficiale sembra, infatti, dare maggior peso ad autori che descrivono “l’ordinario”, sebbene le capacità creative di chi descrive il “fantastico” siano indubbiamente maggiori. Lovecraft però sembra voler andare ancora oltre nel racconto successivo “La Chiave d’Argento” riesce ad affermare addirittura (ovviamente lo fa ai fini del racconto e non come affermazione filosofica) che “Carter aveva dimenticato che la vita è soltanto un a teoria d’immagini nella mente: che non c’è differenza tra quelle nate da esperienze reali e quelle generate dai sogni più intimi, e che non c’è motivo di ritenere le prime più importanti delle seconde”. In questo racconto troviamo, infatti, un Randolph Carter invecchiato che non riesce più a essere un Sognatore capace di viaggiare negli universi onirici come da giovane, un Carter piegato, come tutti noi, al grigiore del quotidiano, orfano dei suoi fantasmagorici viaggi di sogno. Troverà però la mitica Chiave d’Argento che apre le porte del sogno ed è capace di annullare il tempo e lo spazio e si perderà (o ritroverà?) nel suo amato mondo di sogno. Sarà solo nell’ultimo racconto “Attraverso le Porte della Chiave d’Argento” che riuscirà incredibilmente a fare ritorno, per poco, dalle profondità dello spazio-tempo onirico ma non sarà più lo stesso Randolph Carter, essendo ormai stato privato della propria “unicità” e avendo imparato la magnifica e grandiosa schizofrenia di molteplici esistenze contemporanee. È questa insomma una lettura in cui bisogna calarsi per poterla apprezzare. Non ci si deve dunque far spaventare dalle 138 pagine del primo racconto ma andare avanti, perché queste sono in realtà essenziali per farci davvero capire i racconti successivi, per farci immedesimare con l’immane capacità immaginativa di questo irripetibile navigatore del sogno. Letti i racconti successivi si riesce poi a tornare indietro con la mente e ad apprezzare maggiormente anche il dettagliatissimo “Alla ricerca dello sconosciuto Kadath”.

    ha scritto il 

  • 5

    E' difficile scrivere, elaborare con parole, il motivo per cui questo libro merita il massimo dei voti. Non c'è una ragione, nulla di consequenziale, di razionale, di lineare che possa portare i pensieri del lettore su un cammino che sia migliore di altri, o peggiore. Scendere le gradinate per la ...continua

    E' difficile scrivere, elaborare con parole, il motivo per cui questo libro merita il massimo dei voti. Non c'è una ragione, nulla di consequenziale, di razionale, di lineare che possa portare i pensieri del lettore su un cammino che sia migliore di altri, o peggiore. Scendere le gradinate per la terra del sogno con Randolph Carter è farlo con la parte più buia e nascosta di se stessi. Questo libro non è bello perché ci racconta un viaggio, è bello perché ne è solo l'inizio!

    ha scritto il