Il guardiano del frutteto

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.3
(363)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 225 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Polacco

Isbn-10: 8806196324 | Isbn-13: 9788806196325 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Tre uomini (il vecchio Zio Ather, il giovane Sylder che contrabbanda liquori e il ragazzino John), sono i protagonisti di una vicenda che ruota attorno a un cadavere, quello del padre di John, ucciso da Sylder e vegliato da Ather in un orto fra le montagne del Tennessee. Ma in un'agghiacciante commedia degli errori nessuno dei tre ha davvero compreso l'identità dell'altro.
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  • 5

    L'inesorabile scorrere del tempo e della natura

    Cosa rimane di quel che ci lega alla natura che ci circonda ?
    Cosa resta di chi ci ha preceduto ?
    La polvere.
    Con questo romanzo, Corman Mc carty celebra la lotta incessante fra l'uomo e la civiltà. L ...continua

    Cosa rimane di quel che ci lega alla natura che ci circonda ?
    Cosa resta di chi ci ha preceduto ?
    La polvere.
    Con questo romanzo, Corman Mc carty celebra la lotta incessante fra l'uomo e la civiltà. L'uomo si riconosce avido, debole, pieno di desiderio e di volontà, e la civiltà si sforza - contro tutto ciò che è umano - di decidere quanto sia lecito tenere, e quanto abbandonare delll'uomo.
    Ma l'uomo lotta per rimanere fedele a se stesso e al mondo che lo circonda.
    Reader, Ratner e Ather - ognuno a suo modo - qttribuiscono un significato a questa lotta, una battaglia continua contro le leggi della civiltà per il primo, un'apprendistato alla vita che affonda le radici nella carne e nel sangue per il secondo,e per il terzo una lenta inesorabile attesa verso la morte, verso la polvere che alla fine copre tutto e tutti, civiltà compresa.
    Questo libro - anche se si tratta del primo romanzo di Corman Mccarty - è un capolavoro. Non ci sono definizioni che possano classificarlo, ma una lezione fondamentale per chiunque voglia scrivere un romanzo: per scrivere occorre raccontare.

    ha scritto il 

  • 3

    Autore: statunitense (1933). Romanzo del 1965.

    E’ il suo primo, acerbo, non ci si capisce molto, parla di tizio o di caio?, troppa natura, disordinato, non ci sono personaggi ai quali affezionarsi.
    So ...continua

    Autore: statunitense (1933). Romanzo del 1965.

    E’ il suo primo, acerbo, non ci si capisce molto, parla di tizio o di caio?, troppa natura, disordinato, non ci sono personaggi ai quali affezionarsi.
    Sono alcuni pareri che si possono condividere o meno.
    Personalmente sono un po’ perplessa sull’affezionarsi: non credo che esistano personaggi di McCarthy che suscitino affetto.

    La solita esotica ambientazione nella provincia americana che noi leggiamo come se si parlasse della pianura padana e invece la cosa che ci si avvicina di più è Come Dio comanda.
    Le atmosfere sono già quelle di McCarthy e in questo caso (siamo nel Tennessee) il film più vicino è Un uomo senza scampo.

    La natura in McCarthy è una scelta d’autore, non è mai stato interessato a raccontare delle mille luci di New York anche se è nato nel Rhode Island e ha vissuto pure a Chicago.
    Piuttosto il Tennessee selvatico delle storiche distillerie clandestine di bourbon o gli spazi del New Mexico.
    Gli statunitensi sono molto sensibili al mantenimento della loro natura: il primo parco nazionale è stato Yellowstone nel 1872. Tanto, se hanno bisogno di legname lo depredano ad altri.

    Scrittore molto americano di western moderni che hanno bisogno di aria e boschi, acque e animali.
    C’è sempre il mito della frontiera in fondo. Forse è per questo che le donne sono veramente poche.

    In questo racconto c’è un contrabbandiere di whiskey, un vecchio che vive solo e che mal sopporta l’arrivo di nuovi insediamenti industriali, un ragazzo che si muove tra i due. Tra i tre corre un legame particolare, il cadavere di un uomo che ha a che fare con tutti e tre. Legame che non scopriranno mai. Due sono destinati a soccombere alle leggi della società, il ragazzo se ne andrà via.

    13.11.2016

    ha scritto il 

  • 3

    IL GUARDIANO DEL FRUTTETO

    Siamo in Tennessee, nei primi anni trenta, in piena depressione. La storia si svolge nella solitudine dello sperduto borgo rurale di Red Branch, e si sviluppa attorno a un omicidio che lega i tre pers ...continua

    Siamo in Tennessee, nei primi anni trenta, in piena depressione. La storia si svolge nella solitudine dello sperduto borgo rurale di Red Branch, e si sviluppa attorno a un omicidio che lega i tre personaggi principali: un trafficante di whisky, un giovane cacciatore, un vecchio eremita. In questo primo romanzo di McCarthy compaiono i temi basici che ritroveremo nelle opere successive: una natura lirica, ma non sentimentale, che è protagonista principale e non scenario, una sfiancante miseria, ambigue divisioni tra vittime e colpevoli, crudeltà gratuite abbinate ad un’ancestrale carenza di valori. Insomma una spietata rappresentazione dell’essere umano, prigioniero di una natura matrigna che non lascia scampo, che prima fagocita e poi dimentica. "Se ne sono andati tutti, ormai. Scappati, banditi nella morte o nell'esilio, perduti, rovinati. Sole e vento percorrono ancora quella terra, per bruciare e scuotere gli alberi, l'erba. Di quella gente non rimane alcuna incarnazione, alcun discendente, alcuna traccia. Sulle labbra della stirpe estranea che ora risiede in quei luoghi, i loro nomi sono mito, leggenda, polvere."

    ha scritto il 

  • 2

    Il materiale c'è tutto: il Tennessee fra le due guerre, il contrabbandiere di whisky, il ragazzo, il vecchio, una morte inquietante, le risse, gli omicidi, la caccia, i fucili ecc ecc
    Purtroppo la for ...continua

    Il materiale c'è tutto: il Tennessee fra le due guerre, il contrabbandiere di whisky, il ragazzo, il vecchio, una morte inquietante, le risse, gli omicidi, la caccia, i fucili ecc ecc
    Purtroppo la forma è un po' confusa e si fatica a trovare un filo conduttore, insomma si vede che si tratta del primo romanzo di McCarthy.

    ha scritto il 

  • 3

    Ostico a dir poco trovare il filo conduttore degli eventi raccontati, tra stream of consciousness, descrizioni maniacali del paesaggio, azioni di cui perfidamente McCarthy omette il soggetto costringe ...continua

    Ostico a dir poco trovare il filo conduttore degli eventi raccontati, tra stream of consciousness, descrizioni maniacali del paesaggio, azioni di cui perfidamente McCarthy omette il soggetto costringendoci a procedere per intuito e deduzioni. Detto questo, c'è già tutto il McCarthy a venire, forse un tantino meno incline a gongolarsi sadomasochisticamente sull'orrore e le atrocità della vita, un po' meno apocalittico per quanto il libro si concluda con l'apocalisse di una comunità.

    ha scritto il 

  • 4

    Un contrabbandiere di alcool durante il proibizionismo, un ragazzino a cui piace cacciare nei boschi, una comunità di persone semplici e povere nell'America degli anni 30. Immersione in un mondo che e ...continua

    Un contrabbandiere di alcool durante il proibizionismo, un ragazzino a cui piace cacciare nei boschi, una comunità di persone semplici e povere nell'America degli anni 30. Immersione in un mondo che evidentemente interessa molto all'autore, con sviluppi narrativi quasi nulli eppure a volte sorprendenti. Il linguaggio è uno dei punti di forza di McCarthy. Un altro è la capacità di restare estraneo ai suoi personaggi e nello stesso tempo stare loro vicinissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Si inizia col lavoro nei campi e in mezzo alla natura.
    Lo ricordo bene visto che quando l'ho letto stavo lavorando nei campi in mezzo alla natura.
    Nonostante le abili descrizioni che fa Cormac (dettag ...continua

    Si inizia col lavoro nei campi e in mezzo alla natura.
    Lo ricordo bene visto che quando l'ho letto stavo lavorando nei campi in mezzo alla natura.
    Nonostante le abili descrizioni che fa Cormac (dettaglio derivante da un appunto ndr), questo libro non mi è risultato appagante a differenza degli altri suoi che ho letto fino ad oggi (?).
    Ricordo che ho fatto fatica a seguire la trama, anche se spesso l'interazione con i personaggi era forte.
    Ma che ne so!

    ha scritto il 

  • 4

    ... sarà anche il primo libro che ha scritto McCarthy, ma le sue ambientazioni e i suoi personaggi sono inconfondibili.
    Storie di solitudini... da sempre, vite difficili, dure, dove anche il personagg ...continua

    ... sarà anche il primo libro che ha scritto McCarthy, ma le sue ambientazioni e i suoi personaggi sono inconfondibili.
    Storie di solitudini... da sempre, vite difficili, dure, dove anche il personaggio più sgradevole, alla fine ha quel lato umano che lo fa sembrare meno peggio di quello che si era percepito.
    ... un vecchio, un adulto e un ragazzo, legati in modo inconsapevole da un evento drammatico.
    Toccante la figura del vecchio Ather, guardiano del frutteto abbandonato, uomo solitario e chiuso nel suo passato, che vive con la sola compagnia del suo cane... ""Il vecchio osservava queste cose, perché era un osservatore delle stagioni e del loro lavoro. Prima di Natale avrebbe tagliato il settimo cedro, e con questo sentiva che sarebbe giunto alla fine della sua lunga veglia funebre".
    ... non ci sono sogni, non c'è speranza, solo la fatica di una difficile e dura quotidianità.

    ha scritto il 

  • 3

    In bilico tra la difficoltà del seguire la narrazione oltremodo complicata e l'esaltazione di alcune pagine in cui si trova tutta la grandezza di Mc Carthy, il libro lascia perplessi, ma in qualche ma ...continua

    In bilico tra la difficoltà del seguire la narrazione oltremodo complicata e l'esaltazione di alcune pagine in cui si trova tutta la grandezza di Mc Carthy, il libro lascia perplessi, ma in qualche maniera soddisfatti. I tre personaggi attorno cui ruotano le vicende sono vittime e carnefici allo stesso modo. E in fondo, con le dovute proporzioni, chi di noi non lo è, anche solo di noi stessi?

    ha scritto il 

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