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Il guardiano del frutteto

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.3
(326)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 225 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Polacco

Isbn-10: 8806196324 | Isbn-13: 9788806196325 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Tre uomini (il vecchio Zio Ather, il giovane Sylder che contrabbanda liquori e il ragazzino John), sono i protagonisti di una vicenda che ruota attorno a un cadavere, quello del padre di John, ucciso da Sylder e vegliato da Ather in un orto fra le montagne del Tennessee. Ma in un'agghiacciante commedia degli errori nessuno dei tre ha davvero compreso l'identità dell'altro.
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  • 4

    Un contrabbandiere di alcool durante il proibizionismo, un ragazzino a cui piace cacciare nei boschi, una comunità di persone semplici e povere nell'America degli anni 30. Immersione in un mondo che evidentemente interessa molto all'autore, con sviluppi narrativi quasi nulli eppure a volte sorpre ...continua

    Un contrabbandiere di alcool durante il proibizionismo, un ragazzino a cui piace cacciare nei boschi, una comunità di persone semplici e povere nell'America degli anni 30. Immersione in un mondo che evidentemente interessa molto all'autore, con sviluppi narrativi quasi nulli eppure a volte sorprendenti. Il linguaggio è uno dei punti di forza di McCarthy. Un altro è la capacità di restare estraneo ai suoi personaggi e nello stesso tempo stare loro vicinissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Si inizia col lavoro nei campi e in mezzo alla natura.
    Lo ricordo bene visto che quando l'ho letto stavo lavorando nei campi in mezzo alla natura.
    Nonostante le abili descrizioni che fa Cormac (dettaglio derivante da un appunto ndr), questo libro non mi è risultato appagante a differe ...continua

    Si inizia col lavoro nei campi e in mezzo alla natura.
    Lo ricordo bene visto che quando l'ho letto stavo lavorando nei campi in mezzo alla natura.
    Nonostante le abili descrizioni che fa Cormac (dettaglio derivante da un appunto ndr), questo libro non mi è risultato appagante a differenza degli altri suoi che ho letto fino ad oggi (?).
    Ricordo che ho fatto fatica a seguire la trama, anche se spesso l'interazione con i personaggi era forte.
    Ma che ne so!

    ha scritto il 

  • 4

    ... sarà anche il primo libro che ha scritto McCarthy, ma le sue ambientazioni e i suoi personaggi sono inconfondibili.
    Storie di solitudini... da sempre, vite difficili, dure, dove anche il personaggio più sgradevole, alla fine ha quel lato umano che lo fa sembrare meno peggio di quello ch ...continua

    ... sarà anche il primo libro che ha scritto McCarthy, ma le sue ambientazioni e i suoi personaggi sono inconfondibili.
    Storie di solitudini... da sempre, vite difficili, dure, dove anche il personaggio più sgradevole, alla fine ha quel lato umano che lo fa sembrare meno peggio di quello che si era percepito.
    ... un vecchio, un adulto e un ragazzo, legati in modo inconsapevole da un evento drammatico.
    Toccante la figura del vecchio Ather, guardiano del frutteto abbandonato, uomo solitario e chiuso nel suo passato, che vive con la sola compagnia del suo cane... ""Il vecchio osservava queste cose, perché era un osservatore delle stagioni e del loro lavoro. Prima di Natale avrebbe tagliato il settimo cedro, e con questo sentiva che sarebbe giunto alla fine della sua lunga veglia funebre".
    ... non ci sono sogni, non c'è speranza, solo la fatica di una difficile e dura quotidianità.

    ha scritto il 

  • 3

    In bilico tra la difficoltà del seguire la narrazione oltremodo complicata e l'esaltazione di alcune pagine in cui si trova tutta la grandezza di Mc Carthy, il libro lascia perplessi, ma in qualche maniera soddisfatti. I tre personaggi attorno cui ruotano le vicende sono vittime e carnefici allo ...continua

    In bilico tra la difficoltà del seguire la narrazione oltremodo complicata e l'esaltazione di alcune pagine in cui si trova tutta la grandezza di Mc Carthy, il libro lascia perplessi, ma in qualche maniera soddisfatti. I tre personaggi attorno cui ruotano le vicende sono vittime e carnefici allo stesso modo. E in fondo, con le dovute proporzioni, chi di noi non lo è, anche solo di noi stessi?

    ha scritto il 

  • 4

    Il guardiano del frutteto è il primo lavoro del romanziere Cormac McCarthy.


    Pubblicata nel 1965 quest’opera delinea fin da subito quelle che saranno le caratteristiche principali dell’autore americano:


    una scrittura affascinante anche se non propriamente scorrevole, il racconto di u ...continua

    Il guardiano del frutteto è il primo lavoro del romanziere Cormac McCarthy.

    Pubblicata nel 1965 quest’opera delinea fin da subito quelle che saranno le caratteristiche principali dell’autore americano:

    una scrittura affascinante anche se non propriamente scorrevole, il racconto di un mondo povero in cui gli uomini vivono di espedienti, personaggi crudi e sostanziali ai quali difficilmente il lettore riesce ad affezionarsi, pochi scrupoli e poche smancerie, ma tuttavia un senso di dignità sempre presente.

    Il romanzo è ambientato nei primi anni trenta in piena depressione e le persone tirano a sbarcare il lunario facendo quel poco che possa consentire loro di portare a termine giornate nate senza prospettiva.

    C’è il trasportatore clandestino di whisky, c’è il bar pieno di uomini annoiati, c’è la natura difficile non solamente per le condizioni climatiche, c’è il vecchio solitario con il suo segugio ormai altrettanto vecchio.

    C’è sostanzialmente un clima che potrebbe essere rappresentato con tonalità minori, con immagini in bianco e nero e con una colonna sonora strumentale lenta e malinconica.

    Alcune caratteristiche che torneranno nei lavori successivi di McCarthy sono già presenti in questo primo libro: il rapporto tra l’adulto e il ragazzo che sarà il fondamento de La strada, il complicato vivere di espedienti ben raffigurato in Suttree, la crudeltà apparentemente inutile che esploderà ne Non è un paese per vecchi.

    McCarthy racconta di persone in difficoltà, persone che vivono ai margini della legge, bordeline.

    Persone però che nonostante tutto conservano e mantengono una propria dignità.

    Sono quasi esclusivamente uomini a volte accompagnati da qualche ragazzo che forzatamente deve diventare adulto molto in fretta.

    Ambienti complicati, futuro senza speranza, vita vissuta giorno per giorno.

    C’è una caratteristica che interviene a questo punto: con molti altri autori un tale contesto così complicato ed estremo porterebbe ad una naturale empatia del lettore per i personaggi.

    Nel caso di McCarthy questo non capita: sarà la crudezza di alcune vicende, sarà l’impossibilità per il lettore di definire buoni e cattivi, saranno forse altri fattori, comunque è chiaro che un certo distacco rimane.

    E’ difficile schierarsi perché i protagonisti hanno sempre quella doppia realtà di vittime e colpevoli; vittime in qualche modo del sistema e nello stesso momento colpevoli per le azioni e i comportamenti che mettono in pratica.

    Una realtà letteraria complicata che proprio per questo risulta affine alla realtà vera e dunque più intrigante della vicenda fine a se stessa.

    Cormac McCarthy è a mio parere un po’ lo Steinbeck contemporaneo.

    Tempo di lettura: 6h 20m

    http://ferdori.wordpress.com

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo straziato sull'uomo

    E' il suo primo romanzo e si vede ma, una volta vinta un po' di confusione narrativa forse dovuta alla sperimentazione in cerca di una sua strada, i tre personaggi si delineano. Alcune descrizioni sono da pelle d'oca e quando dipinge il vecchio verso la fine è da stare a bocca aperta. Tre umanità ...continua

    E' il suo primo romanzo e si vede ma, una volta vinta un po' di confusione narrativa forse dovuta alla sperimentazione in cerca di una sua strada, i tre personaggi si delineano. Alcune descrizioni sono da pelle d'oca e quando dipinge il vecchio verso la fine è da stare a bocca aperta. Tre umanità straziate eppure così vere e aperte alla speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    uomo/natura

    Ma il puma ti è mai capitato di vederlo?
    Questo primo romanzo del grande McCarthy non è certamente il più bello, ma è impregnato della sua essenza, quella che fa di lui uno degli scrittori che amo di più, la realtà americana del periodo storico nel quale si svolge la storia è sicuramente at ...continua

    Ma il puma ti è mai capitato di vederlo?
    Questo primo romanzo del grande McCarthy non è certamente il più bello, ma è impregnato della sua essenza, quella che fa di lui uno degli scrittori che amo di più, la realtà americana del periodo storico nel quale si svolge la storia è sicuramente attendibile e palpabile l'anima di un popolo attraverso l'esplicitazione di un quotidiano difficile, affamato, infangato vissuto all'interno di un ambinete sociale e naturale ostile e spietato.
    I tre personaggi principali sviluppano le loro personali vicende umane fino a intrecciarle o solo a farle convergere per un particolare, sono tre uomini di un tempo nel quale la vita e la morte correvano insieme su un identico binario e dove le aspettative di vita o le speranze per un futuro erano spesso affidate al fato, alla inconsapevole crudeltà della natura circostante, al tempo.
    Non c'è nessuna magia in questo romanzo e lo stesso puma mitizzato e raccontato da uno dei personaggi è elemento quasi ipotetico e desiderato in un universo dove i veri nemici non sono fra le fiere ma fra gli uomini.

    ha scritto il 

  • 3

    "Sbucò su un poggio alto e brullo che sovrastava la vallata e si fermò ad osservarla, come chi contemplasse per la prima volta un paesaggio sconosciuto dalla cima di una collina."


    Fin dalle prime pagine ci viene incontro la vera protagonista di questo romanzo: la montagna, dove la n ...continua

    "Sbucò su un poggio alto e brullo che sovrastava la vallata e si fermò ad osservarla, come chi contemplasse per la prima volta un paesaggio sconosciuto dalla cima di una collina."

    Fin dalle prime pagine ci viene incontro la vera protagonista di questo romanzo: la montagna, dove la natura non ha nulla di idilliaco, ma si manifesta in tutta la sua durezza e indifferenza.
    Quella che viene descritta minuziosamente è la montagna che in estate arrostisce, mentre il vento caldo incipria di polvere rossa e avvizzisce le povere coltivazioni; ma dove la fanno da padrone anche la neve, il silenzio la pioggia e la foschia che avvolge e attutisce rumori e fruscii creando un' atmosfera di tetra malinconia.
    Dalla valle alla cima è tutto un salire e scendere tra viottoli e sentieri che si smarriscono per la pioggia che inzacchera persone e cose. Qui la vita dei pochi abitanti è grama, persino i cani sono scheletrici; è una lotta dura per la sopravvivenza e si svolge spesso nel buio della notte, aggirando la legalità.
    In un simile ambiente si accostano e si intrecciano le esistenze dei tre protagonisti senza che, in fondo, si disveli a loro nella reciproca frequentazione il legame che lo strano destino ha intessuto. Se c' è un segreto, questo rimarrà ben custodito e coperto dalla polvere del tempo, e sarà nutrimento di tante leggende. "Sulle labbra della stirpe estranea che ora risiede in quei luoghi, i loro nomi sono mito, leggende, polvere."
    Questo libro di McCarthy è il suo primo romanzo e, a dire il vero, si fa una certa fatica ad inseguire il filo narrativo nell' andiriviene delle vicende. Tuttavia ho trovato già in nuce gli elementi caratterizzanti la visione pessimistica che mi avevano colpito in La Strada.

    ha scritto il 

  • 1

    Mi dispiace ma non mi è proprio piaciuto. L'ho trovato sconclusionato, senza un filo logico e soprattutto non sono riuscita a capirne il significato. C'è un tizio che fa il contrabbandiere e uccide un uomo (per legittima difesa) e nasconde il corpo, un vecchio che trova il corpo e non lo denuncia ...continua

    Mi dispiace ma non mi è proprio piaciuto. L'ho trovato sconclusionato, senza un filo logico e soprattutto non sono riuscita a capirne il significato. C'è un tizio che fa il contrabbandiere e uccide un uomo (per legittima difesa) e nasconde il corpo, un vecchio che trova il corpo e non lo denuncia se non dopo anni e solo perchè viene arrestato per vandalismo (e anche in questo caso non si capisce il motivo del suo gesto). Le autorità una volta scoperto il cadavere non si preoccupano minimamente di scoprire chi fosse stato, sembrano più interessate al contabbando e al vandalismo, ed infine un ragazzo (figlio della vittima) che vive la sua vita, entra in contatto con gli altri due protagonisti ma sempre in maniera superficiale. Non viene mai approfondito un sentimento, un punto di vista. Non viene mai spiegato quale sia il perchè di determinati comportamenti. Tutto viene lasciato lì, in sospeso. E' come se tutto capitasse per ragioni oscure. Come se le persone non fossero esseri pensanti ma come gli animali seguono solo il loro istinto.

    ha scritto il 

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