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Il gusto proibito dello zenzero

Di

Editore: Mondolibri su licenza Garzanti

4.0
(1851)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Portoghese

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Noulian

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    L'amicizia tenera che sboccia tra Kenry e Keiko è una beffa del destino a causa delle loro origini pur essendo entrambi americani.
    I campi d'internamento giapponesi dopo l'attacco a Pearl Harbur sono una pagina sconosciuta della storia, una pagina drammatica per le migliaia di famiglie che ...continua

    L'amicizia tenera che sboccia tra Kenry e Keiko è una beffa del destino a causa delle loro origini pur essendo entrambi americani.
    I campi d'internamento giapponesi dopo l'attacco a Pearl Harbur sono una pagina sconosciuta della storia, una pagina drammatica per le migliaia di famiglie che hanno perso tutto e che dolorosamente dopo anni di prigionia hanno dovuto ricominciare da capo. E' toccante a questo proposito la figura del padre di Keiko che, nonostante il torto della prigionia subita, non riesce ad odiare gli americani e parte come soldato contro i tedeschi. Bellissimo il personaggio di Sheldon, l'amico sassofonista.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo.

    La storia è dolce e raccontata in modo molto delicato, forse pure troppo, senza slanci e rimanendo un po' in superficie.
    Interessante l'ambientazione storica: l'America del dopo Pearl Harbor e il conseguente internamento di migliaia di giapponesi-americani in camp ...continua

    Tre stelle e mezzo.

    La storia è dolce e raccontata in modo molto delicato, forse pure troppo, senza slanci e rimanendo un po' in superficie.
    Interessante l'ambientazione storica: l'America del dopo Pearl Harbor e il conseguente internamento di migliaia di giapponesi-americani in campi di prigionia.
    Interessante anche la tematica della non appartenenza a nessun luogo,un sentimento forte e doloroso in molti degli immigrati di seconda generazione che non si sentono accettati né dove sono nati, né nella patria d'origine, perché ormai di altra cultura.
    Mi sarebbe piaciuto, però, maggior approfondimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Voto: 3.5

    Avevo letto pareri entusiastici riguardo a questo libro, una media voti alta lo confermava, e tutto quello che si avvicina al mondo orientale mi attira da parecchi anni ma, puntualmente, anche questa volta sono rimasta un pochino delusa.


    Sicuramente, spetta a Ford il merito di aver tratta ...continua

    Avevo letto pareri entusiastici riguardo a questo libro, una media voti alta lo confermava, e tutto quello che si avvicina al mondo orientale mi attira da parecchi anni ma, puntualmente, anche questa volta sono rimasta un pochino delusa.

    Sicuramente, spetta a Ford il merito di aver trattato un argomento davvero originale e sconosciuto a molti, o perlomeno a me: la deportazione giapponese nell'America della seconda guerra mondiale. Ammetto la mia ignoranza riguardo questo "particolare" di cui non ero a conoscenza, mi ha colpito positivamente, ma purtroppo non è stato analizzato a dovere.
    La prima parte del romanzo è piuttosto lenta: assistiamo all'incontro tra Henry, bambino di origini cinesi, e Keiko, di origini giapponesi; conosciamo tutti i dubbi che attanagliano il bambino che si viene a trovare tra due fuochi, da una parte un padre rigido, legato alle tradizioni e fortemente nazionalista, dall'altra quella strana attrazione che lo spinge a conoscere una bambina che non dovrebbe neanche guardare.
    Nella seconda parte il ritmo aumenta e la storia, che inizia a scorrere maggiormente, si fa più interessante concentrandosi sulla vita di Keiko nel campo e raccontando tutto quello che i due ragazzini affrontano.

    La narrazione si articola su due piani temporali diversi: si apre nel 1986 con un Henry ormai in pensione, vedovo da poco e sempre in lotta con il figlio, con cui sembra non riuscire a stringere un rapporto equilibrato, per poi fare un salto nel passato al 1942 quando il tredicenne Henry incontra per la prima volta l'amore della sua vita; questi continui salti temporali creano comunque un "gioco" interessante e tengono alta la curiosità che fino alla fine non verrà appagata.

    Questo libro è, sicuramente, delicato e ha il pregio di far riflettere su questioni che, purtroppo ancora oggi, sono attuali e stupiscono quelle persone che come me non riescono a capire come sia possibile "classificare" come straniere persone che, nonostante abbiano origini diverse dalle nostre, siano comunque nate e vissute sempre nel nostro paese.
    E' un libro con una storia originale ed importante, che vuole donare un bellissimo messaggio, capace di esprimere emozioni forti ma che purtroppo non mi ha pienamente soddisfatta: non so cosa, ma mi aspettavo qualcosina di più, invece non sono stata coinvolta come credevo.

    Consiglio comunque il libro, alla fine non mi è dispiaciuto, soprattutto a chi ama le storie ispirate a fatti realmente accaduti, a chi ama il periodo bellico, l'America degli anni '40 e il Jazz, e a chi vuole un po' di sapore orientale.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/10/recensione-il-gusto-proibito-dello.html

    ha scritto il 

  • 5

    Eu arranjei este livro através de uma troca, mas confesso que nem me lembrava da sinopse, e o título também não me dizia muito.
    Então comecei a ler o livro como que às escuras, sem nada que me fizesse pensar que seria muito bom, nem nada que se apareça.
    Simplesmente comecei a ler, e q ...continua

    Eu arranjei este livro através de uma troca, mas confesso que nem me lembrava da sinopse, e o título também não me dizia muito.
    Então comecei a ler o livro como que às escuras, sem nada que me fizesse pensar que seria muito bom, nem nada que se apareça.
    Simplesmente comecei a ler, e qual não é o meu espanto que dou por mim logo como que embalada nas primeiras páginas, e quando parei de ler dei por mim só a pensar que se iria passar a seguir.
    E isto foi o livro todo assim, cada vez que estava a ler e tinha de parar era muito difícil largar, tipo aquela história só mais um bocadinho e quando dava por mim já se tinha passado meia hora.
    Adorei uma história em que se faz uma viagem ao passado, e se vê como muitas vezes o preconceito é o pior inimigo.
    Muito da história do passado deste livro tem a ver com o ataque a Pearl Harbor, coisa que só tomei conhecimento quando vi o filme, e conforme lia as páginas que mencionam o ataque dei por mim a ver partes do filme na minha cabeça.
    É uma história comovente, cheia de amor, romance, magia, mistério e que nos deixa a ansiar sempre por mais.
    Pena não haver mais livros do autor publicados por cá.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo...

    Premetto che questo libro mi era stato caldamente consigliato da persone che condividono molto spesso con me i gusti riguardo i libri...


    Detto questo, devo ammettere che sono rimasta delusa...Delusa di cosa!? Delusa dalla lentezza delle prime 250 pagine. Delusa dal mancato sviluppo di un t ...continua

    Premetto che questo libro mi era stato caldamente consigliato da persone che condividono molto spesso con me i gusti riguardo i libri...

    Detto questo, devo ammettere che sono rimasta delusa...Delusa di cosa!? Delusa dalla lentezza delle prime 250 pagine. Delusa dal mancato sviluppo di un tema così importante e allo stesso tempo sconosciuto quale è la deportazione dei giapponesi nell'America degli anni '40. Delusa dalla scrittura piatta, senza crescendi, per buona parte della narrazione.

    Arrivata verso pagina 250 però, ho notato un grandissimo cambiamento. La narrazione diventa dinamica, avvincente, coinvolgente, tanto da non permettere al lettore di staccarsi dal libro. Se fosse stato tutto così sarebbe stato un capolavoro!

    Quando questo libro uscì in libreria (2007 o 2009, non ricordo), tutti ad elogiarlo come "caso letterario", tutti a leggerlo, consigliarlo, recensirlo. Io sono arrivata tardi (5-6 anni dopo), ma non posso esprimere cotanto entusiasmo. Un libro carino, molto interessante e piacevole sul finale, ma senza grandissime pretese.

    Riporto, per concludere, una breve citazione, quella che mi è rimasta più nel cuore:

    "E allora hai fatto tutta questa strada, tutti questi chilometri, solo per venirmi a salutare come si deve? " domandò Keiko.
    "No", rispose Henry, avvertendo una specie di stordimento. La pioggia che gli cadeva addosso era fredda, ma non la sentiva. La giacca si impigliò strappandosi nel filo spinato quando lui le cinse la vita con le mani, delicatamente, sentendo sotto le dita la stoffa del golfino zuppa. Si appoggió a lei più che poteva, premendo la fronte contro il gelido filo metallico; se anche c'era qualche spuntone aguzzo, non lo sentiva. Sentiva solo la guancia di Keiko, bagnata di pioggia, che premeva contro la sua.
    "Sono venuto per questo", disse Henry. Fu il primo bacio della sua vita.

    ha scritto il 

  • 4

    uno spaccato di storia recente

    Un romanzo piacevole, ambientato in un angolo di storia poco noto, scritto con una delicatezza e intensità che forzatamente richiama cultura e valori orientali per noi esotici. Senzaltro da leggere, cercherò della stessa autrice altre pubblicazioni

    ha scritto il 

  • 4

    I campi di internamento negli USA del dopo Pearl Harbour per i cittadini americani di origine giapponese sono una realtà storica ancora spesso sottaciuta. E in quei tempi, anche gli altri cittadini di origine asiatica, anche se originari di Paesi "alleati" come la Cina, erano comunque visti con s ...continua

    I campi di internamento negli USA del dopo Pearl Harbour per i cittadini americani di origine giapponese sono una realtà storica ancora spesso sottaciuta. E in quei tempi, anche gli altri cittadini di origine asiatica, anche se originari di Paesi "alleati" come la Cina, erano comunque visti con sospetto. Contro il razzismo e le intolleranze sempre attuali...

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di leggere questo libro non avevo idea della situazione dei giapponesi in america dopo la seconda guerra. Nessuno me ne aveva mai parlato. Nessuno me ne ha parlato così.
    Leggetelo: amanti del romantico, amanti del vero, amanti della semplicità e dell'innocenza macchiata dal peccato de ...continua

    Prima di leggere questo libro non avevo idea della situazione dei giapponesi in america dopo la seconda guerra. Nessuno me ne aveva mai parlato. Nessuno me ne ha parlato così.
    Leggetelo: amanti del romantico, amanti del vero, amanti della semplicità e dell'innocenza macchiata dal peccato dei predecessori.
    Grande Jamie Ford: non la dimenticherete!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Bellissimo

    Una storia d'amore adolescenziale sullo sfondo della seconda guerra mondiale, ambientata nella Seattle degli anni '40, descritta con precisione (derivante,pare, da sopralluoghi veri dell'autore che disegnava i luoghi nel suo album per poi poterli descrivere accuratamente). Un ragazzino cinese fig ...continua

    Una storia d'amore adolescenziale sullo sfondo della seconda guerra mondiale, ambientata nella Seattle degli anni '40, descritta con precisione (derivante,pare, da sopralluoghi veri dell'autore che disegnava i luoghi nel suo album per poi poterli descrivere accuratamente). Un ragazzino cinese figlio di genitori nazionalisti, che si innamora di una ragazzina giapponese, considerata il nemico dai suoi, che boicotteranno la loro relazione. Due ragazzi che si avvicinano in quanto si sentono non più cinesi o giapponesi ma americani; ma a cui la nuova patria offre un razzismo a volte strisciante, a volte esplosivo, che non risparmia nemmeno il cinese che pure è alleato di guerra. I giapponesi,invece, vengono alla fine internati in campi di custodia (fatto realmente accaduto,ovviamente con sistemi più umani dei lager nazisti, ma in pratica pur sempre una deportazione di massa di cittadini che si definiscono americani, anche se solo di seconda generazione). E da qui la sensazione per i nuovi americani,di essere doppiamente stranieri, sia nella prima che nella seconda patria.
    Libro meritevolissimo, per tre motivi: la storia d'amore trattata in punta di piedi,senza melensaggini inutili; l'inquadramento storico e la riproposizione di un tema (la deportazione forzata dei nippoamericani in luoghi sicuri, lontani da punti strategici, in modo che eventuali spie o terroristi non potessero danneggiare obiettivi sensibili) passato parecchio sotto silenzio da stampa e media, e pressoché sconosciuto in Europa; la sottile analisi dello stato d'animo dell'immigrato, visto comunque con timore, attualissimo se si pensa alla paura dell'islam dopo l'11/9 e alle difficoltà di integrazione della seconda generazione,che non è né carne né pesce, né straniera né connazionale.
    Lo consiglio vivamente, è stata una scoperta casuale ma graditissima.

    ha scritto il 

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