Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il gusto proibito dello zenzero

Di

Editore: Mondolibri su licenza Garzanti

4.0
(1875)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Portoghese

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Noulian

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Ti piace Il gusto proibito dello zenzero?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    un amore adolescenziale nella periferia di seattle ,periodo della guerra , 2 culture e 2 mondi che si incontrano e si scontrano.la popolazione giapponese internata in campi in america: sono gli argomenti di cui parla il libro. scritto con tenerezza ed eleganza ,ti prende lentamente con i suoi per ...continua

    un amore adolescenziale nella periferia di seattle ,periodo della guerra , 2 culture e 2 mondi che si incontrano e si scontrano.la popolazione giapponese internata in campi in america: sono gli argomenti di cui parla il libro. scritto con tenerezza ed eleganza ,ti prende lentamente con i suoi personaggie la sua storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Cerco di non vivere nel passato,pensò, ma chissà, a volte è il passato che vive in me."

    Un libro affascinate ed interessante, perchè ci viene raccontato un fatto, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, in America, che per tanti anni è rimasto all'oscuro, quello della deportazione delle comunità giapponesi, ma non solo, viene trattato anche l'argomento del razzismo, una piaga s ...continua

    Un libro affascinate ed interessante, perchè ci viene raccontato un fatto, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, in America, che per tanti anni è rimasto all'oscuro, quello della deportazione delle comunità giapponesi, ma non solo, viene trattato anche l'argomento del razzismo, una piaga sempre attuale,dalla quale non si riesce mai a guarire a causa dell'ignoranza e dell'intolleranza della gente.
    La storia è quella di un ragazzino cinese di nome Henry, che vive a Seattle e che i suoi genitori lo vogliono far essere un vero americano, per questo deve frequentare la scuola dei bianchi.
    "Henry faceva del suo meglio per rispettare e onorare i suoi genitori. Andava a scuola tutti i giorni, procedendo in senso contrario al flusso imponente degli altri ragazzini cinesi che lo chiamavano -diavolo bianco-. Lavorava alla mensa dove i diavoli bianchi lo chiamavano -giallo-."
    Un giorno alla mensa, dove lavora, incontra Keiko, una ragazzina giapponese, da qui la sua vita cambierà per sempre, all'inizio è profondamente combattuto se poter o non poter instaurare un qualche rapporto con lei, perchè suo padre, nazionalista sfegatato che odia e che vede nel Giappone il suo nemico numero uno gli ha sempre insegnato a non aver rapporti di alcun genere con tale popolo, ma poi lui estraniato e colpito ogni giorno da atti di bullismo da parte dei compagni di scuola bianchi, finalmente trova con Keiko un'alleata speciale, dalla quale imparerà ad apprezzare il fatto di essere americano e che non importa quello che sei ma come sei.
    "Henry, noi non siamo così. Voglio dire, i miei genitori non ti giudicano in base al distintivo che porti. Ti giudicano in base a ciò che le tue azioni dicono di te. E il fatto che, nonostante le idee dei tuoi genitori, tu sia venuto qui, dice un sacco di cose sul tuo conto ai miei genitori, e anche a me. Loro sono innanzitutto dei cittadini americani. Non ti considerano un nemico. Ti vedono semplicemente come una persona."
    Purtroppo, per loro, c'è la guerra e tutto è incerto, fino a quando un comunicato del Presidente degli Stati Uniti D'America, dichiara che tutte le comunità giapponesi devono essere trasferite in campi di internamento, da qui le strade di Henry e Keiko si separano, non prima di essersi dichiarati amore profondo e vero, ma il tempo e la distanza cambieranno le cose.
    "Henry stava imparando che il tempo della separazione finiva per creare distanza, più che le montagne e la differenza di fuso orario. Una distanza vera, quella che fa stare male e induce a smettere di farsi domande. Una nostalgia intensa al punto che il fatto di avere a cuore una persona comincia a diventare doloroso."
    Passano gli anni, Henry vive la sua vita insieme alla moglie Ethel ed al figlio Marty, poi ormai vedovo, camminando per le strade del quartiere, durante lo smantellamento e il rifacimento di un vecchio hotel, tornano alla luce oggetti appartenuti alle famiglie giapponesi internate....e dentro di lui rinasce il desiderio, mai del tutto abbandonato, di rivedere e ritrovare Keiko.
    Un libro delicato, affascinante, che parla di amore, di dedizione, di razzismo, di odio, di quanto la vita a volte ci giochi brutti scherzi, ma che non perdendo la speranza e la fiducia, può anche riservarci altre sorprese e bei nuovi momenti, come una favola....
    Bellissima la figura di Sheldon, l'artista di strada che suona il sassofono, che sarà l'amico-padre di Henry, che lo incoraggia, lo aiuta e lo consiglia. Un ruolo importante lo riveste anche la musica jazz, vibrante ed unica, che sembra quasi di udirla in sottofondo mentre leggiamo il libro.
    "Avrebbe fatto come faceva sempre, avrebbe cercato le cose dolci fra le amare."

    ha scritto il 

  • 3

    Missed opportunity, but the fundamentals are there

    Even though the book displays all the issues I usually like in books, such as displacement, inner, gender, generational and race conflicts, love and a strong focus on characters, this book, in my humble opinion, is not well written enough to support its story and catch the attention of the reader ...continua

    Even though the book displays all the issues I usually like in books, such as displacement, inner, gender, generational and race conflicts, love and a strong focus on characters, this book, in my humble opinion, is not well written enough to support its story and catch the attention of the reader.
    Could have been very good, considering the great amount of contemporary literature elements that are developed in it (consider the jazz issue, for instance, the fater-son relationship and all the other main topics present in the book), but it failed in its writing strenght.
    Nevertheless, I really appreciated the Japanese racism topic, whose details I really didn't know, so that this book gave me the chance to get in contact with another strand of racial segregation which stands next to the issue of blacks and natives in the American culture.
    Missed opportunity, but the fundamentals are there.

    ha scritto il 

  • 3

    Il gusto proibito dello zenzero

    Non posso dire di essere stata completamente coinvolta da questo romanzo, che, tra l'altro, mi è stato regalato. Il tempo di lettura (circa 2 mesi...) per me è indicativo dello scarso interesse che ha suscitato in me. La parte che di sicuro mi ha colpito è stata la storia dei nippo-americani che ...continua

    Non posso dire di essere stata completamente coinvolta da questo romanzo, che, tra l'altro, mi è stato regalato. Il tempo di lettura (circa 2 mesi...) per me è indicativo dello scarso interesse che ha suscitato in me. La parte che di sicuro mi ha colpito è stata la storia dei nippo-americani che io ignoravo fino alla lettura di questo libro... solo questo forse merita le 3 stelle che ho dato. Purtroppo il personaggio di Keiko è stato introdotto ma non sufficientemente approfondito, tanto da far sembrare il rapporto descritto "fantastico", nel senso che esisteva esclusivamente nella mente del protagonista.
    Nel complesso, chi amasse conoscere un po' di più la storia contemporanea, può affrontarne la lettura...

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo io non l'ho apprezzato. Nonostante le ottime recensioni e le tante segnalazioni positive, mi ha deluso.
    Lo stile è piatto, monotono e infarcito di luoghi comuni oltre che di frasette ad effetto tipo quelle che si trovano sui cioccolatini.
    I due protagonisti non potevano esse ...continua

    Purtroppo io non l'ho apprezzato. Nonostante le ottime recensioni e le tante segnalazioni positive, mi ha deluso.
    Lo stile è piatto, monotono e infarcito di luoghi comuni oltre che di frasette ad effetto tipo quelle che si trovano sui cioccolatini.
    I due protagonisti non potevano essere più perfettini, noiosi, finti, stereotipati, irritanti.
    Ma la maggior delusione deriva dal fatto che mi aspettavo una storia che ruotasse attorno alla deportazione dei giapponesi, invece la deportazione ha fatto da supporto, ad una storia melensa e poco credibile.
    Poco credibile che il padre, povero, potesse aver manipolato con l'ufficio postale per non far arrivare o partire le lettere del figlio, a meno che non si fosse rivolto alla mafia cinese, ma penso che a tutto c'è un limite, la mafia cinese avrebbe avuto altro a cui pensare che non agli omori di due adolescenti! o che i padre potesse impedire la vendita dell'hotel, tra l'altro non sono riuscita a capire tutta questa fissa per l'hotel da parte di Henry.
    Poco credibile la postina che legge la lettera di Henry e si presenta all'appuntamento al posto della giapponesina, e lui broccolo broccolo ci va a pranzo come se niente fosse, la trovo singolare come reazione.
    E potrei aggiungere tante altre piccole perle di banalità.

    ha scritto il 

  • 4

    Quasi 4 stelle.

    Ho parecchi pregiudizi sui casi editoriali figli dei tam-tam Garzanti.
    E ne ho ancora di più sulle storie d’amore che non sembrano altro che variazioni sul tema dell’amore osteggiato.
    Eppure questo romanzo – accanto ad un indubbio spessore, dato dal contesto storico (di cui ero vergog ...continua

    Ho parecchi pregiudizi sui casi editoriali figli dei tam-tam Garzanti.
    E ne ho ancora di più sulle storie d’amore che non sembrano altro che variazioni sul tema dell’amore osteggiato.
    Eppure questo romanzo – accanto ad un indubbio spessore, dato dal contesto storico (di cui ero vergognosamente ignara) e dai temi trattati – ha qualcosa che sento mio: perché è una storia di anime che si attraggono perché sanno vedersi simili attraverso le differenze; è una storia di sentimenti puri anche se lo sguardo di chi li osserva tende ad intorbidirli.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amicizia tenera che sboccia tra Kenry e Keiko è una beffa del destino a causa delle loro origini pur essendo entrambi americani.
    I campi d'internamento giapponesi dopo l'attacco a Pearl Harbur sono una pagina sconosciuta della storia, una pagina drammatica per le migliaia di famiglie che ...continua

    L'amicizia tenera che sboccia tra Kenry e Keiko è una beffa del destino a causa delle loro origini pur essendo entrambi americani.
    I campi d'internamento giapponesi dopo l'attacco a Pearl Harbur sono una pagina sconosciuta della storia, una pagina drammatica per le migliaia di famiglie che hanno perso tutto e che dolorosamente dopo anni di prigionia hanno dovuto ricominciare da capo. E' toccante a questo proposito la figura del padre di Keiko che, nonostante il torto della prigionia subita, non riesce ad odiare gli americani e parte come soldato contro i tedeschi. Bellissimo il personaggio di Sheldon, l'amico sassofonista.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo.

    La storia è dolce e raccontata in modo molto delicato, forse pure troppo, senza slanci e rimanendo un po' in superficie.
    Interessante l'ambientazione storica: l'America del dopo Pearl Harbor e il conseguente internamento di migliaia di giapponesi-americani in camp ...continua

    Tre stelle e mezzo.

    La storia è dolce e raccontata in modo molto delicato, forse pure troppo, senza slanci e rimanendo un po' in superficie.
    Interessante l'ambientazione storica: l'America del dopo Pearl Harbor e il conseguente internamento di migliaia di giapponesi-americani in campi di prigionia.
    Interessante anche la tematica della non appartenenza a nessun luogo,un sentimento forte e doloroso in molti degli immigrati di seconda generazione che non si sentono accettati né dove sono nati, né nella patria d'origine, perché ormai di altra cultura.
    Mi sarebbe piaciuto, però, maggior approfondimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Voto: 3.5

    Avevo letto pareri entusiastici riguardo a questo libro, una media voti alta lo confermava, e tutto quello che si avvicina al mondo orientale mi attira da parecchi anni ma, puntualmente, anche questa volta sono rimasta un pochino delusa.


    Sicuramente, spetta a Ford il merito di aver tratta ...continua

    Avevo letto pareri entusiastici riguardo a questo libro, una media voti alta lo confermava, e tutto quello che si avvicina al mondo orientale mi attira da parecchi anni ma, puntualmente, anche questa volta sono rimasta un pochino delusa.

    Sicuramente, spetta a Ford il merito di aver trattato un argomento davvero originale e sconosciuto a molti, o perlomeno a me: la deportazione giapponese nell'America della seconda guerra mondiale. Ammetto la mia ignoranza riguardo questo "particolare" di cui non ero a conoscenza, mi ha colpito positivamente, ma purtroppo non è stato analizzato a dovere.
    La prima parte del romanzo è piuttosto lenta: assistiamo all'incontro tra Henry, bambino di origini cinesi, e Keiko, di origini giapponesi; conosciamo tutti i dubbi che attanagliano il bambino che si viene a trovare tra due fuochi, da una parte un padre rigido, legato alle tradizioni e fortemente nazionalista, dall'altra quella strana attrazione che lo spinge a conoscere una bambina che non dovrebbe neanche guardare.
    Nella seconda parte il ritmo aumenta e la storia, che inizia a scorrere maggiormente, si fa più interessante concentrandosi sulla vita di Keiko nel campo e raccontando tutto quello che i due ragazzini affrontano.

    La narrazione si articola su due piani temporali diversi: si apre nel 1986 con un Henry ormai in pensione, vedovo da poco e sempre in lotta con il figlio, con cui sembra non riuscire a stringere un rapporto equilibrato, per poi fare un salto nel passato al 1942 quando il tredicenne Henry incontra per la prima volta l'amore della sua vita; questi continui salti temporali creano comunque un "gioco" interessante e tengono alta la curiosità che fino alla fine non verrà appagata.

    Questo libro è, sicuramente, delicato e ha il pregio di far riflettere su questioni che, purtroppo ancora oggi, sono attuali e stupiscono quelle persone che come me non riescono a capire come sia possibile "classificare" come straniere persone che, nonostante abbiano origini diverse dalle nostre, siano comunque nate e vissute sempre nel nostro paese.
    E' un libro con una storia originale ed importante, che vuole donare un bellissimo messaggio, capace di esprimere emozioni forti ma che purtroppo non mi ha pienamente soddisfatta: non so cosa, ma mi aspettavo qualcosina di più, invece non sono stata coinvolta come credevo.

    Consiglio comunque il libro, alla fine non mi è dispiaciuto, soprattutto a chi ama le storie ispirate a fatti realmente accaduti, a chi ama il periodo bellico, l'America degli anni '40 e il Jazz, e a chi vuole un po' di sapore orientale.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/10/recensione-il-gusto-proibito-dello.html

    ha scritto il 

Ordina per