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Il gusto proibito dello zenzero

By Jamie Ford

(310)

| Hardcover

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Book Description

457 Reviews

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    Prima di leggere questo libro non avevo idea della situazione dei giapponesi in america dopo la seconda guerra. Nessuno me ne aveva mai parlato. Nessuno me ne ha parlato così.
    Leggetelo: amanti del romantico, amanti del vero, amanti della semplicità ...(continue)

    Prima di leggere questo libro non avevo idea della situazione dei giapponesi in america dopo la seconda guerra. Nessuno me ne aveva mai parlato. Nessuno me ne ha parlato così.
    Leggetelo: amanti del romantico, amanti del vero, amanti della semplicità e dell'innocenza macchiata dal peccato dei predecessori.
    Grande Jamie Ford: non la dimenticherete!

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    Kekka951 said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Bellissimo

    Una storia d'amore adolescenziale sullo sfondo della seconda guerra mondiale, ambientata nella Seattle degli anni '40, descritta con precisione (derivante,pare, da sopralluoghi veri dell'autore che disegnava i luoghi nel suo album per poi poterli des ...(continue)

    Una storia d'amore adolescenziale sullo sfondo della seconda guerra mondiale, ambientata nella Seattle degli anni '40, descritta con precisione (derivante,pare, da sopralluoghi veri dell'autore che disegnava i luoghi nel suo album per poi poterli descrivere accuratamente). Un ragazzino cinese figlio di genitori nazionalisti, che si innamora di una ragazzina giapponese, considerata il nemico dai suoi, che boicotteranno la loro relazione. Due ragazzi che si avvicinano in quanto si sentono non più cinesi o giapponesi ma americani; ma a cui la nuova patria offre un razzismo a volte strisciante, a volte esplosivo, che non risparmia nemmeno il cinese che pure è alleato di guerra. I giapponesi,invece, vengono alla fine internati in campi di custodia (fatto realmente accaduto,ovviamente con sistemi più umani dei lager nazisti, ma in pratica pur sempre una deportazione di massa di cittadini che si definiscono americani, anche se solo di seconda generazione). E da qui la sensazione per i nuovi americani,di essere doppiamente stranieri, sia nella prima che nella seconda patria.
    Libro meritevolissimo, per tre motivi: la storia d'amore trattata in punta di piedi,senza melensaggini inutili; l'inquadramento storico e la riproposizione di un tema (la deportazione forzata dei nippoamericani in luoghi sicuri, lontani da punti strategici, in modo che eventuali spie o terroristi non potessero danneggiare obiettivi sensibili) passato parecchio sotto silenzio da stampa e media, e pressoché sconosciuto in Europa; la sottile analisi dello stato d'animo dell'immigrato, visto comunque con timore, attualissimo se si pensa alla paura dell'islam dopo l'11/9 e alle difficoltà di integrazione della seconda generazione,che non è né carne né pesce, né straniera né connazionale.
    Lo consiglio vivamente, è stata una scoperta casuale ma graditissima.

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    Novella Semplici said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Seattle, primi anni '40. Henry, giovane cinese, fa amicizia con Keiko, nipponica. Entrambi i ragazzini, nati su suolo americano, vengono derisi dai compagni di scuola a causa del colore della loro pelle.
    La famiglia di Henry, nazionalista cinese, com ...(continue)

    Seattle, primi anni '40. Henry, giovane cinese, fa amicizia con Keiko, nipponica. Entrambi i ragazzini, nati su suolo americano, vengono derisi dai compagni di scuola a causa del colore della loro pelle.
    La famiglia di Henry, nazionalista cinese, come la maggior parte degli americani mal vede i giapponesi, entrati in guerra dalla parte sbagliata. Mentre la Seconda Guerra Mondiale miete vittime su vittime fregandosene della nazionalità o della forma degli occhi, nei moderni Stati Uniti i giapponesi vengono rinchiusi in campi con l'accusa di essere spie. Henry dovrà così decidere se continuare ad amare l'affascinante Keiko e sovvenire agli ordini paterni, o vivere la sua vita da cinese fedele alla sua nazione.
    Anni dopo, quando tutto il mondo ha solo un flebile ricordo di quegli anni, un'agghiacciante verità vedrà la luce del sole.

    Ammetto la mia ignoranza: io del popolo cinese e del popolo giapponese, purtroppo, non conosco granchè. Non conosco le loro storie - di Re e Repubbliche, di città conquistatrici e paesi conquistati - e men che meno, nuovamente purtroppo, conosco a fondo la loro partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale. Ahimè, a causa di parenti lontani so molto di come si svolse la guerra in Europa, ma per il resto buio assoluto.

    Quel poco che so è dovuto alla mia cultura da nerd:
    - il Maestro Miyagi, in Karate Kid, racconta la sua gioventù ad un giovane Daniel La Russo: nato in Giappone e trasferitosi in America, fu recluso anche lui in uno di quei campi, firmò anche lui un patto di fedeltà con gli americani e successivamente partì reclutato nell'esercito statunitense per combattere il suo stesso popolo, e ne tornò vincitore
    - Bruce Lee, nato in america e figlio di genitori cinesi, tornò da bambino nella loro terra natìa proprio nel periodo in cui era sotto attacco nipponico, e la prima parte del documentario dedicato alla vita del noto attore narra proprio quel periodo

    Quindi ora vi chiederete: ma il libro ti è piaciuto oppure no?
    Sì, in parte questo libro mi è piaciuto, perchè mi ha dato la possibilità di colmare alcune mie lacune storiche, di vedere con occhi diversi quel periodo e di non soffermarmi solamente alle morti che colpirono l'Europa, ma di andare oltre. L'amicizia ed il sentimento tra Henry e Keiko è poi talmente tenero e dolce che, anche per me che sono insofferente a certe smancerie, è d'obbligo emozionarsi in alcuni punti della storia. Per non parlare del rapporto nuovo che si instaura tra Henry ed il figlio Marty: so perfettamente quanto, a volte, sia praticamente impossibile riuscire ad instaurare un dialogo con alcuni genitori, ognuno chiuso nei propri ideali e nelle proprie convinzioni.

    In parte no, il libro non mi è piaciuto. Il finale frettoloso mi ha lasciato un po' (tanto) di amaro in bocca.
    Vero è che l'autore non aveva nulla in più da aggiungere - ammettiamolo, il finale è quasi scontato - ma concludere una bellissima storia in quante? 30 pagine? 40? No, forse l'autore avrebbe potuto entrare maggiormente anche in quel punto della storia e non chiudere così, troncando anche una buona parte di sentimenti.

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    Katiu said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

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    Dolce-amaro

    Il titolo in inglese è appunto "Hotel on the corner of Bitter and Sweet" e questa nota dolce-amara caratterizza questo bellissimo romanzo. Questo libro ha molti aspetti: un romanzo di formazione (del giovane Henry, figlio di immigrati cinesi di secon ...(continue)

    Il titolo in inglese è appunto "Hotel on the corner of Bitter and Sweet" e questa nota dolce-amara caratterizza questo bellissimo romanzo. Questo libro ha molti aspetti: un romanzo di formazione (del giovane Henry, figlio di immigrati cinesi di seconda generazione), una dolcissima storia d'amore, un libro che parla di un argomento storico poco conosciuto: l'internamento dei cittadini giapponesi che vivevano in America durante la II guerra mondiale perché considerati tutti potenziali spie e collaborazionisti del nemico dopo l'attacco a Pearl Harbour. Ma anche un libro che tratta la difficile relazione tra padre e figlio e il razzismo. Un libro ricco, ben scritto che si legge veramente con piacere e sveglia la curiosità di scoprire di più su questo particolare periodo storico.

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    Katalin said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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    molto bello, una storia originale, i rapporti tra cinesi e giapponesi durante la guerra... interessante

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    Simona said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

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    Seattle, anni 40. La seconda guerra mondiale infuria in Europa e il Giappone ha appena attaccato Pearl Harbor. Henry è un ragazzino di origini cinesi che frequenta una scuola americana molto rinomata, grazie ad una borsa di studio. La sua compagna di ...(continue)

    Seattle, anni 40. La seconda guerra mondiale infuria in Europa e il Giappone ha appena attaccato Pearl Harbor. Henry è un ragazzino di origini cinesi che frequenta una scuola americana molto rinomata, grazie ad una borsa di studio. La sua compagna di classe Keiko invece è una ragazzina giapponese. Entrambi sono nati negli Stati Uniti, ma un feroce razzismo li condanna all'emarginazione e li rende facili vittime dei bulli della scuola. A differenza di Keiko però, Henry è emarginato anche all'interno della sua stessa famiglia: il padre è nazionalista al limite della follia ed odia i giapponesi con tutte le sue forze.Il suo paese di origine, così come quello in cui ora vive, è in guerra contro il Giappone: per questo costringe il figlio ad uscire di casa con un distintivo cucito sulla giacca che dichiara a grandi lettere " IO SONO CINESE". Henry si vergogna della sua famiglia, non comprende l'odio di suo padre. Ma ancora meno comprende quello degli Stati Uniti verso le famiglie di origine giapponese. Dopo l'attacco di Pearl Harbor fu promulgata una legge che impose l'esilio dei nippoamericani presso campi di lavoro forzati, espropriandoli delle loro case e dei loro beni. Ufficialmente per proteggerli da ripercussioni razziste, ufficiosamente fu lo scotto che dovettero pagare in quanto appartenenti all'etnia nemica.E' troppo difficile capire per due ragazzini che considerano l'America il loro Paese.Per loro contano solo le cose che li rendono uguali e che li uniscono. La passione per il Jazz, ad esempio. Le strade di Seattle pullulano di locali notturni dove i musicisti di colore si esibiscono in tutta la loro esuberanza. In quei locali non appartieni a nulla se non a te stesso, si può smettere per un paio d'ore di essere afroamericani, giapponesi, cinesi. Ci sono solo persone che si divertono, ascoltano musica, ballano, e bevono di nascosto lo zenzero giamaicano. E poi c'è un disco di Oscar Holden, un vecchio 78 giri su cui è inciso un brano che racchiude tutta la felicità di quei momenti, l' amicizia, e la tenerezza di un sentimento che stava nascendo."Non pensare a quello che non hai più, ma pensa a quello che hai ora e cerca di andare avanti." Questo è il motto di Henry. Ma poi, un giorno di quarant'anni dopo, Henry insieme a suo figlio ritrova quel disco....

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    Paola said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

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