Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il gusto proibito dello zenzero

Di

Editore: Garzanti

4.0
(1895)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 378 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Portoghese

Isbn-10: 8811681685 | Isbn-13: 9788811681687 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Ti piace Il gusto proibito dello zenzero?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Seattle.
Nella cantina dell’hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant’anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l’ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L’America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l’odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l’aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All’inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l’ordine del governo è chiaro: tutti i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, a tutti gli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto. E, adesso, quarant’anni dopo, quell’ombrellino custodisce ancora una promessa. La promessa che la Storia restituisca loro la felicità che si meritano.
Un romanzo d’esordio che ha sorpreso e incantato, rivelandosi un fenomeno editoriale unico. Uscito in sordina negli Stati Uniti, ben presto ha scalato le classifiche di tutto il paese e ha venduto migliaia di copie solo grazie al passaparola dei lettori. Ambientato durante uno delle epoche più buie e dolorose degli Stati Uniti, Il gusto proibito dello zenzero è una storia indimenticabile e commovente di speranza e determinazione, di abbandono e di rimpianti, di lealtà e coraggio che esplora la forza eterna e immutabile dell’amore.
Ordina per
  • 5

    Da leggere!

    Ultimamente è uno dei libri che mi ha appassionato di più tra quelli che ho letto! La trama è coinvolgente, è un libro che mi ha lasciato molto soprattutto in relazione allo sfondo storico e rispetto ...continua

    Ultimamente è uno dei libri che mi ha appassionato di più tra quelli che ho letto! La trama è coinvolgente, è un libro che mi ha lasciato molto soprattutto in relazione allo sfondo storico e rispetto alla situazione dei cittadini giapponesi in america negli anni della seconda guerra mondiale. Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    Coinvolgente, passionale. Un capolavoro!

    Sono pochi i libri che leggo due volte, ma ho sentito il bisogno di rivivere quelle emozioni che avevo provato quando lo lessi per la prima volta.
    Fa riflettere su molti aspetti (la guerra, gli inter ...continua

    Sono pochi i libri che leggo due volte, ma ho sentito il bisogno di rivivere quelle emozioni che avevo provato quando lo lessi per la prima volta.
    Fa riflettere su molti aspetti (la guerra, gli internamenti, il rapporto padre figlio, il razzismo, il senso di appartenenza..). Ottimo anche da un punto di vista narrativo, si legge senza fatica.
    Consiglio a pieni voti!

    ha scritto il 

  • 3

    Decisamente commuovente.

    Sono contenta di aver letto questo libro. Rende palesi i rastrellamenti dei giapponesi negli Stati Uniti, il loro internamento e la divisione totale dal resto della società.
    Tenerissima poi la storia ...continua

    Sono contenta di aver letto questo libro. Rende palesi i rastrellamenti dei giapponesi negli Stati Uniti, il loro internamento e la divisione totale dal resto della società.
    Tenerissima poi la storia di amicizia/amore tra Henry e Keiko.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo un'inizio un po' faticoso il libro prende il via e ti prende molto. Vorresti conoscere la storia di Henry e ti affezioni a lui, quasi fosse un amico. Il libro è ben scritto ed è molto dolce e del ...continua

    Dopo un'inizio un po' faticoso il libro prende il via e ti prende molto. Vorresti conoscere la storia di Henry e ti affezioni a lui, quasi fosse un amico. Il libro è ben scritto ed è molto dolce e delicato, sia per l'argomento trattato (i perseguimenti dei giapponesi in America) sia per il legame d'amore tra i due ragazzini. Bel libro.

    ha scritto il 

  • 3

    un amore adolescenziale nella periferia di seattle ,periodo della guerra , 2 culture e 2 mondi che si incontrano e si scontrano.la popolazione giapponese internata in campi in america: sono gli argome ...continua

    un amore adolescenziale nella periferia di seattle ,periodo della guerra , 2 culture e 2 mondi che si incontrano e si scontrano.la popolazione giapponese internata in campi in america: sono gli argomenti di cui parla il libro. scritto con tenerezza ed eleganza ,ti prende lentamente con i suoi personaggie la sua storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Cerco di non vivere nel passato,pensò, ma chissà, a volte è il passato che vive in me."

    Un libro affascinate ed interessante, perchè ci viene raccontato un fatto, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, in America, che per tanti anni è rimasto all'oscuro, quello della deportazione d ...continua

    Un libro affascinate ed interessante, perchè ci viene raccontato un fatto, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, in America, che per tanti anni è rimasto all'oscuro, quello della deportazione delle comunità giapponesi, ma non solo, viene trattato anche l'argomento del razzismo, una piaga sempre attuale,dalla quale non si riesce mai a guarire a causa dell'ignoranza e dell'intolleranza della gente.
    La storia è quella di un ragazzino cinese di nome Henry, che vive a Seattle e che i suoi genitori lo vogliono far essere un vero americano, per questo deve frequentare la scuola dei bianchi.
    "Henry faceva del suo meglio per rispettare e onorare i suoi genitori. Andava a scuola tutti i giorni, procedendo in senso contrario al flusso imponente degli altri ragazzini cinesi che lo chiamavano -diavolo bianco-. Lavorava alla mensa dove i diavoli bianchi lo chiamavano -giallo-."
    Un giorno alla mensa, dove lavora, incontra Keiko, una ragazzina giapponese, da qui la sua vita cambierà per sempre, all'inizio è profondamente combattuto se poter o non poter instaurare un qualche rapporto con lei, perchè suo padre, nazionalista sfegatato che odia e che vede nel Giappone il suo nemico numero uno gli ha sempre insegnato a non aver rapporti di alcun genere con tale popolo, ma poi lui estraniato e colpito ogni giorno da atti di bullismo da parte dei compagni di scuola bianchi, finalmente trova con Keiko un'alleata speciale, dalla quale imparerà ad apprezzare il fatto di essere americano e che non importa quello che sei ma come sei.
    "Henry, noi non siamo così. Voglio dire, i miei genitori non ti giudicano in base al distintivo che porti. Ti giudicano in base a ciò che le tue azioni dicono di te. E il fatto che, nonostante le idee dei tuoi genitori, tu sia venuto qui, dice un sacco di cose sul tuo conto ai miei genitori, e anche a me. Loro sono innanzitutto dei cittadini americani. Non ti considerano un nemico. Ti vedono semplicemente come una persona."
    Purtroppo, per loro, c'è la guerra e tutto è incerto, fino a quando un comunicato del Presidente degli Stati Uniti D'America, dichiara che tutte le comunità giapponesi devono essere trasferite in campi di internamento, da qui le strade di Henry e Keiko si separano, non prima di essersi dichiarati amore profondo e vero, ma il tempo e la distanza cambieranno le cose.
    "Henry stava imparando che il tempo della separazione finiva per creare distanza, più che le montagne e la differenza di fuso orario. Una distanza vera, quella che fa stare male e induce a smettere di farsi domande. Una nostalgia intensa al punto che il fatto di avere a cuore una persona comincia a diventare doloroso."
    Passano gli anni, Henry vive la sua vita insieme alla moglie Ethel ed al figlio Marty, poi ormai vedovo, camminando per le strade del quartiere, durante lo smantellamento e il rifacimento di un vecchio hotel, tornano alla luce oggetti appartenuti alle famiglie giapponesi internate....e dentro di lui rinasce il desiderio, mai del tutto abbandonato, di rivedere e ritrovare Keiko.
    Un libro delicato, affascinante, che parla di amore, di dedizione, di razzismo, di odio, di quanto la vita a volte ci giochi brutti scherzi, ma che non perdendo la speranza e la fiducia, può anche riservarci altre sorprese e bei nuovi momenti, come una favola....
    Bellissima la figura di Sheldon, l'artista di strada che suona il sassofono, che sarà l'amico-padre di Henry, che lo incoraggia, lo aiuta e lo consiglia. Un ruolo importante lo riveste anche la musica jazz, vibrante ed unica, che sembra quasi di udirla in sottofondo mentre leggiamo il libro.
    "Avrebbe fatto come faceva sempre, avrebbe cercato le cose dolci fra le amare."

    ha scritto il 

  • 3

    Missed opportunity, but the fundamentals are there

    Even though the book displays all the issues I usually like in books, such as displacement, inner, gender, generational and race conflicts, love and a strong focus on characters, this book, in my humb ...continua

    Even though the book displays all the issues I usually like in books, such as displacement, inner, gender, generational and race conflicts, love and a strong focus on characters, this book, in my humble opinion, is not well written enough to support its story and catch the attention of the reader.
    Could have been very good, considering the great amount of contemporary literature elements that are developed in it (consider the jazz issue, for instance, the fater-son relationship and all the other main topics present in the book), but it failed in its writing strenght.
    Nevertheless, I really appreciated the Japanese racism topic, whose details I really didn't know, so that this book gave me the chance to get in contact with another strand of racial segregation which stands next to the issue of blacks and natives in the American culture.
    Missed opportunity, but the fundamentals are there.

    ha scritto il 

  • 3

    Il gusto proibito dello zenzero

    Non posso dire di essere stata completamente coinvolta da questo romanzo, che, tra l'altro, mi è stato regalato. Il tempo di lettura (circa 2 mesi...) per me è indicativo dello scarso interesse che ha ...continua

    Non posso dire di essere stata completamente coinvolta da questo romanzo, che, tra l'altro, mi è stato regalato. Il tempo di lettura (circa 2 mesi...) per me è indicativo dello scarso interesse che ha suscitato in me. La parte che di sicuro mi ha colpito è stata la storia dei nippo-americani che io ignoravo fino alla lettura di questo libro... solo questo forse merita le 3 stelle che ho dato. Purtroppo il personaggio di Keiko è stato introdotto ma non sufficientemente approfondito, tanto da far sembrare il rapporto descritto "fantastico", nel senso che esisteva esclusivamente nella mente del protagonista.
    Nel complesso, chi amasse conoscere un po' di più la storia contemporanea, può affrontarne la lettura...

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo io non l'ho apprezzato. Nonostante le ottime recensioni e le tante segnalazioni positive, mi ha deluso.
    Lo stile è piatto, monotono e infarcito di luoghi comuni oltre che di frasette ad effe ...continua

    Purtroppo io non l'ho apprezzato. Nonostante le ottime recensioni e le tante segnalazioni positive, mi ha deluso.
    Lo stile è piatto, monotono e infarcito di luoghi comuni oltre che di frasette ad effetto tipo quelle che si trovano sui cioccolatini.
    I due protagonisti non potevano essere più perfettini, noiosi, finti, stereotipati, irritanti.
    Ma la maggior delusione deriva dal fatto che mi aspettavo una storia che ruotasse attorno alla deportazione dei giapponesi, invece la deportazione ha fatto da supporto, ad una storia melensa e poco credibile.
    Poco credibile che il padre, povero, potesse aver manipolato con l'ufficio postale per non far arrivare o partire le lettere del figlio, a meno che non si fosse rivolto alla mafia cinese, ma penso che a tutto c'è un limite, la mafia cinese avrebbe avuto altro a cui pensare che non agli omori di due adolescenti! o che i padre potesse impedire la vendita dell'hotel, tra l'altro non sono riuscita a capire tutta questa fissa per l'hotel da parte di Henry.
    Poco credibile la postina che legge la lettera di Henry e si presenta all'appuntamento al posto della giapponesina, e lui broccolo broccolo ci va a pranzo come se niente fosse, la trovo singolare come reazione.
    E potrei aggiungere tante altre piccole perle di banalità.

    ha scritto il 

Ordina per