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Il gusto proibito dello zenzero

By Jamie Ford

(1050)

| Hardcover | 9788811681687

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Book Description

Seattle.
Nella cantina dell’hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant’anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l’ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritro Continue

Seattle.
Nella cantina dell’hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant’anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l’ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L’America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l’odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l’aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All’inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l’ordine del governo è chiaro: tutti i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, a tutti gli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto. E, adesso, quarant’anni dopo, quell’ombrellino custodisce ancora una promessa. La promessa che la Storia restituisca loro la felicità che si meritano.
Un romanzo d’esordio che ha sorpreso e incantato, rivelandosi un fenomeno editoriale unico. Uscito in sordina negli Stati Uniti, ben presto ha scalato le classifiche di tutto il paese e ha venduto migliaia di copie solo grazie al passaparola dei lettori. Ambientato durante uno delle epoche più buie e dolorose degli Stati Uniti, Il gusto proibito dello zenzero è una storia indimenticabile e commovente di speranza e determinazione, di abbandono e di rimpianti, di lealtà e coraggio che esplora la forza eterna e immutabile dell’amore.

Critics

  • Il gusto proibito dello zenzero

    La trama e le recensioni di Il gusto proibito dello zenzero, romanzo di Jamie Ford edito da Garzanti (in libreria dal 14/01/2010). L'America dei primi anni quaranta è un paese attraversato da un razzismo strisciante. A causa del taglio dei suoi occhi ... (read full critics)

    Qlibri published on Sun, 28 Nov 2010

25 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Il romanzo narra la incredibile storia d’amicizia e amore che lega i due giovani protagonisti, Henry Lee e Keiko Okabe sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Entrambi hanno 12 anni, entrambi frequentano al prestigiosa scuola Rainier di Seattle e tutti e due hanno qualcosa che li rende particola ... (continue)

    Il romanzo narra la incredibile storia d’amicizia e amore che lega i due giovani protagonisti, Henry Lee e Keiko Okabe sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Entrambi hanno 12 anni, entrambi frequentano al prestigiosa scuola Rainier di Seattle e tutti e due hanno qualcosa che li rende particolari agli occhi miopi degli altri. Henry è nato da una famiglia tradizionale cinese, arrivata in America per sfuggire alla guerra nel proprio paese e per fare fortuna; Keiko è una nisei, ovvero americana di terza generazione, discendente da una famiglia giapponese che 2 generazioni prima della sua nascita giunse negli States per avere una vita migliore. I due ragazzi sono americani di nascita ma ognuno di loro vive il percorso della propria cittadinanza in maniera differente. All’indomani dell’ammissione alla Rainier, Henry riceve dal padre, un nazionalista cinese nemico dei giapponesi che hanno piegato il suo Paese, un distintivo con su scritto “Io sono cinese”. I motivi di questa decisione sono per Henry inizialmente oscuri, ma bene presto, il ragazzo ne realizzerà dolorosamente il significato. Alle sue spalle si staglia quel conflitto, che lo seguirà per tutta la sua crescita, in cui il suo Paese, gli Stati Uniti, combatte quelli che sono i loro principali nemici nonché i soli e unici nemici di suo padre, quei giapponesi che nel 1941 attaccarono la base americana di Pearl Harbour determinando l’entrata in guerra degli USA. L’arrivo della guerra complicherà la vita di Henry, già vessato, preso in giro e mortificato dai suoi compagni di scuola, esemplari di quell’americano medio incapace di accettare il diverso, per quei suoi tratti da orientale, ma soprattutto stravolgerà completamente l’esistenza di Keiko, una ragazzina moderna, nata in una famiglia illuminata, conscia delle sue origini ma consapevole dei suoi diritti di cittadina americana e orgogliosa della sua nazionalità.

    La loro storia ci viene raccontata attraverso lo sguardo di un Henry ormai sessantenne, con un figlio ormai uomo e un segreto mai rivelato: nessuno, a parte la moglie Ethel, morta di cancro recentemente, e l’amico jazzista Sheldon, sa di Keiko e del loro amore contrastato dalla storia e da una società ottusa e intransigente, la cui paura del diverso si trasforma in violenza. Un incalzante andare avanti e indietro nel tempo, con continui flashback e ritorni al presente, danno ritmo a una storia delicata ma allo stesso tempo forte e tanto difficile quanto controversa. Il contesto storico in cui è ambientata, infatti, ci introduce in un tema che nei libri storia non si trova quasi mai citato e che per anni è stato oggetto di oscurantismo: l’evacuazione della popolazione giapponese presente sul territorio statunitense e il loro relegamento in “campi di detenzione”, vere e proprie prigioni a cielo aperto, nel bel mezzo del deserto texano o nascoste tra le montagne, dove veniva rinchiusa gente la cui unica colpa era di essere quello che erano, cittadini americani di discendenza giapponese, capri espiatori di un odio cieco e folle. La parola “campo” richiama alla memoria immagini dolorose e orribili. Qui certo non ci troviamo di fronte alle vergogne dei lager. Ma il principio di base è, purtroppo, lo stesso.

    La giovane età dei protagonisti, poco più adolescenti che affrontano qualcosa più grande di loro, pare in qualche modo alleggerire l’atmosfera e renderla più innocente di quel che fosse. Henry e Keiko comprendono cosa sta succedendo intorno a loro e ne sono ovviamente spaventati, ma i loro giovani cuori sono ancora pieni di speranza e gioia di vivere e tali emozioni vengono trasmesse in modo chiaro al lettore che condivide ogni singolo istante della loro avventura. Anche la colonna sonora che li accompagna, la musica jazz degli anni ‘40, è quanto mai adatta e capace di venire in aiuto alle parole e caricarle ulteriormente di sensazioni e stimoli che permetto chi legge quelle pagine di immergersi completamente in tali atmosfere. Ford ricostruisce accuratamente l’International District di Seattle e l’intera città sotto i nostri occhi, attingendo ai suoi ricordi di bambino, ai racconti dei suoi genitori e nonni e alla storia musicale e civica della metropoli statunitense, regalandoci una calorosa e appassionante visione, quasi cinematografica, di quell’epoca e della città, che mai avremmo potuto credere così affascinante. Diventa, così, molto facile immaginare Henry e Keiko affascinati di fronte alla musica di Oscar Holden (musicista effettivamente esistito ai tempi e figura importante della scena jazz della città) o persino sentire Sheldon, il più caro amico di Henry, suonare il suo sax in quell’angolo di strada da lui tanto amato.

    Storia molto dolce e commovente, lo stile con cui viene narrata è semplice e lineare e lo sfondo accurato e suggestivo. Le uniche pecche del libro sono da ricercarsi, probabilmente, in una certa lentezza della narrazione verso l’ultima parte del romanzo e in alcune scelte dell’autore, fatte forse per evitare id dilungarsi troppo, che rendono confuso il passaggio tra presente e passato. Tuttavia sono difetti su cui si può trascendere. Il gusto proibito dello zenzero è sicuramente un libro da leggere e da gustare lentamente. Sebbene la storia non sia delle più originali, il contesto in cui viene inserita la rende particolare e interessante, capace di risvegliare nel lettore interesse non solo verso la sorte dei protagonisti, a cui inevitabilmente ci si affeziona, ma anche verso uno spaccato della storia contemporanea sconosciuto ai più, la cui memoria, ugualmente, merita di essere preservata.

    (questa recensione la trovate anche qui: http://unafragolaalgiorno.blogspot.com )

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    Fragola said on Dec 17, 2011 | 2 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    Speravo meglio

    Una storia molto tenera e ben congegnata, non c'è dubbio. Jamie Ford, le cui origini sono cinesi nonostante un nome tanto americano, ha il grande onore di aver riportato sotto i riflettori un periodo storico che per gli Stati Uniti, probabilmente, non può dirsi edificante. Nei civilissimi States, a ... (continue)

    Una storia molto tenera e ben congegnata, non c'è dubbio. Jamie Ford, le cui origini sono cinesi nonostante un nome tanto americano, ha il grande onore di aver riportato sotto i riflettori un periodo storico che per gli Stati Uniti, probabilmente, non può dirsi edificante. Nei civilissimi States, a conti fatti, avevano allestito una macchina per la deportazione negli stessi anni in cui, in Europa, qualcun altro portava avanti, in parallelo, un'altra deportazione. Constatazione amarissima ma non troppo sorprendente, direi.
    Pur apprezzando la Storia che c'è dentro la storia, "Il gusto proibito dello zenzero" rimane un libro di media qualità. Vuoi per quella scia vagamente patetica che deve condurre quasi forzatamente verso un happy end telefonato almeno trecento pagine prima della fine, vuoi per uno stile che naviga lineare e piatto lungo tutto il romanzo. Niente di nuovo, in sostanza. Una lettura senza infamia e senza lode. Esattamente quello che dà soddisfazione a una marea di lettori medi che si fanno trascinare con facile passione da una vicenda che mescola verità e finzione senza pretendere particolare impegno né grandi fervori.

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/ford-jamie-il-gusto-…

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    Monnalisa said on Jan 12, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    La storia d'amore è una tra le tante, ma l'ambientazione è veramente appassionante. Un po' lento ma piacevole.

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    Cri said on Aug 14, 2011 | Add your feedback

  • Bellissimo libro!!!!

    Bellissimo libro!!!! Consigliatissimo!!!! Centrale è la storia d'amore tra due ragazzini ai tempi della guerra, ma attorno ruotano tante altre tematiche quali: il rapporto tra padre e figlio, il razzismo, l'amicizia, il tutto con lo sfondo storico del secondo conflitto mondiale...Ho apprezzato tanti ... (continue)

    Bellissimo libro!!!! Consigliatissimo!!!! Centrale è la storia d'amore tra due ragazzini ai tempi della guerra, ma attorno ruotano tante altre tematiche quali: il rapporto tra padre e figlio, il razzismo, l'amicizia, il tutto con lo sfondo storico del secondo conflitto mondiale...Ho apprezzato tantissimo questo libro, soprattutto per aver trattato un fatto storico di cui non ne ero a conoscenza e cioè l'internamento dei giapponesi negli Usa durante la seconda guerra mondiale e l'aspetto crudele dei rapporti tra la cina, il giappone e gli Usa. Un romanzo storico che fa riflettere e tanto....La scrittura è molto scorrevole e diretta...Le ultime pagine mi hanno davvero fatto commuovere!!!. Sicuramente farà parte dei libri più belli che ho letto.

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    Simy said on Feb 23, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1050)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Hardcover 378 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8811681685
  • ISBN-13: 9788811681687
  • Publisher: Garzanti
  • Pub date: Jan 14, 2010
  • In other languages:
    • Cover of 'Hotel on the Corner of Bitter and Sweet'
      Hotel on the Corner of Bitter and Sweet
      (English Books)

    简体书, Deutsche Bücher, Libros en Español

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