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Il labirinto femminile

Di

Editore: Omogeneitas

2.8
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8896788013 | Isbn-13: 9788896788011 | Data di pubblicazione: 

Genere: Family, Sex & Relationships , Philosophy , Self Help

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Descrizione del libro
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  • 1

    Il mio capo mi ha chiesto e tu?, come le dividi le persone?, ma che ne so ho risposto io che mi frega. E lei mi ha detto dai dimmelo, ogni persona arriva a un certo punto in cui compie una distinzione. Ognuno distingue a modo proprio ed è convinto che quella sia la distinzione che definisce le pe ...continua

    Il mio capo mi ha chiesto e tu?, come le dividi le persone?, ma che ne so ho risposto io che mi frega. E lei mi ha detto dai dimmelo, ogni persona arriva a un certo punto in cui compie una distinzione. Ognuno distingue a modo proprio ed è convinto che quella sia la distinzione che definisce le persone. Esempi? Il mondo si divide in buoni e stronzi. Il mondo si divide in chi ha le palle e chi non ce l’ha. Il mondo si divide in chi ha le idee e chi non le ha. Il mondo si divide in chi ha una certa sensibilità e chi non ce l’ha. Il mondo si divide tra chi ha voglia di fare e chi non vuole fare un cazzo. Si potrebbe continuare all’infinito. Ognuno ne trova una prima o poi e ci si costruisce sopra la propria religione. Allora mi sono ricordato che anni fa mentre stavamo a letto Palermo mi ha detto, è proprio così, il mondo si divide in giovani e vecchi. I giovani si dividono in quelli stupidi e quelli meno stupidi, i vecchi si dividono in quelli di coccio e quelli saggi. I giovani stupidi si dividono in ignoranti o pecoroni, i giovani meno stupidi si dividono tra persone tristi e persone entusiastiche. I vecchi di coccio si dividono in pervertiti (di ogni genere non solo sessuale) e in rincoglioniti, i vecchi saggi si dividono in vecchi saccenti e in vecchi che ispirano alcuni giovani meno stupidi. I giovani stupidi ignoranti si dividono in ragazzini violenti (che violano in qualsiasi modo non solo sessuale) e in ragazzini spaventati e rancorosi, i giovani stupidi pecoroni si dividono in pezzi d’arredamento e soldati. I giovani meno stupidi tristi diventano nostalgici o mollicci mentre i giovani meno stupidi entusiasti diventano disillusi o caustici. I vecchi di coccio pervertiti diventano avide teste di cazzo o rimproveri continui mentre i vecchi di coccio rincoglioniti diventano piante che odiano il sole o sanguisughe. I vecchi saggi saccenti diventano professori o veri genitori (non necessariamente di sangue). I giovani stupidi ignoranti violenti si dividono in capi e seguaci mentre i giovani stupidi ignoranti spaventati e rancorosi si dividono in vittime e fardelli, i giovani meno stupidi tristi nostalgici si dividono in aspiranti artisti (spesso disegnatori) e artisti falliti mentre i giovani meno stupidi tristi mollicci diventano aspiranti artisti (spesso cantanti) o professionisti. I vecchi di coccio pervertiti avide teste di cazzo si dividono in padroni e in dipendenti frustrati mentre i vecchi di coccio pervertiti rimproveri continui si dividono in ti sei perso eh?, mi fa Palermo ghignando. Poi mi ha guardato triste e mi ha detto, perché non hai voluto scopare con me? Io l’ho guardata per qualche istante per qualche istante avevo avuto l’impressione che volesse andare a parare proprio lì. Perché sono vecchio, ho risposto. Ma hai appena 25 anni, ha detto lei. Sono invecchiato da giovane ho risposto. Ma i vecchi scopano, ha detto lei. Presto non scoperà più nessuno, mi muovo nell’avanguardia ho detto io. Tu non sei vecchio sei un coglione, mi ha detto lei. Sì sono un vecchio coglione ho detto io. Per molto tempo non abbiamo più parlato, poi ci siamo incontrati di nuovo. È sempre imbarazzante incontrare qualcuno con cui hai condiviso qualcosa e con cui poi ti sei lasciato. È come farsi una chiacchierata con un ladro o è come se tu fossi un ladro e chi hai derubato ti vuole parlare del suo lavoro che non va bene. Parlando del più e del meno lei mi ha detto che il mondo si divide in quelli che scopano e quelli che non scopano. Quelli che scopano si dividono in E l’ho interrotta le ho detto, ah sì mi piace questo tuo nuovo punto di vista, parlavo di questo proprio ieri con un Bucarest e io ho detto che le persone si dividono in chi mangia pop corn e chi non li mangia e Bucarest mi ha detto la sua, mi ha detto che il mondo secondo lui si divide anche tra quelli che vogliono essere educati e quelli che invece sono dei brutti maleducati.

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'erano abbastanza stelle.

    Grazie a questo libricismo ho imparato che la terministica "ambasce" in un dialogismo amoretico rappresenta il culminismo dello strategismo seduttivo paginale.

    Ite, consigliatur est.

    (se non esiste una parola, inventala. E se esiste ma non ti piace, inventala comunque!)

    ha scritto il 

  • 1

    In sintesi: Luisa, dammela perché sennò finisce il mondo.
    No no, non sto mica scherzando, quella che avrete in mano - se non vi mancherà il coraggio - è un'opera falsamente dedicata all'amore tra un uomo (uno stalker all'ultimo stadio) e una giovane donna (un'acqua cheta piuttosto furbetta). Il s ...continua

    In sintesi: Luisa, dammela perché sennò finisce il mondo. No no, non sto mica scherzando, quella che avrete in mano - se non vi mancherà il coraggio - è un'opera falsamente dedicata all'amore tra un uomo (uno stalker all'ultimo stadio) e una giovane donna (un'acqua cheta piuttosto furbetta). Il succo, il nucleo, dell'immane sforzo dell'avv. Marra Alfonso Luigi, è nelle "chiavi di lettura", che il Nostro si premura di fornirci dopo 300 pagine di epistolario via sms e rare mail. Epistolario che, di per sé, merita un encomio: poiché il tono e i contenuti si evincono già a pagina 3, la capacità dell'autore di gonfiare il nulla fino alle dimensioni dello Zelig hanno del miracoloso. Paolo: me la dai? Luisa: mi sa di no. Paolo: dammela! Luisa: eccotela. Paolo: mo' la voglio ancora di più. Luisa: ti attacchi a meno che non mi sposi. Ma perdonate, la mia è una misera parafrasi di sms che spesso raggiungono inusitate lunghezze (a proposito, avv, Marra, di quale pusher... ehm... operatore telefonico si serve?) e contengono articolatissimi e dotti ragionamenti. Salvo chiudersi - e sfido a dire che non è genio questo! - con la formula TA, che sta per "ti amo". Nemmeno un quindicenne tossico dell'acronimo digitalizzato era mai giunto a tanto! Ma, si diceva, per chi riesce a valicare il monte dell'epistolario, il Nostro ha in serbo le sue chiavi di lettura: non sia mai detto che quanto sopra venga semplicemente bollato come una cagata pazzesca! Ed è in questa parte del tomo che apprendiamo alcune scomode, quanto profonde, verità: - l'epifania: nella tarda primavera del 1985 il Nostro comprende di aver sempre "antologizzato" se stesso e gli altri, cioè di averli incasellati in immagini stereotipate; - tale rivelazione sconvolge la sua vita: da un atteggiamento di maschio prevaricatore lo spinge alla ricerca di un rapporto dialogico con la donna; - ma attenzione: è la società e la cultura dominante che impone questo errato modello di rapporti sintetizzato nella formula: "se io te la dò, tu che mi dai in cambio?"; - tale modello di relazioni, basato sull'interesse dell'individuo, ha una radice economica: è il potere bancario a imporre uno schema funzionale al profitto ma deleterio allo sviluppo dell'umanità; - tassello finale: questo modello, che ha rallentato di "milioni di anni" (?) lo sviluppo dell'umanità, ci porta al disinteresse per le problematiche reali, quali i cambiamenti climatici, destinate a precipitarci verso la distruzione del mondo. Tutto ciò il Nostro ha compreso e, pur a malincuore, ha deciso di farsi carico di portare il mondo a conoscenza di cotanto sapere. L'autore si sovrappone più volte, in questa sezione, al suo personaggio, tanto da rendere flebili le distinzioni e da chiedersi se una Luisa esista davvero, posto che non si sia suicidata alla pubblicazione del libro. Tra un congiuntivo sbagliato, un Cristo relegato a proprio precursore, un Dante liquidato quale espressione della cultura media, una Montalcini redarguita quale portatrice di baggianate, la sintesi resta: Luisa dammela, perché sennò finisce il mondo.

    In certi casi sono a favore del TSO e maledico Basaglia. Sappiano i nuovi adepti del culto Marriano che non occorre spendere soldi per acquistare il tomo: come avvenne già per i vangeli, esso circola in copie clandestine affinché il Sapere possa raggiungere tutti.

    Normalmente aborro il trash, ma qui rasentiamo il sublime!

    ha scritto il 

  • 1

    http://www.sommobuta.com/2011/02/della-merda-il-labirinto-femminile.html


    C'è (c'era) una pubblicità che gir(av)a ossessivamente su tutte le reti televisive: una Manuela Arcuri dal volto inespressivo decant(av)a con voce atona che "Il labirinto femminile" di Alfonso Luigi Marra - uno straor ...continua

    http://www.sommobuta.com/2011/02/della-merda-il-labirinto-femminile.html

    C'è (c'era) una pubblicità che gir(av)a ossessivamente su tutte le reti televisive: una Manuela Arcuri dal volto inespressivo decant(av)a con voce atona che "Il labirinto femminile" di Alfonso Luigi Marra - uno straordinario epistolario d'amore in sms - "è bellissimo".

    Ora, solo un allocco crederebbe a una stronzata (o bufala, o balla, o metteteci un dispregiativo a caso) del genere, ma la strategia di Marra (ex europarlamentare del Cristo di Arcore) è stata geniale: inondare le tv con quell'ignobile spot propagandistico abbastanza incomprensibile, in modo da attirare un numero "X" di idioti e decerebrati.

    Sfido chiunque infatti a spiegarmi cosa significa che "Il labirinto femminile è un’opera per liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che le tormenta e ha enormemente rallentato il cammino della civiltà."

    Che cazzo significa? Non ha senso! Così come non hanno senso i successivi spot dei capolavori marriani, interpretati da testimonial d'eccezioni quali Lele Mora, Ruby Rubacuori (sì, quella Ruby là), e nientepopòdimenoche la figlia di Marra stesso (che recita un capolavoro così da Oscar che al confronto la performance della Arcuri è roba da teatro dell'arte).

    Guardateli, cliccate sui nomi dei testimonial: non crederete a voi stessi.

    Il problema, è che anche il libro è un qualcosa di incomprensibile. Sul sito dell'autore infatti è possibile scaricare gratuitamente le prime 150 pagine dell'opera magna.

    Dato che ho pietà delle vostre menti, mi limito a copiaincollarvi solo una parte dell'incipit del romanzo (anzi, della prima e-mail).

    "Ti dirò che alla fin fine mi ero scocciato pure io! Non ho il gusto degli amori impossibili e sono stanco di questo tuo negarmi il diritto anche solo a una parola di chiarimento. Oggi, però, sfuggendo per un attimo ai tuoi alibi, hai evidenziato che, se ti prende il dubbio di non essere il chiodo fisso nella mia mente, ti agiti. Ti agiti perchè sai che prima o poi non potrai più non dirti, o non potrai più nasconderti, che dietro quelle tue smanie in relazione a tutto quanto mi riguardi, che tu, sempre in virtù dei tuoi alibi, hai interpretato tempo fa, "scherzando", come un volermi dominare, c'è invece una palese volontà di avermi."

    Ecco, l'epistolario è tutto così. Scritto in maniera pomposa e inverosimile. Non sembra che a mandarsi messaggini ed e-mail siano due innamorati, ma sembrano veri e propri droidi protocollari di Star Wars in ambasciata. I messaggini sono falsi e artefatti - credo per voler dimostrare la tesi dello "strategismo sentimentale" di cui sopra (sempre ammesso che qualcuno capisca cosa significhi "strategismo sentimentale") -.

    Senza contare che è comunque scritto da cani. Periodi che si aprono in altre decine di periodi che non si chiudono, frasi a caso, linguaggio da (tardo) medioevo. Ecco cos'è "'sto coso". Merda che caga merda.

    Potreste prendere un paio di "botta e risposta" a caso per rendervi conto dell'orrore su carta. Non che ce ne fosse bisogno, in effetti: bastava guardare solo l'espressione d'avorio della Arcuri per far capire che razza di prodotto è questo "Labirinto" inestricabile dal quale il nostro cervello sarà impossibilitato ad uscire per morte naturale dei neuroni.

    E' comunque utile per farsi quattro risate, eh... Se avete 10 minuti da buttare, il download gratuito di 'sta merda è quello che fa per voi.

    Ps: in realtà, una cosa buona lo spot dell'Arcuri l'ha fatto. Le decine e decine di parodie de "Il Labirinto Femminile" sono una più spassosa dell'altra. E me ne sono servito pure io per l'intro del Report del volume 58 di One Piece...

    ha scritto il 

  • 5

    Marra non molla, il Regime barcolla

    Non è affatto semplice incasellare l'opera di Alfonso Luigi Marra, un’opera complessa e multiforme, contaminata, sempre così in bilico tra saggistica d'informazione, narrativa di denuncia e farfugliamento senile. Ne "Il Labirinto Femminile" assistiamo all'ennesimo - e con tutta probabilità defini ...continua

    Non è affatto semplice incasellare l'opera di Alfonso Luigi Marra, un’opera complessa e multiforme, contaminata, sempre così in bilico tra saggistica d'informazione, narrativa di denuncia e farfugliamento senile. Ne "Il Labirinto Femminile" assistiamo all'ennesimo - e con tutta probabilità definitivo - attacco di Marra al Regime, un attacco quanto mai violento e al tempo stesso mirato, puntuale, chirurgico, come se ogni singola parola fosse il frutto ponderato di un mortifero lavoro di intelligence letterario durato anni e anni e anni. La sua penna è il bisturi sottile che sapiente si insinua nei recessi più remoti del Sistema, individuandone le terminazioni nervose per poi scoprirle, sollevarle, titillarle allegramente. Una a una, senza fretta. Signoraggio, etichettatura, pissicosi, ed ancora strateggismo sentimentale, maliardismo, metodica di formazione del pensiero, reportistica, prolassismo sociale, deburrage, polluzioni notturne, arte del macramè: il fronte di fuoco è a trecentosessanta gradi e non risparmia nessuno. E se è vero come come è vero – corollario del primo principio della termodinamica – che per ogni dieci verità scomode c’è una nipote di Mubarak che si mette a proprio agio, be’, ecco che anche l’ammiccamento smutandato dei tanto vituperati spot trova una sua precisa collocazione metafisica nel nostro universo. Lo stesso Marra spiega bene questo concetto a pag. 87, subito dopo quel pistolotto di venti pagine (vero corpus dell’opera nonchè centro ideale del labirinto) in cui sostanzialmente dice che gli piace la passera. E’ bellissimo. L’unica cosa che non ho capito è perchè c’è la faccia di Mal in copertina.

    ha scritto il 

  • 1

    ☠☢☣ sopraffatto dall'immensità autoriale ☣☢☠

    Decenni trascorsero dalle ultime rivoluzioni lessicali & sintattiche.
    Oggi il lettore è chiamato ad aprirsi a nuovi stupori. La commistione tra autore e personaggio e vita e trama delle Ballate della Signorina Richmond di Balestrini? Qui c'è.
    La disgregazione del linguaggio del Laborintus di Sa ...continua

    Decenni trascorsero dalle ultime rivoluzioni lessicali & sintattiche. Oggi il lettore è chiamato ad aprirsi a nuovi stupori. La commistione tra autore e personaggio e vita e trama delle Ballate della Signorina Richmond di Balestrini? Qui c'è. La disgregazione del linguaggio del Laborintus di Sanguineti (da cui mutua assonanze del titolo) pure. Il realismo fenomenologico di Robbe-Grillet? Portato qui a più alti livelli! Tanto da far intuire che il film, di certo imminente, raggiungerà la perfetta identità di mappa e territorio risultando di inimmaginabile metraggio stante la perfetta aderenza alla realtà. Una scena rappresentante un'ora nella vita, durerà esattamente un'ora. Semplice? Bastava pensarci, lui lo ha fatto.

    In questo epistolario dove un egolatra, (Avv. Paolo) dichiaratamente psicopatico, vessa una donna (Avv. Luisa) a tal punto da far scrivere lei, man mano che gli scambi proseguono, quasi esattamente come lui, indicando che il personaggio non concepisce letteralmente nulla al di fuori di sé, dicevo, questo terrificante maniaco, inietta nella psiche femminile - della quale viene sempre rimarcato l'incorreggibile disadattamento alla vera realtà, il suo veleno.

    Lui la vuole, spasmodicamente. Lei - chissà perché - è dubbiosa. Allora il matto cerca di convincerla ad innamorarsi razionalmente di lui, il concetto essendo "dàmmela, è per il tuo bene". Ma non solo, è tale l'afflato universalista del pazzo, da elevare l'imminente, urgente atto, a liberazione della donna, ma che dico, della Donna, ma perché limito, del Mondo. Infine: dell'Universo, e pure di Dio, se solo niente niente prestasse un po' di attenzione.

    L'Uomo vuole un riscatto olistico, o tutto o nulla. Se leggendo non lo capite, purgate le vostre misere menti alle terme della cultura e vedrete ordine dove altri vedono un labirinto. Tzè!

    Frasi smangiucchiate che solo l'acme del rinnovato momento riscattano nel privato di ognuno di noi, lui le dilata e comprime, straccia e reincolla, portando il messaggio più banale (solitamente noiosi belati infantilmente autoreferenziali e autoincensatori) fino a estensioni da bolla papale. Manda e-mail di quattro pagine. SMS di 256 caratteri. Forse l'unico essere umano che necessiti di Winzip nel cellulare. Il rapporto invii e risposte è di quattro a uno, dei testi dieci a uno. La subissa.

    Perchè lei non si eclissa? Perchè non accede ai benefici del welfare Australiano? S'intuisce un oscuro legame. Perchè sfugge un uomo profondamente convinto che la prima volta che deflorò una donna si generarono la Sicilia e la Calabria e l'Etna eruttò zibibbo passito con lapilli di mandorle?

    Interessi? Politica? Spionaggio? Abilissimamente l'Autore non lo dice. Anzi, per immedesimarsi nel lettore e, condividerne l'amaro calice, fa chiaramente intendere di non averne la più vaga idea, e di brancolare nel buio come lui.

    AOH! Maccheccàzz, POW!!! Scusate. Nel buio qualcuno mi ha toccato il culo. Ha detto che brancolava, io, a giudicare dalla tumefazione sul suo zigomo, no.

    Ahem! Dicevo, che lo tsunami letterario col quale tenta di affogarla è inaudito. Avendo usato tutta l'acqua per il diluvio, quando arriva al nucleo pulsante della passione, "Ti Amo" è costretto all'abbreviazione: "TA". Capito? Due gocce. Plìn plìn. TA. Ta. Tattattaratarattà, Tà!

    E' riuscito, primo nei millenni, a dare a "Ti Amo" che perfino Orwell in un inferno come 1984 riesce a ricelebrare, il suono polipropilenico e il senso polistirolico di uno stacchetto televisivo. Fenomenale, media dentro media, una mise en abyme nei due pollici di un telefonino.

    Ma non finisce qui. Lo stile è veramente eccelso.

    Per rappresentare la mimeticità della psicopatologia del personaggio, lo fa esprimere in un modo così involuto da negarsi l'atrocità dell'autocoscienza. Invece di usare la forchetta per mangiare le patate, userebbe un utensìle multiacuito per processare una risorsa amidacea.

    Le parole? Ha inventato il gonfiaggio lessicale. "Cane" è banale "Amerikanisch Canadisch Weißer Schäferhund", è già meglio e rende l'idea. Parole lunghissime, certo trasposto della sua incipiente priapesca erezione, trattandosi evidentemente di un essere il cui più importante organo sessuale è la testa.

    Invece del segno di paragrafo, usa dei piccoli manometri. Mediamente siamo sulle 2,3 atmosfere, ma se salgono entrambi, le porta a 2,9.

    Periodi a gomitolo rotolato dalle scale e, quando le parole non sono lunghe a sufficienza o deve farci intuire un Maelström concettuale, un gorgo sinaptico, ne assembla di nuove, usando le barrette, ecco la top ten:

    prevaricatorietà\egoismo\furberia\strategismo moralismo\strategismo\prevaricatorietà moralistico\strategico\prevaricatoria celebrazione\notorizzazione positività\partecipatività strategico\prevaricatorio strategico\prevaricatorie strategico\prevaricatoria intelligenza\dialogicità attenuate\neutralizzate

    Circa una parola su venti, è più lunga di dieci caratteri. Con questo stile, con queste parole vuole conquistare lei. Che si ritrae. Come del resto già vagheggiato nel noto saggio strutturalista di Cesey & Cephay.

    Ma non basta. A un certo punto il personaggio, ingaggiando una gara coi mostri wallaciani, parla del suo movimento politico: "FermiamoLeBanche&LeTasse". (sic!)

    Detto movimento esiste, in Italia. Creato dall'Autore, in Italia. Ora, scusatemi ma Umberto Eco, il tracotante professorone, è ricorso al mezzuccio di utilizzare i Protocolli dei Savi di Sion, per rimpolpare uno scarno romanzetto. Marra ha inventato i suoi Protocolli e li ha messi nel romanzo, facendoli agire dal personaggio.

    Temo che Eco sia chiaramente sopravvalutato. Non parliamo poi delle citazioni. Eco cita San Tommaso, e so fare anch'io, il Personaggio cita MARRA STESSO!!! "Da Ar a Sir", sì è un libro del Marra non una wadi nel deserto Siriano. E ho detto tutto, no, non l'ho detto. Marra ha scritto altri libri, dei quali alcune sinossi e lacerti, sono con generosità munifica, presenti nel sito.

    ☠☢☣<SPOILER!!!>☣☢☠

    L'ultima e-mail, un breve excursus delle attività che Paolo fece o farà, dalla rifondazione di Ninive alla deviazione del Nilo, mentre intonacava la Muraglia Cinese è di dieci pagine. La sventurata non rispose.

    In tutto il romanzo il tono di Paolo è un sopracuto a volume elevato, da uno che chiama gli Übermenschen con un fischietto per ricordargli che c'è la pappa della sera. Leggessimo un'enciclica così, penseremmo che il Pontefice sta francamente esagerando.

    Non credo che mai nessuno abbia mai scritto nulla di simile o paragonabile.

    E' chiaro che - a questo punto - nel lettore sorgano copiose domande. Prevedibile, voluto anzi. Qui ci ha portati il Marra, qui ci vuole.

    Come già predissi nel mio libello "Der Kunst von Schwarzwaldrauchenschinken Meerrettichgeschmack" Nacht und Nebel Verlag, Il concetto di Opera Aperta, tristemente celebrato con mezzucci da povere menti obnubilate era cadùco. Così quello di "morte dell'Autore".

    Infatti Marra qui regala il suo ultimo colpo di genio: se il libro fa sorgere domande, perché non allegare anche le risposte? Infatti la seconda parte contiene le chiavi di lettura e i criteri interpretativi. l'Avv. Alfonso Luigi Marra, lui solo, lui primo, ha inventato l'Opera Chiusa e l'Eternità dell'Autore.

    Vi allego l'immenso indice delle tematiche problematiche dialogiche esantematiche al termine della funzione romanzesca:

    La non dialogicità sessuale e la non orgasmicità femminile quali effetti delle politiche del potere economico per inibire il confronto

    La consumazione delle culture dell’amore fin qui vigenti

    Definizione dell’amore, sue cause, suo modo di insediarsi nel sistema mentale, e sua alterazione a opera del potere economico

    L’inversione in favore dell’uomo del rapporto di forza dopo l’istituzione della coppia

    Il maliardismo

    _______________________________________

    Marra: parte dell'àncora. "Ciascuna delle estremità triangolari dei bracci dell'ancora che fanno presa sul fondo del mare."

    Nomen Omen.

    Stasera festeggerò l'evento con un tripode d'oppio birmano e un gallone di Wray & Nephew Overproof 63%, per favore non chiedete oltre. Devo meditare sulla caducità delle foglie in autunno e scrivere il sesto capitolo del mio romanzo sulla coltivazione della patata nella contea di Kilkenny.

    Colonna sonora: Optacular sadic subterraneum Frankfurter wolodko (Zwank metallic führer)

    ha scritto il 

  • 1

    Dilettanti allo sbaraglio. E' un labirinto in cui posso orientarmi tranquillamente bendato, senza bussola e senza bastone da passeggio. A differenza di chi l'ha scritto, evidentemente.

    ha scritto il