Il lacchè e la puttana

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La misura perfetta per Nina Berberova è il racconto lungo, che attraversa un destino e un personaggio con il sibilo di una freccia. Qui si tratta del destino di Tanja, la "puttana", di lei seguiamo le avventure da Pietroburgo al Giappone, alla ...Continua
Ha scritto il 22/06/17
Soffocante. Un pugno nello stomaco.
Il lacchè "Sempre più insistentemente, sempre più ostinatamente , senza rendersene egli stesso conto, si aspettava aiuto dall'amore"La puttana "quasi tutto prendeva questa sfumatura di impudicizia, di volgarità, di menzogna, e non c'era nulla ...Continua
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Ha scritto il 20/09/15
Memorie di una comare 2.0
Dopo aver letto "Il corsivo è mio" della Berberova, mi ero riproposto di non leggere più nessun suo romanzo, un po' contrariato dall'acidità della scrittrice. E infatti... eccomi qui a commentare un suo libro.Il racconto "Il lacché e la ...Continua
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Ha scritto il 25/05/15
Due romanzi a confronto: Nemirovsky vs Berberova
Leggendo commenti e feedback di amici anobiani, mi è venuta la curiosità di mettere a confronto due autrici donne più o meno contemporanee, due autrici che mi hanno lasciato interdetta o dubbiosa per motivi differenti, ma che per alcune ...Continua
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Ha scritto il 23/02/15
"Il lacchè e la puttana" di Nina Berberova. Un racconto di una novantina di paginette, Adelphi. Bello, doloroso. La rivoluzione russa come un ricordo avvolto nelle nebbie della storia e un paio di personaggi che non si dimenticano. Su tutto un ...Continua
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Ha scritto il 16/04/14
La protagonista è Tanja, la «puttana»; di lei seguiamo le avventure da Pietroburgo al Giappone, alla Cina, a Parigi: donna rapace, sensuale, priva di scrupoli, delineata in maniera precisa, sebbene con pochi tratti e, accanto a lei, appare il ...Continua

Ha scritto il Jan 10, 2010, 15:00
"Perché vive un uomo così?" si ripeté. "Ah, Dio mio, dov'è finito? Eccolo che corre col portavivande, barcolla. Che faccia vecchia, stanca, e che strano cranio. Probabilmente fuma molto, si è rovinato i denti, si sarà rovinato anche il ...Continua
Pag. 41
Ha scritto il Jan 10, 2010, 14:55
[...] l'avevano spinta a cercare qualcosa cui non sapeva dare un nome, ma senza cui la vta a questo mondo sembrava impossibile; qualcosa di necessario, indispensabile,un misto di ozio e sazietà fisica che nella sua lingua avrebbe potuto chiamarsi ...Continua
Pag. 30
Ha scritto il Dec 04, 2009, 19:38
"Ogni volta che le lasciava cento franchi diceva che solo lì, in quell'«incantevole» e un po' sporca stanzetta d'albergo di quarta categoria, si sentiva un uomo e non una bestia".
Pag. 31
Ha scritto il May 29, 2009, 18:28
In quegli anni non era successo nulla che valesse la pena rimpiangere, amare, aveva sempre avuto l'impressione che potesse andar meglio, che sarebbe andata meglio, che c'erano altre persone più ricche, più allegre, più complete, e che questo ...Continua
Pag. 75
Ha scritto il Nov 20, 2008, 08:43
Ma le lacrime le avevano fatto perdere il filo dei pensieri, e lei stessa già non ricordava più come e perchè erano iniziati quel discorso, quei singhiozzi. Non era forse quello che aveva sognato in tutti quegli anni? - accanto a lei c'era un ...Continua
Pag. 69

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