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Il lacchè e la puttana

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 269)

3.6
(226)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 90 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845908240 | Isbn-13: 9788845908248 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Donatella Sant'Elia

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La misura perfetta per Nina Berberova è il racconto lungo, che attraversa un destino e un personaggio con il sibilo di una freccia. Qui si tratta del destino di Tanja, la "puttana", di lei seguiamo le avventure da Pietroburgo al Giappone, alla Cina, a Parigi: donna rapace, sensuale, sordida, disegnata con magistrale economia di tratti e intensità nel dettaglio, figura che merita di occupare un suo posto nella galleria delle grandi abbiette della letteratura russa. E accanto a lei, puntuale controcanto, apparirà il "lacchè", ex ufficiale della cavalleria zarista, finito come cameriere a servire caviale in un ristorante. Lo sfondo è Parigi dei russi bianchi, quinta mobile della disperazione e della degradazione. Lo scioglimento non può essere che sinistro - e, come sempre nella Berberova, cela una punta che si rivela solo nelle ultime righe.
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  • 4

    La protagonista è Tanja, la «puttana»; di lei seguiamo le avventure da Pietroburgo al Giappone, alla Cina, a Parigi: donna rapace, sensuale, priva di scrupoli, delineata in maniera precisa, sebbene con pochi tratti e, accanto a lei, appare il «lacchè», ex ufficiale della cavalleria zarista, finit ...continua

    La protagonista è Tanja, la «puttana»; di lei seguiamo le avventure da Pietroburgo al Giappone, alla Cina, a Parigi: donna rapace, sensuale, priva di scrupoli, delineata in maniera precisa, sebbene con pochi tratti e, accanto a lei, appare il «lacchè», ex ufficiale della cavalleria zarista, finito a fare il cameriere in un ristorante.
    A fare da sfondo la Parigi della disperazione, delle tristi stanze di albergo, della solitudine, del senso di inutilità della vita, dei tradimenti, della miseria umana, psicologica e affettiva prima ancora che economica.
    Un racconto che coinvolge e lascia l'amaro in bocca

    ha scritto il 

  • 3

    sferzante

    La vita di Tanja accelera su di un piano inclinato verso il decadimento e poi la morte, attesa e liberatoria.
    La Berberova descrive in modo pungente, freddo, impietoso questa figura senza virtù e senza qualità, senza onore nè senso morale.
    Si tratta evidentemente di una metafora della ...continua

    La vita di Tanja accelera su di un piano inclinato verso il decadimento e poi la morte, attesa e liberatoria.
    La Berberova descrive in modo pungente, freddo, impietoso questa figura senza virtù e senza qualità, senza onore nè senso morale.
    Si tratta evidentemente di una metafora della Russia nella quale l'autrice è nata: il lacchè Bologovskij si presenta come "tenente", perchè il suo cuore e la sua mente si sono cristallizzati nella bianca divisa zarista. Ma non crede al proprio sogno: si porta appresso una cesta di vecchi vestiti cenciosi e non capisce il suo presente. Ama Tanja, forse, ma non sa perchè, lei non lo ama e lui non sa perchè.
    Alla fine il paradosso di due vite senza moventi e senza speranze si consumerà nella violenza, nell'annullamento.

    ha scritto il 

  • 3

    L'incontro di due solitudini, l'incontro di due persone costrette a fuggire dopo la rivoluzione russa e lo svanire di ogni illusione di felicita' con il passare degli anni e con l'invecchiamento del corpo ...scrittura di qualita' nel descrivere lo squallore ed il degrado di personaggi ed ambienta ...continua

    L'incontro di due solitudini, l'incontro di due persone costrette a fuggire dopo la rivoluzione russa e lo svanire di ogni illusione di felicita' con il passare degli anni e con l'invecchiamento del corpo ...scrittura di qualita' nel descrivere lo squallore ed il degrado di personaggi ed ambientazioni. Bello

    ha scritto il 

  • 2

    Il destino di Tanja la puttana che parte da Pietroburgo, poi va in Siberia, in Giappone, in Cina fino a arrivare a Parigi e quello del lacchè ex ufficiale dell’esercito zarista finito come cameriere a servire caviale in un ristorante parigino. Sposata, ha un marito, ma poi le cose vanno male. Sol ...continua

    Il destino di Tanja la puttana che parte da Pietroburgo, poi va in Siberia, in Giappone, in Cina fino a arrivare a Parigi e quello del lacchè ex ufficiale dell’esercito zarista finito come cameriere a servire caviale in un ristorante parigino. Sposata, ha un marito, ma poi le cose vanno male. Sola, senza un occupazione che le permetta di vivere decorosamente, comincia a trascinare un esistenza fatta di molta fame, molti risparmi e molta rabbia verso la sorte che non le concede neppure di venire mantenuta da qualcuno. Così allaccia relazioni pericolose e inconcludenti, sempre alla ricerca di un uomo che insieme all’amore le offra la sicurezza perduta. Ecco che incontra il lacchè. Un finale travolgente, come tutto in questo racconto.

    ha scritto il 

  • 0

    Mitteleuropa, alcolismo e squallore da emigrati.
    Raccontino (s)gradevole in cui - caso raro! - una scrittrice riesce a delineare un ritratto di donna (meglio, un bozzetto) in qualche modo veritiero e non assolutorio.

    ha scritto il 

  • 2

    sarà perchè oggi piove e ho passato la domenica a fare i compiti di grammatica con mio figlio, ma questa breve lettura è stata davvero un mattone. storia triste e noiosa con una protagonista antipatica e noiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    la lascivia, la pesantezza dell'avanzare degli anni - e gli anni che si portano via anche l'ultima illusione -, la bellezza che sfiorisce, che evapora come le sfumature bluastre sotto al seno, la vendetta, la spasmodica ricerca dell'amore che la vecchiaia rende sempre più simile all'odore dell'op ...continua

    la lascivia, la pesantezza dell'avanzare degli anni - e gli anni che si portano via anche l'ultima illusione -, la bellezza che sfiorisce, che evapora come le sfumature bluastre sotto al seno, la vendetta, la spasmodica ricerca dell'amore che la vecchiaia rende sempre più simile all'odore dell'opportunismo, un finale violento: il tutto racchiuso in poche pagine - fatte di parole crude e così lontane da toni patetici anzi, quasi spietate e centellinate, mai banali.

    ha scritto il 

  • 4

    In novanta paginette la Berberova racconta la vita di Tanja, protagonista di questo breve romanzo, vittima inconsapevole e indifferente della rivoluzione russa, costretta a emigrare con la famiglia a est. Con il matrimonio giunge anche l’agognato trasferimento a Parigi: l’ultima meta.


    ...continua

    In novanta paginette la Berberova racconta la vita di Tanja, protagonista di questo breve romanzo, vittima inconsapevole e indifferente della rivoluzione russa, costretta a emigrare con la famiglia a est. Con il matrimonio giunge anche l’agognato trasferimento a Parigi: l’ultima meta.

    Una figura femminile che ispira avversione e antipatia sin dalle prime pagine, un’anima spoglia e vuota che ruota attorno a personaggi altrettanto insipidi e privi di incisività. Essenziale e sobria la prosa che riesce a “fotografare” perfettamente l’aridità dei sentimenti e la desolazione dell’ambiente.

    ha scritto il 

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