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Il ladro di Maigret

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi 360)

3.8
(230)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8845924521 | Isbn-13: 9788845924521 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elda Necchi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il tempo passa per tutti, ma non per Maigret. Lavora alla Polizia giudiziaria da trent’anni, la pensione non è lontana, e la signora Maigret sta persino prendendo lezioni di guida in modo che durante il fine settimana possano raggiungere più facilmente Meung-sur-Loire e la loro casa di campagna. Eppure il commissario non ha affatto perso la sua miracolosa capacità di prendersi a cuore ogni inchiesta come fosse la prima, di assorbire come una spugna l’atmosfera degli ambienti in cui indaga, e soprattutto di mettersi nella pelle degli altri. Persino del giovane pallido, dall’aria stanca e ansiosa, che prima lo alleggerisce del portafogli sull’autobus, poi gli rispedisce il maltolto, distintivo compreso, al Quai, e infine lo convince a seguirlo nel surreale appartamento in cui vive per mostrargli il cadavere della moglie Sophie, freddata la notte prima con un colpo di rivoltella alla testa. Fragile, tormentato, geniale, aspirante romanziere o forse sceneggiatore, François Ricain detto Francis si aggrappa a Maigret come a una zattera e lo trascina in un milieu di giovani intellettuali ambiziosi, squattrinati e ribelli, che si accompagnano a ragazze dai capelli cotonati e l’espressione imbronciata, passano le loro notti tra fumo e alcol e sembrano fregarsene di tutto e di tutti – «dei selvaggi, scostumati e maleducati», secondo i vicini. Di rado qualcuno ha incuriosito Maigret quanto Francis. Con lui si mostra stranamente comprensivo, quasi indulgente. E c’è una ragione segreta: che avrebbe fatto lui, integerrimo tutore della legge, se avesse avuto un figlio come Francis?
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Maigret si gode l’inizio della primavera sulla piattaforma esterna dell’autobus, ma un ladro si incarica di rovinargliela rubandogli il portafogli. La seccatura si trasforma in complicazione quando, il mattino dopo, rispuntano sia il portafogli, sia il ladro, che si rivela essere poco più che ven ...continua

    Maigret si gode l’inizio della primavera sulla piattaforma esterna dell’autobus, ma un ladro si incarica di rovinargliela rubandogli il portafogli. La seccatura si trasforma in complicazione quando, il mattino dopo, rispuntano sia il portafogli, sia il ladro, che si rivela essere poco più che ventenne. Si chiama Ricain e, prima di condurre il commissario nel suo appartamento dove giace la moglie morta, racconta di essere un aspirante sceneggiatore e giornalista che sta affondando in una lacrimevole storia di insuccessi e frustrazioni. Prende così via l’indagine che si muove per piccoli passi in un ambiente che ha a che fare con il cinema di serie B: una serie di pretendenti artisti e un piccolo produttore che se ne circonda cercando di ricavarne il più possibile. Come spesso accade in Simenon, si tratta di figure mediocri: giovani ambiziosi dal dubbio talento, uomini e donne maturi che si accontentano di sfruttare la situazione, tutti quanti con un evidente tendenza ad alzare il gomito e a fregarsene del proprio prossimo. Il loro luogo di ritrovo è il ‘Vieux pressoir’, un ristorante in cui Maigret finisce per trasferirsi (sbafando assai) così da studiare con cura la poco commendevole compagnia e dissipare uno dopo l’altro i dubbi che lo accompagnano per quasi tutto il libro. La conclusione è la più ovvia, ma Simenon è bravo a portarsi a spasso il lettore facendolo nel contempo immergere in uno dei tanti bassifondi di una Parigi che non esiste più, disegnando una classica indagine di Maigret in cui la brevità non va a scapito degli aspetti narrati, inclusa la psicologia dei personaggi. Forse non uno degli episodi migliori in assoluto, ma comunque un solido giallo in cui, come sempre, il pensiero ha una netta prevalenza sull’azione (forse pure troppo) e dove la variazione sul tema è data dalla comprensione, ai limiti dell’affetto, con cui Maigret tratta l’indecifrabile (e insopportabile per chiunque altro) Ricain.

    ha scritto il 

  • 0

    Un romanzo avvincente ed entusiasmante "Il ladro di Maigret" di Georges Simenon. Molto bello, riesce a farti entrare nel romanzo come un personaggio interno alla storia. Inoltre mi sono sembrati curati anche i luoghi, descritti brillantemente. Barbara M. (I E)

    ha scritto il 

  • 4

    Bravo! Davvero bravo Simenon, anche se in questa indagine traspare tutta l'amarezza di Maigret nel fare il prorpio dovere e quasi il dispiacere nell'assicurare alla giustizia il colpevole.

    ha scritto il 

  • 4

    "Maigret non se la prese. Sembrava anzi che trovasse divertente esser spintonato. Quella mattina era così di buonumore che tutto gli scivolava addosso."
    Il commissario sta andando a lavorare in autobus, pensa alla sua Louise che sta prendendo lezioni di guida, ma il sorriso si spegne quando si ac ...continua

    "Maigret non se la prese. Sembrava anzi che trovasse divertente esser spintonato. Quella mattina era così di buonumore che tutto gli scivolava addosso." Il commissario sta andando a lavorare in autobus, pensa alla sua Louise che sta prendendo lezioni di guida, ma il sorriso si spegne quando si accorge che gli è stato rubato il portafoglio e un giovane dopo esser sceso in tutta fretta dalla piattaforma del mezzo, si sta allontanando velocemente. L'istinto sarebbe di inseguirlo, ma non è il caso, ha le scarpe nuove, è la prima volta che le usa e sono una tortura, sembra quasi di vederlo mentre appoggia i piedi con cautela, trattenendo il fiato. "Una storia strana... Con gente strana... Sono finito nel mondo del cinema... E come al cinema, tutto è cominciato con una scena comica, il furto del mio portafoglio...". Una bella indagine per Maigret e con un finale che mi ha sorpresa, non me l'aspettavo.

    ha scritto il 

  • 4

    Caro Simenon, di nuovo mi hai depistato alla grande. Mi hai introdotto nel piccolo mondo dei frequentatori del ristorante Vieux-Pressoir, una grande tavolata di gente frequentatrice del mondo del cinema, che si arrangia tra comparse, provini sfortunati e sceneggiature spesso scartate, tra Francis ...continua

    Caro Simenon, di nuovo mi hai depistato alla grande. Mi hai introdotto nel piccolo mondo dei frequentatori del ristorante Vieux-Pressoir, una grande tavolata di gente frequentatrice del mondo del cinema, che si arrangia tra comparse, provini sfortunati e sceneggiature spesso scartate, tra Francis Ricain, aspirante sceneggiatore, aspirante regista, aspirante a un futuro grandioso ma costretto alla fame e all’elemosina per un pasto caldo, tra il produttore Carus, una specie di Silvio Berlusconi all’epoca di Telemilano, circondato da avvenenti fanciulle pronte a tutto per una particina e con l’atteggiamento da mecenate generoso che firma assegni ai suoi protetti perché i giovani talenti vanno aiutati, tra la sua compagna Nora, anche lei aspirante a farsi sposare da Carus per sistemare il futuro incerto ma anche ben organizzata per assicurarselo da sé il futuro, tra altri personaggi minori, artisti, fotografi, tutti pronti a brindare e a festeggiare se c’è chi paga…; insomma, sono entrata in questo microcosmo così eterogeneo con Maigret e mi sono persa con lui a conoscere la gente, a osservare e studiare, seduta in un tavolo d’angolo con una birra in mano, finchè eravamo arrivati a farci una mezza idea su chi di loro avesse ucciso la moglie di Ricain, una giovane donna che in quell’ambiente ci si era trovata suo malgrado, e ci stava in silenzio, tanto da rivelarsi da subito un mistero da interpretare, e invece .... tutto da rifare; insomma, alla fine, caro Simenon, mi hai depistato ancora una volta, ed io, come Maigret, sorrido tristemente al pensiero della “commedia umana” che viviamo e che tu hai così ben chiaramente illustrato.

    ha scritto il 

  • 2

    Un paternalista Maigret segue le sfortunate vicissitudini di un giovane giornalista che vive di espedienti.Il racconto si svolge in un ambito ristretto di Parigi, e coivolge una cerchia di amici che frequentano i margini del mondo artistico. Monocorde e senza spunto, rimane il piacere di entrare ...continua

    Un paternalista Maigret segue le sfortunate vicissitudini di un giovane giornalista che vive di espedienti.Il racconto si svolge in un ambito ristretto di Parigi, e coivolge una cerchia di amici che frequentano i margini del mondo artistico. Monocorde e senza spunto, rimane il piacere di entrare nelle trattorie e di cogliere i tratti descrittivi dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio primo approcio con Maigret: l'ho trovato davvero bellissimo questo romanzo, molto ben scritto, con l'atmosfera parigina che quasi si tocca con mano, e poi Maigret ti sembra quasi come un vecchio amico...qualcuno che sarebbe bello conoscere di persona...eh si...direi cinque stelle piene per ...continua

    Il mio primo approcio con Maigret: l'ho trovato davvero bellissimo questo romanzo, molto ben scritto, con l'atmosfera parigina che quasi si tocca con mano, e poi Maigret ti sembra quasi come un vecchio amico...qualcuno che sarebbe bello conoscere di persona...eh si...direi cinque stelle piene per lui!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei migliori capitoli della saga di Maigret. Intenso e coinvolgente, tutto incentrato sull'analisi dei personaggi, sul profilo psicologico del variegato gruppo dei sospettati dell'omicidio di una giovane donna. A partire dal marito della vittima, giovane inconcludente e talentuoso aspirante r ...continua

    Uno dei migliori capitoli della saga di Maigret. Intenso e coinvolgente, tutto incentrato sull'analisi dei personaggi, sul profilo psicologico del variegato gruppo dei sospettati dell'omicidio di una giovane donna. A partire dal marito della vittima, giovane inconcludente e talentuoso aspirante regista cinematografico, per finire alla sua combriccola di presunti artisti piu' o meno falliti. Non c'e' vera azione. Non inseguimenti o indagini serrate. Maigret procede nell'inchiesta quasi con la tranquillita' del sonnambulo che sa in cuor suo dove arrivera'. Da segnalare un curioso utilizzo delle "parolacce", non comune nei romanzi maigrettiani, forse a voler rimarcare l'ambito giovanile e "artistico" dell'inchiesta.

    ha scritto il