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Il lago dei sogni

Di

Editore: Adelphi - Fabula 232

3.2
(121)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845925552 | Isbn-13: 9788845925559 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"La volta che Itria Panedda Nilis riprese a sognare era un pomeriggio di fine estate, con un sole che rosolava le carni e spaccava le pietre". A Melagravida i sogni se n'erano andati dopo una scossa di terremoto, "inseguiti dall'alito caldo della terra che si apriva come una melagrana". Ma quel giorno Itria Nilis - "conosciuta col nomignolo di Panedda per via delle sue carni morbide e bianche come il latte appena quagliato", e da un anno vedova inconsolabile - si era sentita come accesa da un fuoco, ed era corsa verso l'ovile del capraio Martine. Lui, quel fuoco che Itria aveva addosso, gliel'aveva spento volentieri - ma l'aveva pagata cara. E questo accadeva sulle rive del lago di Locorio - dove da allora hanno cominciato a verificarsi fatti assai strani. Il parroco ha un bel sostenere che non c'è nessun mistero, che è solo opera del Maligno: tutti lo sanno, anche se pochi hanno visto Itria Panedda "che si spoglia, canta e vola sopra le acque del lago". Così comincia questo romanzo di Salvatore Niffoi, che ancora una volta, sin dalle prime pagine, immerge il lettore in un'atmosfera magica e insieme concretissima, in cui la vita quotidiana di un paesino della Barbagia (fatta di fatica e di dolore, di miseria e di ferocia) si illumina di visioni in cui compaiono il diavolo e i morti ammazzati, ma anche madonne "con le tette grosse e dure, labbra alabastrine e capelli di seta" - e, sull'altare maggiore di un santuario abbandonato, finanche un dipinto raffigurante un grosso ragno.
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  • 3

    Indubbiamente ben scritto, ma... non è il mio genere! Il passaggio dalla realtà a situazioni fantastiche o addirittura fantascientifiche mi sconcerta. Diverso è il mio approccio a romanzi dichiaratamente fantastici, con una loro coerenza interna in questo senso.

    ha scritto il 

  • 3

    Niffoi è un autore sardo, vive e lavora a Orani (Nuoro), per questo l'ho letto durante il giro in Sardegna. Storia strana, curiosa e forte, ambientata tra i monti sardi.

    ha scritto il 

  • 3

    Cosas de s'àtteru mundu

    Visto da lontano,allo scurire, Melagravida sembrava un grappolo di steariche accese sopra una nuvola. I lampioni dondolano nelle strade come uomini appena impiccati. Culi di luce spaccati da una sottile lama di vento dicembrino. Dentro scatole di granito la gente si copre d'orbace e non riesc ...continua

    Visto da lontano,allo scurire, Melagravida sembrava un grappolo di steariche accese sopra una nuvola. I lampioni dondolano nelle strade come uomini appena impiccati. Culi di luce spaccati da una sottile lama di vento dicembrino. Dentro scatole di granito la gente si copre d'orbace e non riesce più a sognare. Nel buio ruvido si dorme un sonno espiatorio, in attesa del sole che all'alba spara sui tetti la sua farina ambrata dalla punta calcarea di monte Tumbacanes.

    C'è un senso del magico e del sovrannaturale che percorre la storia ,insieme ad una primitiva fisicità .
    In un paesino della Barbagia, dove la vita è misera ,faticosa, a volte feroce , popolato da strani personaggi ,come Don Severino Nodosu,il mincitristu, la fattucchiera Antioca Benzina, il bibliotecario-becchino Tziu Ossoriu Concale, Meruliu Triozzu,lo "scannagatti" ,l'ubriacona Tumbarina...
    al lago di Locorio succedono cosas de s'àtteru mundu !
    Affascinante la lingua utilizzata ,impregnata di dialetto ,"densa"
    e la protagonista Itria Panedda Nilis ,Itriedda "femmina di sentimenti forti" che diviene anche una appassionata lettrice

    3*** e mezzo

    ha scritto il 

  • 2

    Bah, non so che cosa dire... parte lungo il solito filone di sardità che gli ha dato il successo, anche se stavolta la sensazione è di una maggiore forzatura ed artificio nel linguaggio, forse anche per andare incontro a chi sardo non è. Poi degenera: ufo, messe nere, accessi a mondi paralleli... ...continua

    Bah, non so che cosa dire... parte lungo il solito filone di sardità che gli ha dato il successo, anche se stavolta la sensazione è di una maggiore forzatura ed artificio nel linguaggio, forse anche per andare incontro a chi sardo non è. Poi degenera: ufo, messe nere, accessi a mondi paralleli... Qualcuno ha definito questo romanzo onirico... forse, ma è quel genere di sogni dati da troppe libagioni unite ad una cattiva digestione. Non mi ha dato assolutamente niente.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah... non capisco il senso di questa storia, non ha nè capo nè coda! Il finale poi... insomma, deludente, insipido, azzarderei ridicolo!
    Ma la cosa che ho trovato più sconcertante è il linguaggio: sono sarda, capisco e parlo la lingua sarda scorrevolmente e so di certo che scrivere qualcos ...continua

    Mah... non capisco il senso di questa storia, non ha nè capo nè coda! Il finale poi... insomma, deludente, insipido, azzarderei ridicolo!
    Ma la cosa che ho trovato più sconcertante è il linguaggio: sono sarda, capisco e parlo la lingua sarda scorrevolmente e so di certo che scrivere qualcosa come "mi sto AMMACCHIANDO", non vuol dire assolutamente niente! "Sto impazzendo" è in italiano e "mi che so ammacchianne" è in sardo...Non capisco la necessità di storpiare sia il sardo che l'italiano per farne nascere un rozzo minestrone! Inoltre, mi metto nei panni di chi sardo non è; troppe poche note esplicative. Unico lato positivo: si legge in un pomeriggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinata.....

    dalle storie di Niffoi.....da "La vedova scalza" fino a questo.
    E' un pò come Corona con le storie di Erto; Niffoi racconta l'anima della sua gente, la durezza del vivere in una terra bella ma avara...sono storie intrise di antichi miti, tradizioni, usi e costumi che aiutano a comprendere u ...continua

    dalle storie di Niffoi.....da "La vedova scalza" fino a questo.
    E' un pò come Corona con le storie di Erto; Niffoi racconta l'anima della sua gente, la durezza del vivere in una terra bella ma avara...sono storie intrise di antichi miti, tradizioni, usi e costumi che aiutano a comprendere un pò i sardi così riservati e gelosi della propria essenza.

    ha scritto il 

  • 3

    "Sono tutte cattiverie,figlio mio,cose che dicono gli invidiosi che non conoscono il piacere della lettura.Tu ricordati sempre che un ragazzo che legge ne vale almeno due!"

    I libri e i sogni:due elementi reali ma fantastici sono presenti in questo libro.
    Due elementi che pur essendo ...continua

    "Sono tutte cattiverie,figlio mio,cose che dicono gli invidiosi che non conoscono il piacere della lettura.Tu ricordati sempre che un ragazzo che legge ne vale almeno due!"

    I libri e i sogni:due elementi reali ma fantastici sono presenti in questo libro.
    Due elementi che pur essendo presenti nella realtà aiutano ad evadere, a ritrovarsi in un altro mondo, a sperare in qualcosa di meglio, a vedere oltre...
    Itria e suo figlio Martine vivono per i libri e riportano questo piacere ad un popolo che da tempo l'aveva perso, a causa del progresso.
    Sinceramente, non mi sembra un'ipotesi molto surreale:se ci si guarda intorno si nota che i giovani specialmente, ma comunque in generale, l'amore per la lettura va affievolendosi, purtroppo.
    "Il lago dei sogni" è il primo libro di Niffoi che ho letto, interessante dal punto di vista della scrittura, abbastanza scorrevole ma in certe parti un pò lento, e si ha un pò di difficoltà a tenere il filo della narrazione.
    Da sarda,ovviamente, non ho avuto problemi per quanto riguarda le espressioni tipiche.
    Comunque, libro bello ma che ti lascia un pò così, non mi va di dare più di tre stelle e sono curiosa di leggere qualcos'altro di questo scrittore.

    ha scritto il 

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