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Il lamento del bradipo

Di

Editore: Mondolibri

2.9
(463)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 246 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 2

    La trama e' carina , questo Andy che non ha un soldo e si lascia andare crogiolandosi nelle sue sfighe . Certo fa riflettere sul fatto che in alcuni periodi le vicende della vita , ti portano ad assumere un personaggio per forza passivo, in balia delle cose che non vanno bene . Ma devo dire anche ...continua

    La trama e' carina , questo Andy che non ha un soldo e si lascia andare crogiolandosi nelle sue sfighe . Certo fa riflettere sul fatto che in alcuni periodi le vicende della vita , ti portano ad assumere un personaggio per forza passivo, in balia delle cose che non vanno bene . Ma devo dire anche che e' un po noioso , se fossero state piu' pagine penso che ci avrei rinunciato .

    ha scritto il 

  • 2

    La trama e' carina , questo Andy che non ha un soldo e si lascia andare crogiolandosi nelle sue sfighe . Certo fa riflettere sul fatto che in alcuni periodi le vicende della vita , ti portano ad assumere un personaggio per forza passivo, in balia delle cose che non vanno bene . Ma devo dire anche ...continua

    La trama e' carina , questo Andy che non ha un soldo e si lascia andare crogiolandosi nelle sue sfighe . Certo fa riflettere sul fatto che in alcuni periodi le vicende della vita , ti portano ad assumere un personaggio per forza passivo, in balia delle cose che non vanno bene . Ma devo dire anche che e' un po noioso , se fossero state piu' pagine penso che ci avrei rinunciato .

    ha scritto il 

  • 2

    Fatica e noia

    Sto facendo una fatica incredibile per portarmi alla fine. Le prime 100 pagine non sono state sufficienti per farmi appassionare alla storia dello sfigato Andy, uomo cinico ed egoista, che pretende dagli altri quanto non è mai stato in grado di dare. Vada per la costruzione di un protagonista ant ...continua

    Sto facendo una fatica incredibile per portarmi alla fine. Le prime 100 pagine non sono state sufficienti per farmi appassionare alla storia dello sfigato Andy, uomo cinico ed egoista, che pretende dagli altri quanto non è mai stato in grado di dare. Vada per la costruzione di un protagonista antipatico, vada anche per l'elencazione di una serie di sfortune, cercate o indotte. Sarà anche maestria dello scrittore, ma non è il mio genere e non garantisco che arriverò all'ultima pagina.
    Confermo quanto già temevo, finito ma con una fatica di lettura che neanche il più ostico dei classici... ma almeno per quelli ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 5

    Ce l'avevo lì da un po', non ero convinto, non mi ispirava. Forse la copertina, o l'idea che fossero lettere. Alla fine l'ho letto, anzi divorato. Sublime, ironico, fenomenale.
    Voto 9

    ha scritto il 

  • 2

    Che inutilità e che noia!
    Ho scoperto di non sopportare i libri di cui non sopporto il protagonista. Anche se è voluto, non esiste che io non possa identificarmi o almeno provare una certa empatia con colui che mi terrà compagnia nei miei momenti di lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Agrodolce e a tratti noioso...

    Premetto che non ho letto Il lamento di Portnoy e che non posso fare paragoni, semmai il libro volesse ispirarsi... Tra l'altro, è vero?
    Il lamento del bradipo ha un suo perché, anche se non è propriamente un piacere da leggere.
    La prima metà del libro stenta ad appassionare, è ripeti ...continua

    Premetto che non ho letto Il lamento di Portnoy e che non posso fare paragoni, semmai il libro volesse ispirarsi... Tra l'altro, è vero?
    Il lamento del bradipo ha un suo perché, anche se non è propriamente un piacere da leggere.
    La prima metà del libro stenta ad appassionare, è ripetitiva, monotona, sempre le stesse lamentele, anche se lo stile è piacevole... Poi, una volta che ci si è abituati al ritmo del libro, si vuole andare avanti per capire se alla fine qualcosa succede, se un qualche evento inaspettato viene a scuotere la vita tediosa del povero Andy. In realtà, sperare che questo succeda è proprio l'antitesi di quello che lo scrittore voleva che succedesse. Solo verso la fine mi sono accorta della bellezza del libro e mi sono lasciata prendere dall'ironia spietata e dal cinismo. Pero', era un po' troppo tardi.
    Ed è un peccato, perché ci sono alcune chicche che valgono la pena di essere lette, alcune idee (come quella del bradipo, tra l'altro...).
    "Siamo chiamati a fare delle scelte così presto, e sulla base di informazioni così scarse, e il risultato è che finiamo invischiati in vite che non c'entrano niente con noi".
    "In fondo, il nocciolo della questione è che bisogna arrivare da qualche parte, altrimenti perché partire? Ed è proprio questa la domanda che continuo a pormi. Perché partire?"

    ha scritto il 

  • 3

    Un editor de una revista literaria que se transmuta en un perezoso, sí el animal. Por cierto, el que hizo el resumen de la contraportada, no sé de donde saca las cosas. http://www.ciao.es/El_Crit_del_Peresos_Sam_Savage__Opinion_2136793

    ha scritto il 

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