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Il lamento del prepuzio

Di

Editore: Guanda (Le Fenici tascabili; 241)

3.8
(1051)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860886503 | Isbn-13: 9788860886507 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elettra Caporello

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell'ambiente, eppure si ritrova, anche da adulto, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale...
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  • 4

    ... del tipo che quando ho detto a un mio amico super snob e intellettuale di aver trovato godibilissimo questo romanzo mi sono beccata tanti di quegli insulti da rimanerne un po' mortificata. Mi sono fatta un serio esame di coscienza, ho ripreso in mano il libro, ho sospirato un po' sentendomi s ...continua

    ... del tipo che quando ho detto a un mio amico super snob e intellettuale di aver trovato godibilissimo questo romanzo mi sono beccata tanti di quegli insulti da rimanerne un po' mortificata. Mi sono fatta un serio esame di coscienza, ho ripreso in mano il libro, ho sospirato un po' sentendomi stupida e in colpa, e poi mi son ravveduta. Questa bizzarra storia mi è piaciuta molto alla faccia degli snob intellettuali seriosi e criticoni (anche se sono amici). Fa ridere. Fa riflettere qua e là sull'intransigenza degli estremismi religiosi, sulle contraddizioni dell'ebraismo e sulle sue molte anime. Ridicolizza quanto basta il lato irrazionale insito in ogni religione. Affronta con disarmante tenerezza il timore panico di diventare genitore, con tutte le scelte che implica e i cambiamenti che inevitabilmente comporterà.
    Insomma, ce n'è abbastanza, no, per definirlo un buon libro? Per me, sì.

    ha scritto il 

  • 4

    La carbonara è no-kosher?

    Premetto che sono diventata una lettrice lenta e che ho impiegato più del dovuto a leggere le avventure di Shalom, quindi se qualcuno ritenesse le mie recensioni degne di nota e continuasse a leggerle, non tenga conto dei tempi di svolgimento perché sono fuorvianti.
    Sappiate che è un libro ...continua

    Premetto che sono diventata una lettrice lenta e che ho impiegato più del dovuto a leggere le avventure di Shalom, quindi se qualcuno ritenesse le mie recensioni degne di nota e continuasse a leggerle, non tenga conto dei tempi di svolgimento perché sono fuorvianti.
    Sappiate che è un libro intelligente e spassoso e anche un po' triste da divorare in breve.
    Vi verrà anche fame a furia di leggere di cibi no-kosher, lo sconsiglio ai lettori a dieta.
    Un rapporto con (il suo) Dio complicato, una vita spesa nell'attesa della vendetta divina per aver infranto ciclicamente lo Shabbat, per aver scritto (e cancellato) dello strano sense of humor di questo Dio e per aver guardato (e bruciato) giornaletti porno.
    Shalom affronta una famiglia difficile dove crescere e avere un'identità propria, una società sempre col dito puntato e sta faccenda della circoncisione...
    Scritto bene, con sentimento e tanta ironia

    ha scritto il 

  • 4

    "Quando ero molto piccolo, mio fratello mi prendeva talmente in giro che un giorno gli tirai un coltello.
    - No, - disse mia madre, - usa le parole.
    Lo feci. Gli dissi quanto era egoista, che stava facendo a pezzi la nostra famiglia con la sua ostinata belligeranza, che stava trasforma ...continua

    "Quando ero molto piccolo, mio fratello mi prendeva talmente in giro che un giorno gli tirai un coltello.
    - No, - disse mia madre, - usa le parole.
    Lo feci. Gli dissi quanto era egoista, che stava facendo a pezzi la nostra famiglia con la sua ostinata belligeranza, che stava trasformandosi in tutto ciò che odiava di nostro padre e anche peggio.
    - Okay, - disse mia madre, - non usare le parole."

    Amaro ed esilarante.

    ha scritto il 

  • 4

    La lotta personale di Shalom contro Dio e la religione, in questo caso quella ebraica, ma il concetto potrebbe essere ampliato a tutte le ortodossie. Esilarante, ma a tratti anche molto triste.

    ha scritto il 

  • 4

    (non ho mai trovato una sensibilità religiosa tanto simile alla mia come in questo libro.)

    « il nostro professore di filosofia ci raccontò di un uomo che dichiarava che Dio era morto: magari, Frederich! era vivo ed era uno stronzo. »

    ha scritto il 

  • 4

    4 stellette e mezza, voto 9

    Non un romanzo, ma un libro della conoscenza. Sono infinitamente grata agli amici del gruppo di lettura virtuale che frequento, perché senza di loro non l'avrei mai scoperto. Perdendomi in tal modo l'incontro con un uomo, prima che uno scrittore, con cui sento delle affinità importanti e che mi h ...continua

    Non un romanzo, ma un libro della conoscenza. Sono infinitamente grata agli amici del gruppo di lettura virtuale che frequento, perché senza di loro non l'avrei mai scoperto. Perdendomi in tal modo l'incontro con un uomo, prima che uno scrittore, con cui sento delle affinità importanti e che mi ha aperto la porta su un mondo che mi era totalmente sconosciuto.
    Non è un romanzo, dicevo, ma un memoir, perché l'autore racconta di sé, da quando ha cominciato a capire e ricordare fino al primo compleanno del figlio. Ci porta in una comunità ebraica ortodossa che vive rinchiusa in se stessa e nelle proprie tradizioni a due passi da New York. Il piccolo Shalom ha un'intelligenza sveglia, probabilmente al di sopra della media, che fin da subito lo fa riflettere e mettere in discussione tutte le complicatissime manovre che fanno parte della vita quotidiana della sua gente.
    Davvero a leggere si ha un senso di claustrofobia: una delle cose che mi hanno colpito di più è stata la gara delle benedizioni a scuola. Per ogni cibo c'è una benedizione specifica, da fare prima di mangiare, e se per la mela è un affare semplice, per un cono gelato comincia a complicarsi perché c'è una combinazione di alimenti, e occorre sapere non solo quale è il prevalente, ma anche quale è il prevalente per te. In una parola, se ti piace di più il cono o il gelato, e se prendi panna e fragola se ti piace più la panna o la fragola, e all'interno di.... eccetera eccetera. Da impazzire. Ma se non lo fai, Dio ti punirà nei modi più crideli ed efferati. Il dramma di Shalom sta tutto qui: nel fatto di crederci, in quel Dio beffardo e cattivo che gli è stato inculcato, e di averne terrore.
    Un libro importante, per conoscere un mondo altro ma anche - per chi è nato qualche generazione fa - per ritrovare il filo di un'educazione cattolica repressiva che in qualche modo ci portiamo ancora dentro.

    ha scritto il 

  • 4

    C’è chi lo prende come destino. C’è chi, come Shalom Auslander, lo prende come Dio che si diverte a tormentarti. Tutto noi sentiamo il bisogno di spiegarci come e perché ci capita qualcosa. Shalom se lo spiega come Dio che lo prende in giro. Fra presente e passato, l’autore ci racconta la sua vit ...continua

    C’è chi lo prende come destino. C’è chi, come Shalom Auslander, lo prende come Dio che si diverte a tormentarti. Tutto noi sentiamo il bisogno di spiegarci come e perché ci capita qualcosa. Shalom se lo spiega come Dio che lo prende in giro. Fra presente e passato, l’autore ci racconta la sua vita di marito e futuro padre e la sua infanzia di bambino ebreo ortodosso che, avido di ribellione giovanile, andava al centro commerciale di sabato e si ingozzava di hot dog. “Il lamento del prepuzio” è un libro esilarante ma anche ricco di drammi (è la storia di una vita. E non esiste vita che non debba affrontare dei drammi…). Ma è anche un libro arguto, pieno di saggezza e di quella libertà che molti non osano prendersi: accusare Dio di avere un distorto senso dell’umorismo.

    ha scritto il 

  • 0

    Cose che non si possono scegliere

    Non si può scegliere in quale famiglia nascere, sotto quale cultura.
    Ci si ritrova e basta. E quando una particolare situazione non dà conforto, anzi, dove regole e regolamenti falliscono, lasciando un vuoto, non c'è altra soluzione che cercare le emozioni altrove. E scegliere quale mano st ...continua

    Non si può scegliere in quale famiglia nascere, sotto quale cultura.
    Ci si ritrova e basta. E quando una particolare situazione non dà conforto, anzi, dove regole e regolamenti falliscono, lasciando un vuoto, non c'è altra soluzione che cercare le emozioni altrove. E scegliere quale mano stringere.
    http://www.youtube.com/watch?v=7dMT7t7qohA

    ha scritto il 

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