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Il lamento del prepuzio

Di

Editore: Guanda (Le Fenici tascabili; 241)

3.8
(1079)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860886503 | Isbn-13: 9788860886507 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elettra Caporello

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell'ambiente, eppure si ritrova, anche da adulto, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale...
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    Più leggo opere di autori di origine ebrea e più mi convinco che abbiano una marcia in più nell'arte della scrittura. Auslander non è ai livelli del Philip Roth che adoro, ma è in grado di delineare u ...continua

    Più leggo opere di autori di origine ebrea e più mi convinco che abbiano una marcia in più nell'arte della scrittura. Auslander non è ai livelli del Philip Roth che adoro, ma è in grado di delineare un romanzo di formazione autobiografico a tratti spassoso e dissacrante. Shalom tenta in ogni modo di affrancarsi dall'ebraismo, dalla sua famiglia pedantemente osservante e da un Dio punitivo, ma non può, perché crede in questo Dio irriverente col quale patteggia e bisticcia.
    Quattro stelle per l'humor originale e per avermi fatto compagnia in un lungo pomeriggio tra un servizio e l'altro, in attesa di un bel sole.

    ha scritto il 

  • 4

    Personalmente mi sono riconosciuta nelle riflessioni di Shalom: è difficile fingere che Dio non esista se si è cresciuti in una famiglia religiosa e praticante, anche se non si è credenti da adulti. A ...continua

    Personalmente mi sono riconosciuta nelle riflessioni di Shalom: è difficile fingere che Dio non esista se si è cresciuti in una famiglia religiosa e praticante, anche se non si è credenti da adulti. Auslander ci racconta questa sensazione con ironia, il libro è piacevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Il classico romanzo di formazione su un'infanzia in una famiglia ebrea americana ma, a ben vedere, ben lontano dalle vette raggiunte da Roth.
    Dopo un pò risultano stucchevoli ed inutilmente ripetitive ...continua

    Il classico romanzo di formazione su un'infanzia in una famiglia ebrea americana ma, a ben vedere, ben lontano dalle vette raggiunte da Roth.
    Dopo un pò risultano stucchevoli ed inutilmente ripetitive le immaginarie conversazioni con la divinità soprastante, sembra di avere a che fare con l'ennesimo adulto eterno adolescente e ciò, se già è sgradevole nella vita, risulta sgradevolissimo in un libro letto per rilassarsi.

    ha scritto il 

  • 0

    ronia con poco smalto.
    Battute tante, ma sembrano messe in fila come ordinate formichine.
    Una buona dose di ironia e considerazioni abbastanza efficaci che si perdono purtroppo in mezzo al devastante ...continua

    ronia con poco smalto.
    Battute tante, ma sembrano messe in fila come ordinate formichine.
    Una buona dose di ironia e considerazioni abbastanza efficaci che si perdono purtroppo in mezzo al devastante rapporto con Dio reso attraverso una sequenza di immagini ed episodi carichi e ripetitivi.
    Sicuramente un ottimo spaccato per chi, come me, non conosce affatto gli Ebrei ortodossi.
    Ma che la religione opprima e giustifichi le inadeguatezze familiari e sociali è cosa nota. Per tutte e tre le religioni del Libro.

    ha scritto il 

  • 4

    ... del tipo che quando ho detto a un mio amico super snob e intellettuale di aver trovato godibilissimo questo romanzo mi sono beccata tanti di quegli insulti da rimanerne un po' mortificata. Mi sono ...continua

    ... del tipo che quando ho detto a un mio amico super snob e intellettuale di aver trovato godibilissimo questo romanzo mi sono beccata tanti di quegli insulti da rimanerne un po' mortificata. Mi sono fatta un serio esame di coscienza, ho ripreso in mano il libro, ho sospirato un po' sentendomi stupida e in colpa, e poi mi son ravveduta. Questa bizzarra storia mi è piaciuta molto alla faccia degli snob intellettuali seriosi e criticoni (anche se sono amici). Fa ridere. Fa riflettere qua e là sull'intransigenza degli estremismi religiosi, sulle contraddizioni dell'ebraismo e sulle sue molte anime. Ridicolizza quanto basta il lato irrazionale insito in ogni religione. Affronta con disarmante tenerezza il timore panico di diventare genitore, con tutte le scelte che implica e i cambiamenti che inevitabilmente comporterà.
    Insomma, ce n'è abbastanza, no, per definirlo un buon libro? Per me, sì.

    ha scritto il 

  • 4

    La carbonara è no-kosher?

    Premetto che sono diventata una lettrice lenta e che ho impiegato più del dovuto a leggere le avventure di Shalom, quindi se qualcuno ritenesse le mie recensioni degne di nota e continuasse a leggerle ...continua

    Premetto che sono diventata una lettrice lenta e che ho impiegato più del dovuto a leggere le avventure di Shalom, quindi se qualcuno ritenesse le mie recensioni degne di nota e continuasse a leggerle, non tenga conto dei tempi di svolgimento perché sono fuorvianti.
    Sappiate che è un libro intelligente e spassoso e anche un po' triste da divorare in breve.
    Vi verrà anche fame a furia di leggere di cibi no-kosher, lo sconsiglio ai lettori a dieta.
    Un rapporto con (il suo) Dio complicato, una vita spesa nell'attesa della vendetta divina per aver infranto ciclicamente lo Shabbat, per aver scritto (e cancellato) dello strano sense of humor di questo Dio e per aver guardato (e bruciato) giornaletti porno.
    Shalom affronta una famiglia difficile dove crescere e avere un'identità propria, una società sempre col dito puntato e sta faccenda della circoncisione...
    Scritto bene, con sentimento e tanta ironia

    ha scritto il 

  • 4

    "Quando ero molto piccolo, mio fratello mi prendeva talmente in giro che un giorno gli tirai un coltello.
    - No, - disse mia madre, - usa le parole.
    Lo feci. Gli dissi quanto era egoista, che stava fac ...continua

    "Quando ero molto piccolo, mio fratello mi prendeva talmente in giro che un giorno gli tirai un coltello.
    - No, - disse mia madre, - usa le parole.
    Lo feci. Gli dissi quanto era egoista, che stava facendo a pezzi la nostra famiglia con la sua ostinata belligeranza, che stava trasformandosi in tutto ciò che odiava di nostro padre e anche peggio.
    - Okay, - disse mia madre, - non usare le parole."

    Amaro ed esilarante.

    ha scritto il 

  • 4

    La lotta personale di Shalom contro Dio e la religione, in questo caso quella ebraica, ma il concetto potrebbe essere ampliato a tutte le ortodossie. Esilarante, ma a tratti anche molto triste. ...continua

    La lotta personale di Shalom contro Dio e la religione, in questo caso quella ebraica, ma il concetto potrebbe essere ampliato a tutte le ortodossie. Esilarante, ma a tratti anche molto triste.

    ha scritto il 

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