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Il lercio

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(1547)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 383 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: A000141460 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un polcía corrupto, alcohólico, drogadicto, racista, machista, homófobo y sin escrúpulos, dentro del universo de Irvine Welsh, el Edimburgo de principios de siglo, entre los barrios obreros y la ciuda ...continua

    Un polcía corrupto, alcohólico, drogadicto, racista, machista, homófobo y sin escrúpulos, dentro del universo de Irvine Welsh, el Edimburgo de principios de siglo, entre los barrios obreros y la ciudad noble, entre los católicos y los protestantes, los seguidores del Hibernian y del Heart of Midlothian. La novela muestra el progresivo deterioro físico y moral de uno de los antiheroes de Irvine, y es en el sorprendente final donde todo acaba encajando. Como curiosidad aparecen cameos, si se puede decir así, de otros de los más salvajes personajes del autor.

    ha scritto il 

  • 4

    an insider...

    Erano anni che non leggevo Welsh e devo ammettere che la prima parte del romanzo non mi aveva particolarmente colpito. Un personaggio egoista, viscido e intimamente malvagio come il sergente Robertson ...continua

    Erano anni che non leggevo Welsh e devo ammettere che la prima parte del romanzo non mi aveva particolarmente colpito. Un personaggio egoista, viscido e intimamente malvagio come il sergente Robertson non puo' che generare disprezzo e l'indagine in cui viene coinvolto non fa che amplificare i lati oscuri della sua mente disturbata. C'è qualcosa, però, che l'autore introduce a poco a poco lungo lo svolgimento della trama. Un vero e proprio punto di vista decisamente alternativo, che offre al lettore una chiave di lettura coerente e che chiarisce molti aspetti oscuri della vicenda.

    ha scritto il 

  • 3

    Come passa il tempo...

    Nello sprofondare in questa gustosa lettura, da troppo tempo in attesa sulla scrivania, tra una pagina di lerciume e un monologo di tenia, mi imbatto nell'anno della prima edizione.
    Così, giusto per s ...continua

    Nello sprofondare in questa gustosa lettura, da troppo tempo in attesa sulla scrivania, tra una pagina di lerciume e un monologo di tenia, mi imbatto nell'anno della prima edizione.
    Così, giusto per spulciare l'esemplare in mio possesso.
    Welsh, sono sempre più convinto, è ormai sorpassato, per non dire agée.
    La realtà è andata ben oltre i suoi antieroi.
    La società è divenuta ancor più sordida, ben più bigotta e tossicodipendente, ma, allo stesso tempo, molto, molto, molto più modereccia ed intollerante verso i non allineati al Sistema (qualunque voglia essere l'interpretazione di un tale termine onnicomprensivo).
    L'era dei Renton, degli Spud e del qui protagonista, il lercissimo Sergente Robertson, è bella che finita, messa in disparte, nascosta sotto il tappeto, vietata.
    Al suo posto è stata patinata, incanalata ed istituzionalizzata qualsiasi cosa, anche la droga, anche quella dura, purché funzionale al conformismo; lo stupefacente diventa uno status degli ambienti da festa e di quei quattro, si fa per dire, fessi che pensano di essere qualcuno sparandosi roba su per il naso.
    Non ha più valore di ribellismo, di scoperta interiore, di formazione o di devastazione.
    Non si ha nemmeno più il coraggio di essere individuali in questo approccio.
    Nello stesso tempo si è divenuti schiavi di un politically correct uniforme e noioso, per cui alcuni passaggi letterari di questo lercissimo volume oggi sarebbero certamente additati come esempio e fonte di ogni male, con ogni probabilità da una marea di pippaioli da festa e mignotte d'alto bordo senza ricevuta.
    Più di 15 anni fa passò quasi sotto silenzio, pur essendo un discreto cazzotto per il lettore medio, nuovo o fedele, dello sballatissimo Irvine.
    Ricorda molto, in alcuni passaggi, il caro, vecchio "Cattivo tenente", con l'aggiunta di alcune invenzioni, davvero assurde, tipiche dell'autore britannico.
    Lercio oltre ogni misura, con perle di cristallino talento nello scovare le contraddizioni e i fini nascosti dell'allora nascente New Labour e della società da esso plasmata e proposta.
    Lettura da prendere con guanti e pinze, ma anche senza prevenzioni da benpensanti.

    ha scritto il 

  • 5

    Il perfetto antieroe

    Se non avete mai letto un libro di Irvine Welsh, questo tenetevelo per ultimo.
    Se avete letto "Trainspotting", "Porno" o "Skagboys" penserete: "Cazzo, questo è Sick Boy elevato la cubo!"
    Se siete aman ...continua

    Se non avete mai letto un libro di Irvine Welsh, questo tenetevelo per ultimo.
    Se avete letto "Trainspotting", "Porno" o "Skagboys" penserete: "Cazzo, questo è Sick Boy elevato la cubo!"
    Se siete amanti delle favolette, non leggetelo.

    Bruce "Robbo" Robertson è talmente lercio che risulta impossibile non fare il tifo per lui. E' ULTRALERCIO.
    Welsh ha realizzato il suo capolavoro (grazie anche all'ottima traduzione): rimani incollato dalla prima all'ultima pagina,
    si crea un'empatia unica col protagonista. Il libro ti appassiona, ti fa ridere e (grazie a quel finale) ti fa anche
    riflettere. Un libro che va gustato con calma.

    "IL LERCIO" è sul mio podio personale.

    (PS: qualche giorno fa ho visto la trasposizione cinematografica in lingua originale sottotitolata.. beh.. niente
    a che vedere col libro!)

    ha scritto il 

  • 0

    Bruce "Robbo" Robertson, sergente investigativo nella polizia di Edimburgo, è il classico rifiuto umano, le cui caratteristiche si addicono a tutto meno che ad un poliziotto: ama l'alcool, si fa di dr ...continua

    Bruce "Robbo" Robertson, sergente investigativo nella polizia di Edimburgo, è il classico rifiuto umano, le cui caratteristiche si addicono a tutto meno che ad un poliziotto: ama l'alcool, si fa di droga, malato di sesso, ruba, umilia, picchia e riesce sempre ad ottenere quello che vuole grazie alla sua parlantina. Come se non bastasse, ha un eczema alle parti basse e il verme solitario a migliorargli la vita. Aspira ad essere promosso ispettore e il caso che gli viene affidato in questo romanzo tratta dell'omicidio del figlio dell'ambasciatore del Ghana, brutalmente ucciso. Più che seguire il caso, Bruce pensa a darsi alla bella vita, nei suoi giri tra locali il cui accesso è proibito ai minori e con i suoi amici che lo riforniscono della dose giornaliera di droga, ma non si rende conto di essere entrato in una spirale sempre più crescente di perversione e devasto, derivata anche dai traumi del suo passato e dalla tenia che ha in corpo (che si rivelerà quasi un secondo narratore), che lo porterà alla più completa rovina, psicologica e fisica.
    Lo stile è volgare, scurrile e molto familiare, in quanto è Bruce stesso il narratore principale, ma in compenso è uno stile che ti prende e non ti lascia più e, personalmente, quando lo leggevo e dopo un po' mi fermavo, dovevo trattenermi per non prenderlo di nuovo in mano e continuare - in un certo senso ti affascina e ti inquieta, ecco.
    Diretto tra i miei preferiti, consigliatissimo.

    ha scritto il 

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