Il leviatano e la pompa ad aria

Hobbes, Boyle e la cultura dell'esperimento

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Ha scritto il 05/06/15
As we come to recognize the conventional and artifactual status of our forms of knowing, we put ourselves in a position to realize that it is ourselves and not reality that is responsible for what we know. Knowledge, as much as the state, is the p ...Continua
Ha scritto il 19/01/09
Vuoto fisico e vuoto politico: il destino politico inglese nelle mani degli scienziati
Che cosa accomuna due personalità intellettuali di alto spessore come Robert Boyle (grande chimico) e Thomas Hobbes (grande filosofo politico) entrambi vissuti nel XVII secolo? Il comune interesse per la questione del "vuoto".

Con un'analisi a

Con un'analisi al tempo stesso storico-ricostruttiva e sociologica-analitica gli autori ripercorrono tutta la questione che vedeva contrapporre su due versanti inconciliabili da una parte la filosofia naturale di matrice aristotelica che negava per definizione la possibilità del vuoto (Hobbes), e dall'altra l'emergente "comunità" degli sperimentatori (poi raggruppati nella Royal Society).
Una controversia che storicamente s'è risolta nella vittoria di questi ultimi e con il declassamento (definitivo?) della filosofia naturale e politica incarnata nella visione di Hobbes. Infatti come argutamente suggeriscono gli autori, il successo di Boyle è da leggersi nel contesto politico culturale dell'Inghilterra della Rivoluzione, quando cioè un nuovo modo di concepire la republica s'insinuava in ogni spazio della società: la scienza e la democrazia.
La preoccupazione di Hobbes quindi si deve leggere come il presentimento di un mutamento culturale in cui il vecchio assetto politico monarchico veniva depotenziato a favore della democrazia - ma anche a favore dell'insorgere di gruppi di potere!
Come una classe politica ha il potere di "definire" attraverso le leggi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per la società, così la Royal Society aveva il potere di "definire la realtà" stessa delle cose naturali. Quel che unisce le due realtà sono meccanismi mentali che si attivano: concepire il vuoto, "vederlo" dentro un complesso apparecchio che "produce" il vuoto, la pompa ad aria, apre la strada ad una concezione di un vuoto sociale, uno spazio di "assenza" posto tra gli individui e lo Stato, terra di nessuno e perciò terra di conquista e di anarchia (lo stato hobbesiano di natura).

Un libro per tutti coloro che vogliono conoscere meglio dove sprofondano le radici della cultura scientifica occidentale attraverso un "caso" emblematico.

In appendice del volume è presente la traduzione del "Dialogo fisico intorno alla natura dell'aria" di Thomas Hobbes. ...Continua


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