Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il libraio

Di

Editore: Aìsara

3.5
(287)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8861040772 | Isbn-13: 9788861040779 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Cadeddu

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

Ti piace Il libraio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
A migliaia di chilometri dal luogo in cui vi trovate, in un paese, una città, una libreria qualunque, vive un libraio un po' fuori dal comune. Si nutre solo di libri e tisane e, per non abbandonare i suoi libri, tiene aperta la libreria giorno e notte, sette giorni su sette. Si prende cura dei suoi clienti, in particolar modo di quelli che non hanno mai letto un libro, quelli che frugano tra gli scaffali alla ricerca di sé stessi, quelli che cercano risposte spinti da un interrogativo che li perseguita, e delle ragazze affette dalla sindrome da ultima copia. Eppure il libraio non sa di essere speciale: pensa di essere come tutti gli altri, o, almeno, come tutti gli altri librai.
Ordina per
  • 1

    Régis de Sá Moreira racconta la vita appartata di un libraio sognatore, amante dei libri, che fa del suo lavoro una vera e propria missione. Il suo universo è fatto certamente di libri, ma anche di tisane (“un cliente, una tisana”), di pagine strappate e spedite ai suoi fratelli e alle sue sorell ...continua

    Régis de Sá Moreira racconta la vita appartata di un libraio sognatore, amante dei libri, che fa del suo lavoro una vera e propria missione. Il suo universo è fatto certamente di libri, ma anche di tisane (“un cliente, una tisana”), di pagine strappate e spedite ai suoi fratelli e alle sue sorelle, di voci che entrano nel buio della notte alla ricerca di manuali di lingue straniere, di interrogativi esistenziali che perseguitano libraio e clienti come mosconi appiccicosi. Ama i suoi clienti, soprattutto quelli che non sanno ancora cosa stanno cercando. Quelli che frugano tra gli scaffali alla ricerca di sé stessi. Un libro – quasi – inutile, che se non fosse stato scritto, nessuno ne rimpiangerebbe l’esistenza. Il libro non ha nessuna originalità, anzi presenta molte ridondanze e riti alquanto scialbi. Sicuramente per un po’ non vorrete più sentire parlare della parola “libraio”, che viene usata ogni due per tre per singola pagina.

    ha scritto il 

  • 1

    Un libro insulso.

    Nelle remote regioni libresche esistono libri che ti appassionano, che ti travolgono, che fanno nascere in te il desiderio di scoprirne altri dello stesso autore e che ti invogliano a leggere altro, anche di genere differente; al contrario esistono anche libri che fanno nascere in te un sentiment ...continua

    Nelle remote regioni libresche esistono libri che ti appassionano, che ti travolgono, che fanno nascere in te il desiderio di scoprirne altri dello stesso autore e che ti invogliano a leggere altro, anche di genere differente; al contrario esistono anche libri che fanno nascere in te un sentimento di repulsione talmente forte che quasi ti manda in depressione. E' il caso de "il libraio", questo libriciattolo scialbo e inconcludente, per nulla appassionante. Misterioso il fatto che qualcuno li abbia dato un voto alto. Non sono solito esprimere un giudizio oggettivo, perché sono convinto che la bontà di un libro sia squisitamente e prettamente soggettiva, ma alcune volte bisogna uscire dalle proprie convinzioni e remarci contro.

    Dunque, partiamo dal protagonista, un librario molto fantasioso e appassionato lettore, di cui non si conoscerà mai il nome perché verrà sempre definito attraverso il nome della sua professione. Presto o tardi la parola "libraio" vi uscirà dalle orecchie e non vorrete mai più sentirla per il resto della vostra vita: ripetizioni su ripetizioni, ad ogni frase: il libraio. Il libraio. Il librario...BASTA!! Primo punto a Sfavore. Lo schema del racconto è sempre lo stesso: entra un cliente (la maggior parte delle volte testimone di Geova), spesso bizzarro e surreale nei comportamenti, questo parla con il libraio, poi scappa dalla libreria per qualche motivo, a volte senza acquistare, altre volte acquistando un volume ed infine il librario si beve una tisana. Sempre il solito schema. Secondo punto a sfavore. Zero citazioni. da un libro che parla di un libraio e quindi di una libreria ci si aspetterebbe una montagna di citazioni, invece no, solo una manciata (esagerando) di citazioni prevedibili. Per il resto, il libro di turno viene semplicemente etichettato come... libro. Il libro. Stop. Di chi? Di che genere? Titolo? Non è dato saperlo, per carità!

    Non continuo. E' meglio così. Preferisco lasciarmi alle spalle questo palloso racconto surreale e inconcludente. Ci sono racconti surreali migliori in circolazione e molto più intelligenti di questo (non dico i titoli per rimanere in linea con il libro che sto recensendo). Il mio consiglio: risparmiate soldi per qualche altro libro.

    Voto: .....

    ha scritto il 

  • 1

    La punta di una stella è troppa!

    Per gestire la sfera dell'onirico e del surreale, nel campo dell'arte in generale, ci vuole molto più mestiere e talento del 'giovane' Moreira.
    In una manciata di pagine riesce pure ad essere monotono e ripetitivo (testimoni di Geova-tisane): poche sono le idee, per niente brillanti e malamente ...continua

    Per gestire la sfera dell'onirico e del surreale, nel campo dell'arte in generale, ci vuole molto più mestiere e talento del 'giovane' Moreira. In una manciata di pagine riesce pure ad essere monotono e ripetitivo (testimoni di Geova-tisane): poche sono le idee, per niente brillanti e malamente rappresentate. Nella ricerca di qualcosa di originale mi sono imbattuta in un libretto ridicolo e mal scritto.

    ha scritto il 

  • 1

    A parte qualche immagine sparsa quà e la (le pagine strappate dai libri e inviate ai fratelli e alle sorelle con un criterio personalizzato), è un libro che non trasmette nessun messaggio e non ha contenuti. Il personaggio del libraio, oltre ad essere totalmente irreale, non trasmette nemmeno amo ...continua

    A parte qualche immagine sparsa quà e la (le pagine strappate dai libri e inviate ai fratelli e alle sorelle con un criterio personalizzato), è un libro che non trasmette nessun messaggio e non ha contenuti. Il personaggio del libraio, oltre ad essere totalmente irreale, non trasmette nemmeno amore per i libri.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libraio abbandonò per un attimo il libro e rimase impietrito. Fece come per andare verso le scale, poi sospirò e rimase seduto. Li aveva sentiti ancor prima di vederli, senza distinguere bene quello che si dicevano, si intra-dicevano, si auto-dicevano.


    «Coppiettolì coppiettolì coppietto ...continua

    Il libraio abbandonò per un attimo il libro e rimase impietrito. Fece come per andare verso le scale, poi sospirò e rimase seduto. Li aveva sentiti ancor prima di vederli, senza distinguere bene quello che si dicevano, si intra-dicevano, si auto-dicevano.

    «Coppiettolì coppiettolì coppiettolà, coppiettolì coppiettolì coppiettolò»

    Nessun pudupudupudù della porta d’ingresso è mai molesto. Sia di giorno che di notte, tutti i giorni dell’anno, senza interruzioni affatto, per i tutti i nuovi lettori o appassionati, la libreria del librario è puntualmente aperta. Sebbene sia sempre difficilissimo sistemare il banco e restare in attesa di una coppietta… Parlano un linguaggio, difatti, che per il libraio è soltanto un pochino comprensibile e per di più sono alla ricerca di libri – libri sempre per le coppiette – che non sono presenti nella libreria del libraio. Proprio no, perché il libraio sceglie con cura i libri della sua libreria e quei libri, per l’appunto, non lo appassionano per nulla. I suoi clienti preferiti, invece, non sanno cosa stanno cercando, magari non hanno mai letto neppure un libro, eppure è un piacere guidarli tra gli scaffali: «La loro timidezza», leggiamo, «si trasformava in esigenza, pur conservando quell’innocenza che il libraio apprezzava tanto e che sfidava spesso il suo orgoglio di libraio. Anche per questo erano i suoi preferiti»… http://www.recensionilibri.org/2012/09/il-libraio.html

    ha scritto il 

  • 2

    Fregatura...

    Mi sono fatta fregare dalle belle recensioni qui su anobii... Un libro furbetto e ruffiano che ha deluso le mie aspettative buttandomi là un mucchio di fregnacce in mezzo a qualche riga (poche davvero) degna di nota, come le pagine strappate ai libri e mandate ai fratelli sparsi per il globo. ...continua

    Mi sono fatta fregare dalle belle recensioni qui su anobii... Un libro furbetto e ruffiano che ha deluso le mie aspettative buttandomi là un mucchio di fregnacce in mezzo a qualche riga (poche davvero) degna di nota, come le pagine strappate ai libri e mandate ai fratelli sparsi per il globo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non conosceo questo autore, sono sincera, e ho scelto il libro (come spesso faccio) esclusivamente dalla copertina.
    Ma quanto vorrei conoscere un libraio così: non si allontana mai dai suoi libri, si nutre di tisane, coccola libri e lettori e non lettori, e rimane aperto ventiquattro ore su venti ...continua

    Non conosceo questo autore, sono sincera, e ho scelto il libro (come spesso faccio) esclusivamente dalla copertina. Ma quanto vorrei conoscere un libraio così: non si allontana mai dai suoi libri, si nutre di tisane, coccola libri e lettori e non lettori, e rimane aperto ventiquattro ore su ventiquattro. Ma le pagine di questo libricino che è un vero tesoro di scrittura, non si riduce ovviamente a questo: è un inno alla lettura e ai libri. Scrittura poetica.

    ha scritto il 

Ordina per