Il libraio

Di

Editore: Aìsara

3.4
(302)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8861040772 | Isbn-13: 9788861040779 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Cadeddu

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Rosa

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Descrizione del libro
A migliaia di chilometri dal luogo in cui vi trovate, in un paese, una città, una libreria qualunque, vive un libraio un po' fuori dal comune. Si nutre solo di libri e tisane e, per non abbandonare i suoi libri, tiene aperta la libreria giorno e notte, sette giorni su sette. Si prende cura dei suoi clienti, in particolar modo di quelli che non hanno mai letto un libro, quelli che frugano tra gli scaffali alla ricerca di sé stessi, quelli che cercano risposte spinti da un interrogativo che li perseguita, e delle ragazze affette dalla sindrome da ultima copia. Eppure il libraio non sa di essere speciale: pensa di essere come tutti gli altri, o, almeno, come tutti gli altri librai.
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    Visto il libro piccolino, il carattere grande e il basso numero di pagine pensavo di metterci un'ora al massimo, invece ho impiegato due giorni e solo perché non vedevo l'ora di finirlo per passare ol ...continua

    Visto il libro piccolino, il carattere grande e il basso numero di pagine pensavo di metterci un'ora al massimo, invece ho impiegato due giorni e solo perché non vedevo l'ora di finirlo per passare oltre! Parla di un libraio (parola ripetuta fino allo sfinimento) che tiene sempre aperta la sua libreria, letteralmente sempre aperta, e ogni volta che entra un cliente si prepara una tisana. I clienti si comportano in maniera surreale, lui invia ai suoi parenti pagine strappate da libri e via dicendo.....in teoria avrei dovuto interpretare ciò che avviene nella vita di questo tizio ma non ce l'ho fatta, mi ha irritata profondamente e questa volta non posso dare nemmeno la colpa alla traduzione. C'è mancato poco che lo buttassi dalla finestra ma, a differenza del protagonista cui avrei volentieri tagliato le mani (come può venire in mente a un libraio che si rispetti di strappare le pagine dei libri?), io mi limiterò a immetterlo nel circuito bookcrossing.

    ha scritto il 

  • 4

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    Il libro di cui voglio parlarvi oggi è "Il libraio" di Régis de Sà Moreira.
    Il libraio, di cui non sapremo mai il nome, si racconta, senza cadere mai nelle descrizioni perchè non sono di suo gradiment ...continua

    Il libro di cui voglio parlarvi oggi è "Il libraio" di Régis de Sà Moreira.
    Il libraio, di cui non sapremo mai il nome, si racconta, senza cadere mai nelle descrizioni perchè non sono di suo gradimento, passo passo, lentamente, fino alla fine del romanzo.
    Il non giovane ma nemmeno vecchio libraio, racconta le sue giornate nella sua libreria, le varie figure che vi entrano, gli amori che vi sono nati e persi, i legami della famiglia e degli amici, la devozione per i libri e i problemi della vita.
    Chi si immerge nella libreria, pudupudupudù, non troverà il libraio, gli scaffali o i libri...

    "Il banco del libraio era nascosto dietro due scaffali disposti ad angolo. Era convinto che i clienti, entrando in libreria, sperassero per prima cosa di vedere i libri.
    Non era un libraio che la maggior parte di loro cercava.
    Al libraio piaceva l'idea che i clienti si trovassero da soli di fronte a un oceano di libri, una marea per la precisione, senza che nessuno li osservasse.
    Gli piaceva l'idea che i libri esistessero anche senza di lui.
    Si chiedeva se a piacergli non fosse l'idea stessa di non esistere."

    Se riuscite ad entrare nella magia del libraio e del suo vivere in libreria, riuscirete a capire i tratti strani, la sintonia, la casualità di questo libro.
    Mi sono rivista molto nella figura del personaggio principale perchè credo che ognuno di noi porti nel cuore il suo "libraio" che ama i libri e che si sente ricambiato tramite le parole scelte con cura, il vivere un romanzo, stropicciarlo, buttarlo in borsa, segnare, sottolineare, farci quasi l'amore.

    "Quando il libraio leggeva un libro aveva l'impressione di essere amato...quando la pagina di un libro gli ricordava il suo amor perduto, l'uno o l'altra delle tre donne della vita o tutte e tre insieme, il libraio, imparava a memoria la pagina pensando che un giorno, forse, avrebbe avuto la possibilità, nel mondo visibile o in quello invisibile di recitargliela, trasmettergliela e fargliela pervenire in qualche modo.
    E così si era trasformato in una raccolta di pagine per il suo amor perduto, pagine, la cui bellezza, man mano che le raccoglieva abbelliva anche lui senza che se ne rendesse conto."

    Il libraio conosce bene i frequentatori abituali, con tutte le loro manie e i loro punti deboli e sa inquadrare subito quelli nuovi, quelli che hanno la mania di leggere l'ultima pagina, quelli che hanno l'umore perennemente in nero e che la poesia riesce a trasformarla in bianco.
    Nella monotonia di questa vita scandita dal campanello del negozio e dalle tisane che assapora più volte al giorno, ritroviamo un'avventura infinita che scorre tra le pagine di questo libro.
    Questo è un racconto per tutti coloro che amano leggere, per tutti quelli che quando entrano in una libreria si sentono un bimbo nel paese dei balocchi, per coloro che prendendo un romanzo tra le mani , lo toccano, lo guardano, si innamorano e non possono posarlo più.
    Per tutti noi che siamo un pò come lui:

    "Il libraio passeggiò lungo gli scaffali della libreria.
    Prese a caso un libro dal ripiano.
    Andò alla prima pagina, iniziò a leggere e sorrise.
    Voltò pagina, continuò, si lasciò scivolare contro lo scaffale fino a sedersi per terra. Il suo sorriso si allargò.
    Eppure non era un libro divertente, anzi, ma quello era l'effetto che i libri facevano al libraio, ed era anche il motivo per il quale era diventato libraio.
    Non appena apriva un libro, si sentiva felice."

    Voto 8/10
    Voto copertina 4/10

    ha scritto il 

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    E' come entrare in un sogno e scoprire tante cose in comune con il protagonista. Vorrei anch'io vivere tra i libri, dormire con loro, nascondermi alla vista del cliente, poter scegliere i libri che va ...continua

    E' come entrare in un sogno e scoprire tante cose in comune con il protagonista. Vorrei anch'io vivere tra i libri, dormire con loro, nascondermi alla vista del cliente, poter scegliere i libri che valgano la pena di essere letti e venduti. Parlare con i libri e condurre il cliente verso il libro che lo aspetta...vivere di tisane. No questa ultima cosa proprio no, mi mangerei i libri.

    ha scritto il 

  • 1

    Régis de Sá Moreira racconta la vita appartata di un libraio sognatore, amante dei libri, che fa del suo lavoro una vera e propria missione. Il suo universo è fatto certamente di libri, ma anche di ti ...continua

    Régis de Sá Moreira racconta la vita appartata di un libraio sognatore, amante dei libri, che fa del suo lavoro una vera e propria missione. Il suo universo è fatto certamente di libri, ma anche di tisane (“un cliente, una tisana”), di pagine strappate e spedite ai suoi fratelli e alle sue sorelle, di voci che entrano nel buio della notte alla ricerca di manuali di lingue straniere, di interrogativi esistenziali che perseguitano libraio e clienti come mosconi appiccicosi. Ama i suoi clienti, soprattutto quelli che non sanno ancora cosa stanno cercando. Quelli che frugano tra gli scaffali alla ricerca di sé stessi.
    Un libro – quasi – inutile, che se non fosse stato scritto, nessuno ne rimpiangerebbe l’esistenza. Il libro non ha nessuna originalità, anzi presenta molte ridondanze e riti alquanto scialbi.
    Sicuramente per un po’ non vorrete più sentire parlare della parola “libraio”, che viene usata ogni due per tre per singola pagina.

    ha scritto il 

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    Un libro insulso.

    Nelle remote regioni libresche esistono libri che ti appassionano, che ti travolgono, che fanno nascere in te il desiderio di scoprirne altri dello stesso autore e che ti invogliano a leggere altro, a ...continua

    Nelle remote regioni libresche esistono libri che ti appassionano, che ti travolgono, che fanno nascere in te il desiderio di scoprirne altri dello stesso autore e che ti invogliano a leggere altro, anche di genere differente; al contrario esistono anche libri che fanno nascere in te un sentimento di repulsione talmente forte che quasi ti manda in depressione. E' il caso de "il libraio", questo libriciattolo scialbo e inconcludente, per nulla appassionante. Misterioso il fatto che qualcuno li abbia dato un voto alto. Non sono solito esprimere un giudizio oggettivo, perché sono convinto che la bontà di un libro sia squisitamente e prettamente soggettiva, ma alcune volte bisogna uscire dalle proprie convinzioni e remarci contro.

    Dunque, partiamo dal protagonista, un librario molto fantasioso e appassionato lettore, di cui non si conoscerà mai il nome perché verrà sempre definito attraverso il nome della sua professione. Presto o tardi la parola "libraio" vi uscirà dalle orecchie e non vorrete mai più sentirla per il resto della vostra vita: ripetizioni su ripetizioni, ad ogni frase: il libraio. Il libraio. Il librario...BASTA!!
    Primo punto a Sfavore.
    Lo schema del racconto è sempre lo stesso: entra un cliente (la maggior parte delle volte testimone di Geova), spesso bizzarro e surreale nei comportamenti, questo parla con il libraio, poi scappa dalla libreria per qualche motivo, a volte senza acquistare, altre volte acquistando un volume ed infine il librario si beve una tisana. Sempre il solito schema.
    Secondo punto a sfavore.
    Zero citazioni. da un libro che parla di un libraio e quindi di una libreria ci si aspetterebbe una montagna di citazioni, invece no, solo una manciata (esagerando) di citazioni prevedibili. Per il resto, il libro di turno viene semplicemente etichettato come... libro. Il libro. Stop. Di chi? Di che genere? Titolo? Non è dato saperlo, per carità!

    Non continuo. E' meglio così. Preferisco lasciarmi alle spalle questo palloso racconto surreale e inconcludente. Ci sono racconti surreali migliori in circolazione e molto più intelligenti di questo (non dico i titoli per rimanere in linea con il libro che sto recensendo). Il mio consiglio: risparmiate soldi per qualche altro libro.

    Voto: .....

    ha scritto il 

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    La punta di una stella è troppa!

    Per gestire la sfera dell'onirico e del surreale, nel campo dell'arte in generale, ci vuole molto più mestiere e talento del 'giovane' Moreira.
    In una manciata di pagine riesce pure ad essere monotono ...continua

    Per gestire la sfera dell'onirico e del surreale, nel campo dell'arte in generale, ci vuole molto più mestiere e talento del 'giovane' Moreira.
    In una manciata di pagine riesce pure ad essere monotono e ripetitivo (testimoni di Geova-tisane): poche sono le idee, per niente brillanti e malamente rappresentate.
    Nella ricerca di qualcosa di originale mi sono imbattuta in un libretto ridicolo e mal scritto.

    ha scritto il 

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    A parte qualche immagine sparsa quà e la (le pagine strappate dai libri e inviate ai fratelli e alle sorelle con un criterio personalizzato), è un libro che non trasmette nessun messaggio e non ha con ...continua

    A parte qualche immagine sparsa quà e la (le pagine strappate dai libri e inviate ai fratelli e alle sorelle con un criterio personalizzato), è un libro che non trasmette nessun messaggio e non ha contenuti. Il personaggio del libraio, oltre ad essere totalmente irreale, non trasmette nemmeno amore per i libri.

    ha scritto il 

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