Il libraio di Kabul

Di

Editore: RL Libri

3.8
(1397)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Tedesco , Chi tradizionale , Spagnolo , Svedese , Giapponese , Portoghese , Norvegese , Francese , Olandese , Polacco , Greco

Isbn-10: 8846208188 | Isbn-13: 9788846208187 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanna Paterniti

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Quando l'autrice, giovane giornalista norvegese, entra a Kabul al seguitodelle truppe alleate, una delle prime persone che incontra è Sultan Khan, illibraio. Con lui, nella sua bottega, inizia a parlare di letteratura, dicultura, della situazione del Paese, ma anche della sua famiglia, talmenterappresentativa del mondo afgano che Åsne pensa di poterla raccontare in unlibro. Così, per tutta la primavera successiva alla caduta dei Talebani, vieneaccolta a casa Khan e diventa la figlia bionda del libraio di Kabul. Ètestimone di amori proibiti, di matrimoni combinati, di reati e punizioni, diribellioni giovanili, e della severità con la quale la società islamica dettaancor oggi i modi in cui ciascuno deve vivere la propria vita.
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    Ingredienti: una famiglia afghana molto allargata, la vita dei suoi membri prima-durante-dopo il regime talebano, piccoli episodi quotidiani per raccontare usi e costumi di un popolo, la condizione de ...continua

    Ingredienti: una famiglia afghana molto allargata, la vita dei suoi membri prima-durante-dopo il regime talebano, piccoli episodi quotidiani per raccontare usi e costumi di un popolo, la condizione della donna velata e sottomessa agli uomini.
    Consigliato: a chi vuol viaggiare con la mente verso civiltà lontane, a chi vuol conoscere i danni causati dall’integralismo religioso.

    ha scritto il 

  • 4

    "Per secoli e secoli le donne afghane hanno dovuto accettare le ingiustizie che si commettono contro di loro. Sono le donne stesse a darne testimonianza attraverso il canto e la poesia..molte di queste grida parlano di delusione e di vita non vissuta. Una

    donna prega Dio di trasformarla in pietra piuttosto che lasciarla donna nella sua prossima vita. Non una delle poesie parla di speranza, al contrario, è la disperazione a dominare, il non aver vissuto ...continua

    donna prega Dio di trasformarla in pietra piuttosto che lasciarla donna nella sua prossima vita. Non una delle poesie parla di speranza, al contrario, è la disperazione a dominare, il non aver vissuto abbastanza, il non aver potuto godere della propria bellezza, della propria gioventù, delle gioie dell'amore.."

    Qualche giorno fa ho aiutato mia figlia, che frequenta la terza media, a svolgere un tema sull'integrazione. Ho cercato di spiegarle, perché ne ero pienamente convinta, che integrare non può significare pretendere che gli immigrati si spoglino completamente delle proprie caratteristiche culturali e religiose per assimilare quelle del paese ospitante, le ho parlato di riconoscimento e di rispetto delle altrui civiltà. Ora, dopo aver letto questo libro, un agghiacciante resoconto giornalistico della vita e soprattutto della condizione femminile in Afghanistan ai giorni nostri (quindi dopo la caduta del regime talebano perché, come sempre, tutto cambia per non cambiare nulla) devo dire che le mie convinzioni stanno iniziando a vacillare. E, come se fosse un grido di dolore, continuo a chiedermi quale integrazione potrà mai esserci tra il nostro mondo e "culture" così lontane e apparentemente incompatibili?

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei migliori libri che ho letto sulla condizione femminile nei paesi medio orientali.
    Nonostante affronti temi davvero duri e complessi, il libro è scritto davvero bene e scorrevole.
    E' incredibil ...continua

    Uno dei migliori libri che ho letto sulla condizione femminile nei paesi medio orientali.
    Nonostante affronti temi davvero duri e complessi, il libro è scritto davvero bene e scorrevole.
    E' incredibile quanto devono sopportare le donne, la loro disperazione e al col tempo stesso il loro coraggio a rimanere salde,attaccate ad una vita così impossibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante lettura che porta il lettore in Afghanistan, a Kabul. Nel raccontare la storia di una famiglia l'autrice parla delle varie dominazioni in particolare del regime talebano. A colpirmi parti ...continua

    Interessante lettura che porta il lettore in Afghanistan, a Kabul. Nel raccontare la storia di una famiglia l'autrice parla delle varie dominazioni in particolare del regime talebano. A colpirmi particolarmente è stata la descrizione della situazione femminile, donne completamente sottomesse ai voleri della famiglia, donne che si devono sempre tenere nascoste sia all'interno delle case che all'esterno, donne destinate a partorire figli, maschi possibilmente, donne che non hanno il diritto di amare. Anche dopo la caduta dei talebani difficilmente nel mondo femminile si riesce a reagire, loro non sono abituate a lottare per se stesse, continuano a rinunciare come hanno sempre fatto, come vuole la tradizione, come viene loro imposto dal capofamiglia. Un racconto, un reportage che permette di conoscere, attraverso la scrittura semplice e chiara di Åsne Seierstad, qualcosa in più di questo Paese, la sua storia politica e militare, la devastazione dei villaggi, il pericolo delle mine e in generale i vari problemi che lo riguardano.

    ha scritto il 

  • 4

    Una testimonianza reale di una giornalista norvegese che si trova a vivere in una famiglia afgana nell'immediato post caduta del governo talebano dopo i fatti dell'11 settembre.
    Un'analisi dettagliata ...continua

    Una testimonianza reale di una giornalista norvegese che si trova a vivere in una famiglia afgana nell'immediato post caduta del governo talebano dopo i fatti dell'11 settembre.
    Un'analisi dettagliata della cultura afgana e soprattutto del ruolo che hanno le donne in una società dove l'islamismo è fortemente radicato e fondamentalista.

    ha scritto il 

  • 4

    The life of a family in Afghanistan's culture

    I loved it! There is the right detachment of a western journalist, but in the meantime the biography of a family living in the cultural, social and political environment of Afghanistan with all proble ...continua

    I loved it! There is the right detachment of a western journalist, but in the meantime the biography of a family living in the cultural, social and political environment of Afghanistan with all problems concerning the women's freedom and rights. I was shocked to read about the young girl killed by her brothers with knives due the meeting with a man.
    I highly recommend it because we MUST be AWARE of what is happening in the contemporary Kabul.

    ha scritto il 

  • 3

    La vita quotidiana in Afghanistan nel terzo millennio...

    La vita in Afghanistan nel terzo millennio è agghiacciante. Per le donne ma anche per gli uomini, e anche dopo la riconquista di alcune libertà, dopo la sconfitta del regime talebano. Questo libro nar ...continua

    La vita in Afghanistan nel terzo millennio è agghiacciante. Per le donne ma anche per gli uomini, e anche dopo la riconquista di alcune libertà, dopo la sconfitta del regime talebano. Questo libro narra uno spaccato di vita quotidiana di una famiglia di Kabul, quella di un libraio e uomo d'affari (relativamente) ricco e illuminato. Davvero istruttivo è interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    Freddo

    Il tema e' molto interessante e affascinante leggere come viva una famiglia a Kabul, ma la scrittura e' fredda, molto giornalistica, che mi ha colpito poco al cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di una famiglia afgana. Storia di una famiglia come tante, che deve convivere con la guerra, la miseria e l'idea di donna di un Paese martoriato.
    Nel libro si può anche trovare una citazione de ...continua

    Storia di una famiglia afgana. Storia di una famiglia come tante, che deve convivere con la guerra, la miseria e l'idea di donna di un Paese martoriato.
    Nel libro si può anche trovare una citazione della morte in un agguato della giornalistica italiana Maria Grazia Cutuli insieme ad un collega spagnolo, al cameraman australiano e al fotografo afgano.

    ha scritto il 

  • 3

    Milioni di storie vere

    Non so bene come definirlo. E' una storia senza una fine, una storia come milioni di altre. Una storia agghiacciante. Questa è una storia vera, anzi è milioni di storie vere. Perché di donne in Afghan ...continua

    Non so bene come definirlo. E' una storia senza una fine, una storia come milioni di altre. Una storia agghiacciante. Questa è una storia vera, anzi è milioni di storie vere. Perché di donne in Afghanistan ce ne sono tantissime, sono nascoste, sono zitte e impotenti, ma ci sono. E questo libro è la loro voce.
    Il reportage tratta della primavera immediatamente successiva alla caduta del regime talebano, è incredibile vedere come la mentalità delle persone si adatti subito a quella che viene definita cultura o tradizione, nonostante non lo sia. L'ignoranza è davvero una condanna terribile. Queste donne soffrono, ma presto diventeranno causa di sofferenza per altre donne, nonostante provino empatia per loro, non riescono a ribellarsi all'assurdità delle regole in cui si sono trovate a vivere. Sono ancora convinta che giudicare per noi sia semplice e che ogni cultura ha la sua storia e deve seguire il suo corso, ma leggere parole e esperienze documentate, non romanzate, è stata dura. Non c'è lieto fine, ognuna di loro se lo crea meglio che può con quello che gli viene dato. Ma non c'è nulla di dolce, tenero e romantico nella vita di queste donne, niente che possa portare a sperare che la situazione possa migliorare... Noi siamo incredibilmente fortunate e una delle fortune più grandi che abbiamo sono i libri e le voci come queste che ci impediscono di dimenticarlo!

    ha scritto il 

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