Il libraio di Kabul

Di

Editore: RL Libri

3.8
(1357)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Tedesco , Chi tradizionale , Spagnolo , Svedese , Giapponese , Portoghese , Norvegese , Francese , Olandese , Polacco , Greco

Isbn-10: 8846208188 | Isbn-13: 9788846208187 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanna Paterniti

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Quando l'autrice, giovane giornalista norvegese, entra a Kabul al seguitodelle truppe alleate, una delle prime persone che incontra è Sultan Khan, illibraio. Con lui, nella sua bottega, inizia a parlare di letteratura, dicultura, della situazione del Paese, ma anche della sua famiglia, talmenterappresentativa del mondo afgano che Åsne pensa di poterla raccontare in unlibro. Così, per tutta la primavera successiva alla caduta dei Talebani, vieneaccolta a casa Khan e diventa la figlia bionda del libraio di Kabul. Ètestimone di amori proibiti, di matrimoni combinati, di reati e punizioni, diribellioni giovanili, e della severità con la quale la società islamica dettaancor oggi i modi in cui ciascuno deve vivere la propria vita.
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    La vita quotidiana in Afghanistan nel terzo millennio...

    La vita in Afghanistan nel terzo millennio è agghiacciante. Per le donne ma anche per gli uomini, e anche dopo la riconquista di alcune libertà, dopo la sconfitta del regime talebano. Questo libro nar ...continua

    La vita in Afghanistan nel terzo millennio è agghiacciante. Per le donne ma anche per gli uomini, e anche dopo la riconquista di alcune libertà, dopo la sconfitta del regime talebano. Questo libro narra uno spaccato di vita quotidiana di una famiglia di Kabul, quella di un libraio e uomo d'affari (relativamente) ricco e illuminato. Davvero istruttivo è interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    Freddo

    Il tema e' molto interessante e affascinante leggere come viva una famiglia a Kabul, ma la scrittura e' fredda, molto giornalistica, che mi ha colpito poco al cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di una famiglia afgana. Storia di una famiglia come tante, che deve convivere con la guerra, la miseria e l'idea di donna di un Paese martoriato.
    Nel libro si può anche trovare una citazione de ...continua

    Storia di una famiglia afgana. Storia di una famiglia come tante, che deve convivere con la guerra, la miseria e l'idea di donna di un Paese martoriato.
    Nel libro si può anche trovare una citazione della morte in un agguato della giornalistica italiana Maria Grazia Cutuli insieme ad un collega spagnolo, al cameraman australiano e al fotografo afgano.

    ha scritto il 

  • 3

    Milioni di storie vere

    Non so bene come definirlo. E' una storia senza una fine, una storia come milioni di altre. Una storia agghiacciante. Questa è una storia vera, anzi è milioni di storie vere. Perché di donne in Afghan ...continua

    Non so bene come definirlo. E' una storia senza una fine, una storia come milioni di altre. Una storia agghiacciante. Questa è una storia vera, anzi è milioni di storie vere. Perché di donne in Afghanistan ce ne sono tantissime, sono nascoste, sono zitte e impotenti, ma ci sono. E questo libro è la loro voce.
    Il reportage tratta della primavera immediatamente successiva alla caduta del regime talebano, è incredibile vedere come la mentalità delle persone si adatti subito a quella che viene definita cultura o tradizione, nonostante non lo sia. L'ignoranza è davvero una condanna terribile. Queste donne soffrono, ma presto diventeranno causa di sofferenza per altre donne, nonostante provino empatia per loro, non riescono a ribellarsi all'assurdità delle regole in cui si sono trovate a vivere. Sono ancora convinta che giudicare per noi sia semplice e che ogni cultura ha la sua storia e deve seguire il suo corso, ma leggere parole e esperienze documentate, non romanzate, è stata dura. Non c'è lieto fine, ognuna di loro se lo crea meglio che può con quello che gli viene dato. Ma non c'è nulla di dolce, tenero e romantico nella vita di queste donne, niente che possa portare a sperare che la situazione possa migliorare... Noi siamo incredibilmente fortunate e una delle fortune più grandi che abbiamo sono i libri e le voci come queste che ci impediscono di dimenticarlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro interessante, non un romanzo come potrebbe sembrare, ma uno spaccato di vita di una società così lontana dalla nostra. Decisamente una lettura piacevole ed arricchente per chi conosce il mond ...continua

    Un libro interessante, non un romanzo come potrebbe sembrare, ma uno spaccato di vita di una società così lontana dalla nostra. Decisamente una lettura piacevole ed arricchente per chi conosce il mondo "arabo", quanto importante per chi non lo conosce per avvicinarsi ad un mondo diverso ma ormai così vicino.

    ha scritto il 

  • 4

    Spaccato di vita di una famiglia afghana dopo la caduta dei talebani.
    Un reportage accurato scritto da una giornalista norvegese, corrispondente di guerra, che ha vissuto tre mesi con la famiglia di u ...continua

    Spaccato di vita di una famiglia afghana dopo la caduta dei talebani.
    Un reportage accurato scritto da una giornalista norvegese, corrispondente di guerra, che ha vissuto tre mesi con la famiglia di un venditore di libri di Kabul. Una realtà completamente diversa dalla nostra, lontana e a me sconosciuta.
    Piccole vicende quotidiane, le punizioni, le ribellioni giovanili, le ingiustizie, le tradizioni, la condizione della donna, il sogno di un popolo che cerca di risollevarsi dalla guerra.Sicuramente da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Con l'accuratezza di una reporter di guerra Asne Seierstad descrive la vita e le vicende di una famiglia afgana, subito dopo la cacciata dei talebani. Vive per un periodo presso la famiglia del libra ...continua

    Con l'accuratezza di una reporter di guerra Asne Seierstad descrive la vita e le vicende di una famiglia afgana, subito dopo la cacciata dei talebani. Vive per un periodo presso la famiglia del libraio Sultan Khan, un intellettuale, amante della cultura e dei libri.
    Uno spaccato della vita di una famiglia musulmana, interessante, avvincente. Un libro che fa misurare l'enorme distanza tra i nostri mondi.

    ha scritto il 

  • 4

    Una famiglia afgana

    La scrittrice, una giornalista, ci racconta la vita quotidiana di una famiglia di Kabul, dopo la caduta del regime talebano. Per un periodo l'autrice ha vissuto presso la famiglia Khan intervistando ...continua

    La scrittrice, una giornalista, ci racconta la vita quotidiana di una famiglia di Kabul, dopo la caduta del regime talebano. Per un periodo l'autrice ha vissuto presso la famiglia Khan intervistando e osservando i protagonisti, scegliendo poi la forma narrativa per il libro. Per chi ha letto i romanzi di Hosseini, una conferma della condizione sociale di donne e bambini in Afganistan! Però essendo questo libro una biografia, tutto è più reale.

    ha scritto il 

  • 5

    Le donne in Afghanistan

    Ottimo - è il racconto di una giornalista europea che trascorre tre mesi con la famiglia di un venditore di libri di Kabul; uno sguardo realistico della situazione delle donne (e delle bambine) nell'A ...continua

    Ottimo - è il racconto di una giornalista europea che trascorre tre mesi con la famiglia di un venditore di libri di Kabul; uno sguardo realistico della situazione delle donne (e delle bambine) nell'Afghanistan immediatamente successivo alla liberazione dai talebani; un racconto su una società ove tradizione e modernità continuano a coesistere in grande contraddizione.

    ha scritto il 

  • 3

    Questa è una storia vera, raccontata da una giornalista che per certo periodo ha vissuto con la famiglia di Sultan Khan. Il libraio di Kabul esiste veramente ed è un uomo odioso, prepotente e dittator ...continua

    Questa è una storia vera, raccontata da una giornalista che per certo periodo ha vissuto con la famiglia di Sultan Khan. Il libraio di Kabul esiste veramente ed è un uomo odioso, prepotente e dittatore! L'ho odiato con tutta me stessa e gli auguro che prima o poi gli affari gli vadano talmente male da dover essere lui dall'altra parte delle barricata. Ha talmente potere questo uomo da decidere pure le sorti di tutte le altre persone che gli ruotano intorno, figli in primis, sorelle in secundis ed aiutanti poi. Decide quale figlio far studiare e quale invece mandare a lavorare, quale marito sia giusto per tizia caia o sempronia e poco importa se a loro non va bene. Quello che Sultan dice è legge e va eseguita. Che dire poi del povero Farim? Cacciato dalla libreria solo per un capriccio. Eh sì perchè quando hai una certa influenza puoi anche decidere che, se quel ragazzino che ti aiuta in libreria non ti va più bene, lo mandi a casa senza se e senza ma. Orribile poi la storia del falegname. Condannato a 3 anni di carcere per aver rubato nella libreria 200 cartoline. Con 7 figli da sfamare, una moglie ammalata ed un padre anziano, a nulla sono valse le suppliche di non sporgere denuncia. Ma anche in questo caso Sultan Khan che non ha voluto nemmeno ascoltare le suppliche che gli venivano dalla famiglia, ha deciso che, per evitare altri furti in futuro, quella denuncia e quella punizione dovevano essere da monito per tutti.
    La condizione delle donne poi fa rabbrividire. Costrette a sposare uomini che non conoscono e valutate in base a quanti figli mettono al mondo, non hanno alcun potere decisionale. La storia di Leila poi mi ha lasciato l'amaro in bocca. Questa ragazza, l'ultima di una lunga serie di figlie è costretta a fare la serva di tutta la sua famiglia. Il suo sogno più grande sarebbe quello di diventare insegnante e di andarsene da un ambiente familiare che la soffoca, ma questo suo sogno, purtroppo, non si realizzerà mai.
    Di famiglie come quella di Sultan Khan ce ne sono tante altre in Afganistan, questa è stata raccontata e chissà quante altre ce ne sarebbero da raccontare.

    ha scritto il 

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