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Il libraio di Kabul

By Asne Seierstad

(257)

| Others | 9788846208187

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Book Description

Quando l'autrice, giovane giornalista norvegese, entra a Kabul al seguitodelle truppe alleate, una delle prime persone che incontra è Sultan Khan, illibraio. Con lui, nella sua bottega, inizia a parlare di letteratura, dicultura, della situazi Continue

Quando l'autrice, giovane giornalista norvegese, entra a Kabul al seguitodelle truppe alleate, una delle prime persone che incontra è Sultan Khan, illibraio. Con lui, nella sua bottega, inizia a parlare di letteratura, dicultura, della situazione del Paese, ma anche della sua famiglia, talmenterappresentativa del mondo afgano che Åsne pensa di poterla raccontare in unlibro. Così, per tutta la primavera successiva alla caduta dei Talebani, vieneaccolta a casa Khan e diventa la figlia bionda del libraio di Kabul. Ètestimone di amori proibiti, di matrimoni combinati, di reati e punizioni, diribellioni giovanili, e della severità con la quale la società islamica dettaancor oggi i modi in cui ciascuno deve vivere la propria vita.

153 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un quadro realistico

    Letto anni fa, ne conservo un ottimo ricordo. Si tratta di una realtà toccata con mano, direttamente dalla giornalista-scrittrice ospitata per tre mesi presso un libraio di Kabul appunto. Interessante è notare come una medesima situazione possa esser ...(continue)

    Letto anni fa, ne conservo un ottimo ricordo. Si tratta di una realtà toccata con mano, direttamente dalla giornalista-scrittrice ospitata per tre mesi presso un libraio di Kabul appunto. Interessante è notare come una medesima situazione possa essere giudicata con diverse prospettive dalla stessa persona, in contesti differenti. La Seierstad infatti è convinta che il libraio sia un uomo realmente illuminato e progressista, che grande impegno ha dedicato al salvataggio di tante opere culturali, la cui perdita avrebbe rappresentato effettivamente un grosso danno. Poi però, al rientro in un contesto sociale opposto, si rende conto di quanto lontano fosse quel mondo, in cui ancora la donna, vittima sottomessa, non ha nessun diritto né facoltà di decidere alcunché. Questo mi ha fatto capire quindi quanto sia facile, vivendo una situazione dall'interno, convincersi che sia "giusto" così, che sia "normale" vivere il quel modo, mentre tutto cambia se cambia il contesto e si sposta verso l'Occidente, con la nostra mentalità lontana anni luce dalla loro, laddove ci è quasi impossibile concepire una società del genere.

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    CR 55 said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando l'uomo è ancora una bestia.

    Leggere della condizione della donna ancora in schiavitù si rimane sbalorditi e quasi scioccati. Pensare che ancora possano esistere tali mentalità e comportamenti genera un senso di rabbia perché non si riesce a capire come forme di non rispetto,d ...(continue)

    Leggere della condizione della donna ancora in schiavitù si rimane sbalorditi e quasi scioccati. Pensare che ancora possano esistere tali mentalità e comportamenti genera un senso di rabbia perché non si riesce a capire come forme di non rispetto,di schiavitù possano risiedere anche all'interno di una grande religione come quella islamica.
    Dove risiede il concetto di Amore di rispetto del prossimo che ogni religione dovrebbe porre in cima ad ogni altro insegnamento?
    Nelle vicende descritte nel libro non si può porre a difesa dell'uomo l'ignoranza culturale perché la famiglia protagonista ha come capo stipite un libraio quindi culturalmente ed economicamente avanzato. Tutto questo genera ancora più stupore pensando come l'egoismo dell'uomo già ben sviluppato in ognuno, se poi viene avallato e sostenuto dalle leggi, si radica così profondamente nell'animo umano tale da passare sopra alla cultura, ai sentimenti più nobili e riuscire a compiere proprie azioni prevaricatorie come azioni normali e viverne contenti, o quasi.
    Un libro da leggere, evitando di non farsi troppo coinvolgere altrimenti si rimane delusi e scoraggiati sulla condizione di vita su questa terra.

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    Bera05 said on Feb 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quello che più mi ha colpito di questo libro: l'incapacità delle donne di ribellarsi allo status a cui sono rilegate, ma anche l'incapacità di scegliere, perfino quella di esprimere una semplice opinione. Razionalmente capisco che una cultura ben rad ...(continue)

    Quello che più mi ha colpito di questo libro: l'incapacità delle donne di ribellarsi allo status a cui sono rilegate, ma anche l'incapacità di scegliere, perfino quella di esprimere una semplice opinione. Razionalmente capisco che una cultura ben radicata è difficile da modificare soprattutto per quelli che la vivono da sempre, ma comunque rimane un po' la rabbia per la passività a cui le femmine di questo romanzo (Leila in particolare) si rassegnano.

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    rilaura said on Sep 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inaspettatamente bello. L'ho comprato ad un prezzo stracciato al mercatino e non ci facevo troppo affidamento, invece la descrizione di questa famiglia afgana - una famiglia reale - mi ha coinvolta moltissimo, facendomi affezionare a tutti i suoi com ...(continue)

    Inaspettatamente bello. L'ho comprato ad un prezzo stracciato al mercatino e non ci facevo troppo affidamento, invece la descrizione di questa famiglia afgana - una famiglia reale - mi ha coinvolta moltissimo, facendomi affezionare a tutti i suoi componenti, anche gli antipatici. Ogni membro è descritto nella sua storia personale con partecipazione da parte dell'autrice, che ne ha saputo cogliere le caratteristiche e le aspirazioni. Naturalmente mi sento più vicina alle donne di casa, spesso spose bambine, umiliate da sempre ad un livello tale da farti piangere di rabbia, tuttavia bisogna riconoscere che la società afgana in generale non è tenera con nessuno. Figli, poveri, fratelli minori, tutti sono sottomessi e umiliati: dai talebani, dai sovietici, dai signori della guerra, dai capo famiglia, dai mariti, dai genitori, dalle tradizioni arcaiche, dai pregiudizi, dai pettegolezzi, dalla povertà. Una vita difficile ma non priva di sogni e speranze per l'avvenire. I sogni di alcuni però hanno più speranze di essere esauditi di quelli di altri. Chissà come stanno ora Sharifa, Leila e Bibi Gul...

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    Antonietta said on Sep 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro molto interessante e scorrevole. La situazione della donna, anche in una famiglia ricca e "aperta" al mondo esterno, fa molto riflettere. E fa molta rabbia.
    Ma fa rabbia anche notare gli equilibri politici afghani. E pensare a cosa sia cambiato ...(continue)

    Libro molto interessante e scorrevole. La situazione della donna, anche in una famiglia ricca e "aperta" al mondo esterno, fa molto riflettere. E fa molta rabbia.
    Ma fa rabbia anche notare gli equilibri politici afghani. E pensare a cosa sia cambiato da allora

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    Tatu said on Jul 8, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Segnalatomi da un'amica che mi ha rassicurato non appartenere a quei romanzoni tanto in voga in questo momento a base di libri, biblioteche e bibliofili incalliti e sinistri, l'ho molto apprezzato in quanto racconta l'esperienza dell'autrice ospite d ...(continue)

    Segnalatomi da un'amica che mi ha rassicurato non appartenere a quei romanzoni tanto in voga in questo momento a base di libri, biblioteche e bibliofili incalliti e sinistri, l'ho molto apprezzato in quanto racconta l'esperienza dell'autrice ospite della famiglia del libraio Sultan. Una testimonianza in prima persona dei difficili rapporti all'interno di una famiglia afgana.

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    Bruna said on Jun 23, 2013 | 1 feedback

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